Domenica 15 dicembre il Teatro Coccia di Novara presenta in anteprima nazionale Ti ho sposato per allegria – di Natalia Ginzburg – con Chiara Francini. L’attrice, tra i volti femminili più acclamati del momento, debutta nella famosa commedia in tre atti, resa ancor più celebre dalla trasposizione cinematografica del 1967 con Monica Vitti e Giorgio Albertazzi. Al centro del plot, c’è una ragazzina in pericolo diventata donna che decide di sposarsi. L’uomo che la prenderà in moglie, fa lo stesso passo ma da una prospettiva diversa, più adulta. Il loro è un matrimonio nato per allegria, ma che prende forma nel tempo attraverso le regole, quelle che uniformano tutte le famiglie. Nasce così il “gioco della casa”, insieme divertentissimo e triste. Dialoghi brillanti, ritmo incalzante, sfrontatezza e ironia: gli ingredienti sapientemente dosati nel testo della Ginzburg delineano, nel personaggio di Giuliana, un ruolo decisamente nelle corde interpretative della giovane e dirompente Chiara Francini. Con lei sul palco Emanuele Salce, nel ruolo di Pietro e Anita Bartolucci. (PO / red)
LUIGI DE FILIPPO IN “UN SUOCERO IN CASA”
Al Teatro Parioli Peppino De Filippo di Roma dal 27 dicembre al 19 gennaio, la Compagnia di Teatro Luigi De Filippo presenta “Un suocero in casa (…ma c’è papà!)”,commedia in due parti di Peppino e Titina De Filippo, con la regia di Luigi De Filippo. Quest’anno tra l’altro ricorrono i 50 anni dalla morte di Titina (avvenuta il 26 dicembre 1963) e il nipote Luigi vuole ricordarla con questo spettacolo. “Un suocero in casa” è una delle più divertenti commedie del gran Teatro umoristico dei fratelli De Filippo. Andata in scena per la prima volta nel 1935 al Teatro Politeama di Napoli ottenne un grande successo. La presenta, al pubblico d’oggi, Luigi De Filippo in una sua personalissima e magistrale interpretazione, assieme alla sua Compagnia composta da 12 attori. La commedia continua a divertire ed interessare il pubblico che si sente coinvolto da emozioni e personaggi che rappresentano con ironia il quotidiano e la famiglia con quella maestria scenica caratteristica dei De Filippo. La trama è questa: Stefanino, un giovane impiegato metodico e un po’ pedante, vive con la moglie che ama teneramente ma la presenza invadente in casa del suocero Federico, persona prepotente ed autoritaria, lo porta all’ esasperazione. Se ne va di casa e va a vivere con un’altra ragazza. Ma, alla fine, ci sarà una lieta conclusione. La commedia è fra le più belle e riuscite del ricco repertorio teatrale della famiglia De Filippo, e Luigi dà, al personaggio del suocero pestifero, un’interpretazione umanissima e di grande rilievo. La notte di Capodanno lo spettacolo sarà in scena a partire dalle 21,45 con brindisi finale mentre per la Befana il 6 gennaio, al termine dello spettacolo Tombola Napoletana con gli attori della compagnia.
PIERFRANCESCO FAVINO IN “SERVO PER DUE”
Tratto da “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni “Servo per due (One Man, Two Guvnors)” nell’adattamento del noto commediografo inglese Richard Bean riadattato nella versione italiana da Pierfrancesco Favino Paolo Sassanelli, Marit Nissen e Simonetta Solder, si presenta come una commedia comica: attori che cadono dalle scale, che sbattono le porte, che fanno battute a doppio senso e interagiscono con il pubblico. Ad ospitare lo spettacolo – dal 19 dicembre al 6 gennaio 2014 – il teatro Ambra Jovinelli di Roma. Il progetto “Servo per due” nasce dall’incontro tra l’attore Pierfrancesco Favino e il produttore Marco Balsamo: il loro desiderio era quello di realizzare un classico, rivisitato in chiave moderna, a cui partecipassero gli attori del Gruppo Danny Rose. Nel progetto è stata coinvolta anche la Compagnia Gli Ipocriti. Negli anni Trenta a Rimini, Pippo – interpretato da Favino – il nostro moderno Arlecchino ha appena perso il lavoro e si ritrova depresso, senza soldi e senza la possibilità di poter mangiare. Essendo ossessionato dal cibo è disperato, comincia a cercare un nuovo mestiere e dopo vari tentativi accetta di lavorare contemporaneamente alle dipendenze di due diversi padroni, trovando così il modo di raddoppiare il suo salario e i suoi pasti. Uno è Rocco, un piccolo malvivente del Nord, ora a Rimini per riscuotere una notevole somma, dopo aver concluso un affare con Bartolo, padre della sua fidanzata Clarice; l’altro è Lodovico, anch’egli noto malfattore. (red)
PIPPO DELBONO E LE SUE “ORCHIDEE”
Dal 7 al 19 gennaio lo spirito rivoluzionario e la sensibilità spiazzante di uno degli artisti più originali del panorama internazionale, irrompono sul palcoscenico del Teatro Argentina di Roma per mettere in scena il falso di fronte al vero, restituendo alla realtà la vita, l’amore, la morte, attraverso le pieghe dell’arte. Con “Orchidee” Pippo Delbono e la sua eterogenea compagnia-famiglia di cantori, danzatori, attori, invitano lo spettatore a navigare nei frammenti del nostro tempo, tra pezzi di cronaca che raccontano un mondo al confine tra degrado e provocazione, e schegge di un’autobiografia privata dell’autore, dove la bellezza e l’eleganza dei fiori del titolo diventano arma poetica di fronte al peso di una perdita, la morte della propria madre. (red)
A MILANO IL LAGO DEI CIGNI E LO SCHIACCIANOCI
Il Saint-Petersburg State Ballet, accompagnato dall’Orchestra sinfonica Carlo Coccia, arriva per la prima volta in Italia, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, dal 17 al 22 dicembre, con la prima assoluta di due grandi classici: Il lago dei cigni e Lo schiaccianoci. Il lago dei cigni è l’opera più famosa e affascinante tra i capolavori del balletto classico. L’allestimento proposto dal Saint-Petersburg state ballet, con la direzione artistica di Ludmila Bragina, mantiene viva in esso la forza della coreografia originale di Petipa e Ivanov, accompagnata dalla maestosa musica di Čajkovskij. In scena, suggestivi pas de deux, pas de trois e danze di gruppo raccontano la romantica storia del principe Siegfried, uomo spaesato dai sentimenti, che si trova di fronte al non facile dilemma dell’amore eterno e angelico per il cigno bianco, Odette, e la sensualità emblematica del cigno nero, Odile, che lo seduce con l’inganno. E dopo averci emozionato con Il lago dei cigni, la straordinaria e prestigiosa compagnia di San Pietroburgo e il suo cast internazionale di ballerini è orgogliosa di proporre per la prima volta in Italia con Lo schiaccianoci, il balletto classico della migliore tradizione russa, nella sua versione completa in due atti. La musica sognante e fantasiosa di Čajkovskij racconta della vigilia di Natale che il borgomastro di Norimberga decide di festeggiare attorno all’albero con la moglie e i due figli, Clara e Fritz. Drosselmeyer, un misterioso personaggio, tra numeri di magia e atmosfere oniriche, quella notte regala a Clara uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino, con il quale, al termine della sontuosa festa, Clara, felice, si addormenta stringendolo tra le braccia. La magia farà volare la piccola in un mondo fantastico, dove il suo schiaccianoci si trasformerà in un bellissimo principe e l’emozione e la romanticità dell’interpretazione di un sogno riempirà la scena della notte di Natale. (red)