(2 ago) I birrifici italiani guardano all’estero. In un momento in cui si registra una flessione delle vendite in Italia, da fuori le richieste della produzione made in Italy aumentano. Un export che torna a crescere, spostandosi dall’Europa all’America e segnando un +2,7 per cento nei primi quattro mesi del 2013. In questo contesto i produttori sono ottimisti riguardo alla stagione estiva, che si conferma tradizionalmente la più strategica. Nel 2012, secondo i dati diffusi da AssoBirra, sono stati prodotti 13,4 milioni di ettolitri di birra (+0,5%). È il secondo miglior risultato di sempre, dopo il picco del 2003. Di questi, circa il 15% è stato esportato, mentre il resto ha soddisfatto il 65,1% della domanda interna di birra. In pratica, due bicchieri di birra su tre del totale consumato in Italia sono stati prodotti nel Belpaese. Buoni anche i risultati della produzione di malto, risalita a 649.140 quintali (+3,1% rispetto ai 629.681 del 2011), come sempre interamente assorbiti dall’industria italiana. Il settore birrario europeo ha mostrato un andamento più “lento” di quello italiano: la produzione Ue a 27 più Svizzera e Norvegia segna -0,4% sul 2011. L’Italia si conferma il decimo produttore europeo, in una classifica guidata dai giganti della produzione del luppolo che vede in testa la Germania, seguita da Gran Bretagna e Polonia. Ma l’Italia riesce a precedere Paesi di consolidata tradizione birraria come Austria, Danimarca e Irlanda. “L’export – commenta il presidente di AssoBirra, Alberto Frausin – rappresenta e ha rappresentato un fiore all’occhiello del nostro settore. Tra il 2006 e il 2011 le esportazioni erano cresciute del +160%, nel 2012 registriamo un sostanziale pareggio rispetto all’anno precedente e questo rappresenta un motivo di orgoglio per un prodotto che, laddove possibile, viene realizzato con materie prime nazionali”. Positivi comunque i primi dati parziali (quelli relativi alle aziende associate ad AssoBirra) che parlano di esportazioni in crescita del +2,7% nei primi quattro mesi del 2013. Un dato assolutamente positivo se si pensa che, in un contesto europeo di contrazione generalizzata dei consumi, l’aumento delle esportazioni comporta un aumento della quota di mercato della birra italiana in Europa. (Cle)