Roma, 11 set – “Le due false esecuzioni che abbiamo subìto sono sicuramente peggio di un pestaggio. Uno di questi guardiani un giorno è entrato in stanza, ha estratto dalla fondina una pistola, sorridendo ha tolto e poi rimesso il colpo in canna, si e avvicinato, io ero come al solito sdraiato sul mio pagliericcio in un angolo, mi ha detto di appoggiare la testa al muro, e poi sempre sorridendo mi ha messo la pistola alla tempia e poi…(si commuove, ndr) per fortuna non ha sparato”. Così Domenico Quirico, inviato de “La Stampa”, liberato dopo 5 mesi di prigionia, a “Prima di tutto”, su Rai Radio 1.
(red)