Pavia, 8 ago – Siamo in piena era genomica. Ormai chiunque può sequenziare il proprio DNA a prezzi abbordabili, con l’auspicio, leggendone la sequenza, di individuare le cause delle malattie e curarle con terapie personalizzate. Ma in realtà solo una piccola frazione del nostro corredo genetico contiene il messaggio che viene tradotto in proteine, il cui numero e proprietà dipendono da come viene ‘letto’ il messaggio conservato dentro i geni. Giuseppe Biamonti e Claudia Ghigna, rispettivamente direttore e ricercatrice dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Igm-Cnr) di Pavia, si occupano da tempo di questo processo, del quale hanno identificato un fattore determinante. Lo studio è pubblicato su Nucleic Acids Research.