Giovedì 24 Maggio 2007 – Anno XII – Numero 22 – Direttore
notiziario viene inviato a tutti gli utenti indicati dalla DGIEPM del Ministero
degli Esteri,
informativo offerto ai media in lingua italiana operanti all’estero
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“comitato dei 45”
ROMA – “Si chiamerà 14 ottobre”. E’ stato Romano Prodi a presentare il 23
maggio, in linea ufficiale, il comitato promotore della Costituente del Pd. Il
premier si è detto “molto soddisfatto” della composizione del già ribattezzato
“comitatone”, nel quale, ha sottolineato, “sono state inserite personalità
importanti e autorevoli”. “Stiamo facendo una cosa senza precedenti – ha detto
un presidente del Consiglio entusiasta – la corsa verso il Pd è finalmente
cominciata”. E terminerà proprio il 14 ottobre, data prevista per la formazione
dell’Assemblea costituente del nuovo partito. Una data, ha rimarcato Prodi, in
cui chi si recherà a votare per eleggere l’Assemblea si iscriverà di diritto al
Pd. L’entusiasmo del premier appare del tutto giustificato, dato che la stesura
dei nomi che vanno a comporre il comitato non è stata affatto semplice. E ne
sapranno sicuramente qualcosa i tre coordinatori della fase costituente,
Maurizio Migliavacca, Antonello Soro e Mario Barbi, impegnati ieri fino a tarda
serata in riunioni e conversazioni telefoniche con i leader dell’Ulivo. Ne è
scaturito un “comitatone” composto da 45 membri, tra diessini, diellini,
prodiani e new entry. Tra queste il nome che sicuramente fa più scalpore è
quello di Marco Follini, centrista, ex Udc e vicepremier nel governo
Berlsuconi, che si è presentato con una definizione del Pd (“una Dc che guarda
a sinistra”) che certo non farà piacere a tutti, come gli ha già fatto notare
l’ulivista parisiano Franco Monaco.
Da segnalare anche il nome del socialista Ottaviano del
Turco, presidente della Regione Abruzzo. Ecco i 45 nomi: Giuliano Amato, Mario
Barbi, Antonio Bassolino, Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Paola Caporossi, Sergio
Cofferati, Massimo D’Alema, Marcello De Cecco, Letizia De Torre, Ottaviano Del
Turco, Lamberto Dini, Leonardo Domenici, Vasco Errani, Piero Fassino, Anna
Finocchiaro, Giuseppe Fioroni, Marco Follini, Dario Franceschini, Vittoria
Franco, Paolo Gentiloni, Donata Gottardi, Rosa Russo Iervolino, Linda
Lanzillotta, Gad Lerner, Enrico Letta, Agazio Loiero, Marina Magistrelli, Lella
Massari, Wilma Mazzocco, Maurizio Migliavacca, Enrico Morando, Arturo Parisi,
Carlo Petrini, Barbara Pollastrini, Romano Prodi, Angelo Rovati, Francesco
Rutelli, Luciana Sbarbati, Marina Sereni, Antonello Soro, Renato Soru, Patrizia
Toia, Walter Veltroni e Tullia Zevi. “La composizione del comitato promotore
del Partito democratico è equilibrata e rappresentativa – ha detto il segretario
dei Ds Piero Fassino, lasciando la sede di Santi Apostoli al termine della
prima riunione del comitato -. Oggi nasce un comitato promotore del Pd che
costituirà da ora in avanti la cabina di regia del percorso costituente che ci
deve condurre al 14 ottobre”. Fassino ha sottolineato che il comitato è
composto da esponenti “della società e dei partiti, con una quota significativa
di donne e con una rappresentatività delle sensibilità che concorrono alla
formazione del Partito democratico”. Tutto bene, dunque. Almeno secondo
Fassino. Nonostante gli sforzi, infatti, le polemiche a seguito della scelta
dei nomi non sono mancate. In particolare spiccano due aspetti: la presenza di
donne al di sotto del “50 e 50” richiesto a Prodi con un lettera firmata da Vittoria
Franco (Ds) e Albertina Soliani (Dl) e sottoscritta da una ventina di
parlamentari dell’Ulivo, e la totale assenza di nuove leve. Nessun under 40 è
stato inserito nel comitato, l’età media del quale sembra poco in sintonia con
l’idea di quel partito che nasce per chi “nel 2010 avrà vent’anni”, come
proclamato più volte dai leader dell’Ulivo.
Riguardo alla presenza femminile – che ha visto peraltro
l’esclusione, tra le altre, dei ministri Giovanna Melandri e Livia Turco – ha
preso parola Anna Finocchiaro, che non si è mostrata molto soddisfatta. “Questo
comitato non può che fare affidamento sulle classi dirigenti dei partiti e
quindi ne riproduce le disparità. Naturalmente i prossimi passaggi dovranno
essere segnati da una maggiore presenza femminile. Nell’assemblea costituente –
ha affermato la capogruppo dell’Ulivo al Senato, citando Dante – si parrà la
nostra nobilitate”. Anche la vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera Marina
Sereni ha parlato di “bicchiere mezzo pieno” per quanto riguarda la presenza femminile.
Il premier Romano Prodi, a fronte delle polemiche, si è detto convinto che
“nell’Assemblea ci dovrà essere un’alta partecipazione femminile, su questo c’è
un accordo generale”. Riguardo all’assenza di giovani, a lamentarsi sono stati
proprio gli juniores di Dl e Ds. Nessuno dei componenti che lancerà il Partito
democratico è sotto i quarant’anni. Pina Picierno e Fausto Raciti, numero uno
dei Giovani della Margherita e della Sinistra giovanile, hanno fatto sapere di
aver appreso della “formazione” del comitato con “delusione e un certo
rammarico”. “Ci saremmo aspettati davvero un po’ di coraggio: un partito che ha
l’ambizione di essere davvero nuovo non può essere promosso da un comitato
quasi del tutto ‘istituzionale’ perchè gli entusiasmi, le competenze, i
talenti, ma anche i giovani e le donne fanno fatica ad essere presenti nei
luoghi tradizionali della politica”. Tant’è. Il “treno” del Pd è partito. “Con
il comitato – ha detto Maurizio Migliavacca, coordinatore dei Ds – comincia a
vivere il nucleo del Partito democratico, non solo organizzativo ma anche
politico”. La prima riunione del comitato si è tenuta oggi a Santi Apostoli, la
prossima si terrà il 30 maggio, e un’altra ancora il 15 giugno. La proposta di
regolamento elettorale sarà pronta entro il 20 giungo. Secondo Dario
Franceschini, capogruppo dell’Ulivo alla Camera, dopo questo buon inizio,
“adesso bisogna costruire un processo aperto e coinvolgente che immetta nel
percorso le personalità che credono nell’Ulivo, aspettano il Pd e non hanno
appartenenza ai Ds o alla Margherita”.
Scuola: basta “condoni” per
chi non salda i debiti formativi
(
ROMA – I debiti si pagano. Anche a scuola. Se ne renderanno conto, già
dall’anno prossimo, gli studenti che saranno chiamati ad affrontare l’esame di
maturità nell’anno scolastico 2008-09. I debiti formativi, in una o più
discipline, contratti negli anni precedenti andranno saldati, pena l’esclusione
dall’esame. Il decreto, che comprende nuove tabelle per il punteggio finale, è
stato presentato il 22 maggio presso il ministero della Pubblica istruzione,
dal ministro Giuseppe Fioroni. Il provvedimento varato oggi si applica in
quest’anno scolastico nelle terzultime classi, già dall’anno prossimo si
estenderà alle penultime mentre nell’anno 2008-2009 riguarderà anche le ultime
classi. Dunque, dall’anno prossimo gli studenti che frequentano il terzo anno
delle superiori, qualora promossi con debito formativo, dovranno colmare la
lacuna entro il prossimo anno scolastico: solo in casi eccezionali e situazioni
particolari sarà concesso allo studente di riparare il debito entro il 15 marzo
dell’ultimo anno, a quattro mesi dalla maturità. La scuola, di conseguenza,
dovrà adeguare i propri corsi didattici al recupero dei debiti, con adeguate
misure di sostegno durante l’anno. Inoltre, la scuola avrà l’obbligo di
informare le famiglie comunicando le motivazioni della promozione con debito e
inviando un resoconto dettagliato sulle carenze dello studente. Quanto al
punteggio finale di 100 punti, il decreto porta da 20 a 25 i punti massimi da
assegnare complessivamente alla carriera scolastica del maturando e riduce da
35 a 30 i punti massimi da assegnare nella prova orale: è un modo per
valorizzare il percorso scolastico dello studente premiandolo concretamente.
Anche in questo caso, i nuovi punteggi sulla carriera
scolastica riguarderanno da quest’anno agli iscritti al terzultimo anno e
dall’anno prossimo quelli del penultimo. Tra due anni il decreto varato oggi
riguarderà anche gli studenti dell’ultimo anno. Il ministro Fioroni ha chiarito
i tre messaggi che il provvedimento vuole mandare: “Il primo – ha spiegato il
ministro – agli studenti: ragazzi, basta con gli sconti e i condoni per il ‘sei
rosso’; i debiti, nella vita, vanno saldati e onorati sempre, dovete farlo
anche a scuola perché chi vi fa sconti sulla vostra preparazione non vi aiuta a
costruirvi un futuro degno”. “Il secondo messaggio – ha proseguito Fioroni – è
alle famiglie: siete i nostri principali alleati nel mestiere di istruire
educando, serve la vostra corresponsabilità; le scuole vi terranno informati
con trasparenza e nel dettaglio sul ‘sei rosso’ dei quadri per capire insieme
le strategie di recupero”. “Il terzo messaggio – ha concluso il ministro – è
alle scuole: siete i principali attori del sostegno durante l’anno e del
recupero, avrete più autonomia nell’utilizzo del capitolo di spesa per il
recupero, nella scelta dei corsi potrete avvalervi di collaborazioni esterne,
se lo riterrete opportuno. Infine, la parola d’ordine sarà merito, dobbiamo
valorizzare il merito per stimolare tutti a dare il meglio perché il
livellamento verso il basso non aiuta nessuno”.
Afghanistan, D’Alema
risponde a Bush: “Faccia le richieste di persona”
(
ROMA – “Riceveremo Bush fra due giorni, se avrà qualcosa da chiederci lo farà
di persona, non attraverso i giornalisti”. Così il ministro degli Esteri
Massimo D’Alema, in visita a Islamabad, ha risposto a distanza al presidente
americano George W. Bush, dopo che questi aveva chiesto un maggiore impegno
agli alleati in Afghanistan. “I membri della Nato che hanno truppe in
Afghanistan – aveva detto il numero uno della Casa Bianca parlando dal suo
ranch in Texas al termine di un meeting con il segretario generale Jaap de Hoop
Scheffer – devono condividere i rischi della guerra contro i talebani”,
riferendosi a tutti quei Paesi che, come l’Italia, hanno regole di ingaggio che
non consentono un impiego in quelle zone dove i combattimenti sono più cruenti.
D’Alema però, almeno per il momento, fa orecchie da mercante, in attesa della
visita di Bush in programma il 9 giugno. “I nostri soldati – prosegue il capo
della Farnesina – si muovono sulla base delle decisioni del Parlamento, non di
altri”. Comunque, precisa D’Alema, “discuteremo direttamente con Bush. Ma in
ogni caso rispondiamo al Parlamento della Repubblica”. Successivamente il
ministro ha definito “inaccettabile” la perdita di vite di civili, oltre che
“non utile se vogliamo catturare i cuori e le menti della popolazione”. Il
vicepremier liquida infine con una battuta una domanda sulle possibili proteste
in occasione dell’arrivo del presidente americano nella capitale: “Non mi
occupo di ordine pubblico”.
“D’Alema ha messo le cose al posto giusto – ha commentato il
capogruppo al senato del Prc, Giovanni Russo Spena – E’ il Parlamento la sede
in cui si prendono certe decisioni”. “In merito a un maggiore coinvolgimento
delle truppe nella guerra in Afghanistan – ha aggiunto Russo Spena – il
presidente americano farebbe bene a farsi raccontare cosa dice l’articolo 11
della nostra Costituzione. I soldati italiani non hanno e non possono avere
compiti di natura diversa da quelli definiti dalle regole d’ingaggio”. Alle
parole di D’Alema plaude anche Severino Galante, capogruppo del Pdci in
commissione Difesa alla Camera, secondo il quale il vicepremier “ha risposto
nell’unica maniera possibile all’arrogante ingerenza dell’attuale
amministrazione statunitense negli affari interni al nostro come ad altri Paesi
alleati”. Da parte sua, il ministro della Difesa Arturo Parisi ha tenuto a
sottolineare che l’appello di Bush non si riferiva all’Italia: “L’Italia – ha
detto – è impegnata e fa la sua parte in Afghanistan, in Libano e nei Balcani.
Credo che questo non possa essere messo in discussione: lo fa in adempimento ad
accordi internazionali, su mandato del Parlamento e in piena osservanza dei
dettami costituzionali. L’appello, dunque, non ha come destinatario l’Italia”.
Critiche piovono invece dall’opposizione, con la capogruppo
di Forza Italia in commissione Difesa alla Camera, Patrizia Paoletti
Tangheroni, che parla di “sprezzante, irrituale e grave” risposta di D’Alema:
“D’altro canto – aggiunge l’esponente forzista – con l’approssimarsi della
visita del presidente americano in Italia, Rifondazione e company sono
costretti a dispiegare le loro bandiere piene di ipocrisia e a marciare per le
strade di Roma per non perdere il contatto con il loro elettorato. Pronti però
il giorno dopo a rimettere i vessilli arcobaleno in soffitta e tornare a
scorazzare per la capitale su una più comoda auto blu”. Sulla vicenda è
intervenuto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. “In Afghanistan – ha
detto – non ci si va per fare i soprammobili, ma per dare una mano concreta
alle forze della coalizione. Nell’ambito Nato sono prestabiliti i ruoli,
responsabilità e compiti. E’ chiaro che l’Italia è chiamata a fare la sua
parte. Non è solo una presenza caritatevole e umanitaria, è una presenza
militare”. E ha concluso: “Capisco che alle forze di sinistra non piace dire
che è una forza militare, ma io sono confortato dal Consiglio della Difesa
convocato dal presidente Napolitano, che ha deciso l’invio di mezzi più
adeguati”.
Alitalia in sciopero,
aeroporti nel caos
(
ROMA – Giornata nera quella del 22 maggio negli aeroporti italiani a causa
dello sciopero proclamato dagli assistenti di volo Alitalia aderenti a Filt
Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl T.A., Anpav, Avia e SdL e dei controllori di volo
dell’Enav del sindacato autonomo Sacta. L’azione chiude una settimana di agitazioni
per il rinnovo del contratto scaduto nel 2006. In tutto sono stati cancellati
394 voli su un totale di 800, ma l’astensione degli uomini radar ha costretto
anche altri vettori italiani e stranieri ad annullare i collegamenti con
l’Italia. Rassegnazione e tanta rabbia tra i passeggeri. A farne le spese sono
stati soprattutto i cittadini stranieri giunti con i voli del mattino dagli
Stati Uniti e dall’Europa per proseguire poi il viaggio verso altre
destinazioni. Code ai banchi d’informazione e sono stati presi d’assalto bar,
ristoranti e negozi. “E’ doveroso chiedere scusa all’utenza dei disagi che
subisce, ma, per la dignità dei lavoratori, gli accordi sottoscritti vanno
rispettati. La responsabilità della situazione d’oggi e dei disservizi dei
giorni scorsi non è nostra, ma dell’azienda” hanno detto il segretario
nazionale Fit Cisl, Giorgio Conti, il responsabile della Sdl, Claudio
Petrocchi, ed Elisabetta Chicca, della Filt Cgil. “Proveniamo – ha spiegato
Conti – da un rinnovo contrattuale estremamente oneroso per la categoria, ma
l’azienda, con azioni unilaterali, ha cambiato le regole per il personale di
volo. Anche l’immobilismo del governo, in questa fase, non ci aiuta”. A
Fiumicino verranno cancellati oltre 40 voli in partenza e 35 in arrivo. Air One
ha soppresso vari collegamenti, tra i quali alcuni diretti a Palermo, Catania,
Milano, Bari, Genova, Crotone, Venezia, Cagliari, Torino, Lamezia; British tre
per Londra; Air France due per Parigi ed uno per Marsiglia, Tolosa e Lione;
Austrian Airlines uno per Vienna, Lufthansa due per Francoforte e altrettanti
per Monaco, uno per Amburgo. Cancellati anche alcuni voli di Air Malta,
Aeroflot. Posticipati a dopo le 18, quando terminerà lo sciopero, i voli Delta
per New York ed Atlanta, American Airlines per New York e Turkysh per Istanbul.
Situazione difficile anche al Nord. Secondo i dati forniti
dalla Sea, la società che gestisce gli scali milanesi a Malpensa, sono stati
cancellati 115 voli, mentre 40 quelli sopressi a Linate. Sessantaquattro i voli
cancellati a Venezia, mentre venti quelli di Verona. Sono 55, di cui 26 in
arrivo e 29 in partenza, i voli cancellati, invece, all’Aeroporto Marconi di
Bologna. Al sud, sono 19 i voli cancellati fino ad ora nell’Aeroporto di
Lamezia Terme. Partiti, invece, i tifosi rossoneri diretti ad Atene per la
finale di Champions League. Problemi, invece per i tifosi della capitale e del
centro Italia in partenza da Fiumicino. Cancellato, infatti, il volo del
mattino dell’Olympic Airlines diretto ad Atene. Convinte dell’arrivo dei
tifosi, le fonti dell’aeroporto Elefterios Venizelos di Atene secondo cui dei
circa 7.000 passeggeri, rimasti bloccati negli aeroscali italiani dallo
sciopero dei controllori di volo alla fine solo 2.000 non arriveranno a
destinazione. Sul fronte della vertenza i sindacato hanno anche inviato una
lettera inviata alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri del Tesoro dei
Trasporti e del Lavoro e alla Commissione di garanzia, con la quale richiedono
l’intervento immediato del governo, denunciando la “più completa chiusura
aziendale”. I sindacati giudicano “indispensabile l’intervento del Governo per
bloccare qualsiasi ulteriore iniziativa aziendale che rischi di far precipitare
irrimediabilmente la situazione” auspicando che in questo modo sia “possibile
una ripresa del confronto, assicurando un mandato preciso dell’azionista
all’attuale dirigenza aziendale e/o verificando in che misura e con quali
modalità esso è stato svolto in questa specifica occasione”.
Intanto, il Tesoro ha annunciato la disponibilità a vendere
l’intera quota del 49,9% di Alitalia e non solo il 39,9%. “Il ministero –
si legge nella lettera di procedura – cederà, su richiesta dell’acquirente
selezionato, le residue n.138.958.598 azioni ordinarie di Alitalia detenute,
rappresentative di una partecipazione pari a circa il 10% del capitale sociale
di Alitalia”. Il termine per la presentazione dell’offerta vincolante è
stata fissata per il prossimo 2 luglio. Nella lettera di procedura, il Tesoro
spiega anche fino a questa data sono consentite aggregazioni tra partecipanti.
Secondo Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc la decisione è “tardiva ma
necessaria”. “Questo problema – ha aggiunto – doveva essere affrontato dieci
anni fa ma comunque, a questo punto, è inevitabile. Non possiamo ancora
aspettare che si dilapidi anche l’ultima parte del patrimonio di Alitalia. Più
le scelte vengono rinviate peggio è per
cittadini italiani che ancora di più si disaffezionano ad Alitalia e
confluiscono in massa verso altre compagnie”. Per il segretario generale della
Cisl, Raffaele Bonanni “sarebbe meglio che il Tesoro garantisse la sua presenza
in Alitalia, come importante sarebbe impostare un sistema duale in cui i
lavoratori possano sedere nel consiglio di sorveglianza della società”. Parere
simile quello del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti secondo il
quale “sarebbe utile che il Tesoro mantenesse, almeno per un po’ di anni, una
quota nel pacchetto azionario di Alitalia. La compagnia di bandiera, continua
Angeletti, “ha un rilevanza nazionale, e la presenza del Tesoro permetterebbe
di essere messi a conoscenza di eventuali strategie che andassero contro gli
interessi nazionali”.
Forum PA, Mastella: “Una
priorità innovare la giustizia”
(
ROMA – “Innovare la giustizia è una assoluta e prioritaria necessità”. Queste
le parole del ministro della Giustizia Clemente Mastella, intervenuto il 22
maggio al convegno “Innovazione normativa, innovazione organizzativa,
innovazione tecnologica”, tenutosi nell’ambito del al Forum PA. “La giustizia –
ha aggiunto il guardasigilli – è un sistema complesso e comprenderne tutti gli
elementi di criticità è condizione imprescindibile per affrontare con successo
la sfida dell’innovazione, che va perseguita con un approccio globale nel quale
vanno messi in sinergia azione politica, interventi normativi, nuove forme di
organizzazione, nuove tecnologie, risorse umane e finanziarie crescenti”.
“Senza risorse adeguate per svecchiare l’apparato burocratico – ha aggiunto il
ministro – non si va da nessuna parte. In particolare, la giustizia, fattore
determinante per la sicurezza dei cittadini, versa in Italia da anni in uno
stato di grave crisi e sofferenza per l’eccessiva lentezza che è ormai sotto la
lente d’ingrandimento di gran parte della stampa”. Mastella ha poi proseguito
ricordando gli obiettivi che il governo si è prefisso di raggiungere per il
triennio a venire, che sono rivolti proprio all’utilizzazione dell’informatica
nei rapporti in rete fra gli uffici, e fra gli uffici e l’utenza con lo scopo
primario di abbattere appunto i tempi delle procedure. “Per questo – ha
proseguito il ministro – l’azione politica deve tradursi in iniziativa
legislativa, e infatti il mio ministero ha già avviato questo percorso con
disegni di legge già approvati dal governo e presentati in Parlamento. Su
questo – ha aggiunto Mastella – mi aspetto un forte dialogo anche con
l’opposizione, poiché questo è un settore neutro che deve essere considerato
necessariamente fuori dalle logiche dei partiti”. Mastella ha infine
sollecitato accordi per stage di studenti di giurisprudenza e ha annunciato che
il prossimo 4 giugno il presidente del Messico sarà a Roma per un incontro
sulla lotta alle mafie al quale parteciperà tra gli altri il presidente
nazionale della Commissione Antimafia Pietro Grasso.
Tema di grande attualità trattato nell’incontro è stato poi
il protocollo d’intesa siglato nel novembre scorso fra ministero e ABI, per
l’applicazione del processo civile telematico che ha forti obiettivi di
trasparenza, ma soprattutto di abbattimento dei tempi di durata delle pratiche,
come ha spiegato Enrico Granata, responsabile Area Normativa dell’Abi. “Infatti
– ha spiegato Granata – il processo civile telematico intende sostituire la
grande documentazione cartacea e gli sportelli giudiziari con quella digitale,
recuperando sempre di più i tempi di lavoro dei giudici e dei cancellieri e
rendendo così più agevole la relazione fra tribunali, cittadini, avvocati, enti
economici e istituzionali”. L’aspetto più interessante del processo telematico
è rappresentato, in particolar modo, dai risparmi di attività e di denaro. “Per
il solo decreto ingiuntivo – ha illustrato Amelia Torrice, responsabile area
Civile Dgsia del ministero della Giustizia – fra le operazioni tradizionali
cartacee e quelle telematiche si risparmiano due cancellerie. Il tempo medio di
lavoro per ogni procedura arriva a mezzo minuto contro i 15 del metodo
cartaceo. Inoltre il risparmio complessivo annuale – rispetto alle risorse
umane della cancelleria ordinaria – sarebbe pari a 1.575.893 euro”. In tal
senso è utile l’esperienza del tribunale di Milano che è stata portata a
esempio proprio dalla Torrice. L’informatica in questo tribunale è stata
adoperata come strumento apripista ripensando completamente i modelli
organizzativi ed in più ha generato valore aggiunto nella modalità di lavoro
fra magistrati, tecnici, cancellieri e avvocati. Si è trattato di un processo
virtuoso che ne ha realizzato un vero e proprio modello tanto che è stato
esportato in molti tribunali di città importanti in tutta Italia.
Morti bianche, Eurispes:
1376 vittime dal 2000 al 2006
(
ROMA – Dall’aprile del 2003 (inizio della seconda Guerra del Golfo) all’aprile
2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita durante le operazioni
belliche in Iraq sono stati 3.520. Dal 2003 all’ottobre del 2006 i morti sul
lavoro in Italia sono stati 5.252. Non a caso l’indagine Eurispes, patrocinata
dal presidente della Commissione Attività produttive della Camera Daniele
Capezzone, si intitola “Infortuni sul lavoro: peggio della guerra”. Dalla serie
storica 2000-2006 risulta che ogni anno in Italia muoiono in media 1.376
persone all’anno per infortuni sul lavoro. Poco meno del 70 per cento dei
lavoratori (circa 850) perdono la vita per cadute dall’alto di impalcature
nell’edilizia; ribaltamento del trattore in agricoltura; in un incidente
stradale nel trasporto merci per le eccessive ore trascorse alla guida. L’età
media degli infortuni mortali si aggira sui 37 anni per cui, spiega l’indagine,
“dato che l’aspettativa di vita alla nascita è in media di circa 79,12 anni ,
ogni incidente comporta una perdita di vita pari a 42 anni. Moltiplicando
questo dato per il totale dei morti gli anni di vita persi ammontano a poco
meno di 58 mila”.
La percentuale media delle denunce per infortunio tra i
lavoratori immigrati è dell’11,71 per cento mentre quella dei decessi è del
12,03 per cento. “La sostanziale uguaglianza è quantomeno anomala – spiega il
rapporto Eurispes – dato che per i lavoratori italiani la percentuale degli
incidenti è di gran lunga superiore a quella dei morti. Il fatto che la
percentuale dei lavoratori immigrati deceduti sul lavoro è leggermente più alta
di quella degli incidenti fa pensare che molti infortuni non siano denunciati”.
E’ nei trasporti che il tasso medio di infortuni si attesta su posizioni più
elevate (8,93 su 100 addetti) mentre nell’industria si registra il valore più
basso (4,88). Ciò è dovuto alla dimensione molto elevata del numero (circa 5
milioni) degli addetti che lavorano in questo settore. Per quanto riguarda
l’agricoltura, prendendo in considerazione il triennio 2003-2005, l’andamento
degli incidenti mortali registra un picco nel 2004 con un incremento del 36 per
cento rispetto al 2003 e di circa il 38 per cento rispetto al 2005; nel settore
industria e servizi si registra una tendenza negativa con un decremento medio,
rispetto al 2003, pari al 10 per cento. Sostanzialmente stabile è l’andamento
degli infortuni mortali nel settore pubblico.
La regione con il maggior numero di morti su lavoro è
ha segnato 183 decessi, seguita da Emilia Romagna, 136, Lazio 105, poi Veneto
con 97, Piemonte con 91, Puglia 84. Fanalino di coda è
decessi,
e il Molise con 12 morti, il Trentino Alto Adige con 16. Prima Friuli (23) e
Umbria 26. L’Eurispes sottolinea che nelle prime nove regioni è concentrato il
76 per cento degli infortuni mortali. Nonostante la dettagliata legislazione,
conclude il rapporto, “il numero di incidenti (uno ogni 15 lavoratori) e quello
delle morti (uno ogni 8.100 addetti) rappresenta una vera e propria emergenza
sociale. Segno, questo, di una preoccupante carenza di controlli
sull’attuazione delle norme di legge sulla tutela dei lavoratori”. Pertanto la
ricerca suggerisce di aumentare “il numero e la qualità dei controlli” e, allo
stesso tempo, di attuare “una efficace politica di prevenzione che fa leva su
formazione e addestramento per ottenere comprensione (dei problemi) e
condivisione (sulle modalità di tutela); rispetto degli ordini, divieti e
indicazioni; corretto uso dei dispositivi di protezione individuale, ordine e
pulizia; rigido rispetto delle procedure nei casi in cui la sicurezza tecnica
non basta”.
Napolitano ricorda Falcone
nel 15° anniversario di Capaci
(
PALERMO – “Sono sempre più convinto che la lotta alla mafia e l’appello a una
cultura della legalità abbiano bisogno di un grande movimento di popolo, della
mobilitazione della cultura e della scuola e della partecipazione dei cittadini
alla vita democratica, per il progresso sociale e civile del Paese”. Così ha
scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Maria Falcone,
sorella del giudice e presidentessa della fondazione “Giovanni e Francesca
Falcone” in occasione del quindicesimo anniversario della strage di Capaci: “Il
micidiale barbaro agguato di Capaci, che il 23 maggio 1992 spense la vita di
Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta
Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, rappresentò uno dei punti
più alti dell’attacco della mafia allo Stato democratico”. Ed esorta: “Questa
battaglia va ripresa e sviluppata, con l’impegno di tutte le forze politiche e
sociali e con la partecipazione convinta dei cittadini”. Per ricordare Falcone
e Borsellino il sindaco di Palermo ha ricevuto 15mila studenti, di cui 1200
arrivati con la “Nave della legalità”, augurando loro di “poter continuare
assieme quel cammino nel segno della legalità che è un impegno per tutti noi”;
e sul significato della commemorazione ha detto: “Questa è per tutti i
palermitani la giornata del ricordo, per non dimenticare quanti hanno
sacrificato la loro vita in nome dell’affermazione della legalità e della
crescita civile”.
Alla manifestazione che si è tenuta nell’aula bunker
dell’Ucciardone c’erano anche il presidente del Senato Franco Marini, il
ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni – che ha organizzato la
commemorazione con la fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” – e il ministro
dell’Interno Giuliano Amato. “Combattere la mafia – ha ricordato Marini -,
ovunque essa si annidi e soprattutto nella sua ricchezza e nella paura che è il
principio che la perpetua, significa affermare la legalità repubblicana,
lottare per la libertà, lavorare per la giustizia”. Amato ha invitato invece a
resistere all’omertà: “Lo Stato deve riuscire a riequilibrare questa forza e
non lo può fare da solo perché è dimostrato che senza il coraggio di chi si sottrae
all’estorsione e all’influenza mafiosa sugli appalti, è difficile far entrare
gli strumenti dello Stato. A sua volta, però, il coraggio di chi denuncia si
perde se lo Stato non fa seguire un intervento forte che garantisca i risultati
e questo, purtroppo non sempre avviene”. Nel dibattito, però, non sono mancati
i momenti di scontro, quando il presidente della Consulta degli studenti di
Palermo, Francesco Cascino ha sottolineato che “i 25 condannati in via
definitiva che stanno dentro il Parlamento non possono essere un esempio di
legalità né dovrebbero fare leggi: come potrebbero essere rispettate se è noto
che sono state fatte da fuorilegge?”. All’intervento, che ha suscitato numerosi
applausi, Amato ha ribattuto che “il tuo è stato un intervento da piccolo capo
populista che esprime in modo unilaterale, retorico, emotivo, senza spazio per
l’interlocutore, un sentimento giusto e diffuso ma che, privo di ragione,
diventa un pericoloso esercizio velenoso per la democrazia. Perchè la
democrazia ha bisogno di passione, ma anche di ragione”.
Nel pomeriggio, poi, un corteo di ragazzi ha sfilato per le
strade di Palermo con cinquemila fiori partendo da via D’Amelio, luogo in cui è
morto Paolo Borsellino. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha inviato un
telegramma al Prefetto di Palermo in cui ha mandato “il nostro commosso
pensiero e il più grande rispetto della loro memoria”. Il vicepresidente della
commissione parlamentare antimafia Giuseppe Lumia ha invece ricordato che “al
di là delle manifestazioni formali, un modo per onorare la memoria di Falcone è
senz’altro quello di fare piena verità su quanto accadde durante il periodo
delle stragi, svelare finalmente i mandanti esterni. In questo senso – ha
concluso – la politica deve fare la sua parte”. Da destra arriva il commento
del presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani: “Dopo di lui nulla
è stato più uguale a prima. A noi rimane però il dovere della salvaguardia e
della continuità”. All’ora della strage c’è stato a Palermo un minuto di silenzio.
E’ seguito un lungo applauso mentre i presenti scandivano i nomi di Falcone e
Borsellino.
Forum PA, dipartimento
editoria: nuove regole e comunicazione efficace
(
ROMA – In uno stand dai toni azzurri, con poltrone bianche e mega schermi, il
Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della presidenza del Consiglio
presenta all’interno del Forum della Pubblica Amministrazione il suo nuovo
corso. Tre parole – “regole, sviluppo e prospettive” – sintetizzano
efficacemente l’approccio innovativo che Paolo Peluffo ha dato al Dipartimento
di cui gli è stata affidata la responsabilità dal governo Prodi. Primo passo
verso il rilancio è stato un nuovo vertice dirigenziale in grado di valorizzare
il patrimonio tecnico e professionale della struttura; è seguita, poi, la
riorganizzazione delle competenze sfociata in una comunicazione sinergica tra
settori che “per troppo tempo – spiega Peluffo – hanno viaggiato
separatamente”. Nel primo anno di attività si è lavorato per ridare al
Dipartimento – soprattutto per quanto riguarda l’Editoria – capacità
progettuale e normativa. Percorso che si è sviluppato anche grazie
all’attivazione di un significativo confronto con il Parlamento. Tra i passi
compiuti c’è anche l’istituzione di una Commissione, presieduta dal professor
Enzo Cheli, nata con l’obiettivo di “studiare una riforma del settore
editoriale alla luce delle esigenze di trasparenza, semplificazione, intervento
nel mercato dell’occupazione e innovazione tecnologica”. L’obiettivo finale è
un disegno di legge da sottoporre al Parlamento.
A due pubblicazioni ‘agili e patinate’ il compito di
raccontare ai cittadini le campagne pubblicitarie avviate dal Dipartimento tra
novembre 2006 e maggio 2007: temi, strumenti e obiettivi che Palazzo Chigi si è
dato e modalità che ha scelto per comunicare con i cittadini. Al lavoro di
riordino del sistema radio-tv e stampa sono poi dedicate 30 pagine che spiegano
cosa si è fatto e su cosa ancora si sta lavorando per dotare l’ordinamento “di
un sistema di regole efficaci e condivise”. Tra le novità in mostra nello stand
al Forum Pa ci sono i documentari istituzionali di proprietà della Presidenza
del Consiglio, recuperati e restaurati dal Dipartimento. I film, realizzati a
partire dagli anni ’50 fino ad oggi seguono cinque tematiche: lavoro, turismo,
cultura, istituzioni e storia. Il materiale restaurato viene proiettato nel
corso del Forum per poi essere distribuito da Rai Sat 2000 e da Rai
International. “Al materiale recuperato fin qui – spiega Peluffo – seguiranno altre
produzioni che realizzeremo ad hoc. Tradizioni e cultura dalle regioni saranno
i protagonisti dei prossimi lavori. Vogliamo arricchire quel patrimonio
culturale ed artistico che rende il nostro Paese unico nel mondo”.
Made in Italy: un piano per
affermare l’agroalimentare nel Nord Europa
(
ROMA – Pressing del governo italiano per l’internazionalizzazione del made in
Italy agroalimentare nell’area del nord Europa. Il ministro per il Commercio
internazionale e per le Politiche europee Emma Bonino e il ministro delle
Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro hanno partecipato a
una serie di incontri a Stoccolma per incrementare e differenziare il nostro
export in Svezia e nei Paesi Scandinavi e Baltici. A livello politico, Bonino e
De Castro si sono confrontati con i loro omologhi del governo svedese, Sven
Tolgfors, ministro del Commercio Estero e Eskil Erlandsson, ministro per
l’Agricoltura. Al centro dei colloqui, un piano di supporto
all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese agroalimentari, per il
quale i due dicasteri hanno congiuntamente previsto un fondo di 3,6 milioni di
euro. L’obiettivo è incrementare la nostra quota di mercato, ora al 4,2 per
cento (pari a 321 mln di euro, +12,5% nel 2006): una percentuale che fa
dell’Italia in termini di export agroalimentare il quinto paese partner della
Svezia, dopo Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Germania che congiuntamente si
aggiudicano il 60 per cento dell’intera quota delle importazioni del settore in
Svezia. “Questo Paese – ha detto il ministro Bonino – assieme alle aree del
Nord Europa, rappresenta un grande potenziale per il nostro made in Italy, ma a
causa dell’eccessiva frammentazione delle iniziative pubbliche e private, in
questi anni non siamo riusciti a presentarci efficacemente come Sistema Paese.
I nostri prodotti di fatto scarseggiano sugli scaffali dei negozi. Proprio per
questo – ha spiegato il ministro – abbiamo incontrato i tre principali attori
della grande distribuzione nordica (Ica, Coop, Axfood) ai quali abbiamo
presentato il nostro progetto, valutando strategie comuni.
L’internazionalizzazione – ha concluso Bonino – per le nostre imprese non è più
un optional ma una necessità”. “Al nostro sforzo si affiancano ICE e
Buonitalia, anch’essi presenti agli incontri a Stoccolma – ha spiegato il
ministro De Castro – Saranno loro a rendere operativo l’impegno delle imprese
con azioni di sostegno e indirizzo. Non si tratta tanto di affermare il
prodotto ma di allargare l’offerta. Il nostro made in Italy di qualità è sempre
più richiesto all’estero e bisogna saper soddisfare la domanda. Anche così –
portando i prodotti sugli scaffali – si difendono le produzioni di qualità
dalle contraffazioni, spesso la più facile risposta ad una richiesta che non
riesce ad essere soddisfatta. I consumi interni italiani non si sottraggono –
ha concluso il ministro – ad una flessione costante. La strada
dell’internazionalizzazione è l’unica percorribile e va sostenuta con ogni
sforzo”. Al di là del comparto agroalimentare, l’Italia è attualmente il decimo
cliente della Svezia, con un interscambio commerciale che nel 2006 è stato di
7,5 miliardi di euro, con le nostre esportazioni cresciute del 13,6% e un
import del 6,7%. La prima voce dell’export è rappresentata per il 40 per cento
da macchine utensili.
Capitalia si fonde con
Unicredit: nasce
Superbanca
(
ROMA – La superbanca è ufficialmente nata. I consigli di amministrazione di
Unicredit e di Capitalia hanno infatti detto sì alla fusione dei due istituti
dando il via libera alla nascita di un colosso da 100 miliardi di euro, il
settimo gruppo bancario del mondo (il secondo europeo) che si chiamerà
Unicredit Group. Verranno mantenuti i loghi di Banca di Roma al Centro, Banco
di Sicilia nell’isola e Unicredit a Nord. Il concambio fissato è di 1,12 azioni
di Unicredit per una di Capitalia, il che ha valorizzato fino a 8,41 euro i
titoli dell’istituto romano che venerdì erano quotati in borsa a 7,97 euro. Il
nuovo consiglio di amministrazione di Unicredit avrà quattro posti riservati ai
soci capitolini, che saranno coperti da Cesare Geronzi e dai rappresentanti di
Fonsai, Fondazione Manodori e Regione Sicilia, con Salvatore Mancuso, attuale
rappresentante della regione nel Cda di Capitalia. Questa mattina le riunioni
del patto di sindacato e in seguito del Cda di Capitalia hanno approvato la
fusione. “E’ tutto fatto” ha dichiarato Paolo Savona, vice-presidente della
banca. Ai margini dei lavori l’amministratore delegato Matteo Arpe ha
rassegnato le già annunciate dimissioni, che saranno operative dal 31 maggio.
Come spiega in una lettera al presidente, al Cda e al collegio sindacale “la
posizione di una singola persona, benché sia noto il mio attaccamento
professionale e umano a questo gruppo e alle persone che vi lavorano, la
considero sicuramente marginale”. Dalla parte di Unicredit la fusione è stata
approvata all’unanimità dopo una riunione del Cda durata cinque ore, in seguito
alla quale l’Amministratore delegato Alessandro Profumo e altri rappresentanti
sono partiti per Roma per una conferenza stampa congiunta di presentazione
tuttora in corso. “Tutto a posto e tutto in ordine. Sono molto soddisfatto” ha
dichiarato il presidente di Capitalia Cesare Geronzi che ha aggiunto che “è
l’operazione che volevo” e che il ruolo di Roma non verrà ridimensionato. Lo
spostamento della sede legale del capogruppo Unicredito Spa da Genova a Roma
sembra confermare le sue parole. Tra luglio e agosto si terranno le assemblee
straordinarie degli azionisti dei due gruppi, che completeranno l’operazione in
autunno.
Commercio, Istat: a marzo
vendite in aumento del 2,6%
(
ROMA – L’Istat comunica che nel mese di marzo 2007 l’indice generale del valore
delle vendite del commercio fisso al dettaglio, con base 2000=100, è risultato
pari a 104,8 con un aumento del 2,6 per cento rispetto allo stesso mese
dell’anno precedente. La crescita tendenziale relativa al totale delle vendite
è la sintesi di risultati positivi che hanno riguardato sia le vendite di
prodotti alimentari (più 3,6 per cento) sia quelle di prodotti non alimentari
(più 2,0 per cento). I dati si riferiscono al valore corrente delle vendite e
incorporano, quindi, la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi. A marzo
2007 l’indice destagionalizzato del valore del totale delle vendite al
dettaglio, pari a 109,6, ha registrato un incremento dello 0,5 per cento
rispetto al precedente mese di febbraio. Il valore delle vendite di prodotti
alimentari, il cui indice destagionalizzato è risultato pari a 117,1, ha
registrato una variazione dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente; il
valore delle vendite di prodotti non alimentari, il cui indice
destagionalizzato è risultato pari a 104,8, è aumentato in termini
congiunturali dello 0,3 per cento.
Assocamerestero: inizio 2007
conferma crescita export italiano
(
ROMA – I primi tre mesi del 2007 consolidano la tendenza positiva dell’export
italiano. A livello globale si registra un incremento del 12,8%, superiore di
oltre un punto percentuale rispetto al primo trimestre 2006 (11,4%). Ancora più
sostenuta la crescita sui mercati Ue, con un aumento del 14,1%, rispetto al
7,4% del primo trimestre 2006. Solo nello scorso mese di marzo le esportazioni
del nostro Paese hanno registrato un segno positivo del 12,1% contro un 4,4%
dello stesso periodo del 2006. Gli incrementi verso i nostri principali mercati
di sbocco – Germania, Francia, Spagna, Regno Unito che assorbono il 38% di
tutte le nostre esportazioni – registrano nei primi tre mesi del 2007 valori
percentuali consistenti che vanno dal 7,4% della Francia al 20% della Spagna.
Da notare anche i fortissimi incrementi verso i Paesi del Baltico, con le
esportazioni verso Finlandia, Lituania, Lettonia e Estonia che raggiungono
rispettivamente il 61,5%, 58,6%, 57,4% e 36,7%. Tutti con il segno positivo i
settori del made in Italy nel mese di marzo 2007 rispetto ai soli tre del 2006
. I mezzi di trasporto sono passati dal 13,1 % dello stesso mese del 2006 al
15,5% di marzo 2007, i prodotti alimentari sono balzati dal 2,9% al 11,8%,
l’industria tessile da un –4,7% a +5,7% e gli apparecchi elettronici da un
-2,7% a +3,9%. Questi dati testimoniano secondo Assocamerestero la vitalità del
made in Italy che continua la sua espansione sui mercati esteri.
Banche, Abi: rapine in
aumento, ma più contenuto rispetto al passato
(
ROMA – Rapine in banca in leggera crescita, ma a ritmo più lento rispetto agli
anni passati. Nel corso del 2006, infatti, sono state compiute 2.774 rapine,
per un “bottino” complessivo di quasi 56 milioni di euro, con un lieve
incremento dell’1,4% rispetto alle 2.735 rapine dell’anno precedente. Un dato,
questo, che conferma una tendenza al miglioramento, considerati gli aumenti ben
più consistenti degli anni addietro: +1,9% nel 2005 e +10,5% nel 2004. In
diminuzione anche il cosiddetto “indice di rischio”, cioè il numero di rapine
ogni 100 sportelli in Italia, che è passato da 8,8 a 8,7. Sempre magro,
inoltre, il bottino medio per rapina che, con circa 20 mila euro, si mantiene tra
i valori più bassi registrati dal 1998 ad oggi. Sono questi i principali
risultati dell’indagine annuale dell’Ossif, l’Osservatorio sulla sicurezza
fisica dell’Associazione bancaria italiana che sarà presentata lunedì e martedì
prossimo a Roma, nel corso del convegno “Banche e Sicurezza 2007”. La due
giorni, che coinvolgerà banche, istituzioni e forze dell’ordine, sarà
l’occasione per fare il punto sulle nuove strategie e su tutti gli strumenti e
le soluzioni più evolute e moderne per garantire sempre maggiore sicurezza a
cittadini, clienti ed impiegati del settore bancario. Oltre al direttore
generale dell’Abi Giuseppe Zadra, che presenterà il Rapporto, all’appuntamento
saranno presenti, tra gli altri, il viceministro dell’Interno Marco Minniti, il
presidente della Commissione Finanze e Tesoro Senato della Repubblica Giorgio
Benvenuto, il segretario generale Autorità Garante per la protezione dei dati
personali Giovanni Buttarelli ed il Prefetto di Roma Achille Serra.
Ma perché l’Italia registra ancora un numero di rapine tra i
più alti d’Europa? I “colpi” in banca messi a segno in Italia, infatti,
rappresentano circa il 50% di quelli registrati complessivamente in Europa. Dal
confronto internazionale, inoltre, emerge che l’Italia ha di gran lunga il primato
europeo delle rapine, considerando che – dai dati ancora fermi al 2005 – ce ne
sono state 2.735, contro le 728 della Germania, le 484 della Spagna, le 445
della Francia e le 122 della Gran Bretagna. Il “bottino” complessivo delle
rapine nelle banche italiane (sempre sulla base dei dati del 2005) è stato di
circa 53 milioni di euro, contro i 20 milioni della Germania, 5,4 della Spagna,
5 della Francia e 3 della Gran Bretagna. Un fenomeno così rilevante rispetto al
resto d’Europa, dunque, rappresenta anche una spesa consistente per il settore,
gravando inevitabilmente anche sui costi dei servizi bancari italiani. Secondo
gli esperti dell’Osservatorio dell’Abi, il problema delle rapine in banca è
direttamente collegato all’ampia circolazione di denaro contante che ancora
caratterizza il nostro Paese. L’Italia, infatti, è ancora in ritardo
nell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici alternativi al contante.
Il confronto internazionale, inoltre, dimostra che alla maggiore diffusione del
contante corrisponde un maggior numero di rapine. “Ridurre la quantità di
denaro contante in circolazione – ha detto il direttore dell’Abi Giuseppe Zadra
– vuol dire contribuire in maniera decisiva sia all’ammodernamento complessivo
del paese, della sua economia e della sua amministrazione, sia ad una maggiore
sicurezza delle nostre città, non solo in banca. La collaborazione più stretta
con le istituzioni e le forze di polizia in questo senso sta già dando buoni
risultati, come dimostra la riduzione del ritmo di crescita del numero di
rapine rispetto agli anni scorsi e la sensibile riduzione in molte grandi
regioni. Ma ancora non basta: le rapine – ha concluso Zadra – devono calare in
tutta Italia per metterci al passo con i più sicuri e moderni Paesi d’Europa”.
Ecco, più nel dettaglio, cosa emerge dalla fotografia scattata
dall’osservatorio.
Fisco: ok a dl estensione
taglio cuneo a banche e assicurazioni
(
ROMA – Il consiglio dei ministri di questo pomeriggio ha approvato il decreto
legge che estende le agevolazioni del cuneo fiscale anche alle banche e alle
assicurazioni, come era stato sollecitato dall’Unione europea, dopo che Abi e
Ania avevano denunciato che la misura introdotta nella Finanziaria dal governo
sarebbe stata lesiva della concorrenza. Il cuneo fiscale è la differenza fra il
costo del lavoro pagato dall’azienda e l’effettiva busta paga ricevuta dal
lavoratore. Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico
Letta, dietro questo provvedimento adottato dall’esecutivo Prodi, “c’è
stato confronto con l’Ue sulla platea delle imprese beneficiarie, per venire
incontro a una richiesta esplicita di Bruxelles.” “Attraverso questo decreto –
ha continuato Letta – si estende la riduzione delle tasse sul lavoro a banche e
assicurazioni, individuando in un secondo tempo i mezzi di copertura
all’interno delle stesse imprese”. “La promessa del governo in Finanziaria
viene mantenuta – ha concluso Letta – perciò dalla seconda metà dell’anno si
abbasseranno tasse sul lavoro”. Il decreto legge, che prevede costi
aggiuntivi per le casse statali di oltre un miliardo tra il 2007 e il 2009,
dovrebbe essere finanziato dalle stesse banche e compagnie assicurative
attraverso l’introduzione, anche in questi settori, della cassa integrazione e
il relativo finanziamento (2,5% della retribuzione lorda a carico dei datori di
lavoro e 0,3% a carico dei dipendenti).
Dopo l’approvazione del dl, il viceministro all’Economia
Vincenzo Visco non cela la propria soddisfazione e spera che banche e
assicurazioni “ne facciano un buon uso” e “che ne venga una
spinta per la nostra economia”. Visco auspica inoltre che “dato che
il cuneo fiscale è stato esteso anche a banche e assicurazioni” il
finanziamento al dl “venga dallo stesso settore”. “Stiamo
ragionando – aggiunge conversando con i giornalisti – si potrebbe intervenire
anche nel corso dell’iter o in alternativa con una norma ad hoc”. Ma al
momento, come sottolinea il sottosegretario Letta, non c’è nulla di deciso:
“In ogni caso ogni decisione verrà presa con la concertazione di tutte le
parti”. Il ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani, spiega:
“Contiamo su uno slancio degli investimenti. Ci sono buoni segnali, ma
serve una spinta in più, dobbiamo accelerare e contiamo che la misura presa e
il mantenimento delle promesse da parte del governo diano inraggiamento al
settore privato”. Ciò è tradotto in cifre da Letta che afferma che
“il provvedimento governativo serirà a rendere operativa per le imprese,
sin da giugno, la detassazione”.
Istat: il Paese tra segnali
di ripresa e incubo povertà
(
ROMA – Un paese di anziani, precari e famiglie – una su sei – che hanno
difficoltà ad arrivare a fine mese. Con una consolazione: i “segnali di
ripresa” per l’economia che, in ritardo rispetto alla media dell’Europa a
quindici, cresce dell’1,9% con 425.000 occupati in più. Lo dice l’Istat nel suo
rapporto annuale presentato il 23 maggio a Montecitorio: 71 pensionati su 100
abitanti, 14,7 famiglie su 100 che dichiarano difficoltà ad arrivare a fine
mese e 28,9 su cento che tra il 2004 e il 2005 non hanno potuto fare fronte a
spese impreviste, anche se di 600 euro. Dodici famiglie su 100 non hanno potuto
comprare le medicine. Più si scende a Sud, più la situazione peggiora: nel
Mezzogiorno il 5% degli individui ha dichiarato nel 2005 di non potersi
permettere un’alimentazione adeguata. E ancora: le famiglie con spesa per
consumi inferiore alla soglia di povertà, quindi povere in termini relativi,
ammontavano a 2 milioni 585 mila, pari all’11,1% delle famiglie residenti, per
un totale di poco più di 7 milioni e mezzo di persone (il 13,1%). Alla Sicilia
va il poco invidiabile primato del reddito familiare più basso: meno di 21.000
euro. La regione più ricca risulta invece
euro. Il divario tra Nord e Sud resta una costante per il Paese. Le famiglie in
condizioni di disagio economico nel 2005 risultavano nel Mezzogiorno il 22,3%
contro il 12,1% della media italiana. La percentuale sale al 22,8% nel Sud,
dove il 42,5% non riesce a far fronte ad una spesa imprevista. Da notare ancora
che la percentuale di famiglie che possono contare sulla pensione come unica
fonte di reddito è nel Mezzogiorno pari al 27,5%, contro il 21,2% del Nord.
Nelle regioni del Sud si registra anche la spesa sociale più
bassa: 36 euro per le politiche di aiuto alle famiglie contro i 135 del
Nord-est, 46 euro per ogni anziano (contro 173), 448 euro per ogni persona con
disabilità (contro 4.182). Tra le famiglie in cui è presente almeno un anziano,
la quota di quelle povere è diminuita, passando dal 15,5% del 1997 al 13,6% del
2005. In confronto agli altri paesi dell’Ue15, l’Italia è penultima nella
destinazione di risorse alle politiche per le famiglie: il 4,4% della spesa
della protezione sociale contro il 7,8% dell’Europa. L’apporto dei
trasferimenti pubblici è basso nel caso delle coppie e dei monogenitori con
almeno un figlio minore e delle persone sole con meno di 65 anni. Anche per
quanto riguarda l’occupazione l’Italia è indietro rispetto ai Quindici.
Nell’ultimo decennio il mercato del lavoro è cresciuto di quasi sette punti
percentuali, con un incremento di 2,7 milioni di occupati, ma il livello
complessivo (58,9%) resta nettamente inferiore sia a quello della Ue a 15, sia
quello della Ue a 25 (rispettivamente di 7 e 6 punti percentuali). L’Istat
denuncia “un fenomeno di progressiva contrazione del grado di inserimento
nell’attività lavorativa del segmento di popolazione più giovane (tra i 15 ed i
24 anni, con tassi di occupazione e attività nel 2006 notevolmente inferiori
rispetto alla media Ue15)”. Il Paese non si consola neanche con i titoli di
studio: il 21% dei giovani tra i 18 e i 24 anni abbandona gli studi prima di un
titolo di studio secondario, a fronte di una quota del 15% nell’Unione Europea
a 15 Paesi.
Un ambito dove l’Italia non è seconda a nessuno però c’è: la
speranza di vita che sale a 78,3 anni per gli uomini e 84 anni per le donne
alla nascita, contro rispettivamente 77,6 e 83,2 dell’anno scorso. Solo gli
uomini svedesi, in Europa, nascono con la probabilità di vivere più a lungo.
Allarmanti invece i numeri sulla fecondità con 1,35 figli per donna, la metà
rispetto ai nati dalle donne straniere (2,45): su 554mila iscritti all’anagrafe
per nascita nel 2005, il 9,4% (52mila nati) ha entrambi i genitori stranieri.
Aumentano però anche i matrimoni misti (sono il 13,5% del totale contro il 4,8
del 1995) che però sono più inclini alla rottura. Il rapporto è stato
commentato dal presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha sottolineato i tre
motivi di preoccupazione: “La prima grande anomalia è il Mezzogiorno” dove “la
partecipazione al lavoro, soprattutto femminile e giovanile, è simile ai dati
del Nord-Africa e non del resto d’Europa”. “Il secondo segnale d’allarme – ha
osservato Prodi – è il grande invecchiamento della popolazione e quindi anche
il costo di tale invecchiamento. Il terzo, è la partecipazione al lavoro di
donne e giovani”. Lo dice il rapporto dell’Istat, lo conferma il
contro-rapporto redatto dei “non permanenti” dell’Istituto nazionale di statistica:
il 30% dei ricercatori Istat ha un contratto precario e la percentuale dei
precari sul personale impegnato nel processo di produzione dei dati ufficiali
supera il 45%.
Indagine Expedia: italiani
fra i peggiori turisti del mondo
(
MILANO – Secondo l’Expedia’s Best Tourist League 2007, l’indagine commissionata
dal leader mondiale dei viaggi online al gruppo GFK, gli italiani risultano
agli ultimi posti della classifica dei turisti migliori del mondo. Expedia ha
raccolto le opinioni di 15.000 hoteliers europei, chiedendo di esprimere il
loro parere sui i turisti di diverse nazionalità, attraverso vari parametri,
tra i quali comportamento, cortesia, ordine, capacità di adattarsi alla lingua
del posto, propensione alla spesa e abbigliamento. I turisti più apprezzati
risultano essere i giapponesi, con il 65% di voti positivi: educati, ordinati,
generosi, discreti, si lamentano poco e si adattano. Sono al top anche per la
pulizia, addirittura riordinano la stanza ancora prima che arrivi il servizio
in camera, seguiti in questo da svizzeri e tedeschi. I giapponesi rimangono i
preferiti di molti, soprattutto per la loro propensione alla spesa. A seguire,
nella classifica generale, troviamo gli americani con il 21%, gli svizzeri con
il 18% e gli svedesi con l’11%. I tedeschi scendono dal podio conquistato nel
2002 e si posizionano al 5° posto con solo il 10% dei voti. I peggiori sono
inglesi, israeliani, russi e francesi. I turisti più apprezzati risultano
essere i giapponesi, con il 65% di voti positivi: educati, ordinati, generosi,
discreti, si lamentano poco e si adattano. Sono al top anche per la pulizia,
addirittura riordinano la stanza ancora prima che arrivi il servizio in camera,
seguiti in questo da svizzeri e tedeschi. I giapponesi rimangono i preferiti di
molti, soprattutto per la loro propensione alla spesa.
A seguire, nella classifica generale, troviamo gli americani
con il 21%, gli svizzeri con il 18% e gli svedesi con l’11%. I tedeschi
scendono dal podio conquistato nel 2002 e si posizionano al 5° posto con solo
il 10% dei voti. I peggiori sono inglesi, israeliani, russi e francesi. Gli
italiani sono solo diciannovesimi nella classifica totale, sono assolutamente
inconfondibili per abbigliamento, unico parametro (oltre alla rumorosità) che
li vede primi in classifica. Quando si parla di moda e stile, infatti, gli
italiani sono al top in assoluto, da “very fashion victims” non perdono
occasione di ostentare abbigliamento e accessori firmati. Non spiccano invece
per educazione – 5° posto fra i più scortesi – si adattano poco ai costumi
locali, inclusa la scarsa volontà di imparare piccole frasi in lingua – 3°
posto tra i peggiori poliglotti – e di provare la cucina etnica, al 5° posto
tra chi non la ama. Non si distinguono per generosità – 4° posto fra i peggiori
– e sono poco propensi a lasciare le mance. Stile e look da “copioni” anche per
francesi e giapponesi, mentre i peggiori restano i tedeschi, gli inglesi e gli
americani.
Anziani: in 25 anni sono
aumentati del 50%
(
– L’aumento degli anziani sta cambiando il volto al nostro Paese. Secondo
l’Istat dal 1980 ad oggi gli ultrasessantacinquenni sono cresciuti del 50 per
cento, molto più delle strutture pubbliche a loro dedicate e, soprattutto,
della coscienza civica e sociale di chi se ne deve occupare. Al 1° gennaio
2006, infatti, la popolazione dei ‘nonni’ era poco meno inferiore a 12 milioni
di unità, contro gli 8,5 di 25 anni fa. Di numeri, ma non solo, si è parlato
alla convention 2007 di FederAnziani che si è svolto il 22 maggio a Roma. “Che
piaccia o no il futuro è nella terza età’” è stato lo slogan premonitore ma
anche di richiamo a quella che è una prospettiva già in atto e con la quale
bisogna fare i conti. L’occasione per un confronto sugli argomenti più importanti,
a cui prendono parte 1500 delegati, il ministro per le Politiche per la
famiglia, Rosy Bindi, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero,
l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Augusto Battaglia il presidente
della commissione Sanità del Senato, Ignazio Marino, i sottosegretari alla
Salute, Giampaolo Patta e alla Solidarietà sociale, Cristina De Luca,
l’onorevole Leopoldo Di Girolamo, componente della commissione Affari sociali
della Camera. L’analisi a tutto campo sul pianeta terza età non può che
partire, ovviamente, dall’aspetto sanitario. Ebbene, il 45% dei nonni italiani
si trova e si sente in condizioni di buona salute; la percentuale cala
vertiginosamente con il passare degli anni, scendendo al 25% negli over 75.
Questa la mappa della loro salute: il 4,5% ha il diabete; il 14,2% è iperteso;
il 6,4% è affetto da bronchite cronica o asma bronchiale; il 18,3% ha l’artrosi
o artrite; il 7,2% ha l’osteoporosi; il 3,9% è affetto da patologie del cuore;
l’8,7% ha malattie allergiche; il 4,1% ha disturbi nervosi; il 3,1% ha ulcere
gastriche o deudeniche; il 39% consuma farmaci quotidianamente. Mediamente il
76,5% degli anziani ha una sola malattia, e solo il 34,6% è un cronico in
‘buona salute’. La longevità è crescente e il cancro non fa più paura. Alle
soglie dei 75 anni di vita media per gli uomini, quasi ottanta per le donne,
nel 2006 sono decedute per cause oncologiche oltre 165 mila persone, ma con un
trend in diminuzione –1,5% tra gli uomini e –0,3% tra le donne.
Essere anziani, oggi, è sicuramente sinonimo di livelli di
spesa vicini alla soglia di povertà. Le statistiche ci indicano assegni
pensionistici medi di circa 900 euro al mese. Soldi che, molto spesso,
rappresentano l’unico reddito familiare e contribuiscono anche al sostegno di
figli e nipoti. A questi ultimi va una somma pari ad oltre una mensilità di
pensione, impiegata per comprare pannolini, pagare la rata dell’auto o del
mutuo. La maggiore voce di spesa delle famiglie anziane, invece, è diventata la
sanità, mentre cala quella per l’alimentazione. Per come continua ad aumentare
la spesa farmaceutica sembra che gli anziani si nutrano sempre più di pillole
anziché di carne. Il Presidente di FederAnziani, Roberto Messina non usa mezzi
termini per tuonare contro l’indifferenza verso la terza età: “La colpa è
nostra! Non siamo in grado di far crescere nei nostri figli, cioè nella classe
dirigente del Paese attuale e futura, il senso di rispetto etico e sociale nei
confronti di chi è in una oggettiva condizione di debolezza. Non mancano le
leggi – ha sostenuto Messina – ma i valori della solidarietà e del rispetto tra
generazioni. Tutti considerano normale controllare la data di scadenza del
latte per un neonato. Perchè, invece, assistiamo ad episodi di superficialità e
di disinformazione nei confronti degli anziani? L’Italia, ad esempio, è
all’ultimo posto tra i paesi sviluppati nella scala di attenzione alla terapia
del dolore, ma nessuno muove un dito”. Oppure nessuno pensa a quei due milioni
di anziani con ferite difficili che per curarsi sono costretti a sostenere
spese fino a 250 euro al mese o infine quei 70 mila anziani in ossigeno terapia
ma senza assistenza domiciliare.
Calciomercato:
Eto’o resta a Barcellona
(
ROMA – Ottenuta la promozione in serie A, dopo un anno di purgatorio nella
cadetteria,
sta muovendo i primi passi sul mercato. Per il reparto offensivo il nome più
gettonato è quello del peruviano Claudio Pizarro, di proprietà del Bayern
Monaco. La società bianconera sembra aver superato la concorrenza dei Rangers
Glasgow, secondo quanto riporta oggi la stampa inglese.
al giocatore ben 60.000 sterline (88 mila euro circa) a settimana. Il club
torinese non deve però guardare solo dagli attacchi degli scozzesi, ma anche da
quelli del Valencia e del Psv Eindhoven, che sono interessati al centravanti
sudamericano. Intanto, la dirigenza bianconera sta cercando di trattenere
Gianluigi Buffon, che sembra voler affrontare una nuova avventura. Il 23 maggio
è andato in scena il primo incontro interlocutorio tra il portiere,
accompagnato dal procuratore Silvano Martina e il presidente Giovanni Cobolli
Gigli e l’amministratore delegato Jean Claude Blanc. La prossima puntata, di
quella che sembra essere la nuova telenovela del calciomercato, è fissata a
giugno dopo gli impegni del numero 1 con l’Italia contro le Isole Far Oer (2
giugno) e
(6 giugno) pr la qualificazione agli Europei del 2008. Quasi certo, invece,
l’ingaggio del centrocampista dell’Empoli Sergio Almiron, uno dei più positivi
nella splendida annata vissuta dai toscani.
Brutte notizie per il Milan: Samuel Eto’o ha dichiarato di
voler rimanere al Barcellona, almeno per la prossima stagione. Il centravanti
camerunese, corteggiato non solo dai rossoneri ma dai maggiori club europei, ha
chiarito la sua posizione. “Queste sono le solite speculazioni che vengono
fatte ma a me non interessano – ha affermato il bomber del Barca a proposito
delle voci di un suo possibile trasferimento -. Sono felice a Barcellona e sarò
qui anche il prossimo anno. Tra qualche anno non so, ma al momento ho un
contratto che mi lega ai blaugrana fino al 2010”. Tra Barcellona e Milan,
inoltre, sembra essersi aperta una vera e propria asta sul difensore del Lione
Eric Abidal. Il club catalano sembra in vantaggio, ma secondo il quotidiano
sportivo Marca, i rossoneri sono interessati al giocatore. Il Lione chiede
circa 12 milioni di euro. Intanto, in Inghilterra il Chelsea di Roman
Abramovich ha messo a segno il primo colpo di mercato per la prossima stagione.
I Blues hanno ingaggiato Steve Sidwell, che arriva a Londra a parametro zero
dal Reading. Il 24enne centrocampista aveva iniziato la carriera con l’Arsenal
prima di trasferirsi al Reading a metà della stagione 2002/03. Molto positiva
la sua prima annata in Premiership in cui ha saltato solo tre gare segnando
quattro gol e guidando il Reading all’ottavo posto in classifica.
Calcio:
Campidoglio
(
ROMA – Festa grande per Roma e per
Roma
premiazione da parte del sindaco Walter Veltroni dopo la conquista della Coppa
Italia. Un trofeo che il primo cittadino capitolino aveva subito salutato con
soddisfazione e che segna il primo successo della gestione Spalletti. Squadra
al gran completo, compreso lo staff tecnico, tanti applausi, abbracci e foto di
rito. I più gettonati, inutile dirlo, sono proprio i tre protagonisti del nuovo
corso giallorosso: capitan Totti, lo stesso Spalletti e l’ad Rosella Sensi,
apparsa emozionata e decisamente compiaciuta di quanto raccolto dalla Roma in
questa stagione. Le parole più importanti però le ha dette Totti che ha
ribadito di fatto quanto aveva espresso al termine della finale di ritorno a
San Siro con l’Inter:
Coppa Italia
Il numero dieci ha ripetuto il concetto: “Mi auguro che questo sia un punto di
partenza e non di arrivo”. Il capitano ha ritirato
da Veltroni nella sala Giulio Cesare. “Sono contento per quello che abbiamo
fatto, faremo ancora meglio, perché questo gruppo è semplicemente formidabile.
Lo meritano i tifosi e tutta la città”. Felice anche Spalletti, che ha
ringraziato il sindaco e i suoi ragazzi per il “comportamento in campo tenuto
in questa stagione”: “E’ grazie a loro che posso alzare questo trofeo”.
Veltroni ha rivolto i complimenti a Totti (“per lui parlano le cifre: 200 gol
sono quote da fenomeno”) e a De Rossi, del quale ha lodato la “disponibilità”
nel rispondere ai suoi inviti in occasione di incontri con i ragazzi. Rosella
Sensi ha invece colto l’occasione per dedicare il successo nel trofeo nazionale
a suo padre, Franco, al quale ha rivolto un pensiero particolare.
“Grazie alla squadra, allo staff e a tutti quelli che
lavorano a Trigoria abbiamo vissuto una stagione formidabile”, ha detto
“continuare a lavorare” per raggiungere altri traguardi prestigiosi come quello
conquistato quest’anno. Di certo bisogna guardare subito al futuro e se quello
più imminente si chiama Messina (domenica sarà uno scontro assolutamente
platonico dal momento che l’ultimo turno non vede in palio nulla per le due
compagini), le prossime mosse devono invece essere tutte concentrate sul
mercato, dal quale non arrivano voci confortanti: Iaquinta avrebbe preso la
strada della Juventus, che nel mirino avrebbe anche il francese Mexes. Di
sicuro la prospettiva di giocare una stagione in Europa con un gruppo forte e collaudato
come quello romanista dovrebbe risolvere qualsiasi possibile dubbio per il
centrale transalpino, che fra l’altro ha sempre dichiarato di non voler
lasciare la capitale.
Azzurri: il 28 maggio i
convocati per Far Oer e Lituania
(
– Torna in campo la nazionale italiana di calcio allenata dal ct Roberto
Donadoni a due mesi dalla vittoria ottenuta a Bari contro
riprende il cammino delle qualificazioni europee con un doppio impegno in
trasferta: sabato 2 giugno a Torshavn contro le Isole Far Oer (ore 19.45
locali, 20.45 in Italia) e mercoledì 6 a Kaunas contro
locali, 20.45 in Italia). Il commissario tecnico diramerà l’elenco dei
convocati lunedì 28 maggio e il giorno dopo gli azzurri si raduneranno presso
il centro tecnico federale di Coverciano dove nel pomeriggio sosterranno il
primo allenamento. Mercoledì 30 doppia seduta di lavoro, mentre giovedì
pomeriggio il gruppo si trasferirà a Vagar e venerdì sosterrà un allenamento
presso lo stadio Torsvollur. Dopo la partita con le Isole Faroer,
in Italia e si fermerà a Milanello in vista della trasferta in Lituania.
Vela, Luna Rossa vince e va
in finale: se la vedrà con New Zealand
(
VALENCIA – Luna Rossa approda alla finale sfidanti della Louis Vuitton Cup.
Battendo anche il 20 maggio BMW Oracle Racing l’imbarcazione italiana ha
portato infatti il conto dei “match race” sul 5-1. La cronaca. A
Valencia, sul campo Romeo (a nord del porto), alle 15.00 ci sono 8 nodi di
vento instabile che impongono un posticipo della Comitato di regata. Si parte
mezz’ora più tardi, il vento in aumento da nord est e mare in crescita. A Luna
Rossa spetta l’ingresso (giallo) da sinistra, al timone di USA 98 il danese
Sten Mohr. Il confronto prue al vento in prossimità della linea viene
abbandonato prima dall’imbarcazione con la bandiera americana, alla poppa della
quale si aggancia il timoniere di Luna Rossa, l’australiano James Spithill. Il
pozzetto di de Angelis chiama la sinistra, Spithill l’ottiene mentre USA 98
parte su mure opposte in Comitato. Al primo incrocio ITA 94 è avanti di oltre
100 metri. Si decide di controllare gli avversari senza comunque rinunciare a
condurre la navigazione in funzione delle rotazioni del vento. 32 secondi di
vantaggio alla prima boa e al cancello, 35 alla fine dell’ultima bolina e 33
alla fine per Luna Rossa che vince la regata e la serie di semifinale
eliminando gli americani e conquistando il diritto a disputare la sua seconda
finale di Louis Vuitton Cup. Per conoscere gli avversari dell’equipaggio di de
Angelis si è dovuto attendere il 23 maggio, quando New Zealand ha segnato il
punto del definitivo 5-2 contro i padroni di casa di Desafio. Alla fine della
regata il timoniere di Luna Rossa James Spithill ha commentato “E’
assolutamente fantastico e incredibile. L’intero team ha lavorato così tanto ed
è meraviglioso vincere la serie di regate con stile. Sapevamo di poter andare
in mare e confrontarci con Bmw Oracle e sapevamo che potevamo farcela. Girare
per primi ogni singola boa è veramente un segno di forza”.
Ue, imprese: il mondo si
conquista in tre fasi
(
BRUXELLES – Le imprese comunitarie e, in special modo, quelle di alta
tecnologia, devono prima consolidare il loro spazio di azione e di sviluppo nel
mercato locale, e poi avventurarsi e trionfare sul mercato globale. Questa è la
sintesi di uno studio effettuato da esperti europei del settore dell’economia
d’impresa, che segnala anche quali sono le operazioni da mettere in cantiere
per trasformare gli obiettivi siglati nella strategia di Lisbona in opportunità
reali, in modo da realizzare effettivamente un’economia competitiva e dinamica
basata sulla conoscenza. Un compito non facile in un’Europa dalle molteplici
lingue ufficiali, composta da 27 Stati membri e da altrettanti sistemi
politici, economici e culturali. La ricerca, dunque, individua tre momenti
distinti e successivi per favorire la crescita delle imprese di alta tecnologia
e conquistare un posto di primo piano nel mercato globalizzato. Nella prima
fase le imprese europee non devono perdere tempo e rafforzare il loro peso nel
territorio locale, cui segue il secondo passo finalizzato a superare le
frontiere nazionali e agire nel mercato comunitario, per giungere all’ultimo
gradino della scalata con l’espansione nei mercati degli Stati Uniti,
dell’Europa dell’Est, dell’America Latina e dell’Asia. Nel concreto, le imprese
devono essere in grado di sfruttare appieno la scarsa concorrenza nel mercato
locale in comparazione con quello statunitense, per crescere durante i primi
anni di vita, anche se il terreno a volte è accidentato da un mercato
borsistico non favorevole e poco incline a finanziare. Il successivo traguardo
è il mercato paneuropeo, dove più facile è l’accesso ai capitali, ma dove
incombe anche il rischio della frammentazione del mercato.
Si tratta di conciliare la ricca diversità europea e di
superare gli ostacoli che essa pone alla formazione e allo sviluppo di imprese
europee di successo, nel rispetto dei metodi di marketing, di canali di
distribuzione, di politiche delle risorse umane, ecc… Una volta superata la
frammentazione e la diversità del mercato unico europeo le imprese avranno la
forza necessaria e adeguata per essere insieme globali e locali, per attaccare
con successo i mercati dell’Asia dell’america e dell’Africa. L’Europa, secondo
gli esperti, possiede tutte le condizioni per riuscire a tradurre in pratica il
piano articolato in tre fasi, in quanto il livello di educazione, di conoscenza,
di ricchezza intellettuale e di infrastrutture costituiscono i fattori
potenziali ma indispensabili per creare e sviluppare le imprese di alta
tecnologia capaci di fare concorrenza in ambito globale. Mentre, argomentano i
ricercatori, le imprese statunitensi non avendo l’esperienza e la comprensione
delle altre culture e del confronto con il territorio locale rischiano di
essere meno preparati e debolmente posizionati nel momento di introdursi nel
mercato globale al fine di cogliere le opportunità offerte.
Ue: on-line la banca dati
sulle tasse dei Paesi membri
(
BRUXELLES – Le diverse imposte in vigore negli Stati membri dell’Unione sono
ormai consultabili gratuitamente in rete. Basta un clic per accedere alla banca
dati, in inglese e aggiornata annualmente, raccolta dall’esecutivo comunitario
al fine di facilitare l’accesso all’informazione al cittadino e alle imprese
europee. Il nuovo strumento on-line messo a disposizione da Bruxelles fornisce
notizie sulle 500 e più forme di tassazione in vigore nei paesi membri, sugli
introiti ricavati da ciascuna tassa e sui sistemi fiscali esistenti in Europa,
sulla base delle informazioni ricevute dalle autorità nazionali. Dunque,
stretta collaborazione con i Ministeri delle finanze è in grado di dare per
ogni tipo di tassa la base legale, le possibili deroghe con il relativo tasso
applicabile, l’inquadramento economico e statistico così come gli introiti
globali incassati. In tale banca dati non sono inclusi i diritti e le tasse doganali
e le altre tariffe che sono, in effetti, comunicate all’Esecutivo mediante
un’altra banca dati conosciuta come TARIC.
Prima di questa banca dati “le imposte in Europa”
i cittadini e le imprese che volevano sapere qualcosa in più sui regimi fiscali
e sulle tasse adottate in altri paesi erano obbligati a consultare i documenti
cartacei, mentre ora basta operare un clic sulla tastiera per accedere in modo
semplice e aggiornato alle imposte dei differenti soci dell’Ue, quali ad
esempio la tassa sui redditi delle persone fisiche e le imposte sulle società,
la tassa sul valore aggiunto (Iva) e sui diritti di accise. Inoltre, la banca
dati contiene informazioni sui principali oneri sociali.
Riguardo alle azioni concrete da realizzare il primo passo
da compiere è quello di migliorare il sistema dei controlli delle imprese
aumentando le ispezioni dalla media odierna del 2,8% al 10%, per evitare che i
clandestini siano abbandonati a se stessi senza cure sanitarie e senza accesso
all’istruzione. Un traguardo considerevole visto i 22 milioni d’imprese
comunitarie da ispezionare. Il testo prevede, innanzitutto, misure preventive
per cui i datori di lavoro prima di assumere un cittadino di un paese terzo
devono assicurarsi che abbia un permesso di soggiorno e presentare,
successivamente una notifica alle autorità nazionali competenti per materia.
Nel caso tale verifica preliminare fosse insufficiente scatterebbero le ammende
per i datori di lavoro e non per i lavoratori, che riguardano i costi del
rimpatrio degli immigrati clandestini, il pagamento di salari, imposte e
contributi di previdenza sociale non versati, misure amministrative quali la
perdita di sovvenzioni e finanziamenti Ue fino a 5 anni e l’esclusione da gare
di appalti pubblici anch’essa per un periodo fino a 5 anni. Le norme si
estendono alla rete delle imprese che lavorano in subappalto come spesso capita
nel settore dell’edilizia, che saranno considerate congiuntamente responsabili
come un’unica catena del pagamento delle sanzioni imposte a un solo subappaltatore.
Nei casi gravi, quali le infrazioni ripetute, l’impiego di almeno quattro
cittadini in condizione illegale, condizioni di particolare sfruttamento nel
lavoro e consapevolezza da parte del datore di lavoro del fatto che il
clandestino è vittima della tratta di esseri umani, la proposta comunitaria
indica anche sanzioni penali per gli imprenditori, ma sarà delegata ai Paesi
membri la decisione se si tratta di pene di prigione o di multe.
Bruxelles: mano pesante con
chi assume clandestini
(
BRUXELLES – L’esecutivo di Bruxelles propone sanzioni più severe contro i
datori di lavoro che assumono lavoratori immigrati illegalmente. Un piano
strategico volto a regolare il fenomeno migratorio, a sfruttare i vantaggi
dell’immigrazione legale e a colpire l’immigrazione illegale e la tratta degli
esseri umani. Uno degli obiettivi principali della direttiva consiste nel far
fronte al meccanismo di richiamo che l’economia sommersa possiede per i
cittadini in cerca del sogno europeo, ma senza permesso di soggiorno. Secondo
le stime fornite dagli esperti di Bruxelles attualmente nel territorio
comunitario ci sono tra 4,5 e 8 milioni di immigrati irregolari cui si devono
aggiungere altri 500 mila nuovi arrivi ogni anno, mentre il numero dei lavoratori
immigrati legali è di 600 mila l’anno. Gli strumenti messi in cantiere dalla
Commissione s’indirizzano a rafforzare le norme giuridiche dell’Ue attraverso
sanzioni armonizzate che prevedono una gamma articolata di multe per le imprese
che occupano clandestini fino al carcere per i datori di lavoro. Il pacchetto
di proposte inserite nella direttiva come spiega il commissario incaricato
della giustizia, libertà e sicurezza Frattini ha lo scopo di “evitare che ci
siano zone franche di tolleranza allo sfruttamento di esseri umani ridotti alla
condizione di schiavitù”. I settori che maggiormente fanno uso di manodopera
clandestina sono l’edilizia, l’agricoltura, i lavori domestici, i servizi di
assistenza sanitaria, di accompagnamento e del turismo. Si tratta di un
arcipelago sommerso che incide sul sistema produttivo, secondo l’opinione
condivisa dai più, tra il 7 e il 15% del Pil europeo, rappresentando un fattore
distorcente delle regole di un’economia di mercato.
Riguardo alle azioni concrete da realizzare il primo passo
da compiere è quello di migliorare il sistema dei controlli delle imprese
aumentando le ispezioni dalla media odierna del 2,8% al 10%, per evitare che i
clandestini siano abbandonati a se stessi senza cure sanitarie e senza accesso
all’istruzione. Un traguardo considerevole visto i 22 milioni d’imprese
comunitarie da ispezionare. Il testo prevede, innanzitutto, misure preventive
per cui i datori di lavoro prima di assumere un cittadino di un paese terzo
devono assicurarsi che abbia un permesso di soggiorno e presentare,
successivamente una notifica alle autorità nazionali competenti per materia.
Nel caso tale verifica preliminare fosse insufficiente scatterebbero le ammende
per i datori di lavoro e non per i lavoratori, che riguardano i costi del
rimpatrio degli immigrati clandestini, il pagamento di salari, imposte e
contributi di previdenza sociale non versati, misure amministrative quali la
perdita di sovvenzioni e finanziamenti Ue fino a 5 anni e l’esclusione da gare
di appalti pubblici anch’essa per un periodo fino a 5 anni. Le norme si
estendono alla rete delle imprese che lavorano in subappalto come spesso capita
nel settore dell’edilizia, che saranno considerate congiuntamente responsabili
come un’unica catena del pagamento delle sanzioni imposte a un solo
subappaltatore. Nei casi gravi, quali le infrazioni ripetute, l’impiego di
almeno quattro cittadini in condizione illegale, condizioni di particolare
sfruttamento nel lavoro e consapevolezza da parte del datore di lavoro del
fatto che il clandestino è vittima della tratta di esseri umani, la proposta
comunitaria indica anche sanzioni penali per gli imprenditori, ma sarà delegata
ai Paesi membri la decisione se si tratta di pene di prigione o di multe.
Università: accordo tra Pechino
e cinque atenei campani
(
ROMA – E’ stato firmato il 23 maggio a Pechino, a conclusione della Settimana
della Scienza e della Tecnologia in Cina, organizzata da Città della Scienza,
un accordo quadro per la cooperazione tra cinque università campane e sette
atenei della capitale cinese. I rappresentanti delle università degli studi di
Napoli Federico II, Orientale, Parthenope, Sannio e Seconda Università di
Napoli hanno firmato una lettera d’intenti per la promozione di un sistema stabile
di relazioni che punti ad intensificare gli scambi accademici e la presenza di
studenti stranieri nelle Università della Campania. Si tratta di una iniziativa
in linea con le strategie del governo italiano tese ad intensificare le
relazioni universitarie e scientifiche dell’Italia. “E’ la prima volta che
si firma un accordo quadro fra più università italiane e cinesi” ha detto
Norberto Steinmayr, uno dei responsabili dell’Istituto di Cultura Italiana a
Pechino. Da parte sua Si Zhanshu, il direttore del dipartimento degli scambi
internazionali della Commissione Educazione della Municipalità di Pechino, ha
garantito il supporto economico ed amministrativo per la concretizzare
dell’intesa. Già oggi sono stati firmati, nell’ambito dell’accordo quadro di
cooperazione, le prime intese bilaterali fra gli atenei campani e l’Università
di lingua e cultura di Pechino. Le parti si sono impegnate per tre anni a
promuovere corsi di lingua per gli studenti italiani in Cina e ad accogliere
studenti cinesi negli istituti italiani; l’Università Orientale di Napoli
realizzerà, inoltre, al suo interno, un Istituto Confucio di prossima
costituzione, secondo quanto stabilito dal Memorandum of Understanding firmato
con l’Università di Lingua e Cultura di Pechino. Intanto, ieri il Ceinge e
hanno annunciato di aver finanziato borse di studio (10 il CEINGE, 5
per dottorandi e ricercatori cinesi. “La firma di questi accordi- ha
dichiarato l’Assessore all’Università e alla Ricerca Scientifica della regione
Campania Teresa Armato- è il frutto di un’azione combinata tra
campane. L’obiettivo è creare un efficace sistema di connessione tra i settori
universitari e la ricerca, e facilitare lo scambio di conoscenze tra gli
studenti dei due Paesi.
rappresenta il più grande mercato del mondo, ed è tra le nostre priorità
favorire la mobilità internazionale tra i giovani per arricchire la loro
formazione e il loro patrimonio culturale”.
Roma: presentata la quinta
edizione della Notte Bianca
(
ROMA – Saranno la luce, l’attenzione verso le periferie e il multiculturalismo
i pilastri su cui verrà edificata la quinta edizione della Notte Bianca di
Roma. Il tradizionale appuntamento che stravolge festosamente i ritmi della
città e che quest’anno ha scelto come slogan “Il mondo in una notte”, si terrà
il 7 e l’8 settembre, quando nella capitale si terranno centinaia di
appuntamenti. L’evento è stato presentato il 23 maggio in Campidoglio alla
presenza del sindaco di Roma Walter Veltroni, il quale ha spiegato che si è
trattato di un incontro introduttivo, mentre il programma completo sarà
presentato a luglio. Si parte il 7 settembre, dunque, con “Aspettando
prevede la realizzazione di “Massimo silenzio”: installazione composta da luci
colorate, opera dell’artista Giancarlo Neri, che verrà presentata a Circo
Massimo e la riapertura del Palazzo delle Esposizioni restaurato. Sempre il 7,
al Casino dei principi di Villa Torlonia verrà inaugurata la mostra monografica
dedicata a Scipione.
Notte Bianca
settembre da piazza del Campidoglio, dove si terrà il concerto “Dedicato ad
Armando Trovajoli”: un omaggio all’artista che ha portato la musica romana nel
mondo interpretato dalla Dino e Franco Piana Jazz Orchestra e che, una volta
scesa dal palco, lascerà la scena (alle 24) a Franco Battiato. Alla luce
saranno dedicati principalmente due eventi: l’illuminazione colorata della
facciata del palazzo delle Poste di piazza San Silvestro ad opera di Livia
Cannella e “Light building”, di Roberto De Polis: un’installazione composta da
immagini proiettate su pannelli di plexiglass all’istituto Cattaneo di corso
Vittorio Emanuele II. Molto suggestivo si presenta il concerto di campane del
musicista catalano Llorenc Barber, il quale ha creato una composizione per
l’occasione che verrà eseguita dai rintocchi che echeggeranno da campanili del
centro.
Altro evento da segnalare è lo spettacolo della compagnia
circense-teatrale francese “Le nouveaux nez” che, dopo essersi esibita
nell’ambito del Festival delle metamorfosi all’Auditorium Parco della musica,
si incamminerà verso piazza del Popolo dove si unirà agli interpreti dello
spettacolo “La notte del circo” firmato da Giorgio Barberio Corsetti. Tra gli
appuntamenti previsti nelle periferie, il concerto a piazzale Tiburtino dei
Modena City Ramblers, e l’esibizione dell’Orchestra popolare italiana di
Ambrogio Sparagna che, al Parco della Caffarella, con altri musicisti sarà
protagonista de” La campagna va in città-Festival euromediterraneo della musica
di campagna”. L’appuntamento conclusivo sarà, all’alba, il concerto degli Zero
Assoluto, a piazza di Siena. Con
day”, iniziativa che consentirà ai negozi di restare aperti fino a mezzanotte e
a locali pubblici fino alle sei di mattina. “
rappresenta uno degli strumenti dell’espansione economica della città – ha
dichiarato Veltroni – perché una parte della crescita economica di Roma è
legata alla cultura”. “Ormai poi non c’è città in Italia che non organizzi la
sua Notte, e va bene così”, ha aggiunto il primo cittadino. Il presidente di
Unioncamere Andrea Mondello ha invece spiegato che “eventi come questo hanno
delle ricadute economiche molto consistenti” dal momento che “il Comune e
Camera di Commercio spenderanno 2 milioni di euro”, mentre “
milioni e nelle casse dello Stato ne entrano 20 solo con le ricadute fiscali.
Il merito di Roma – conclude Mondello – è stato quello di capire in maniera
anticipata che le leve dello sviluppo economico sono legate all’economia
‘leggera’: cultura, turismo, innovazione e ricerca”.
Oltre Bollywood: il cinema
indiano sbarca in Lombardia
(
MILANO – Milano e
Lombardia
spazio Oberdan in viale Vittorio Veneto, dal 26 maggio al 10 giugno, “I colori
dell’India. Oltre Bollywood”, la manifestazione dedicata a cinema, musica ed
incontri. L’iniziativa è stata presentata dal presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, insieme all’assessore alle Culture, Identità e
Autonomie, Massimo Zanello, presso il Palazzo della Regione, alla presenza di
Luisa Comencini, segretario generale della Fondazione Cineteca Italiana e
Matteo Pavesi, Conservatore dello stesso Ente. Ventisette film, di cui 16
inediti, sono il pezzo forte di questa importante rassegna, all’interno della
quale ci sarà spazio anche per tre capolavori di autori occidentali: “India” di
Roberto Rossellini nella versione completa, “Il Mahabharata” di Peter Brook e
“Notturno Indiano” di Alain Corneau. “Oltre Bollywood” nasce a seguito della
visita in Regione del Ministro del Commercio e dell’industria Indiano, Kamal
Nath, lo scorso novembre e della missione istituzionale che il presidente
Formigoni ha guidato in terra indiana lo scorso mese di gennaio. “L’idea di
cercare nell’India un partner di qualità nel settore del cinema e dello
spettacolo – ha detto Formigoni – s’inserisce nel tentativo che da tempo
abbiamo in atto di stringere rapporti in campi strategici come la cultura con
le sue diverse forme di manifestazione. Il tutto ovviamente nella convinzione
che
gode di un grande appeal sullo scenario internazionale grazie a posti
bellissimi che ben si addicono a essere scelti come location per le produzioni
indiane”. “Oltre Bollywood c’è
Lombardia
voglia di creare relazioni strategiche a partire dalla cultura. L’impegno preso
durante la missione di gennaio è oggi realtà. Vogliamo far conoscere ai
lombardi il cinema indiano, ma soprattutto vogliamo far conoscere
E lo facciamo con una rassegna molto ricca: concerti, incontri e letture di
vario genere faranno da cornice ad un’importante rassegna cinematografica”.
Donnavventura: Rimini elegge
le nuove Indiana Jones
(
RIMINI – Grande entusiasmo al Rimini Wellness nell’area fieristica dedicata a
Donnavventura. Nell’ambito delle selezioni per le protagoniste della prossima
spedizione “Grand Raid della Malesia”, novità assoluta è stato il “gemellaggio”
con l’Esercito Italiano, che ha allestito un “campo avventura” per valutare le
capacità attitudinali e la predisposizione fisica delle candidate. Soldati e
soldatesse, in mimetica e anfibi, hanno seguito e assistito attentamente le
ragazze, tutte pronte a misurarsi con un insidioso e divertente percorso, che
ha messo alla prova grinta, determinazione e autoironia: circuito mountain
bike, ponte tibetano, arrampicata e percorso nel fango. Fondamentale per la
valutazione finale è stato il test drive che Mitsubishi ha allestito con una
formula sorprendente, in una “zona guado” ricavata da una delle due piscine dei
padiglioni esterni della fiera: slalom e posteggio al volante delle agili Colt
cabrio sono stati esami indispensabili per verificare quella necessaria
capacità alla guida di ogni aspirante Donnavventura. Altra prova
importantissima, il consueto provino televisivo per accertare la disinvoltura,
la dialettica e la fotogenia delle pretendenti al ruolo di Donnavventura. Per
avere un look ancora più “avventuroso” e naturale, le mille ragazze iscritte
alla selezione sono passate dalle spietate mani dello “strucco e sparrucco”
offerto da Rimmel, che le ha preparate al loro primo “ciak”. Il ritmo di tutte
prove è stato scandito dall’energica e inconfondibile colonna sonora di RTL
102.5 che, schierando tutti i suoi DJ, si è divertita a “provinare” le
partecipanti, per scegliere quella che sarà l’ inviata ufficiale del network
radiofonico alle tappe del Sud Est Asiatico: Malesia, Vietnam, Laos, Cambogia…
La voce di Roberto Uggeri ha condotto le divertenti
simulazioni di collegamento radiofonico per dare spazio alla fantasia e alla
simpatia delle fanciulle al microfono. Ma le selezioni Donnavventura di Rimini
resteranno negli annali anche per l’allegria portata sulla spiaggia
dall’inaugurazione del Donnavventura Beach Club, il nuovo punto d’incontro sul
lungomare di Rimini, al Bagno 28: un aperitivo al tramonto che ha fatto ballare
ospiti, militari, giornalisti e tutto lo staff RTL, e che continuerà a farlo
durante tutta l’estate grazie alla freschezza a allo spirito “avventuroso”
delle ragazze delle passate spedizioni e all’iniziativa della Donnavventura Francesca
Sasso. Il prossimo e decisivo appuntamento Donnavventura sarà la selezione
finale di metà giugno a
Thuile
“la compagnia Alpieri” presso
ben 100 ragazze per un intero fine settimana di campeggio e prove avventura
immerse nella natura.
Errani: fare sistema
moltiplicando le esperienze che funzionano
(
ROMA – “E’ necessaria la cooperazione tra sistemi regionali, investire
sulle interconnessioni, con l’obiettivo di creare un sistema complessivo
facendo leva sulle esperienze che già funzionano”. Lo ha affermato il
presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, intervenendo al convegno
“Dalle regioni al sistema nazionale di e-gov. Il contributo delle
programmazioni regionali in materia di ICT”, al Forum della Pubblica
Amministrazione di Roma. Secondo Errani la società dell’informazione ha reso
ancora più evidente che fare sistema è il problema più grande. Non si tratta
solo di utilizzare nuove tecnologie ma di finalizzarle alla partecipazione dei
cittadini e delle imprese, instaurando nuove relazioni tra società e pubblica
amministrazione. La rete può essere usata quindi come chiave di
semplificazione, cercando la e-governance nell’utilizzo delle esperienze già
esistenti, a partire da quelle degli Enti Locali. “La rivoluzione
informatica non può essere qualcosa che si somma al funzionamento ordinario
della Pubblica Amministrazione, né solo un modo per accelerare i tempi – ha
detto Errani -“. La rete deve essere lo strumento per qualificare la
democrazia, ridefinire il rapporto con il cittadino e riformare
E’ questa la scommessa per compiere un salto di qualità”. Infine Errani ha
sottolineato la necessità di tenere unito il paese, ancora gravemente
differenziato. “Non c’è federalismo – ha riferito – se non c’è principio
di cooperazione. Occorre una collaborazione stretta tra Istituzioni: Comuni,
Province, Regioni e Governo”. Alla tavola rotonda ha partecipato Beatrice
Magnolfi, sottosegretario ai rapporti con il Parlamento e alle riforme
istituzionali che ha sottolineato gli obiettivi del Governo: in primo luogo
quello di passare dalla informatizzazione della Pubblica Amministrazione alla
innovazione, ripensando i processi organizzativi e la cultura stessa del
lavoro.
Borsa del turismo: in Emilia
Romagna la vacanza diventa culturale
(
FERRARA – Ferrara diventa la capitale internazionale della vacanza culturale.
Dal 24 al 27 maggio la città estense ospita il più qualificato momento
internazionale di incontro tra domanda e offerta di turismo d’arte:
Città d’Arte, giunta alla 11a edizione. La qualità è il tema conduttore anche
di questa edizione della Borsa (promossa da Confesercenti, Agenzia nazionale
del Turismo, Apt Emilia-Romagna, Camera di Commercio di Ferrara, Comune e
Provincia di Ferrara), che vanta numeri di tutto rispetto: 90 tour operator
internazionali (provenienti, tra gli altri paesi, da Brasile, Russia, Giappone,
Usa, Argentina, India e Messico), 500 operatori italiani dell’offerta, 200
espositori ospitati negli stand nel centro storico, oltre 1.200 addetti ai
lavori, 4.000 mq. di esposizione e 80.000 visitatori attesi. Non solo:
quest’anno si punta l’attenzione sulla comunicazione e promozione dei beni
culturali italiani e la valorizzazione dei piccoli centri d’arte d’Italia,
ricchi di fascino, tradizione e storia. “Il turismo delle città d’arte è in
crescita – ha sottolineato stamani, durante la presentazione dell’iniziativa,
Guido Pasi, assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna – , anche perché
rappresenta per noi un’offerta importante su alcuni mercati internazionali,
dove è il prodotto più richiesto: mi riferisco a Gran Bretagna, parte degli Usa,
Francia, sempre più
Germania. E
sono ampissimi: stiamo parlando ancora e solo del 10% del nostro turismo”. A
fare da cornice alla Borsa del Turismo sarà Ferrara, il cui centro storico è
stato inserito dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità e che presta alla Borsa
alcuni dei suoi luoghi più ricchi di storia e suggestione: dalle sale del
Castello Estense alla chiesa di San Francesco, senza dimenticare Palazzo
Costabili che ospita il workshop vero e proprio della Borsa, momento centrale
di incontro tra domanda ed offerta. Tanti i momenti interessanti del ricco
calendario di appuntamenti della Borsa. Il volto culturale della vacanza in
Emilia-Romagna piace sempre di più. A confermarlo sono i dati del Centro Studi
Turistici per conto di Assoturismo Confesercenti Emilia-Romagna (su dati
forniti dagli uffici provinciali), che indicano, per il 2006, 2.038.139 arrivi
e 4.456.073 presenze complessive nelle città d’arte emiliano romagnole e, nel
periodo 1999-2006, incrementi negli arrivi e nelle presenze della quasi
totalità dei luoghi d’arte della regione.
Rai International, Badaloni:
“Un palinsesto su misura per gli spettatori”
(
ROMA – “Rai International sta intraprendendo in questi mesi una
razionalizzazione del palinsesto suddiviso per fasce orarie, in modo che in
ogni parte del mondo i nostri telespettatori abbiano sempre un riferimento
preciso rispetto ai programmi che vogliono vedere di volta in volta”. Questo il
commento del direttore della testata, Piero Badaloni, che fa il punto sulle
novità che riguardano l’emittente per gli italiani nel mondo. “Quando ad
esempio mettiamo il prime-time dell’ora italiana – spiega – lo sistemiamo nei
vari canali in giro per il mondo in modo che si creano appuntamenti che la
gente può seguire agevolmente”. “Ci sono delle fasce cardine – continua il
direttore – che sono quelle legate all’informazione con il Tg2 delle 13, il Tg1
delle 20 e il Tg3 della notte, e attorno a quelle ruotano le fasce
dell’intrattenimento, quella degli approfondimenti, della cultura e
dell’intrattenimento mattutino, sistemate ad hoc a seconda delle esigenze degli
spettatori nei vari fusi orari”. “Un criterio – sottolinea il direttore – che
stiamo seguendo anche grazie agli input che ci sono venuti dalle comunità
locali che sto contattando in giro per il mondo. Ho già incontrato ad esempio
rappresentanze dell’Africa a Nairobi e Johannesburg, poi proseguirò con il Nord
America, l’Australia e il Sudamerica per una verifica del gradimento che sinora
è stata molto apprezzata”.
Per quanto riguarda la programmazione dell’immediato futuro,
il direttore spiega che man mano che i programmi terminano vengono sostituiti,
e così per rimpiazzare ad esempio “La prova del cuoco” c’è già un accordo con
il canale Gambero Rosso. Oltre ovviamente ai programmi autoprodotti: “Per
l’estate – sottolinea Badaloni – è ad esempio in preparazione un programma che
si chiamerà ‘Carnet italiano’ e che mostrerà il meglio degli eventi culturali
che andranno in scena nei prossimi mesi in tutta
dimentichiamoci del grande successo di programmi come ‘La giostra del gol’ o
quello dedicato alla lingua italiana, ‘Qui si parla italiano’, oltre a una
collaborazione con le altre testate della Rai che dovrebbe andare rinforzandosi
con la firma della convenzione con
della convenzione Badaloni tiene a sottolineare che la conclusione dell’accordo
è in dirittura d’arrivo: “Fatto salvo qualche dettaglio che non dipende da noi
– conclude – il tutto dovrebbe essere finalizzato entro una o due settimane”.
Danieli: cooperazione fra
Italia e Brasile non solo a parole
(
RIO DE JANEIRO – Un “partenariato strategico” che non si limiti a una
“predisposizione politica” favorevole, ma si trasformi in “fatti
concreti”. E’ quanto auspicato dal viceministro degli Italiani nel Mondo Franco
Danieli, che a Rio de Janeiro ha parlato dei rapporti tra Italia e Brasile.
Occasione per l’intervento del ministro è stato l’incontro con la comunità
italiana locale, nel corso della missione in programma in questi giorni nel
grande paese sudamericano. “Il nuovo governo italiano – ha detto Danieli –
ha deciso di investire strategicamente nel Brasile, e nell’ America Latina in
generale, per tutta una serie di ragioni economico-commerciali ma anche per i
comuni impegni sullo scenario internazionale”. Nella seconda tappa del suo
viaggio, che si concluderà il 26 maggio, il viceministro ha annunciato un
accordo di cooperazione raggiunto con il segretario alla Sicurezza dello stato
di Rio, José Mariano Beltrame e il ministero dell’ Interno italiano, in materia
di contrasto e prevenzione del crimine. La criminalità a Rio negli ultimi mesi
è aumentata al punto che il governatore dello stato, Sergio Cabral, ha chiesto
al presidente brasiliano Lula l’intervento dell’esercito nelle strade. “Ma – ha
osservato Danieli – se i tanti italiani residenti a Rio si sentono insicuri e
subiscono aggressioni questo è anche un problema del governo italiano”.
Danieli ha poi ricordato che il ministero da cui ha avuto la
delega per gli italiani all’estero ha a ben presente i problemi che affliggono
alcune fasce di emigrati, in particolare i meno abbienti. “In favore di questi
ultimi – ha ricordato il viceministro – tante sono state le iniziative avviate
del nostro dicastero per superare il vecchio sistema assistenziale e introdurre
la copertura assicurativa sanitaria per le persone in maggiori difficoltà
economiche”. Danieli non ha dimenticato di rassicurare quanti sono preoccupati
per i tempi burocratici legati alle pratiche per il riconsocimento della
cittadinanza italiana. Il viceministro ha annunciato che, per far fronte alle
grandi richieste di servizi, è stato aumentato del 50% il personale di ruolo e
quello a contratto nei consolati, e sono state introdotte altre misure come i
call-center e l’informatizzazione dei servizi. Ad accompagnare il viceministro
nel suo viaggio, l’ambasciatore d’Italia a Brasilia, Michele Valensise, e il
senatore Edoardo Pollastri (Unione). Lasciata Rio, Danieli è stato a Brasilia –
dove si è tenuto tra l’altro un incontro con il vicepresidente della
Repubblica, José Alencar – e nei prossimi giorni a Curitiba.
Brasile: numerosi incontri
istituzionali per il viceministro Danieli
(
RIO DE JANEIRO – Prosegue fra numerosi incontri con esponenti della comunità
italiana e con autorità politiche e istituzionali locali la visita del
viceministro degli Esteri Franco Danieli in Brasile. In particolare il 22 maggio
il viceministro e la sua delegazione hanno incontrato il vicepresidente della
Repubblica, José Alencar, con il quale sono stati rimarcati gli ottimi rapporti
tra Italia e Brasile, fortemente rilanciati in questo ultimo anno, anche in
considerazione del fatto che, come ha sottolineato lo stesso Danieli, per
l’Italia il rapporto con il Brasile e con l’America Latina in generale “ha un
grande valore strategico”. Oltre alle questioni politiche generali, nei vari
incontri Danieli ha affrontato diversi temi che riguardano le relazioni
economiche e commerciali nei vari campi, dalle infrastrutture ai trasporti,
dall’energia all’ambiente. Il tutto con una grande attenzione da parte
brasiliana e una prospettiva bilaterale assolutamente positiva. Nel corso dell’incontro
sono stati inoltre affrontati temi riguardanti la sicurezza, con un intercambio
di esperienze e una cooperazione sulle diverse tecniche per il contrasto
dell’illegalità. Sul piano politico molto significativi anche gli incontri con
Carlos Minc, ministro dell’ambiente dello Stato di Rio, e con il deputato
Fernando Gabeira, due delle più stimate personalità del mondo politico
brasiliano, che sono risultate le più votate sia a livello federale che
statale. Con i due politici si è discusso di obiettivi comuni nei campi
dell’ambiente, dei diritti e su come rafforzare la cooperazione bilaterale nel
contesto internazionale. Da parte brasiliana è stato espresso grande
apprezzamento per l’iniziativa della moratoria alla pena di morte proposta
dall’Italia alle Nazioni Unite, che le due personalità brasiliane hanno
assicurato di voler sostenere con una campagna congiunta e con un forum
apposito da organizzare sua in America Latina che in Italia, e che veda la
partecipazione di personalità delle istituzioni e dei governi.
Danieli in Brasile:
“Rafforziamo delle relazioni già ottime”
(
SAN PAOLO – Nell’ambito della visita ufficiale in Brasile il viceministro agli
Affari Esteri, senatore Franco Danieli, ha partecipato al seminario promosso
dalla Camera di Commercio di San Paolo sul tema “Informare per competere: come
difendere ed esportare il made in Italy nel mondo”. Successivamente il
viceministro ha incontrato i rappresentanti del Comites e la collettività
italiana. Nel presentare il seminario economico il senatore Edoardo Pollastri,
che è anche presidente della Camera di Commercio di San Paolo e di
Assocamerestero, ha evidenziato l‘impegno del mondo imprenditoriale italiano in
Brasile “a consolidare una presenza importante che può e deve rafforzarsi anche
avvalendosi di una congiuntura oggi più favorevole che in passato, sia per le
iniziative anche di carattere legislativo finalizzate ad aumentare il flusso di
investimenti, sia per la positiva stabilità del mercato economico e
finanziario”. Nel suo intervento il viceministro Danieli ha sottolineato che
“le iniziative dell’Italia verso il Brasile, e l’America Latina in generale,
sono numerose e importanti, e hanno per noi una rilevanza strategica, sia sul
piano delle relazioni economico commerciali, sia per i comuni impegni di
entrambi i Paesi sullo scenario internazionale”. “In questo anno – ha affermato
Danieli – si sono tenuti numerosi incontri tra esponenti istituzionali e di
governo dei due Paesi. A più riprese è venuto in Brasile il sottosegretario Di
Santo, più recentemente il ministro degli Esteri Massimo D’Alema e il
presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha tra l’altro firmato con il
presidente Lula una dichiarazione congiunta che disegna un partenariato
strategico tra i due Paesi. E’ stato costituito presso
Brasile’. Io stesso ho avuto modo di confrontarmi recentemente con il
segretario di Stato Luis Dulci, nel corso della sua recente visita nel nostro
Paese”.
“Questa mia stessa visita, dunque – ha aggiunto Danieli – si
inserisce in un quadro di iniziative finalizzate a rafforzare le già ottime
relazioni tra i nostri due Paesi, a sostenere il nostro sistema d’impresa e le
diverse iniziative di una comunità, quella italiana in Brasile, importante sia
sotto il profilo quantitativo che qualitativo, positivamente integrata e
protagonista”. Molto positivo anche l’incontro con il Comites di San Paolo, “un
organismo – ha affermato il viceministro – vitale e utilissimo, capace di
affiancare l’impegno delle nostre strutture diplomatiche e consolari e di
offrire informazione e sostegno a una comunità ampia che deve affrontare non di
rado problematiche complesse e importanti”. Al Comites Danieli ha tra l’altro
illustrato le iniziative tese a superare il vecchio sistema assistenziale con
un nuovo e più efficace sistema di protezione sociale delle persone,
soprattutto di quelle con difficoltà. In questo senso si inserisce l’iniziativa
proposta dal viceministro e approvata dalla finanziaria per la copertura
assicurativa dell’assistenza sanitaria e sostenuta da un aumento dello
specifico capitolo di spesa che è stato portato da 13 a 20 miliardi di euro.
Queste misure sono state già positivamente avviate in Venezuela, in Colombia,
in Messico e sono in via di attuazione in Argentina e in Uruguay. Con il
Comites il viceministro ha discusso e concordato la messa in campo delle
necessarie e congiunte iniziative per avviare quanto prima questo processo
anche in Brasile.
Particolarmente sentito è stato l’incontro che Danieli ha
avuto con la collettività italiana. Un incontro molto partecipato, al quale
hanno sono intervenuti anche l’ambasciatore Michele Valensise, il console Marco
Marsili e il senatore Edoardo Pollastri. L’incontro è stato introdotto dal
presidente del Circolo italiano Giuseppe Cappellano, che ha ringraziato il
viceministro per la visita e per il suo impegno concreto e innovativo a
sostegno delle nostre comunità all’estero. Il viceministro Danieli ha
illustrato le cose fatte e quelle in via di realizzazione, indicando come consuetudine,
i risultati concreti ottenuti, le difficoltà, le prospettive. “Dovere di ogni
governo è quello di rendere conto di ciò che fa – ha affermato Danieli – e
questo va fatto con concretezza, con trasparenza e con linguaggi comprensibili
a tutti. E questo è quello che ho voluto fare con la presentazione del primo
rapporto semestrale della mia attività di governo”. Con puntigliosa concretezza
il viceministro Danieli ha affrontato con i connazionali sia le diverse
criticità che riguardano la difficile situazione di San Paolo, sia i temi più
generali quali quelli della cittadinanza, dell’assegno sociale ecc. Nella
stessa giornata il Danieli ha incontrato altri esponenti istituzionali e del
mondo accademico, tra questi il segretario di Stato alla Casa Civile, Aloysio
Nunes Ferreira Filho, il professor Celso Lafer, già ministro degli Esteri, Josè
Aristodemo Pinotti, segretario di Stato all’Istruzione Superiore di San Paolo,
Andréa Calabi, vicepresidente della Camera Italo brasiliana di Commercio,
Raymondo Magliano, presidente della Borsa di San Paolo, Marcelo Araújo,
direttore della Pinacoteca di Stato, che collabora in maniera continuativa e
proficua con l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo.
Assistenza sanitaria agli
emigrati: il ministero risponde a Bucchino
(
ROMA – Importanti precisazioni in merito all’assistenza sanitaria in Italia ai
cittadini italiani residenti all’estero, sono state fatte, in risposta ad una
specifica richiesta dell’onorevole Gino Bucchino, dal ministero della Salute e
dal ministero degli Affari Esteri. Bucchino, eletto nella circoscrizione
Estero, aveva richiesto dei chiarimenti concernenti i requisiti per
l’erogazione dell’assistenza sanitaria ai cittadini italiani residenti
all’estero durante un temporaneo soggiorno in Italia. La dr.ssa Stefania Ricci,
direttore dell’Ufficio VI (presso il Mae) del Dipartimento della prevenzione e
della comunicazione – direzione generale per i Rapporti con l’Unione europea e
per i Rapporti internazionali del Ministero della Salute, in una sollecita ed
articolata nota, ha evidenziato a Bucchino due distinte fattispecie normative
che attualmente disciplinano l’erogazione dell’assistenza sanitaria, da parte
del Servizio sanitario nazionale, al cittadino italiano residente all’estero,
in Paesi con i quali non vigono accordi in materia sanitaria: a) lavoratori
italiani all’estero, con rapporto di lavoro regolato ai sensi della legge
italiana n. 398 del 1987 (i cosiddetti lavoratori distaccati al seguito delle
imprese); b) cittadini italiani residenti all’estero che non rientrano
nell’ambito della categoria del punto a) (cioè la stragrande maggioranza dei
cittadini italiani residenti all’estero). Il ministero della Salute ha
precisato che quando i “lavoratori distaccati” rientrano temporaneamente sul
territorio nazionale, spetta all’Azienda sanitaria locale di temporanea dimora
il compito di assicurare agli stessi, quali soggetti assicurati
obbligatoriamente al Servizio sanitario nazionale, l’erogazione dell’assistenza
necessaria.
Invece per ciò che riguarda l’assistenza sanitaria di tutti
gli altri cittadini italiani residenti all’estero durante un temporaneo
soggiorno in Italia, il ministero della Salute fa presente che l’art. 2 del
decreto Sanità-Tesoro del 1° febbraio 1996 limita esclusivamente ai cittadini
italiani titolari di pensione italiana o a coloro i quali abbiano lo status di
emigrato, certificato dall’ufficio consolare italiano territorialmente
competente in base alla circoscrizione di residenza, l’erogazione di assistenza
sanitaria gratuita da parte del Servizio sanitario nazionale. Tuttavia il
ministero chiarisce che l’assistenza sanitaria è limitata alle sole prestazioni
ospedaliere urgenti per un periodo massimo di 90 giorni nell’anno solare
qualora i cittadini italiani in questione non abbiano una propria copertura
assicurativa – pubblica o privata – per tali prestazioni sanitarie.
Nell’eventualità che l’emigrato o il pensionato residenti all’estero abbiano
diritto ad un rimborso parziale da parte di una assicurazione, la gratuità
delle prestazioni riguarderà la differenza fra la parte rimborsata
dall’Istituto di assicurazione e la somma fatturata dalla struttura italiana,
mentre la spesa coperta dall’assicurazione dovrà essere anticipata dai
beneficiari dell’assistenza.
ha evidenziato inoltre a Bucchino che le prestazioni sanitarie diverse da
quelle ospedaliere urgenti potranno essere erogate dalle strutture pubbliche o
private accreditate dal Ssn italiano, dietro corresponsione delle relative
spese (ovviamente l’onere sostenuto dall’interessato potrà eventualmente essere
recuperato se quest’ultimo è assicurato). Bucchino dal canto suo precisa infine
che per quanto riguarda i soggetti beneficiari dell’assistenza, l’accertamento
del possesso dello “status di emigrato”, condizione imprescindibile per avere
diritto all’assistenza sanitaria, rientra, come espressamente previsto dalla
vigente normativa, nella competenza delle rappresentanze italiane all’estero.
Tuttavia, in mancanza di tale documentazione attestante lo status di emigrato,
l’Ufficio III della Direzione generale per gli Italiani all’estero del Mae ha
stabilito, con una interpretazione estensiva della materia vigente, che il
cittadino italiano possa sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva di atto di
notorietà in cui dichiari il proprio status di emigrato.
piani editoriali
(
ROMA – Grammatiche, antologie, guide culturali.
Alighieri, istituzione impegnata per la diffusione della lingua e della cultura
italiane, presenterà a Roma, a Palazzo Firenze, un progetto editoriale nato con
il fine di incrementare la propria attività di sostegno e promozione
dell’Italia e dell’italiano in tutto il mondo. La presentazione si svolgerà
all’interno di una “tre-giorni” in programma da venerdì prossimo alla presenza
dei rappresentanti delle istituzioni e dei delegati degli oltre 500 Comitati
della “Dante” dell’Italia e dell’estero. Il piano editoriale verrà realizzato a
partire da quest’anno e prevede due sezioni: “Letteratura e Cultura Italiana” e
“Lingua e Didattica”. Il progetto intende contribuire, con la prima sezione
alla diffusione di testi letterari e culturali rivolti agli italiani e agli
stranieri e con la seconda a fornire strumenti didatticamente adeguati per l’insegnamento/apprendimento
della lingua italiana nel mondo. La prima sezione sarà composta dalle Collane
“Anniversari, Antologie, Classici e Itinerari della Dante – I Luoghi
dell’identità italiana, Museo, Saggi”; la seconda dalle Collane “Didattica, Juniores
e Insegnare”. I lavori iniziano il 25 maggio alle 10.30 con gli interventi
dell’ambasciatore Bruno Bottai, presidente della Società Dante Alighieri, del
consigliere Paolo Peluffo, capo dipartimento per l’Informazione e l’Editoria
della presidenza del Consiglio dei ministri, di Ettore Pietrabissa, direttore
generale Arcus, di Giuseppe Patota, responsabile scientifico Plida, di Silvia
Giugni, responsabile piani editoriali, di Lucilla Pizzoli, responsabile
progetto “Museo Sì” e di Paola Manfroni, direttore creativo McCann Erickson.
Seguiranno le letture carducciane introdotte da Alberto
Casadei dell’Università di Pisa, eseguite dagli allievi dell’Accademia
Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con la regia di Giuseppe
Bevilacqua. Nel pomeriggio, tavola rotonda presieduta da Gherardo
generale per
e
Cooperazione Culturale
tema “Beni culturali, editoria e promozione dell’italiano nel mondo”, alla
quale prenderanno parte l’ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel,
consigliere emerito della Dante Alighieri, Attilio Brilli, ordinario di
Letteratura Anglo-Americana presso l’Università di Siena-Arezzo, Loredana
Cornero, segretaria generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona, il
giornalista e scrittore Vittorio Emiliani e il poeta e scrittore Davide
Rondoni. Sabato verrà inaugurata, alla presenza di Claudio Strinati,
soprintendente al Polo Museale Romano, la mostra dell’artista belga Tamara
Triffez, “
un’esposizione di circa 25 scatti realizzati durante
del 2005-2006 in Sicilia e dedicati alla profonda tradizione popolare
dell’isola. La mostra, visibile fino all’8 giugno, sarà arricchita dalla
riproduzione permanente di un dvd fotografico che ripercorre in 100 immagini
tutto il lavoro compiuto dall’artista. Seguirà la visita guidata dalla prof.ssa
Francesca Corsi a Palazzo Altemps. Nel pomeriggio, con il coordinamento di
Alessandro Masi, segretario generale della “Dante”, Luca Serianni, Marco Veglia
e Lucio Villari presenteranno le iniziative promosse dalla Società Dante
Alighieri per l’anno carducciano e introdurranno le letture degli allievi
dell’Accademia “Silvio D’Amico”. L’ultima giornata dei lavori, prevista per
domenica 27 maggio, sarà caratterizzata dall’Assemblea dei soci della “Dante
Alighieri” con l’esposizione di bilanci e progetti da parte dei rappresentanti
dei Comitati italiani ed esteri della Società . Nel pomeriggio si svolgerà un
concerto di musica jazz.
L’Emilia Romagna verso la
conferenza mondiale dei giovani
(
ROMA – Dal 19 al 22 luglio: queste le date della prima Conferenza mondiale dei
giovani emiliano-romagnoli che si svolgerà a Buenos Aires. A illustrare il
programma dell’evento, che deve ancora essere confermato nei dettagli, è stata
la presidente della Consulta regionale dell’emigrazione, Silvia Bartolini, che
il 22 maggio, al Forum PA in corso a Roma, è intervenuta alla presentazione del
sito web di RadioEmiliaRomagna.
Bartolini
organizzare questo grande appuntamento: “Il primo – spiega – è il fatto che i
giovani sono un motore grazie al quale si muovono iniziative straordinarie. A
loro chiediamo in continuazione progetti e idee per migliorare il rapporto tra
associazioni di corregionali nel mondo. Il secondo motivo è che la legge
regionale sull’emigrazione è tutt’altro che indifferente ai giovani, e infatti
stabilisce che su 23 consultori almeno otto siano giovani, scelti anche fra i
discendenti di prima e seconda generazione dei nostri emigrati”. Il terzo
motivo, spiega la presidente, è che un evento a livello mondiale come quello di
luglio “promuove un continuo colloquio con i giovani a livello globale”.
L’appuntamento argentino sarà comunque un momento in cui verranno discusse le
idee e i progetti che nascono proprio dalle nuove generazioni, “e infatti sul
nostro sito – sottolinea
Bartolini
le opinioni che poi saranno discusse e confrontate al momento della
Conferenza”. Sono comunque cinque i temi fondamentali che saranno discussi a
Buenos Aires: la multiculturalità, l’emigrazione femminile, il turismo come
opportunità di promozione, la diffusione delle eccellenze regionali e la promozione
della cultura e della lingua italiana.
“In particolare – sottolinea
ultimo punto è di grande rilievo, se si pensa che secondo i dati più recenti
solamente il 36 per cento dei nostri connazionali nel mondo parla italiano.
Questo numero è un grido di dolore, un appello al quale dobbiamo rispondere,
perché se si perde l’uso della lingua si perde anche un veicolo fondamentale
per diffondere la nostra cultura nel mondo”.
quello che sarà a grandi linee il programma della Conferenza: “Nella mattinata
del 19 saranno formati i gruppi di lavoro, che dobbiamo ancora stabilire se
saranno composti su base continentale o tematica, mentre nel pomeriggio si
terrà la cerimonia di benvenuto nella sala del Senato della capitale argentina,
alla presenza di autorità italiane e argentine e ovviamente aperta a tutti i
giovani della comunità”. Nei due giorni seguenti invece spazio ai lavori “con
dei testimonial d’eccezione”, che porteranno le proprie esperienze per
arricchire il lavoro dei ragazzi e delle ragazze, che comunque rimangono il
focus principale di tutto l’evento. “L’obiettivo finale – prosegue la
presidente – è quello di creare dei gruppi che si frequentino anche
telematicamente per continuare a contribuire con idee e iniziative a quello che
è il mondo dell’emigrazione emiliano-romagnola”. Per quanto riguarda invece il
resto del lavoro della Consulta, la presidente illustra il piano delle missioni
per la seconda metà del 2007: “Dopo l’evento di luglio, a settembre si terrà a
Bologna la seconda riunione della Consulta, che, fra le altre cose, approverà
il piano delle missioni per il 2008, mentre a ottobre ci recheremo a Città del
Messico per la conferenza di area geografica dell’America centrale. All’inizio
di novembre saremo poi a New York, mentre più avanti celebreremo con un tour
nel sud del Brasile l’anniversario della morte di Arturo Toscanini, portando
artisti della nostra regione a Porto Alegre, Rio de Janeiro e San Paolo”.
Fra dicembre e gennaio infine
per la conferenza sull’emigrazione femminile, un evento già preparato da un
seminario svoltosi recentemente a Bologna. Il lavoro della Consulta non si
esaurisce però di certo qui:
Bartolini
agli anziani, agli studenti, per il finanziamento delle associazioni di
corregionali, per l’assistenza agli emigrati in difficoltà che vogliono
rientrare in Italia. Ma cosa c’è dietro a tanta efficienza della Consulta e a
tanta attenzione che
Regione
l’Emilia Romagna ha iniziato già 30 anni fa ad occuparsi dei corregionali
all’estero, sia per un discorso quantitativo (gli emigrati originari
dell’Emilia Romagna costituiscono l’8 per cento di tutti gli italiani, ndr) che
per uno qualitativo: molti dei nostri amministratori hanno vissuto o conosciuto
in prima persona l’emigrazione”. “
Regione
emigrati perché uno dei valori su cui è fondata è il lavoro, e non si poteva
non mantenere un legame fortissimo con tutte quelle persone che proprio per
cercare un lavoro hanno lasciato la terra dove erano nati e sono finiti a volte
fin nel fondo della Patagonia. Per finire non possiamo non considerare il fatto
che magari l’Emilia Romagna nel mondo non è un nome che conoscono tutti, ma
sono molto pochi quelli che non hanno mai sentito nominare
Verdi o i tortellini”.
Per concludere, la presidente elenca due temi fra i più impellenti,
che al momento per mancanza di tempo o di risorse non ha ancora potuto
affrontare. “Innanzitutto – spiega – sarei molto contenta se potessi realizzare
una raccolta di opere musicali e artistiche contemporanee da poter diffondere
presso le comunità di emiliano-romagnoli nel mondo. Sono tantissimi i musicisti
originari della nostra regione, e penso solo per citarne alcuni a Vasco,
Guccini, Dalla, Carboni, Ligabue, Antonacci, ma anche a tanti nomi nel panorama
del jazz. Oltre ovviamente ai grandi interpreti delle arti visive come Giorgio
Morandi o Concetto Pozzati. E anche qui la lista è lunghissima…”. Il secondo
progetto della Bartolini riguarda invece la vita quotidiana dei tantissimi
emigrati: “Noi siamo orgogliosi dei nostri corregionali che vivono all’estero.
E’ però incredibile come sotto la bandiera italiana del consolato di San Paolo,
ma anche a Buenos Aires e in tantissime altre città del mondo ci sia una fila
chilometrica di persone che dormono sul marciapiede per poter entrare negli uffici
e prendere un appuntamento che spesso viene fissato tre, quattro, cinque, anche
dieci anni più tardi”. “Ecco – conclude la presidente – il mio sogno è che
queste file possano sparire per sempre. Dobbiamo però capire se è un problema
di burocratizzazione, che allora va risolto quanto prima, o di mancanza di
risorse. Se il caso è il secondo, allora le anagrafi della nostra regione
possono essere un valido appoggio per collaborare e svolgere una parte delle
pratiche, così come l’insieme dei patronati. E magari potremmo anche arrivare a
creare un modello sperimentale che poi può essere seguito dalle altre regioni”.
Rai International, Rapanà:
“Ci si ricordi di come era prima…”
(
MONTREAL – “Seguo con molta attenzione la polemica sollevata in questi giorni,
intorno a Rai International e alle scelte editoriali del direttore Piero
Badaloni”. E’ quanto scrive il vicesegretario generale del Consiglio generale
degli italiani all’estero Giovanni Rapanà. “In Canada – prosegue Rapanà –
celebriamo quest’anno il secondo anniversario dell’arrivo di Rai International
e lo facciamo con lo sguardo rivolto al futuro, pensando ad una televisione
rivolta agli italiani all’estero, quali soggetti normali, con cui sviluppare un
rapporto diretto e un dibattito politico serio, e non come soggetti legati
ancora allo stereotipo della valigia di cartone che meritano programmi fatti
apposta per loro. Come se fossimo degli handicappati, da non capire l’Italia di
oggi. Lo facciamo senza dimenticare la lunga battaglia fatta per averla, in cui
mi sono impegnato in prima persona con il sostegno di decine di migliaia di
connazionali sparsi in tutto il Canada. Durante questa battaglia abbiamo sempre
nutrito la piena consapevolezza che l’arrivo di Rai International, così come era,
non costituisse la panacea di tutti i mali dell’informazione italiana in
Canada, come del resto non lo era nel mondo. Eravamo pienamente coscienti che
Rai International dovesse cambiare, in meglio”. “Cambiamento auspicato –
prosegue Rapanà – sia dal Cgie, e contenuto nel documento presentato dalla
prima Commissione Informazione, sia dai numerosi interventi di tanti Comites,
tra i quali quello di Montreal, e che ora, grazie alle scelte editoriali
coraggiose del direttore Badaloni, si comincia a percepire, anche dalle
testimonianze positive che raccolgo quotidianamente tra la gente”. “D’altronde
– conclude il vicesegretario generale del Cgie – chiunque possiede un minimo di
onesta intellettuale, ed abbia il coraggio di non lasciarsi prendere da facili
strumentalizzazioni, non può non ricordare quello che era Rai International
qualche anno fa e non può non riconoscere che Rai International, sia pure tra
mille difficoltà, sta cambiando in meglio il volto dell’Italia nel mondo”.
Forum PA: compie un anno la
web radio dell’Emilia Romagna
(
ROMA – Al Forum Pa svoltosi nei giorni scorsi a Roma,
Romagna si riconosceva nettamente. Ricco lo stand della Regione che anche in
questa occasione propone offerte, illustra progetti, spiega servizi e si mette
a disposizione. Sotto il titolo “Emilia-Romagna sensibile”
registrate all’interno dei vari settori dell’amministrazione, all’insegna
dell’innovazione e di una nuova sensibilità verso i cittadini. Il 22 maggio lo stand
ha ospitato la presentazione di RadioEmilia-Romagna che ha recentemente
compiuto un anno e si presenta per la prima volta a livello nazionale. Si
tratta del canale radio web dedicato agli emiliano romagnoli nel mondo. Nata su
sollecitazione dei giovani nel corso dell’ultima Conferenza dei giovani
emiliano romagnoli di Buenos Aires, la radio offre una serie di servizi
giornalieri per giovani e meno giovani. Dalle news ai racconti, dalla musica
regionale a quella underground, un’offerta ricca e per tutti i gusti. Ad
illustrare i passaggi di questo ambizioso progetto è stata Silvia Bartolini ,
presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo che, dopo aver
elencato i risultati positivi raggiunti in questi dodici mesi di attività dai
sei redattori della Regione impegnati nel settore dell’emigrazione, ha
annunciato il prossimo restyling del sito che verrà pubblicato nella sua nuova
versione e presentato sempre a Buenos Aires il prossimo 18 e 19 luglio in
occasione dell’ incontro della Consulta con i corregionali in Argentina. Dalle
produzioni per la radio sono nati in questi mesi tanti accordi con emittenti
locali che, grazie ad apposite convenzioni, ritrasmettono e utilizzano parti
della produzione radiofonica emiliana. “Siamo orgogliosi del lavoro svolto – ha
detto Bartolini – e soprattutto siamo soddisfatti del lavoro sulla lingua e la
cultura italiana che stiamo sviluppando nella sezione ‘racconti dell’anima’.
Qui – ha spiegato– proponiamo racconti inediti e non, che si possono ascoltare
o leggere, attraverso il sito; oltre ad accompagnare gli ascoltatori in un
viaggio nella fantasia, possono contribuire a migliorare la conoscenza della
lingua italiana”.
Per la radio degli emiliano-romagnoli è inoltre in programma
il restyling del sito, che verrà presentato a Buenos Aires il prossimo luglio
alla Conferenza dei giovani emiliano-romagnoli nel mondo. Anche i contenuti
verranno arricchiti, con più spazio alle notizie sull’Università e sul welfare
ma anche agli eventi musicali che vengono realizzati in Emilia-Romagna. Le
visite al sito – nei primi mesi di poche migliaia – sono state durante l’anno
96.437, con 362.263 pagine viste e 5530 fidelizzati. I paesi in cui è stata
scaricata maggiormente sono stati: l’Italia 42,45%, seguita dall’Uruguay 6,44%,
dall’Unione Europea 5,41% e dagli Stati Uniti 4,45%. Nel mese di aprile le
visite sono state 15229, con 5570 nuovi accessi e 1158 visitatori fidelizzati.
Si tratta di uno strumento di informazione e valorizzazione del territorio
regionale, ma anche di svago, che viene messo a disposizione delle comunità
emiliano-romagnole sparse in tutto il mondo e di chiunque voglia conoscere la
cultura, le notizie e la musica dell’Emilia-Romagna attraverso le 14 rubriche
della radio.
RadioEmiliaRomagna, realizzata dalla presidenza della
Regione su un progetto della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, in
collaborazione con l’Agenzia Informazione e Ufficio Stampa della Giunta
regionale, ha come obiettivo quello di dare alle comunità all’estero
un’immagine aggiornata della regione e allo stesso tempo di raccogliere
l’informazione “di ritorno”, ossia quella che dall’estero e dalle associazioni
può contribuire a valorizzare la risorsa emigrazione, dando voce ai
protagonisti di oggi e raccontando quelli di ieri, che spesso hanno avuto una
parte importante nello sviluppo economico, culturale e sociale delle città in
cui si sono stabiliti gli emigrati. La radio si avvale della collaborazione
tecnica del Laboratorio di Telematica per il Territorio di Parma. La radio
quindi permette alla Regione di costruire un vero ponte di relazioni culturali
e informative, che può avvicinare il nostro territorio al resto del mondo e
viceversa. Lo scenario immaginato è quello di una Web Radio che si può
ascoltare in qualsiasi parte del mondo e a qualsiasi ora, selezionando i brani
o i contenuti d’interesse. E’ questo il vantaggio della tecnologia utilizzata,
il podcasting, che consente all’utente di scaricare automaticamente le
trasmissioni sul proprio computer o su un lettore mp3 con un’ottima qualità di
ascolto e in breve tempo. Alla radio si accede in tre modi: attraverso il sito
degli emiliano-romagnoli nel mondo (http://www.emilianoromagnolinelmondo.it),
attraverso il sito stesso di RadioEmiliaRomagna (www.radioemiliaromagna.it) e
attraverso il Podcasting di iTunes. Le trasmissioni possono essere anche
ricevute via etere in alcune aree del Sud America.
Rai International, Ds: “Per
gli italiani all’estero più informazione di qualità”
(
ROMA – “La scelta di mandare in onda su Rai International, oltre a ‘Porta a
Porta’, anche altri programmi di approfondimento va nella direzione auspicata
da sempre dagli utenti italiani all’estero di avere più informazione, di
qualità e plurale”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta Maurizio
Chiocchetti ed Eugenio Marino, responsabile e viceresponsabile dei Ds per gli
Italiani nel mondo. “Una scelta giusta – continuano i dirigenti Ds –
nell’ambito dell’informazione dall’Italia, ma che deve proseguire anche nella
direzione opposta, cioè di un aumento dell’informazione e dell’approfondimento
dall’estero e dalle nostre comunità nel mondo verso il nostro Paese”. “Rai
International dopo il rinnovo della convenzione che, sostanzialmente, procurerà
maggiori entrate nelle casse della testata internazionale e che vedrà la
diffusione del segnale anche in Europa e in Italia, dovrà assicurare una
informazione di ritorno plurale e di qualità”.
Friuli Venezia Giulia: a
luglio al via il progetto per i giovani del Nordamerica
(
TORONTO – Sono in tutto 26 i ragazzi di origine friulana che, il 12 luglio
prossimo, partiranno dal Pearson Airport di Toronto alla volta dell’Italia per
dare il via al Progetto Giovani Nordamerica 2007, previsto nello scambio
culturale tra questi e un gruppo di ragazzi di San Vito al Tagliamento, in
Friuli Venezia Giulia. Il progetto è realizzato grazie al contributo della
Regione Friuli Venezia Giulia, dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale
Emigranti, della Provincia di Pordenone, del comune, del Liceo Scientifico Le
Filandiere e di altri enti. “Un successo ogni anno più grande” dice Gino Vatri,
coordinatore Efasce per il Canada, il quale ha annunciato che i ragazzi in
partenza, saranno accompagnati dalle insegnanti di Toronto Santa Vatri,
Stefania Hajjar e Paola Bertoia-Suriano e da Denise Silverio di Detroit. In
virtù dello scambio tra i due gruppi di giovani, dopo aver fatto tappa a New
York per 6 giorni, giungeranno, il 22 giugno, a Toronto 21 studenti del Liceo
Scientifico di San Vito “Le Filandiere”, assieme a due insegnanti e due
accompagnatori. “Alloggeranno dai Missionari della Consolata e, oltre a seguire
un corso di lingua inglese, avranno la possibilità di conoscere da vicino la
comunità italiana e quella friulana in particolare – aggiunge Vatri – rendersi
conto dei traguardi raggiunti dagli emigrati che hanno dovuto affrontare le
difficoltà che caratterizzano la vita di chi si trasferisce in un Paese dove
lingua e costumi sono diversi, lontano dagli affetti e dalle sicurezze della
propria terra”. Per i ragazzi nati in Canada, ma che hanno origini friulane
grazie ai nonni o anche ai bisnonni, il viaggio in Italia rappresenta oltre che
una occasione per imparare e in qualche caso perfezionare la conoscenza della
lingua italiana anche la scoperta della Regione di origine.
“E’ un’occasione per andare alla ricerca delle proprie
origini, – sottolinea Vatri – di vedere con i propri occhi luoghi, città,
angoli del Friuli dei quali hanno solo sentito parlare, oltre che l’occasione
per poter andare a far visita a parenti mai visti prima”. Il calendario del
progetto promette diverse iniziative: visite al comune di San Vito al
Tagliamento, a Valvasone, all’abbazia di Sesto al Reghena, l’incontro con il
presidente della Provincia di Pordenone Elio De Anna; ed ancora, una gita a
Lignano, a Trieste, al Castello di Miramare o a quello di Duino, la visita del
centro storico di Cividale, a Udine, ad Aquileia e Grado, a Venezia, a Maniago
e Spilimbergo, sedi rispettivamente di coltellerie storiche e della scuola di
mosaici. Non mancherà la possibilità di partecipare, il 28 e il 29 luglio, a
due convegni: il primo dal titolo “Internalizzazione del territorio attraverso
i corregionali all’estero”, si terrà a Pordenone, mentre il secondo è il
Convegno annuale dell’Efasce che quest’anno, in occasione del centenario della
fondazione dell’Ente, verrà ospitato a San Giovanni di Casarsa. “Tra una gita e
l’altra frequenteranno il corso di italiano e trascorreranno del tempo con i
parenti che risiedono lì – spiega la docente Santa Vatri – l’1 agosto
raggiungeremo l’aeroporto di Venezia, e dopo aver fatto tappa a Parigi,
ritorneremo a Toronto”.
Pensioni all’estero:
Narducci e Bafile rispondono all’Inps
(
NEW YORK – Continuano le polemiche per le tasse bancarie pagate dagli italiani
residenti all’estero per ritirare la propria pensione. “Dall’Inps ancora una
politica dell’annuncio più che delle soluzioni”, ha dichiarato Franco Narducci,
deputato della Margherita eletto in Europa, a “La gente d’Italia”, quotidiano
per gli italiani all’estero. “Ora – ha osservato Narducci – dopo alcune
settimane, l’Inps chiarisce con un comunicato che le spese per commissioni
bancarie, incamerate dalle banche nonostante non siano previste dalle
convenzioni stipulate, saranno rimborsate dietro presentazione di domanda
all’Istituto centrale banche popolari italiane. La decisione, che riconosce
finalmente l’esistenza di problemi vari, è sconcertante perché ancora una volta
siamo alla politica dell’annuncio più che delle soluzioni. Non si capisce infatti
– incalza il deputato eletto all’estero – giacché l’Inps non ne fa menzione,
come si potrà concretamente richiedere e riscuotere quanto indebitamente
tolto”. Tuttavia, aggiunge Narducci, “occorre che il pagamento delle pensioni
all’estero non è di semplice soluzione come si potrebbe ritenere semplificando
con eccessiva facilità. I sistemi bancari dei numerosi paesi in cui risiedono i
nostri connazionali sono davvero tra i più disparati, anche se nel tempo della
globalizzazione, alcune standardizzazioni di processo sono avvenute”.
Sulle pagine dello stesso quotidiano si leggono anche le
parole di Mariza Bafile, deputato dell’Unione eletta nell’america Latina, che
ha inviato una lettera al presidente dell’Inps chiedendo un rapido intervento
per risolvere l’empasse sulle pensioni. “Bisogna rimediare con urgenza i disagi
vissuti dai pensionati all’estero – ha chiesto
firmata anche dai senatori Pollastri, Turano, Randazzo, Micheloni e dagli
onorevoli Bucchino, Cassola, Farina, Fedi e Nerducci -. Il servizio di
pagamento delle prestazioni Inps all’estero, appaltato all’Istituto centrale
delle banche popolari italiane, ha destato non poche preoccupazioni tra i
nostri connazionali all’estero, in particolare i più anziani, per i modi in cui
questi cambiamenti si stanno realizzando”. Critiche inoltre per “il ritardo”
con il quale sono state fornite dall’Inps le informazioni agli utenti, con
comunicati viziati da “notevoli approssimazioni”, che hanno causato
“disorientamenti per la mancata conoscenza delle procedure burocratiche da
rispettare”.
Razzi: “Senza rapporti con
l’economia, la formazione arrugginisce”
(
CAGLIARI – Un sistema sociale che non si preoccupa dei rapporti tra economia e
formazione, e quindi del futuro dei giovani, “lascia arrugginire” i meccanismi
della formazione stessa e “produce incrostazioni che poi difficilmente vanno
via”. Lo ha detto Antonio Razzi, deputato dell’Idv eletto nella circoscrizione
Estero, intervenendo a Cagliari, in qualità di membro della Commissione Cultura
della Camera, ai lavori relativi ad un’indagine conoscitiva sui temi
dell’istruzione e della formazione professionale. “Ci misuriamo ogni giorno con
i problemi che derivano dalla velocità degli eventi riguardanti il mondo della
istruzione e della formazione – ha detto il deputato dell’Idv –. Una velocità
che ci spinge ad essere flessibili ed agili. Il rapporto tra economia e
formazione è il centro delle nostre preoccupazioni, perché riguarda i nostri
giovani, i nostri figli, il loro futuro. Un sistema sociale che non si
preoccupa di questo e lascia arrugginire i meccanismi della formazione, produce
incrostazioni che poi difficilmente vanno via”. “I nostri giovani ed il nostro
sistema economico viaggiano a velocità troppo diverse – ha spiegato Razzi –.
Sembrano due soggetti che non si incontreranno mai. Da una parte, la scuola e
la formazione professionale rischiano di non intrecciarsi con l’economia che si
modifica ed ha bisogno di nuovi orizzonti formativi. Dall’altra, l’industria,
il mercato hanno scelto la strada di provvedere direttamente alla formazione
per coloro i quali lavoreranno presso di loro, creando circuiti formativi
specifici ma limitati. Di fatto si creano sempre di più ‘operai decapitati e
giovani intellettuali mutilati’. Operai che non sono messi in condizione di
usare la testa, ed intellettuali che non usano le mani”.
“Oggi dobbiamo considerare la testa la qualità di saper
progettare nella propria attività lavorativa – ha spiegato Razzi –. Le mani,
avere la capacità d’uso degli strumenti informatici sempre più indispensabili
nel mondo del lavoro. Io ho fatto per 41 anni l’operaio in Svizzera, ed ho
lasciato la fabbrica un anno fa. La formazione e l’elasticità mentale e fisica,
sono state determinanti nella mia vita. Ma se devo aggiungere un particolare
che trovo fondamentale, credo che la voglia di imparare sia stata la molla che
mi ha reso le cose più facili”. “Certo l’ istruzione e la formazione
professionale non possono solo far nascere la voglia di apprendere, ma possono
creare un mondo, un luogo dove i nostri giovani ‘imparano ad imparare’ –
prosegue l’analisi del deputato eletto all’estero -. Oggi anche nelle lingue è
così. Bisogna apprendere i meccanismi che aprono la mente a ricevere saperi che
poi nel tempo si modificano, cambiano. Se noi ci concentriamo su questi saperi,
allora è più facile apprendere i cambiamenti e le ristrutturazioni che nel
mondo del lavoro sono sempre più frequenti. Noi non abbiamo ancora, rispetto ad
altri paesi, un sistema di istruzione e di formazione capace di trasmettere ai
giovani questi saperi, contenuti elastici e flessibili, modificabili che però
creano una maturità ed una disponibilità ad imparare sempre e comunque”. “Io
penso che la forte passione e la dedizione al lavoro dei nostri docenti, dei
nostri formatori sia la nostra arma speciale. E credo che se saremo in grado di
creare un rapporto tra mercato e formazione, semplice ed efficace, arriveremo a
due risultati – conclude Razzi –: da una parte faremo sì che l’economia ed il
lavoro si incontrino, ed in secondo luogo si creerà un circuito virtuoso in cui
lo scambio fra i due sistemi ci eviterà di avere troppi informatici e pochi
idraulici. Ci sarà forse un equilibrio tra domanda ed offerta che deve essere
il nostro obiettivo finale”.
Romagnoli: “Le difficoltà
per il lavoro degli eletti all’estero”
(
ROMA – “Dalle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
‘Ciascuno si impegni per garantire la piena funzionalità di Camera e Senato’ si
evince, in quali difficoltà si trovano a lavorare i parlamentari italiani”.
Interviene così l’onorevole Massimo Romagnoli, eletto nella circoscrizione
Europa nelle ultime elezioni con la lista di Forza Italia, nel dibattito sulla
lentezza dei lavori parlamentari e per spiegare le difficoltà che i
rappresentanti degli emigrati trovano a svolgere il proprio lavoro. “Il
messaggio del Presidente Napolitano, – spiega Romagnoli in una nota – segue le
esternazioni del Presidente del Consiglio Romano Prodi che, inaspettatamente,
ha ammesso il suo disappunto per lo scarso numero di leggi approvate dalle
Camere”. “Singolare e bizzarro è il fatto che le lamentele di Prodi siano
rivolte, in realtà, al suo stesso esecutivo. L’opposizione – secondo Romagnoli
– ha assistito sbigottita, quando non divertita addirittura, per l’afflato di
sincerità del Premier che si lamenta di sé stesso e della sua squadra di
governo”. “Questo governo – si legge nella nota – non assicura un iter dei
lavori proficuo perché non ha i numeri per governare”. Romagnoli risponde poi a
coloro che hanno contestato l’operato degli eletti all’estero, citando le
polemiche di questi giorni all’interno della maggioranza sullo svolgimento dei
lavori parlamentari. “Tutti noi eletti all’estero – spiega il deputato di Forza
Italia -, quelli dell’opposizione senza tema d’essere smentiti, ci siamo
trovati al cospetto di un Parlamento inerte che annichilisce e disarma ognuno
di noi”. “Una tale situazione – secondo Romagnoli – , con un governo di
centrodestra presieduto da Silvio Berlusconi, avrebbe visto milioni di bandiere
rosse nelle piazze d’Italia a denunciarne l’inettitudine e a chiederne le
dimissioni immediate”. “Si tenga conto di questo stato di cose prima di
scagliarsi contro il lavoro degli eletti all’estero che – dice ancora Romagnoli
-, oltre alle difficoltà di ambientamento, di confidenza alle prassi ed al
linguaggio parlamentare, si sono trovati a fare i conti con il “pantano” delle
Camere voluto dal governo”.
L’Emilia Romagna riconosce 7
nuove associazioni
(
BOLOGNA – Le associazioni di emiliano-romagnoli residenti all’estero crescono.
In base alla nuova legge regionale, per essere riconosciuti ufficialmente dalla
Regione e quindi iscritti all’albo regionale, i sodalizi all’estero devono
presentare una documentazione che attesti i requisiti necessari previsti
(statuto democratico, elenco dei soci completo di indirizzo, programma biennale
delle attività). L’incompletezza della documentazione aveva escluso diversi
sodalizi che ora si sono messi in regola. Le associazioni emiliano-romagnole
all’estero passano pertanto da 85 a 92. Le ultime sette iscritte all’albo
regionale sono: in Argentina, Il Centro Emiliano Romagnolo di Bahia Blanca
(Alsina 19 – piso 2 – 8000 Bahia Blanca); in Australia, l’Emilia-Romagna Association
Of South Australia Inc. di West Beach (6 Siesta Avenue West Beach – 5024 South
Australia) nei pressi di Adelaide; in Gran Bretagna, l’Associazione Amici di
Gropparello a Londra (4 Bisham Gdns Highgate Village London N6 6dd) e, sempre a
Londra, l’Associazione Pellegrinesi (160 Langham Road London N15 3lx), nella
Repubblica Dominicana, l’Asociacion Emilia-Romagna di Santo Domingo (Calle
Rodrigo Objio N. 5 – Gazcue – Santo Domingo), in Svizzera, l’Associazione
Emiliano Romagnola Basilea Città e Campagna (Postfach 112 – 4013 Basel) e
infine in Venezuela, l’Associazione Emiliano Romagnola dello Stato di Carabobo,
con sede nella città di Valencia (Av. Italia C.S.I.V. Urbanizacion El Trigal
107 -160 Valencia – Stato Carabobo).
Brasile, la comunità di Recife:
“Anche noi siamo italiani”
(
SAN PAOLO – “Siamo stanchi di assistere
allo spettacolo di centinaia di persone che dormono sul marciapiede di fronte
al consolato a San Paolo per consegnare la loro richiesta o per chiedere
informazioni sul loro processo di riconoscimento della cittadinanza. Siamo
veramente stanchi di vedere consolati, come quello a Curitiba che mantiene le
porte chiuse fin dal 2005, non permettendo così la consegna di nuove
richieste”. E’ la protesta dei discendenti di italiani residenti a Recife in
Brasile, raccolta da Salvador Scalia, presidente del Comites di Recife, il
quale ha diramato una nota sulla questione dell’accesso alla cittadinanza da
parte delle seconde generazioni, e alle difficoltà operative legate alle procedure
burocratiche. Scalia denuncia le file ai consolati, qualche volta
l’impossibilità di accedervi, con oltre 500 mila persone in attesa che lo Stato
italiano riconosca loro la cittadinanza italiana. Tali persone, discendenti di
quelli che hanno vissuto sulla propria pelle “la grande emigrazione”, tra la
fine del 1800 e gli inizi del 1900, “sono orgogliose delle gesta dei propri avi
– afferma Scalia – perché hanno avuto la forza e il coraggio, propri del popolo
italiano, per attraversare l’oceano alla ricerca di una esistenza più dignitosa
per se stessi e la loro famiglia, ai quali la patria Italia non aveva allora
condizioni da offrire”. “A causa di questo sentimento di italianità – continua
Scalia – possiamo dire con orgoglio che anche noi siamo italiani. Anche perché
questo ci assicura la legge n. 91, del 5 febbraio 1992, per diritto di sangue”.
“Quegli uomini e donne si integrarono in questo Paese in cui
noi siamo nati e ora viviamo – ricorda Scalia – lo stesso Paese che i nostri
antenati aiutarono a costruire, creando nuclei di una decina di case, coloni,
villaggi, dopo diventati città”. “Non abbiamo intenzione di richiedere i
benefici dalla previdenza sociale italiana – avverte il presidente del Comites
di Recife – alla quale non abbiamo mai contribuito. Quello che desideriamo con
la forza del nostro sangue e con perseveranza e determinazione è proprio quello
che ci assicura la legge italiana: il riconoscimento della nostra
cittadinanza”. In tal senso Scalia chiede che si intervenga al più presto “presso
gli organismi governativi competenti in materia di cittadinanza, al fine di
trovare una soluzione urgente e concreta al problema della lunga fila di attesa
presso i Consolati italiani in Brasile”.
Istituto Santi: scomparso il
presidente Piero Puddu
(
ROMA – Si è spento la mattina del 22 maggio il presidente dell’Istituto
Fernando Santi, Piero Puddu. “Pensavamo che anche questa volta avrebbe superato
la crisi acuta – si legge in un comunicato dell’Istituto – ma così non è stato.
Negli ultimi mesi stava male e telefonava preoccupandosi della nostra salute,
non poteva essere attivo come prima e seguiva, dava indicazioni, interveniva in
un rapporto continuo che gli costava non poca fatica. Sapeva la gravità del suo
male, lo combatteva con determinazione ma non si rinchiudeva in se stesso anzi
seguitava a pensare all’Istituto F. Santi, al suo futuro, alla necessità di
rinnovamento delle associazioni d’emigrazione a partire dalla Fiei che aveva
contribuito a promuovere. Nel congresso ultimo dell’Istituto e poi al Congresso
Fiei di Pescara voleva lasciare la presidenza dell’Istituto, ritagliarsi uno
spazio di saggio, di persona che da consigli e passare la mano. Non fummo
d’accordo con lui ed insistemmo nel lasciare le cose come erano prima dell’inizio
del congresso. Piero, socialista iscritto allo Sdi, fu il presidente che anni
or sono in un incontro reso noto con un comunicato congiunto, d’intesa con il
presidente dello Sdi Boselli, riconfermò la fine del collateralismo con il
partito, a suo tempo decisa e realizzata insieme con Luigi Bloise, precedente
presidente dell’Istituto. Chi ha collaborato direttamente in questi anni con
Piero ha mantenuto e mantiene la rotta della autonomia dell’associazionismo.
Piero veniva da un’epoca nella quale si sapeva resistere al trasformismo per
opportunismo e si sapeva tenere salde le grandi aspirazioni ideali al
cambiamento sociale ed alla giustizia sociale senza l’arroganza di chi ti viene
a convincere che i propri fini particolari sono strategie d’interesse generale”.
“Con Piero – prosegue la nota – abbiamo ricostruito una
presenza dell’Istituto fatta di proposte, di stimoli concreti, di puntuale
presenza su tutti i temi che riguardano il mondo della nostra emigrazione e di
quella che oggi è approdata alle nostre coste. Lo abbiamo fatto con una povertà
di mezzi che non ha eguali pagando il prezzo che altri non pagano perché è più
facile quando si hanno alla spalle sostegni economici e organizzativi e con un
sacrificio personale che certo non ha giovato alla salute di Piero. Lo abbiamo
fatto, avendo come stella polare il gradualismo riformista di Fernando Santi
proiettato nel futuro, caratterizzando i nostri interventi contro la pena di
morte, per i diritti umani, per l’autodeterminazione dei popoli, per una vivibilità
del nostro pianeta, per
Costituzione
Piero fintanto che ha potuto è andato ovunque nelle scuole, alla formazione
delle assistenti familiari, nei circoli sardi all’estero nelle nostre strutture
regionali per ascoltare e per parlare. Telefonando chiedeva sempre dei nostri
giovani, del loro grande lavoro volontario, convinto com’era che il
rinnovamento delle associazioni in emigrazione passa attraverso la libera
adesione ed il convinto impegno degli stessi a prenderne le redini. Gli avrebbe
fatto piacere a Piero sapere che proprio di questo avrebbe discusso fra qualche
settimana a Bologna quella Consulta Nazionale dell’Emigrazione cui tanto si era
dedicato. Piero se il suo tempo non fosse esaurito avrebbe potuto vedere nella
Cne di oggi quel comune sentire a sostegno della autonomia dell’associazionismo
e del ruolo protagonista delle nuove generazioni per il quale convintamente
egli ha operato in tutti questi anni. Il distacco da Piero si accompagna all’affetto
di tutti noi che con lui hanno agito in questi anni difficili di rilancio
dell’Istituto. Grazie Piero”.
Argentina: Pallaro incontra
i rappresentanti della stampa italiana
(
BUENOS AIRES – Il 21 maggio, nella sede della Camera di Commercio italiana di
Buenos Aires, dopo aver partecipato alla riunione di Consiglio del Comites
locale, il senatore Luigi Pallaro si è riunito con vari rappresentanti dei
principali mezzi di comunicazione della comunità italiana in Argentina.
L’incontro si deve al profondo interesse del leader del movimento “Associazioni
italiane in Sudamerica”, affinché il governo e l’Italia in generale conoscano
il ruolo della stampa locale nella diffusione dell’informazione di ritorno,
attraverso la quale si può incominciare a prendere coscienza della realtà degli
italiani residenti all’estero. “Tutti i mezzi stampa devono ricevere il
contributo dello Stato italiano, sia i giornali di pochi fogli che i programmi
di radio o televisione. Questa è l’unica forma in cui possono sussistere e che
le nuove generazioni siano informate di tutte le nostre attività”, ha sostenuto
il senatore, che ha anche ricordato la necessità di programmare un piano di
lavoro comune, serio e responsabile affinché possa essere difeso in Parlamento.
Alla riunione erano presenti: Silvia Garnero, Marco Basti, Aniello D´Iorio,
Edda Cinarelli, Alessandro Cario, Natalia Paratore, Gustavo Mandarino, Sandro
Cenci, Giancarlo Zambón, Enzo Rapisarda, Rafael Fiamingo, Antonio Morello,
Darío Signorini ed il presidente del Comites di Buenos Aires, Santo Ianni, i
principali referenti dei mezzi grafici, radiofonici, televisivi ed elettronici
della collettività, i quali si sono impegnati a riunirsi nuovamente la
settimana prossima per lavorare sul documento richiesto da Pallaro.
Patronati: una delegazione
dell’Ital in Canada e Messico
(
ROMA – E’ iniziato il 24 maggio il viaggio della delegazione dell’Ital,
composta da Mario Castellengo, vicepresidente e Anna Ginanneschi, responsabile
dell’Area Internazionale del patronato della Uil, che sarà in Canada e Messico
fino al 7 giugno. Una spedizione ricca di impegni ed incontri sia con le
autorità locali e le rappresentanze diplomatiche che con le comunità di
italiani lì residenti. “Un’occasione – ha sottolineato Mario Castellengo, alla
vigilia della partenza – per rafforzare il legame indissolubile tra i nostri
connazionali presenti in gran numero in Canada e Messico e le istituzioni in
Italia. Il patronato e l’Ital, nello specifico, diventa in molti casi l’unico referente
tra le comunità all’Estero e il Governo centrale: per questo la nostra
professionalità deve sempre essere mantenuta alta”. Non mancheranno infatti
momenti di formazione. Dopo una prima tappa ad Ottawa, dove oltre agli incontri
con esponenti della comunità italiana ed istituzioni, si celebrerà il
ventennale della presenza dell’Ital nella capitale canadese, Mario Castellengo
ed Anna Ginanneschi si sposteranno a Niagara e quindi in Messico dove avranno
luogo corsi di formazione per gli operatori degli uffici Ital canadesi,
statunitensi e messicani su materie tradizionalmente legate agli italiani
all’estero, non da ultimo le nuove modalità di pagamento delle pensioni. Sono
inoltre previsti incontri con delegazioni consolari e rappresentanti dei
sindacati e delle associazioni locali.
Canada: la mostra sui
giuliano-dalmati torna a Toronto
(
TORONTO – La mostra dell’immigrazione giuliano-dalmata torna a Toronto. Sarà
possibile visitare “Con le nostre radici nel nuovo millennio”, esposizione itinerante
sull’emigrazione,da oggi fino al 27 maggio, nell’ambito di “Open Doors UoT”. E’
quanto si apprende dalle colonne del Corriere Canadese, quotidiano in lingua
italiana pubblicato in Canada. “Dopo un ampio giro nazionale che l’ha vista
aprire i battenti al Columbus Centre di Toronto per andare poi a Ottawa,
Vancouver, e London (Ontario), dove ha potuto contare sulla presenza delle più
alte rappresentanze italiane locali, la mostra ‘Con le nostre radici nel nuovo
millennio’ è tornata a Toronto” e si svolgerà nell’ambito di “Open Doors UoT”,
le giornate di “porte aperte” che si tengono già da alcuni anni presso
l’Università di Toronto”. Una manifestazione questa che ha già raccolto
numerose adesioni nelle passate edizioni: “L’anno scorso più di 200 mila
persone visitarono l’università per questa celebrazione del lavoro dell’ateneo:
quest’anno si prevedono altrettanti (se non di più) visitatori. La mostra sul
nostro esodo e sulla nostra immigrazione giuliano-dalmata in Canada ne farà
parte”. L’esposizione sarà allestita nella Kruger Hall di Woodsworth College:
“un salone accessibilissimo a tutti – precisa il quotidiano per gli italiani
all’estero -, non solo perché è ubicato sulla strada principale
dell’università, ma anche perché vicinissimo a due nodi centrali del sistema
metropolitano di Toronto”.
Croazia: riunione urgente
per l’esecutivo del Cni
(
FIUME – Si è tenuta a Fiume una riunione urgente dell’esecutivo dell’Unione
Italiana Consigli della Cni. I temi più importanti trattati dalla Giunta
esecutiva riunitasi per la prima sessione urgente del mandato 2006-2010 sono
stati l’elezione dei Consigli della Comunità Nazionale Italiana presso le unità
di autogoverno locale e regionale della Repubblica di Croazia e la modifica
della legislazione sulle autonomie locali in Croazia. Lo rivela il quotidiano
istriano in lingua italiana “La voce del popolo”: “Considerata – si legge nel
quotidiano per gli italiani all’estero – la ristrettezza dei tempi fissati
delle competenti autorità nazionali per l’espletamento delle procedure
elettorali relative agli organismi previsti dalla legge costituzionale sulle
etnie, nonché la grande importanza del diritto alle rappresentatività della
minoranza nelle unità di autogoverno locale e regionale, una decisione a proposito
andava presa in tempi strettissimi”. Il termine fissato per la scadenza della
presentazione delle liste dei candidati alle commissioni elettorali è la
mezzanotte del 28 maggio. “
Giunta
per i tempi ristrettissimi che rischiano di inficiare la procedura elettorale
rilevando la maniera frettolosa con cui l’intero procedimento è stato
preparato: tutto questo non favorisce certo” il buon esito del procedimento.
New York: scomparso
l’architetto Giorgio Cavaglieri
(
NEW YORK – E’ morto a New York all’età di 95 anni Giorgio Cavaglieri,
architetto veneziano che da molti anni viveva in America, dove si dedicava allo
studio delle tecnologie della preservazione urbana. Molto stimato da Benito
Mussolini, per il quale ha progettato diversi campi di volo, Cavaglieri è
venuto a mancare dopo due settimane di ricovero presso il Mount Sinai Medical
Center di New York, a causa di un’infezione che è risultata come complicanza di
una polmonite. Suo nipote Andrew Tesoro lo ha definito un “grande newyorchese”,
che ha legato il suo nome ad alcune delle più grandi ed importanti costruzioni
nella Grande Mela, come ad esempio: il Jefferson Market Library a Greenwhich
Village, che è considerato come uno dei principali esempi riusciti di
preservazione di edifici storici nella New York degli anni ‘60, e la vecchia
Libreria Astor nel Teatro Joseph Papp’s. Sebbene ebreo, Cavaglieri non
praticava il culto ebraico, vivendo una vita del tutto laica e staccata dai dettami
religiosi. Solamente ai tempi delle imposizioni del fascismo, quando mille
barriere gli impedivano di vivere e lavorare liberamente in Italia, il giovane
architetto ha dovuto fare i conti con le sue origini. Così ha deciso di
imbarcarsi su un piroscafo per l’America, dove ha conosciuto e sposato la donna
della sua vita e dove è vissuto fino alla fine dei suoi giorni.
Venezuela: in arrivo una
delegazione da Pescara
(
CARACAS –
di Commercio di Pescara assieme alla Cavenit, organizzerà un evento per
premiare l’emigrazione abruzzese in Venezuela. L’evento, denominato “Fedeltà al
lavoro e al progresso economico”, è stato concepito per premiare i cittadini
“originari di Pescara, emigrati in Venezuela e con alle spalle più di 15 anni
d’attività lavorativa”. Dedica un articolo alla notizia il quotidiano per gli
italiani all’estero
rendendo noto che “ieri è arrivata la delegazione costituita dal presidente
della Camera di commercio di Pescara, Ezio Ardizzi, e due funzionari, Francesco
Percudani e Tosca Chersich, con l’obiettivo di definire i dettagli del concorso
in programma per novembre”. La delegazione si occuperà di stabilire “i contatti
giusti con le autorità italiane presenti nel paese” al fine di selezionare le
persone da premiare, “un compito non facile visto l’enorme numero di abruzzesi
meritevoli della medaglia”. Il quotidiano pubblicato in Venezuela, ma in lingua
italiana, specifica inoltre che la delegazione abruzzese si recherà anche nelle
città di Maracay e Valencia, “dove c’è un alto numero di corregionali che
spesso vengono dimenticati perchè lontani”. “L’Abruzzo – si legge ancora
nell’articolo – si dimostra ancora una volta una regione attenta al Venezuela
come poche: qui c’è una delle sue comunità più numerose e laboriose”.
Usa: nelle università si
studia l’italiano con i programmi Rai
(
ROMA – Undici dottorandi in italianistica di diverse università americane hanno
approfondito per un anno lo studio della lingua italiana utilizzando il
materiale audiovisivo messo a disposizione dal portale
www.linguaitaliana.rai.it, che propone la visione di numerosi programmi Rai in
diversi ambiti culturali, dalla fiction allo sport, dall’informazione ai
programmi di musica e cucina. E il 23 maggio si è tenuto nella sede Rai di Roma
in viale Mazzini l’incontro conclusivo degli 11 dottorandi, che hanno
partecipato al soggiorno di studio organizzato dal ministero degli Affari
Esteri – NIAF e Rai. Le Università di Harvard, Boston College, Georgetown,
Rutgers, insieme con
York
infatti alla sperimentazione dell’uso di video e audioclip RAI nel programma
d’insegnamento della lingua italiana. Il protocollo d’intesa è stato
sottoscritto lo scorso anno presso l’Ambasciata d’Italia a Washington tra le
sei università e
Direzione Marketing
comunità degli studenti d’italiano e nelle loro famiglie un’area privilegiata
di diffusione dei programmi e del marchio Rai nel mercato televisivo più
importante del mondo, gli Usa. Il portale www.linguaitaliana.rai.it è stato
predisposto dalla direzione Marketing, d’intesa con RaiNet ed in collaborazione
con l’istituto Luce, per agevolare a docenti e studenti la navigazione tra
l’infinito materiale Rai disponibile on line, oppure attraverso l’acquisto di
Dvd, oppure in onda su Rai International, oppure duplicabile a scopo di studio
dalle Teche Rai. Dopo un anno d’uso di tali materiali, le università hanno
inviato ora a Roma i dottorandi, per analizzare e studiare programmi per il
nuovo anno accademico. Prossimi appuntamenti dell’iniziativa il 25 giugno, con
l’arrivo a viale Mazzini di 25 docenti americani di scuole superiori, vincitori
del concorso dell’Italian Cultural Society di Washington e sostenuto dal
National Endowment for the Humanities, con l’intenzione di allargare
l’esperienza a livello pre-universitario. Infine, all’inizio di ottobre 2007,
una trentina di altre università di vari Stati Usa sottoscriveranno con
Ambasciata e Rai l’impegno di collaborazione.
Pd, Svizzera: doppia
militanza per gli iscritti ai Ds e al Pss
(
ZURIGO – Si sono incontrate a Zurigo le delegazioni dei Ds e del Partito
socialista svizzero, guidate la prima da Michele Schiavone e la seconda dal
presidente del PSS Hans Jurg Fehr. Ai colloqui hanno partecipato per i Ds il
Senatore Claudio Micheloni, Egidio Stigliano, Faustina Lapadula e Attilio
Tassoni; per il Pss erano presenti i membri della segreteria nazionale Thomas
Christen e Nenad Stojanovic. Michele Schiavone ha esposto alla delegazione
socialista le ragioni che hanno spinto i Ds ad avviare in Italia e all’estero
la costruzione del Partito Democratico. Il segretario dei Ds ha sottolineato
l’importanza che in questo processo ricoprono i rapporti con i socialisti
svizzeri. Per rafforzare i legami tra gli iscritti dei due partiti, Michele
Schiavone ha posto l’opportunità di formalizzare la doppia militanza e di
permettere ai dirigenti dei Ds di partecipare ai lavori delle direzioni
cantonali del Pss. Doppia militanza e confronto politico permanente ai massimi
livelli contribuiranno – ha detto – a dare più forza alla sinistra in Svizzera.
Il presidente Hans Jurg Fehr, oltre a manifestare grande attenzione alle novità
del quadro politico italiano e al cammino intrapreso dalle forze riformiste, ha
assicurato la sua piena disponibilità a sviluppare un’azione politica ed
organizzativa comune e ha invitato una delegazione dei Ds a partecipare ai
lavori della conferenza dei presidenti cantonali del Pss, che si terrà il 29
giugno a Olten, per presentare ai delegati il progetto che dovrà dispiegarsi
nelle varie articolazioni federali e periferiche delle istanze dei due partiti.
Ristoratori italiani in
Germania: accordo col Corriere d’Italia
(
FRANCOFORTE – Migliorare sempre di più l’immagine dei ristoratori italiani in
Germania e favorire la formazione di una rete di associazioni e di aziende che
creino sinergie sempre più efficaci. Questo lo scopo dell’accordo siglato nei
giorni scorsi tra il presidente di Ciao Italia, associazione dei ristoratori
italiani in Germania, Giuseppe Fusco, il segretario di Ciao Italia, Enzo
Cucuzza e il direttore del Corriere d’Italia, periodico italiano in Germania,
Mauro Montanari. L’accordo, che prevede tra l’altro l’abbonamento del giornale
alle centinaia di ristoratori iscritti a Ciao Italia, dovrebbe essere
l’apripista di altri simili nel corso dell’anno.
Tfr: cosa succede da oggi al
30 giugno
(
ROMA – Dal 1° gennaio 2007 è prevista un’ulteriore modalità di adesione alle
forme pensionistiche complementari attraverso il conferimento in forma
esplicita o tacita del solo Tfr. Con questa nuova modalità di adesione il
lavoratore non è tenuto a versare al fondo pensione il contributo a suo carico,
in tal caso il contributo del datore di lavoro non è obbligatorio. Se, invece,
il lavoratore decide di versare, oltre al Tfr maturando, anche la contribuzione
a suo carico, il datore di lavoro è tenuto a versare il contributo a suo
carico, se previsto, che affluirà al fondo prescelto dal lavoratore stesso nei
limiti e con le modalità stabilite dai contratti.
Entro 6 mesi a decorrere dal 1°gennaio 2007, vale a dire
entro il 30 giugno 2007, o entro 6 mesi dall’assunzione se successiva, le
lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore privato (sono esclusi i
dipendenti delle pubbliche amministrazioni) saranno chiamati a scegliere se
destinare, in tutto o in parte, il loro TFR maturando alla previdenza
complementare o lasciarlo in azienda. Nel caso in cui non manifesteranno alcuna
scelta, il TFR maturando sarà conferito in via automatica ad una forma
pensionistica complementare (principio del silenzio assenso).
Nel caso invece il lavoratore manifesti la volontà di non
destinare il TFR maturando alla previdenza complementare se l’azienda presso la
quale è occupato ha almeno 50 dipendenti, detto TFR verrà versato al Fondo di
Tesoreria gestito presso l’INPS, se l’azienda ha meno di 50 dipendenti resterà
presso il datore di lavoro. Sono interessati alla scelta tutti i lavoratori non
iscritti alla previdenza complementare e coloro che pur iscritti versano al
Fondo di previdenza solo una parte di
TFR.
La vigente normativa sulla previdenza complementare prevede,
infatti, che i lavoratori di prima occupazione successiva al 28.04.1993 in caso
di adesione debbano versare l’intero TFR maturando al Fondo pensione, mentre i
lavoratori occupati prima di tale data sono tenuti a versare soltanto una quota
di Tfr maturando stabilita dai contratti.
Con la nuova normativa a decorrere dal 1° gennaio 2007 anche
ai lavoratori occupati prima del 29.04.1993 è data la possibilità di destinare
alla previdenza complementare l’intero TFR maturando.
Quadro riepilogativo:
Assenso esplicito
Lavoratori occupati dopo
28.4.93 non iscritti Intero
Tfr maturando a previdenza complementare
Lavoratori occupati prima
29.4.93 iscritti Parte residua
del Tfr maturando a previdenza
complementare (di fatto intero TFR maturando)
Lavoratori occupati prima 29.4.93 non iscritti Quota Tfr maturando a previdenza
complementare fissata da accordi o contratti collettivi (se non previsto dagli
accordi in misura non inferiore al 50%). E’ in ogni caso ammesso il
conferimento di una quota superiore fino all’intero Tfr.
Assenso tacito(silenzio)
Lavoratori occupati dopo 28.4.93 non iscritti Intero Tfr maturando a previdenza
complementare
Lavoratori occupati prima del 29.4.93 iscritti Parte residua Tfr maturando a previdenza complementare
(di fatto intero Tfr maturando)
Lavoratori occupati prima 29.4.93 non iscritti Intero TFR maturando a previdenza
complementare
Tfr, Damiano: “A giugno mi
aspetto valanga dell’ultimo minuto”
(
ROMA – A poco più di un mese alla scadenza del 30 giugno, il ministro del
Lavoro Cesare Damiano, al convegno “Previdenza complementare, un’opportunità
per il futuro”, che si è svolto nell’ambito del Forum PA 2007, ha fatto il
punto sulla situazione delle scelte dei lavoratori dipendenti in merito al
Trattamento di fine rapporto. “Abbiamo anticipato di un anno la scadenza della
riforma del Tfr nel settore privato – ha ricordato il ministro – con una scelta
coraggiosa. Una scelta che pone delle incognite come qualsiasi altra scelta che
anticipa i tempi. Nonostante ciò, il governo ha fissato una tabella di marcia
che abbiamo rispettato, giorno più giorno meno”. “Con tutte le difficoltà
dovute alle ristrettezze temporali – ha proseguito il ministro – abbiamo però
dato il via a una importante campagna informativa che vede coinvolte le radio,
le tv e l’attivazione di un numero verde per un contatto costante con il
pubblico. Le indagini dell’Eurisko e dei media ci dicono che ad oggi il 70-80%
dei lavoratori è informato, anche se a me conforta soprattutto l’indagine di
Ozpetek”. Damiano ha raccontato che il regista, al quale è stata affidata la
realizzazione degli spot, stile “Camera Cafè”, della campagna informativa,
prima di essere coinvolto nel progetto “non sapeva assolutamente cosa fosse il
Tfr”. “Allora – prosegue Damiano – lo stesso Ozpetek si è recato a Campo de’
Fiori e ha chiesto in giro, riferendomi che su dieci persone interrogate,
cinque sapevano di cosa si stava parlando. Una percentuale ottima, dal momento
che Campo de’ Fiori non è esattamente un raduno di metalmeccanici…”.
Il ministro si è quindi detto ottimista sul fatto che un
gran numero di lavoratori farà la propria scelta sulla destinazione del Tfr nei
prossimi giorni: “In Italia siamo abituati a fare tutto all’ultimo minuto.
Paghiamo le tasse all’ultimo minuto, iscriviamo i bambini al nido il giorno
prima della scadenza. E’ per questo che molto probabilmente nel mese di giugno
assisteremo a una valanga di scelte per quanto riguarda il Tfr”. Damiano ha
quindi sottolineato che i numeri delle adesioni ai fondi negoziali nei primi
quattro mesi del 2007 è stato il doppio di quello registrato in tutto il 2006:
“Vogliamo passare da un 13% di adesioni che abbiamo registrato fino a oggi a un
40% entro il prossimo 31 dicembre. E direi che se abbiamo registrato il 13% in
dieci anni, arrivare al 40 in soli dodici mesi è un passaggio robusto”. “E’
ovvio poi – ha proseguito – che la scelta di destinare il Tfr ai vari fondi
viene fatta principalmente nelle grandi imprese, dove si può contare sui
sindacati che danno un valido apporto in tal senso, piuttosto che nelle piccole,
dove magari la struttura stessa dell’azienda spinge i lavoratori a conservare
il Tfr presso il datore di lavoro”. Damiano ha quindi voluto ribadire la
convenienza dei fondi contrattuali rispetto a quelli assicurativi o bancari,
perché nel primo caso “le agevolazioni fiscale e il contributo dell’azienda
contribuiscono in maniera sostanziale” a compensare quel naturale decremento
che fa registrare la previdenza tradizionale. “L’importante comunque – ha
sottolineato il ministro – è che ci sia un’informazione corretta e una leale
concorrenza”.
Tfr, sondaggio Ipsos: il 30%
non ha ancora deciso
(
ROMA – Quarantacinque lavoratori su cento aderiranno alla previdenza
complementare, venticinque manterranno il Tfr in azienda: gli altri trenta non
hanno ancora deciso che cosa fare. Sono le principali indicazioni dell’indagine
campionaria svolta da Ipsos per conto di Mefop (la società per lo sviluppo del
mercato dei fondi pensione), che è stata anticipata da Corriere Economia e
presentata in un convegno a Roma. Il sondaggio, realizzato su un campione di
977 persone con oltre diciotto anni e occupate nel 46% dei casi, rappresenta la
seconda edizione di un lavoro analogo condotto nel giugno dell’anno scorso.
“Abbiamo deciso l’aggiornamento per fare il punto sul settore dopo l’anticipo
al 2007 nell’avvio della riforma – spiega Mauro Maré, presidente di Mefop -.
L’adesione alla previdenza complementare vede il 25% di scelte esplicite
rispetto al 20% di quelle tacite. L’atteggiamento di favore è manifestato in
particolare dai lavoratori più giovani, e questo rappresenta un segnale
positivo se si considera che proprio loro sono i soggetti che più hanno bisogno
di una pensione integrativa. L’elevata percentuale di intervistati che non sono
ancora in grado di rispondere può influire in maniera sensibile sul risultato
finale”. Se non esprimeranno alcuna indicazione, infatti, risulteranno
automaticamente iscritti in seguito al conferimento tacito del Tfr. Rispetto
alla prima indagine, la seconda registra una maggiore conoscenza della riforma,
giudicata in maniera positiva dal 77% degli aderenti ai fondi pensione rispetto
al 47% dei non iscritti.
Tfr: su internet il software
per calcolare l’ammontare del fondo
(
ROMA – Manca poco più di un mese alla data del 30 giugno 2007, ultimo giorno
utile per comunicare la scelta di destinazione del proprio Tfr. Un possibile
aiuto alla scelta arriva da Internet: sul sito www.tuapensione.it, infatti, è
da qualche giorno disponibile un software gratuito per calcolare in tempo
reale, per anno per anno, l’ammontare del Tfr e quello dell’eventuale fondo
pensione, in modo da verificare immediatamente la differenza. Sulla base dei
dati immessi dall’utente, il software è in grado di calcolare anche il grado di
rischio del fondo pensione, in base al rendimento atteso. I valori modificabili
sono stipendio lordo annuo da lavoro, rivalutazione annua dello stipendio in
percentuale, rendimento annuale atteso del TFR in percentuale, numero anni di
lavoro rimanenti, rendimento annuo atteso del fondo pensione in percentuale,
contributo del datore di lavoro in percentuale e contributo del lavoratore in
percentuale. La pagina dei risultati dice anno per anno il capitale (montante)
atteso lordo, sia del Tfr che del fondo pensione, con e senza il contributo del
datore di lavoro e del lavoratore.
Tfr: per spiegare la riforma
l’Inps mette in pista “Vicky”
(
ROMA – Si chiama Vicky il nuovo assistente virtuale che l’Inps mette a
disposizione dei cittadini. E’ un assistente virtuale dal volto umano, con la
capacità di comprendere il linguaggio naturale degli utenti e facilitare così
l’utilizzo dei servizi dell’Istituto, creando un vero e proprio sportello
self-service virtuale. Con Vicky sarà possibile dialogare per richiedere
informazioni e supporto non solo sul web, ma anche con il cellulare e
realizzato in collaborazione con AlmavivA, è stato presentato al Forum PA.
L’intento è quello di “realizzare una comunicazione aperta e trasparente,
che semplifichi gli adempimenti e ponga al centro le esigenze dei cittadini,
non più costretti a navigare selezionando voci da un menu standard, ma in grado
di interagire in modo più personalizzato e semplice”. Per la prima
sperimentazione, Inps ha voluto affrontare due temi: la riforma della
previdenza complementare e i lavoratori domestici (calcolo dei contributi,
modalità di pagamento, scadenze ecc.).
Tfr: uno speciale sul sito
di Borsa Italiana
(
MILANO – Sono diverse le domande che gran parte degli italiani si pongono:
destinare la propria pensione in azienda, oppure ad un fondo pensione e crearsi
una pensione integrativa a scopo previdenziale che favorisca il mantenimento
del proprio stile di vita. Per far ciò è necessario conoscere la riforma in tutte
le sue sfaccettature e quindi le norme legislative. Un importante contributo in
tal senso viene da Borsa Italiana, che sul suo sito internet
(www.borsaitaliana.it) ha pubblicato uno Speciale Tfr davvero esauriente.
Un’opportunità in più per prendere una decisione consapevole entro il 30 di
giugno.
Tfr, Italian Trading Forum:
occorre intensificare la comunicazione
(
ROMA – Si è svolto nei giorni scorsi, nell’ambito dell’edizione 2007
dell’ITF-Italian Trading Forum, a Rimini, un interessante dibattito in merito
alle prospettive per il mercato italiano della previdenza integrativa. Il tema
è stato affrontato soprattutto dal punto di vista dei costi e dei benefici che
il trasferimento del Tfr ai fondi pensione, siano essi collettivi o individuali,
può nel concreto comportare per gli assicurati. Coordinato da Luca Spoldi, il
dibattito ha visto la partecipazione di Sonia Maffei, direttore Settore
Previdenza di Assogestioni, Simona Palone, esperta legale di Confindustria, e
Roberto Alazraki, presidente di Europa Benefits e tra i fondatori di ACB,
ovvero dell’Associazione di categoria dei brokers di assicurazioni (dopo essere
stato tra i fondatori di Fideuram). Anche dalle numerose domande avanzate ai
relatori è emerso come il problema della trasparenza e della comunicazione
completa ed efficace resti centrale a meno 40 giorni dalla scadenza del termine
del 30 giugno, entro il quale i lavoratori si dovranno esprimere in merito al
destino del loro Tfr maturando.
Tfr: fondo Espero punta a
150 mila iscritti entro l’anno
(
ROMA – 150 mila iscritti entro la fine dell’anno: è questo l’obiettivo del
Fondo Pensione Espero, che associa i dipendenti della pubblica amministrazione,
in particolare quelli che lavorano nella scuola. Lo ha detto il presidente
Mauro Paoloni durante il convegno su “Previdenza complementare, una
opportunità per il futuro” che si è svolto oggi nell’ambito del Forum PA,
in corso a Roma.