El Arish – Si è fermato ancora ‘Music for Peace’. Questa volta lo stop è arrivato all’interno del valico di Rafah, a 500 metri dal territorio palestinese. I 5 volontari, Stefano Rebora, Valentina Gallo Afflitto, Alvaro Daniel Gando Saenz, Claudia d’Intino e Sandra Vernocchi, dopo un mese di blocco presso Alessandria d’Egitto erano riusciti a lasciare il porto egiziano nella notte dello scorso 21 luglio, riuscendo a raggiungere, non senza difficoltà, El Arish, l’ultima città prima del border di Rafah. Dopo un giorno di sosta forzata, a causa della festività nazionale del 23 luglio, ieri mattina l’ennesimo blocco da parte dell’intelligence egiziana. Non curante del permesso scritto rilasciato dai servizi di intelligence generali e militari del Cairo e del porto di Alessandria all’Ambasciata italiana in Egitto, nonché del benestare rilasciato da parte della dogana di Alessandria, l’autorità egiziana ha rifiutato il transito del convoglio umanitario verso la Striscia di Gaza. La motivazione sarebbe di aver ricevuto ordine da parte dell’intelligence generale del Cairo di fermare il convoglio, ufficialmente perché non sono stati ritenuti a utilizzo ospedaliero un’ambulanza fornita dalla Croce Bianca genovese, un generatore di corrente donato dall’Opsedale San Martino di Genova, giocattoli per bambini già destinati all’ospedale pediatrico Dr. Ranteesi, materiale igienico, materiale informatico. Di fatto dunque le autorità egiziane hanno smentito quanto dichiarato per iscritto all’Ambasciata italiana al Cairo, bloccando la missione della Onlus italiana a poche centinaia di metri dalla destinazione. Le autorità che controllano il border di Rafah, inoltre, hanno costretto l’intera carovana umanitaria a tornare ad El Arish, nel Sinai del nord, esponendoli a grave pericolo. In questo momento l’intero carico giace fermo in strada, mentre lo staff di missione si trova all’interno di un modesto albergo nel centro della città. (9colonne)