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Negli Usa i siti italiani patrimonio dell’umanità

it@withub.it by it@withub.it
16 Agosto 2013
in Archivio speciali - Mostre
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NEGLI USA I SITI ITALIANI PATRIMONIO UMANITA’
L’Italia è il Paese che vanta il maggior numero di siti iscritti nella lista Unesco del patrimonio dell’umanità, detiene a livello internazionale un ruolo importante nella gestione del patrimonio artistico-culturale ed intraprende un’azione di sostegno ai Paesi emergenti nella tutela dei loro siti e nella predisposizione dei dossier per l’iscrizione degli stessi nella lista. Un primato documentato da una mostra di 150 fotografie d’autore e immagini di film famosi girate nei 47 siti italiani iscritti nella lista Unesco che, in occasione dell’anno della Cultura italiana negli Usa fa tappa in diverse città degli States. Dopo essere stata presentata a Miami approda, fino al 7 settembre, alla University of Southern Missouri di Joplin. Quindi sarà la volta di Reno, nel Nevada, alla kermesse Arte Italia (dal 26 settembre al 24 novembre) ed al Museo Italo Americano di San Francisco (dal 5 dicembre al 26 gennaio). Tra gli autori delle foto in mostra spiccano i maggiori fotografi italiani degli ultimi anni: Barbieri, Basilico, Berengo Gardin, Caltagirone, Campigotto, Coletti, Guerrieri, Fossati, Jodice, Leone, Lesimple, Mariniello, Romano e Scianna. Gli scatti ritraggono in foto paesaggi, luoghi, siti archeologici e storici che attraversano tutta l’Italia, da nord a sud comprese le isole. L’esposizione è integrata dalla proiezione di un breve filmato realizzato con spezzoni di film ambientati nei siti Unesco e, insieme alle foto, accompagnano lo spettatore in un viaggio immaginario alla scoperta delle meraviglie del Bel Paese. (red)

LA VENERE CAPITOLINA INCANTA MANTOVA
Un itinerario storico e artistico fra gli aspetti simbolici e archetipici dell’antico mito di Amore e Psiche, ripreso da Apuleio nel II secolo d.C., che narra le vicende di una mortale che diventa sposa di Amore senza mai poterne vedere il viso. E’ quello offerto dalla mostra “Amore e Psiche – La favola dell’anima” che si tiene fino al 3 novembre Mantova, a Palazzo Te e Palazzo San Sebastiano. L’esposizione presenta reperti archeologici della Magna Grecia e dell’età imperiale romana del IV e V secolo a.C. accostati ad opere di maestri quali Tintoretto, Antonio Canova, Auguste Rodin, Salvador Dalì, Tamara de Lempicka e altri, per giungere infine alla contemporaneità con le installazioni di Fabrizio Plessi e di Alfredo Pirri. Quest’ultimo per l’occasione ha realizzato “Passi”, un’opera che, sul pavimento della Camera di Amore e Psiche di Palazzo Te, capolavoro affrescato da Giulio Romano, vede posata un’ampia superficie specchiante in grado di riflettere il soffitto, al centro della quale è posta la Venere italica di Antonio Canova del 1807. Spiccano anche altre opere di grande rilevanza come la Venere dai Musei Capitolini e la Venere (1528) di Palma il Vecchio. E ancora: l’Eros dormiente dei Musei Capitolini e Amore e Psiche stanti (1810), capolavoro di Antonio Canova. (Red)

A TRENTO IN VIAGGIO NELLA RETE
Telecom Italia partecipa all’inaugurazione del MUSE, il nuovo Museo della Scienza di Trento, con la mostra “Digital Way of Living”, fino al 12 gennaio. Il percorso si apre con l’installazione “Storia della Rete”, un racconto interattivo della modernizzazione della società italiana anche grazie all’evoluzione della Rete e allo sviluppo delle nuove tecnologie, illustrato con le immagini dell’archivio storico di Telecom Italia. Prosegue accompagnando il visitatore attraverso quattro ambiti della vita quotidiana. Sanità: video interattivi descrivono il ruolo fondamentale della Rete nel garantire un collegamento efficiente e diretto tra devices medici, servizio sanitario e cittadino. Attraverso due storie in cui i protagonisti necessitano soccorso, il visitatore interagisce direttamente con il racconto compiendo un viaggio attraverso il passato, verificando il comportamento nel presente e scegliendo in maniera touchless tra diverse opzioni come la situazione verrà gestita nel futuro. Cultura: un’area che mostra come la Rete sia diventata il principale strumento per diffondere la conoscenza e favorire la diffusione della cultura. Il visitatore può scegliere un argomento e fruire i contenuti multimediali in chiave tecnologica, per un’esperienza culturale e divertente. Città intelligente: una rappresentazione di come la città “riconoscerà” il cittadino, collegandolo direttamente con i servizi di proprio interesse, soddisfacendone esigenze e passioni. Un plastico rappresenta quindi la città pensata a misura di cittadino, dove interazioni tramite touchscreen consentono di creare il proprio profilo: passioni, hobby e impegni quotidiani. Educazione: grazie alla Rete aumentano le possibilità di confronto e di interazione tra realtà distanti e diverse tra loro, creando opportunità di contatto e collaborazione per alimentare una costante crescita personale grazie ad interazioni visive e musicali. (Red)

A VENEZIA LE IMBARCAZIONI DA REGATA
Fra le cerimonie più spettacolari di Venezia vi sono di certo le regate organizzate dalla Serenissima in onore di principi e regnati in visita alla città. I più importanti artisti del Settecento prestarono la loro opera per realizzare le stravaganti imbarcazioni dai nomi esotici di bissone, malgarote, peote. Specialisti nel campo furono Andrea Urbani o la famiglia Mauro, ma anche grandi maestri come Giambattista Tiepolo, Francesco Guardi, Giambattista Piranesi e i meno noti Gaspare Diziani e Francesco Zugno. In tali opere, libere da vincoli funzionali, la fantasia degli artisti si sprigionava in capricciose invenzioni con motivi ornamentali, scene mitologiche e figure allegoriche. Erano imbarcazioni destinate a durare lo spazio di una cerimonia, documentate oggi solamente da disegni preparatori oppure da stampe che ne tramandano il fastoso apparato decorativo. Una delle collezioni più importanti d’incisioni e disegni dedicati a questo aspetto specificatamente veneziano dell’effimero barocco è conservata presso il Gabinetto dei disegni e delle stampe del Museo Correr e viene ora esposta, dopo lungo tempo, a Ca’ Rezzonico, nel Museo del Settecento veneziano, fino al 4 novembre. (Red)

CAPOLAVORI DELL’ARCHEOLOGIA RECUPERATI
Fino al 5 novembre, a Roma, a Castel Sant’Angelo, è visitabile la 32.ma edizione della Mostra europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali, dedicata ai vent’anni di collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia con il Centro Europeo per il Turismo, presieduto da Giuseppe Lepore. La mostra, intitolata “Capolavori dell’archeologia: Recuperi, ritrovamenti, confronti” è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma con l’ausilio di un comitato promotore, presieduto da Roberto Cecchi, sottosegretario alla Cultura ed un comitato scientifico di grande prestigio, presieduto da Eugenio La Rocca. Con questo progetto si vuole presentare la fondamentale azione svolta delle forze dell’ordine per la protezione e la difesa dei beni artistici e archeologici dell’Italia. Le opere in esposizione, infatti, sono state al centro, anche recentemente, d’importanti attività di recupero e ritrovamento, grazie alle quali è stato possibile far rientrare nelle loro sedi reperti archeologici rubati, trafugati da scavatori clandestini o esportati illecitamente dal nostro Paese. Seguendo il percorso della mostra, i visitatori potranno ben comprendere il continuo pericolo di saccheggio e dispersione cui è sottoposto l’immenso patrimonio italiano, e, nello stesso tempo, potranno apprezzare il grande lavoro scientifico e di ricerca, che sta dietro il ritrovamento di materiale archeologico appartenente alle diverse tipologie maggiormente a rischio (bronzi, marmi, affreschi, ceramiche, argenti e oreficerie, ecc.), insieme alla storia, spesso avvincente e sempre complessa, del loro ritorno a casa. Per fornire un quadro più completo della situazione, sono presenti in mostra non solo opere oggetto di sequestri, d’intercettazione sul mercato antiquario, di restituzioni da collezioni private o da musei stranieri, ma anche alcune opere ritrovate fortunosamente. (Red)

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