(5 nov) A giugno 2013 le banche avevano sofferenze nette (ossia prestiti a soggetti insolventi) con circa 205 mila imprese non finanziarie per un ammontare netto di 91 miliardi e con circa 172 mila famiglie produttrici ( società semplici, società di fatto e imprese individuali, che impiegano fino a 5 addetti) per un ammontare di 13 miliardi. A questi si aggiungono 71 miliardi di posizioni incagliate (cioè crediti a soggetti in temporanea situazione di obiettiva difficoltà) e 15 miliardi di posizioni scadute da oltre 90 giorni. Questa montagna di crediti deteriorati pesa sui bilanci delle banche ed è uno degli ostacoli principali alla ripresa del credito alle imprese.