Roma, 18 set – Un miliardo trecento milioni di euro: è questo il bilancio annuale stanziato per l’emigrazione “e in clima di spending review non è prevedibile spendere di più”: è per questo che una rimodulazione della rete consolare non può può prescindere da alcune chiusure per riequilibrare le spese di nuove aperture sull’asse orientale: Lo ha detto il viceministro degli Esteri Marta Dassù alle Commissioni Affari esteri di Camera e Senato, parlando della riorganizzazione della rete diplomatica, spiegando che dei fondi a disposizione “solo 166 milioni sono di spese rimodulabili, per cui i margini di flessibilità gestionale sono ridotti”. Secondo la Dassù, la Farnesina deve fronteggiare del resto “una carenza di risorse umane molto evidente, ormai la metà di quello della Francia, della Germania e del Regno Unito le cui reti estere sono paragonabili alle nostre”. Questo, assicura il viceministro, non vuol dire che, “pur essendo obbligati dalle necessità operative della spending review, vi saranno solo tagli lineari, ma anche un tentativo di riqualificare la spesa. Stiamo cercando di cogliere l’occasione per una seria riorganizzazione funzionale”.
(PO / Sis)