(5 lug) “C’era vita su Marte? C’è un legame che unisce le saline presenti in Italia e Slovenia a Marte?”. A queste domande, che apparentemente potrebbero risultare bizzarre, si darà una spiegazione scientifica nel corso di un “Summer camp”, organizzato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, alle saline di Comacchio e di Cervia nell’ambito del Progetto Saltworks – Valorizzazione eco-sostenibile delle saline tra Italia e Slovenia, co-finanziato dal Programma Italia-Slovenia. Dai segreti delle saline italiane e slovene infatti potrebbero emergere possibili collegamenti con la ricerca di forme di vita su Marte. Da lunedì e fino al 12 luglio otto studenti del corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie geologiche dell’Università degli studi di Modena e Reggio-Emilia, guidati dal professor Stefano Lugli, avranno la possibilità di effettuare ricerche scientifiche nelle due saline, studiando in particolare le interazioni tra cristallizzazione del sale e attività biologica di alghe e batteri. Nelle serate di domenica 7 alle 21 presso la Casa Museo Remo Brindisi al Lido di Spina (Comacchio) e di venerdì 12 luglio alle 21 nel piazzale dei Salinari a Cervia (Ra) il professor Lugli presenterà il lavoro didattico e di ricerca svolto dagli studenti, mettendo in risalto il collegamento tra gli studi geologici effettuati sui cristalli di sale e gesso e la ricerca di possibili forme di vita sul pianeta Marte. “Un modo per scoprirlo – afferma il professor Lugli – è studiare il sale e il gesso che sono stati rinvenuti lassù. Questi due minerali possono, infatti, contenere tracce di organismi antichi anche di centinaia di migliaia di anni. Parleremo di come i cristalli di sale e gesso riescono ad inglobare e preservare virus, batteri e alghe, rendendo le nostre saline dei laboratori naturali straordinari, per capire come studiare le rocce marziane e per verificare l’antica presenza della vita sul pianeta rosso”. (Red)