Roma, 12 giu – “Il tempo che viviamo mette in evidenza una diffusa disuguaglianza ed una conseguente crescita delle povertà in tutti i Paesi. Il benessere sociale ed economico delle persone e delle famiglie diminuisce insieme alla difesa delle tutele. Torna a crescere il fenomeno emigratorio e della mobilità delle persone L’associazionismo degli italiani nel mondo, con la sua storia e le sue esperienze, assume oggi una rinnovata centralità nello sviluppo dei processi d’integrazione che devono garantire: la promozione educativa e sociale; la responsabilità collettiva per una società più accogliente; la crescita alla cosciente partecipazione alla vita democratica”. Lo dice Rino Giuliani, vicepresidente della Consulta Nazionale dell’emigrazie. “L’associazionismo esprime da sempre una rappresentanza sociale di interessi e di aspettative emergenti dalle nostre comunità all’estero. Esso è in grado di rappresentare e negoziare, ai diversi livelli, direttamente con i decisori di pubbliche scelte riguardanti gli italiani all’estero. I governi degli ultimi decenni i non hanno voluto o non sono stati in grado di dare un formale riconoscimento alla rappresentanza sociale propria dell’associazionismo. L’associazionismo può contribuire al superamento del peggioramento delle condizioni socio economiche delle comunità e a far sprigionare da esse energie positive interculturali e sussidiarie, per rivalorizzare il protagonismo dei cittadini migranti in un ottica di riequilibrio e di cambiamento del paradigma produttivo e di organizzazione sociale in crisi. Dalla attuale legislatura ci attendiamo la legge che riconosce alle associazioni d’emigrazione la natura di associazioni di promozione sociale atteso che, a tal fine, sia il sen Longo al senato che l’on Bobba alla Camera hanno depositato proposte mentre l’on Nissoli ne ha oggi anticipato un’altra a suo nome”.
(Sis)