(26 nov) Le microimprese (unità con 3-9 addetti) sono circa 837 mila, pari al 19% di tutte le imprese dell’industria dei servizi, e occupano oltre il 23% degli addetti (3,8 milioni). Le microimprese risultano particolarmente presenti nel settore dei servizi (circa il 70%), ma anche nelle attività immobiliari e professionali, inoltre si rivolgono soprattutto a un mercato più regionale (63,3% rispetto al 36% delle unità di maggiori dimensioni) e sono a gestione prevalentemente familiare (84,3% rispetto a circa il 70%). Le strategie adottate sono principalmente di tipo difensivo (70%) ovvero volte al mantenimento della quota di mercato. Tuttavia, a questo orientamento, comune a tutti i macrosettori, si affiancano strategie più complesse, come quelle orientate ad ampliare la gamma di prodotti e servizi offerti (38,4%), ad accedere a nuovi mercati (17,9%) o ad attivare/incrementare collaborazioni con altre imprese (10,4%). Nel 2011, nonostante l’inizio della recessione, il 22,7% delle microimprese ha acquisito nuove risorse umane. In particolare, il 18% ha assunto nuovo personale dipendente e il 7,7% ha fatto ricorso a nuovi lavoratori autonomi (lavoratori temporanei ex-interinali, collaboratori a progetto e altri lavoratori occasionali e a partita IVA). La regione con la quota più elevata di assunzioni da parte di microimprese è il Trentino Alto Adige (30,9%) grazie, soprattutto, al contributo della Provincia di Trento (il 36,9%). In coda Basilicata (18,5%) e Sicilia (19,5%).