(17 giu) – “La salvaguardia del patrimonio culturale nei Paesi mediterranei interessati da conflitti: il Programma Chud in Libano e l’esperienza della Cooperazione Italiana”: è il tema affrontato in un recente convegno che si è svolto nella Sala Odeion della Facoltà di Letteratura presso l’Università La Sapienza di Roma. L’evento è stato promosso dalla Cooperazione Italiana e dal Consiglio per lo sviluppo e la ricostruzione (Cdr) libanese, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, allo scopo di presentare i risultati del progetto e confrontarsi sulle buone pratiche e le lezioni apprese. Il direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Affari esteri Giampaolo Cantini e l’ambasciatore libanese Sharbel Stephan hanno aperto l’incontro, coadiuvati dal professor Stefano Tortorella dell’Università La Sapienza ha che ha moderato e introdotto gli interventi. Cantini ha sottolineato come la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, soprattutto nei Paesi interessati da conflitti e disordini, siano settori prioritari della politica di cooperazione allo sviluppo italiana poiché la cultura e l’arte favoriscono l’interscambio, mitigano le tensioni e incoraggiano la stabilità, favorendo al contempo la trasmissione di conoscenze, la formazione dei giovani e la nascita di attività economiche utili a superare la vulnerabilità e garantire lo sviluppo socio-economico del territorio. L’ambasciatore Sharbel Stephan ha evidenziato il profondo legame storico che unisce l’Italia e il suo Paese, rappresentato anche dal patrimonio culturale del Libano. Stephan ha sentitamente ringraziato il governo italiano per l’impegno profuso a favore del Libano, ricordando che l’Italia rappresenta il principale donatore europeo e il terzo a livello mondiale dopo gli Stati Uniti e la Cina e per la professionalità e qualità delle risorse umane impegnate nei vari progetti in corso nel Paese. (Red)