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“Il buio e la luce” nella vita di William Friedkin

it@withub.it by it@withub.it
19 Luglio 2013
in Archivio speciali - Libri
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William Friedkin, mitico regista di capolavori come “L’esorcista” e “Il braccio violento della legge”, per la prima volta si racconta. “Il Buio e la Luce. La mia vita e i miei film” (Bompiani, traduzione di Alberto Pezzotta, pp. 500, 20 euro) è uno sguardo impietoso su un artista e un’arte che hanno cambiato chi siamo – e come vediamo noi stessi. Scritto dal regista stesso, “The Friedkin Connection” (il titolo originale) racconta un viaggio attraverso molti incontri e alcune occasioni impreviste che hanno portato un giovane dal quartiere povero in cui abitava al centro di una delle industrie più potenti del mondo. Dalle strade di Chicago ai set internazionali, fino ai teatri d’opera delle sue più recenti esperienze. (Cog)

 

ALLA SCOPERTA DELL’UNIVERSO RAMMSTEIN

Con alle spalle otto album tra studio e live per un totale di oltre dodici milioni di dischi venduti, e noti per i concerti tra i più potenti e apocalittici mai portati in scena nella storia del rock, i Rammstein sono una realtà che in meno di vent’anni si è ritagliata uno spazio di primo piano nel mondo musicale internazionale, prendendolo di petto con un’attitudine dura e provocatoria che non lascia spazio al compromesso. In “Du hast – La musica dei Rammstein” (Tsunami edizioni, pp. 256, 19 euro) Kyt Walken arriva dritta al cuore della band dell’ex Germania Est, esaminandone le radici nella DDR e nel movimento cultural-musicale tedesco della Neue Deutsche Welle per poi analizzarne i testi, i videoclip e la mise en scene dal vivo, senza trascurare le controversie che li hanno visti accusati a più riprese di ultranazionalismo se non proprio apertamente di filonazismo. (Cog)

 

I TRABOCCHETTI DEL GIORNALISMO IN “TE LA DO IO LA NOTIZIA!”

Nessuna redazione può avere decine di migliaia di corrispondenti da ogni città, quartiere, cortile. Negli ultimi anni però il giornalismo partecipativo ha reso possibile la moltiplicazione delle fonti delle notizie nel mondo. Videocamere e smartphone collegati al web, in mano ai cittadini, sono uno strumento potentissimo. Dopo pochi secondi un evento può essere diffuso in rete e ripreso dai media tradizionali. In Italia YouReporter.it, con 65.000 iscritti e 400.000 contributi nei primi cinque anni, è una finestra per capire chi sono i citizen journalist e cosa li spinge a raccontare le proprie storie. Terremoti, frane e alluvioni, incidenti e naufragi, manifestazioni e scontri di piazza, rifiuti in strada e monumenti abbandonati, tradizioni e qualche follia, tutto passa attraverso “file” inviati sul web. Dal telefonino ai media italiani e ai network internazionali, è l’epoca delle “news from you”, le notizie fai da te. Con tutti i cambiamenti, i vantaggi e i rischi che questo comporta. Angelo Cimarosti, giornalista e videoreporter, nonché cofondatore di YouReporter.it fa il punto in “Te la do io la notizia!” (Mursia, pp. 134, 10 euro). (Cog)

 

“ONDA LUNGA”, L’EASY RIDER DELLA TERZA ETA’

Dalla parte dei “non più bambini”. Un divertente easy rider di quattro anziane signore. La protagonista di “Onda lunga” (Edizioni Nottetempo, pp. 272, 14,50 euro) di Elena Gianini Belotti è una donna che non vuole rassegnarsi all’immagine delle persone anziane rimandata dai messaggi pubblicitari, quei sorridenti ultrasettantenni con gli occhi che brillano per un nuovo collante per la dentiera, le festose ottantenni che grazie a un nuovo apparecchio acustico riacquistano la giovinezza. In un mondo in cui la musica dei ristoranti è diventata alta tanto da impedire la conversazione con le amiche, la protagonista intraprende un viaggio in una Roma insolita in cui esplorare tutte le avventure che l’onda lunga del tempo permette ancora di vivere. (Cog)

 

“L’ITALIA MIGLIORE” SECONDO VLADIMIR LUXURIA

Vladimir Luxuria torna alla narrativa con “L’Italia Migliore” (Bompiani, pp 280, 17 euro), una storia toccante che mette a confronto tre donne e tre modi diversi di fare i conti con la realtà. Camilla e Marianna sono due sorelle, separate da una vita diversissima. Camilla vive in un paese di provincia e conduce una vita tranquilla, anonima, con il marito, un bambino e la vecchia madre che ha qualche problema di memoria. Marianna è una aspirante conduttrice tv, si fa di coca e ha una relazione sessuale con un disgustoso direttore di Italia TV (immaginaria rete privata) per ottenere la trasmissione a cui ambisce. Marianna raggiunge il suo scopo: il programma si intitola “L’Italia migliore” e presenta sei personaggi che hanno compiuto atti di eroismo, uno per puntata. Un giorno, mentre registra il programma, Marianna si commuove pensando alla madre che non vede da anni e l’incontro con una falsa cartomante, a Roma, la convince a tornare a trovarla. L’incontro, però, non va come previsto: la madre non la riconosce e Marianna si convince che stia fingendo, come quando, in passato, aveva negato le violenze del padre sulla figlia. La giovane sembra in un vicolo cieco, ma una rivelazione sorprendente cambierà il corso degli eventi. (Cog)

 

COTRONEO E L’INCONTRO TRA “BETTY” E SIMENON

Un noir che racconta di come si può scambiare la letteratura con la vita, e le parole con i fatti – fino ad arrivare ad uccidere. Questo è “Betty” (Bompiani, pp. 240, 17 euro), il nuovo libro di Roberto Cotroneo, un giallo d’autore in cui Simenon si improvvisa Maigret. È il 1987. Georges Simenon vecchio e malato decide di tornare per l’ultima volta nella sua isola preferita, Porquerolles in Costa Azzurra, per trascorrere qualche settimana in una piccola villetta dentro la macchia mediterranea. Nella stessa isola compare una giovane donna, molto bella, con uno sguardo strano, che si fa chiamare Betty, come il personaggio di un celebre romanzo di Simenon, anche se non è il suo vero nome. Poco tempo dopo l’improvvisa apparizione, Betty viene trovata in mare. Non è un suicidio. È stata assassinata. Da chi, e perché? Simenon deve improvvisarsi Maigret, e decide di scrivere in prima persona questa storia. E attraverso questo caso giudiziario, quello di una donna ossessionata dai suoi romanzi, riapre vecchie ferite, indaga fino in fondo le contraddizioni della sua vita. E ci fa entrare in quel mondo di perdenti che ha descritto nei suoi libri più belli. Fino all’epilogo finale, sconvolgente, che è un modo crudele per tirare le fila di tutto, e chiudere i conti di un’esistenza segnata da un tarlo, da un ferita da cui non si può sfuggire. E che non gli dà pace. (Cog)

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