(20 mag) L’olio di qualità made in Italy vola all’estero. Sale l’export che segna dati più che positivi in diverse parti del mondo. Buoni i risultati negli Usa, con 133 mila tonnellate di olio esportato (con una progressione del 5,3% in quantità e del 4% in valore), in Germania dove si sono raggiunti livelli di 48 mila tonnellate di olio esportate (+6,6% in volume e +3,2% in valore), e in Giappone, dove la performance è migliorata di molto, con una crescita del 24% in quantità e del 20% in valore. Tra i paesi nuovi consumatori si segnalano Cina e Russia, con un incremento dell’export del 18% sia in volume, sia in valore. “È un buon segnale – commenta Pietro Sandali direttore generale di Unaprol – che denota il dinamismo delle imprese italiane nel produrre prodotti di buona ed alta qualità. Questi dati sono anche una conferma – ha poi aggiunto – della validità dei programmi di promozione del consumo consapevole realizzati in tutto il mondo da Unione europea, dall’Italia e da Unaprol”. Ma la novità che si affaccia sui mercati è il Messico. Su una popolazione di oltre 115 milioni di abitanti, oltre 10 milioni di messicani conducono una vita con un tenore di vita superiore alla media. “Si tratta di soggetti alto spendenti – afferma Eugenia Mesta trade analyst dell’agenzia Ice di Città del Messico – con un’eccellente inclinazione verso il mercato made in Italy che è leader nel segmento dei negozi gourmet. L’età media dei cittadini messicani è di 27 anni. Si tratta di una popolazione giovane che può essere intercettata con un prodotto di alta qualità come quello italiano che attualmente è al secondo posto nel Paese del Centro America. (Red)