“Non è possibile accettare la demolizione della pubblica amministrazione. Mandando via i precari, si porteranno gli amministratori a utilizzare norme che creano l’ indispensabilità delle consulenze esterne, con costi decisamente maggiori”. Lo ha detto Enrico Matteo Ponti, segretario nazionale Uil Pa, durante la conferenza stampa in cui sono state presentate le proposte unitarie per scongiurare l’ espulsione dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni. “Subito una proroga per tutelare gli oltre 120mila precari dalla pubblica amministrazione e garanzie su un percorso che sani definitivamente questa piaga, senza dimenticare i vincitori di concorso e la qualità dei servizi offerta ai cittadini, la vera priorità dimenticata da tutti”. Questa la richiesta avanzata congiuntamente dalle categorie del lavoro pubblico di Cgil, Cisl e Uil. “Non è casuale l’ operazione della politica, – continua Ponti – ma è, secondo me, un disegno scientifico per smantellare la pubblica amministrazione e dare più spazio al privato”. “Vorrei chiedere – conclude il segretario nazionale Uil Pa – che le cifre delle consulenze esterne vengano destinate a pagare integralmente i 120mila dipendenti precari”. Secondo Giovanni Torluccio, segretario generale Uil Fpl, “è indegno mettere in discussione i servizi centrali dello Stato che, da gennaio 2014, rischiano di chiudere”. “Chiediamo al governo – continua Torluccio – di dare una risposta definitiva a questo problema. Se questo non accadrà, saremo costretti già dai primi di novembre a scegliere vie diverse, anche di raccordo con i cittadini, per arrivare a una soluzione”. Un progetto di stabilizzazione dei lavoratori precari, quindi, che possa essere utilizzato come base per rilanciare un processo di adeguamento della pubblica amministrazione. “Chiediamo una proroga – afferma Giovanni Faverin, segretario generale Cisl Fp – che ci dia il tempo di costruire una stabilità economica”. Secondo Rossana Dettori, segretario generale Fp Cgil, “la mobilitazione ha l’ obiettivo di dare certezza occupazionale ai precari”. Tre sono le proposte che sono uscite da questa iniziativa unitaria a sostegno della vertenza precari. “Adottare un piano generale di assunzioni che superi il blocco generalizzato del turn over, con progressivi meccanismi di stabilizzazione del lavoro precario, rimettendo mano anche ai vincoli di patti di stabilità interni; prevedere il rinnovo dei contratti di lavoro precari per assicurare i livelli occupazionali e offrire continuità ai servizi; superare la precarietà nel lavoro pubblico attraverso un intervento legislativo che riconduca i rapporti a termine e atipici esclusivamente a esigenze di carattere eccezionale e temporaneo”. Per quanto riguarda la Legge di stabilità, che arriverà oggi pomeriggio all’ esame del Consiglio dei ministri, unitario il giudizio dei sindacati di categoria. “Un’ ennesima truffa nei confronti dei cittadini” – la definisce Torluccio – che colpisce coloro che già pagano le tasse”. Il superamento del precariato deve essere, – secondo la proposta unitaria di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa – un pezzo del progetto di rinnovamento del lavoro pubblico: con più competenze, più professionalità, meno sprechi e meno spesa improduttiva. (15 ott – Sip)