(23 ago) “Un luogo di antiche tradizioni culturali, ancora non modificato dalle attrazioni turistiche”. Con queste parole Lee Marshall, redattore del Telegraph, cominciò il suo articolo alla scoperta del Salento e in particolare di una delle sue spiagge più amate e meno “battute”: Porto Selvaggio. Il quotidiano britannico ne tesse le lodi, descrivendo i dintorni di Nardò e quella fetta di spiaggia, incastonata tra gli scogli, che da sempre i salentini scelgono come oasi estiva. “Anche se il Salento non è il territorio da scoprire che era 30 anni fa”, si legge ancora sul Telegraph, Porto Selvaggio resta un’incontaminata enclave costiera, che ha goduto dello status di zona protetta dal 1980”. L’area – prosegue incantato il redattore del Telegraph – sorge su “un lieve pendio, è protetta dai forti venti sud-occidentali. Le sporgenze rocciose e lisce sono come grandi lastre per chi è in cerca di abbronzatura mentre nelle ore più calde della giornata le pinete offrono un picnic all’ombra”. Nell’articolo si parla anche più in generale del Salenrto, sottolineando le profondi radici che lo legano ancora alle tradizioni: “In alcuni villaggi un dialetto greco che può essere l’unica testimonianza vivente della Magna Grecia”, spiega Marshall. Da notare che sulla versione online del pezzo, due lettori si dicono entusiasti di Porto Selvaggio: uno di questi, inoltre, ricorda al giornalista di fare un cenno anche sull’ospitalità pugliese. (Red)