(25 set) Pulire il tetto del mondo: a prima vista sembra una missione impossibile, o meglio possibile solo in una fiaba. Ma è pura realtà. In un certo senso, è l’obiettivo di “Top Recycling Mission”, la missione che si propone di sostituire le batterie e i moduli fotovoltaici che alimentano il Laboratorio-osservatorio internazionale Piramide del Comitato Ev-K2-Cnr, voluto dal prof. Ardito Desio e installato a quota 5.050 metri sul versante nepalese del monte Everest. La missione, promossa da Cobat, Consorzio nazionale raccolta e riciclo e dal Comitato Ev-K2-Cnr, prenderà il via il 27 settembre da Kathmandu con il patrocinio del ministero dell’Ambiente. “Nell’arco di 18 giorni – spiega una nota -, saranno trasportati e installati 120 moduli fotovoltaici nuovi, sviluppati su 66 metri quadrati, che forniranno 9 Kw di energia pulita alla Piramide e all’intero campo base. Dopo aver raggiunto Kathmandu, il team della missione si metterà in cammino, percorrendo a piedi i sentieri in terra battuta e sassi, il solo modo per raggiungere la Piramide. I materiali – moduli fotovoltaici di Vipiemme Solar e gli accumulatori di Fiamm – partiranno in aereo da Kathmandu per Lukla, 2.860 metri, e da lì saranno trasportati da oltre 100 sherpa e da altrettanti yak fino ai 5.050 metri della Piramide”. I moduli e gli accumulatori, che verranno sostituiti benché ancora funzionanti da modelli tecnologicamente più avanzati, saranno donati a due cooperative di Dinboche, nella Khumbu Valley. Nascerà così una “Community Solar Station” che fornirà di elettricità gli abitanti del paese. Già nel 2002, Cobat raggiunse il laboratorio per recuperare oltre 3.500 kg di batterie al piombo esauste: a undici anni di distanza Agostino Da Polenza, presidente dell’Ev-K2-Cnr, ha sottoposto al Consorzio l’ipotesi di una nuova collaborazione che prevedesse la sostituzione non solo delle batterie, ma anche dei pannelli fotovoltaici. “Abbiamo accolto la nuova sfida – spiega il presidente di Cobat, Giancarlo Morandi – con l’obiettivo di contribuire alla salvaguardia ambientale di questo paradiso naturale, simbolo di un ecosistema perfetto. La gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti e la tutela del territorio, peraltro, rappresentano due degli elementi cardine dell’azione del Consorzio e della sua rete. Un’azione che Cobat porta avanti ovunque, dalle autofficine alle isole ecologiche, dai rifugi di montagna ai fondali marini”. (Red)