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Home Sito interno Archivio Notiziario

del 7 giugno 2007

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7 Giugno 2007
in Archivio Notiziario
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Giovedì 7 Giugno 2007 – Anno XII – Numero 24 – Direttore Isabella Liberatori

Questo
notiziario viene inviato a tutti gli utenti indicati dalla DGIEPM del Ministero
degli Esteri, quale servizio
informativo offerto ai media in lingua italiana operanti all’estero

SOMMARIO
1         Attualità
6         Economia
 9         Società
11        Sport
13        Europa
15        Regioni
20        Italiani nel Mondo
39        Speciale Tfr

Attualità

Caso Visco: la maggioranza
compatta al Senato

 

(9colonne Atg)
ROMA – E’ stato approvato con 161 sì, 17 voti contrari e nessun astenuto
l’ordine del giorno della maggioranza presentato al Senato sul caso Visco, che
aveva tenuto col fiato sospeso il governo. Al termine di una lunga querelle
politico-procedurale, il presidente del Senato Franco Marini ha ritenuto valida
la votazione solo per la parte che riguardava la condivisione dell’operato del
governo sulla questione Visco-Guardia di Finanza. La seconda parte che
esprimeva pieno apprezzamento per il ruolo della Gdf è stata ritenuta alla fine
preclusa perché già contenuta in un odg del leghista Roberto Calderoli, che era
stato bocciato dall’assemblea. Al momento della proclamazione del risultato la Cdl, che non aveva partecipato
al voto, ha protestato duramente contro la presidenza. Il rumore era tanto alto
che il presidente Marini ha fatto solo in tempo a dichiarate l’esito del voto,
senza indicare al microfono il numero di voti favorevoli e contrari.

Prima una serie di ordini del giorno dell’opposizione erano
stati respinti: prima quello della Cdl che prevedeva il ritiro di tutte le
deleghe del vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco respinta con 160 no e
155 sì. Il Senato aveva poi bocciato la seconda mozione della Cdl che esprimeva
solidarietà alla Guardia di Finanza. I sì sono 155 i no 160. Infine anche anche
la mozione presentata dalla Lega che esprimeva fiducia “sull’operato del
Corpo della Guardia di Finanza e dei suoi alti vertici della catena di
comando” è stata bocciata con 160 no e 155 sì.

Dunque la maggioranza fa passare i suoi ordini del giorno e
respinge quelli di Cdl e Lega, e il governo mostra di avere i numeri per
garantirsi la maggioranza in Senato. Governo e Unione sono riusciti, anche
questa volta, a superare lo scoglio del Senato al termine di una giornata
infuocata iniziata questa mattina nella bagarre e terminata, in tarda serata,
con un’altra bagarre. Il clima di scontro tra i due schieramenti si è acuito in
particolare durante il duro intervento del ministro dell’Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, che nella sua replica ha svolto un serrato atto di accusa
contro Roberto Speciale, il comandante generale della Guardia di Finanza
rimosso dall’incarico dal Consiglio dei ministri nella riunione di venerdì 1
giugno.

In ogni votazione sugli ordini del giorno e sulle mozioni la
maggioranza non ha avuto problemi, potendo contare sempre su un margine di
sicurezza di 5-7 voti. Solo in una votazione, favorevoli e contrari sono stati
alla pari perchè si sono registrati 5 astenuti, ma al Senato l’astensione
equivale a voto contrario.

 

 

Berlusconi minaccia lo
sciopero fiscale, poi ci ripensa

 

(9colonne Atg)
ROMA – Berlusconi, atto primo: “Dobbiamo chiedere di andare al voto e se ce lo
impediscono, una volta tanto, dobbiamo essere duri e andare in piazza per
ottenere le elezioni”. Berlusconi, atto secondo: “Non faremo scioperi, non
ricorreremo alle manifestazioni di piazza, ma allo stesso tempo dico che non
bisogna esagerare, che non si deve assolutamente tirare la corda”. Silvio
Berlusconi va all’attacco della maggioranza di governo, arrivando al punto di
minacciare lo sciopero fiscale, ma poi ridimensiona la propria requisitoria e
invita l’Unione ad ascoltare le ragioni dell’opposizione. Da Lucca, dove il 5
giugno è intervenuto in vista dei ballottaggi per le elezioni amministrative,
l’ex premier ha parlato di tutto: dalla legge elettorale al caso Visco, fino al
ruolo del presidente Napolitano. La giornata del leader di Forza Italia inizia
con una battuta, quando, accolto con un’ovazione, commenta, ironico: “Vedo che
mi state accogliendo come l’Italia accoglie Prodi…”. Quindi il Cavaliere va
all’attacco del centrosinistra. “Dobbiamo chiedere di andare al voto e se ce lo
impediscono una volta tanto dobbiamo essere duri e andare in piazza per
ottenere le elezioni – dice –. Ma perché non si possono avere nuove elezioni?
C’è bisogno che blocchiamo l’attività del Parlamento o che ci inventiamo
scioperi fiscali? Vogliono portarci a far scendere in piazza milioni di
persone? Non credo. E allora diano uno sguardo alla situazione e traggano le
conseguenze”. “Se non vogliono il voto subito allora ci sia un governo della
sinistra che faccia la legge elettorale e che duri qualche mese per poi indicare
la data delle elezioni. Tutto il resto è poesia”, dice Berlusconi. L’ex
presidente del Consiglio denuncia una “situazione drammatica” e ribadisce che
se l’Unione crede “che il Paese debba essere governato da chi vuole la
maggioranza dei cittadini allora ci porti alle urne”. Toni da battaglia che
però rientrano poco dopo, quando il numero uno della Cdl mette da parte le
agitazioni di piazza, pur invitando il governo a “non tirare troppo la corda”.

Come anticipato, Berlusconi ha toccato un po’ tutti i temi dell’attualità
politica, a partire dal caso Visco. “E’ una situazione incredibile, un esempio
di arroganza – spiega il Cavaliere – è la dimostrazione che qualcuno vuole
piegare le istituzioni per sviluppare i propri disegni mentre tutti fanno finta
di niente”. Secondo il leader del centrodestra “la sinistra racconta bugie in
continuazione” e “in qualsiasi Paese democratico con pesi e contrappesi queste
cose avrebbero fatto cadere il governo”. E sul caso, l’ex capo dell’esecutivo
ha invitato Napolitano a “intervenire in una situazione come questa, perlomeno
ingiungendo a questi signori della sinistra di dimostrare di essere una vera
maggioranza”. “Napolitano è il capo delle forze armate e qui siamo in una
situazione di emergenza democratica”, sottolinea ancora Berlusconi. E a quanti,
Repubblica in testa, evocano il clima da P2 nel quale la vicenda Visco si è
sviluppata, il leader azzurro risponde che “i signori della sinistra sono
bravissimi nel coprire ogni situazione a loro sfavore con situazioni di favole.
La P2 è un caso di
scuola che dimostra come i signori della sinistra e anche i loro giornali non
siano cambiati”.

Nonostante la minaccia di sciopero fiscale sia subito
rientrata, però, la sinistra non ha ugualmente gradito. “La lingua batte dove
il dente duole – commenta ironicamente il ministro dell’Università Fabio Mussi
–. Con il voto di domani al Senato spero possa chiudersi questa vicenda”. Gli
fa eco il titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. “Il capo di una
coalizione politica che aspira a governare il paese e allo stesso tempo
ipotizza e minaccia uno sciopero fiscale dimostra di non avere assolutamente
rispetto per le istituzioni e rischia di trasferire la protesta politica su un
piano criminale – dice il leader dell’Idv –. Si tratta di un pessimo esempio
per i cittadini: pagare le tasse è un dovere. Invitare a ribellarsi al fisco
vuol dire destabilizzare le istituzioni”. Ancor più dura la replica di Pino
Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera. “Adesso è ancora più chiaro l’attacco
a Visco, colpevole di portare avanti una serrata lotta all’evasione fiscale”
argomenta l’esponente dei Comunisti italiani.

 

 

Il governo: entro giugno
il ddl sui costi della politica

 

(9colonne Atg)
ROMA – Sul preannunciato giro di vite alle spese e ai costi della politica, il
governo appare determinato ad accelerare. E’ quanto emerge dall’audizione resa
stamane dal ministro per l’attuazione del programma, Giulio Santagata, di
fronte alla commissione Affari costituzionali, che sull’argomento sta
conducendo un’indagine conoscitiva. Ai deputati infatti Santagata ha detto che
il governo è intenzionato a presentare già entro la fine di giugno un disegno
di legge – assieme al libro bianco annunciato da Romano Prodi – mentre un primo
incontro del tavolo tra governo ed enti locali è già stato fissato per giovedì
prossimo alle 15. Nel mirino del governo composizione e costi di organismi
istituzionali, dalle giunte e dai consigli regionali, fino alle Camere e alle
stesse dimensioni del governo che, ha detto Santagata senza mezzi termini, oggi
registra un “record negativo”. Queste alcune delle proposte allo studio del
governo: un patto istituzionale tra governo centrale ed enti territoriali per
la riduzione dei costi; razionalizzazione degli oneri della Pubblica
Amministrazione; accorpamenti funzionali fra enti e soppressione degli enti
inutili; ma anche massima trasparenza su assegnazione di incarichi e mansioni
pubblici, su indennità ed emolumenti di parlamentari, ministri, consiglieri,
dirigenti e consulenti pubblici; misure per contenere la proliferazione delle
società pubbliche.

Su questo versante, in particolare, l’esecutivo starebbe
pensando di ridurre il numero dei membri dei diversi consigli di
amministrazione. Sforbiciate in arrivo anche per quanto riguarda i contributi
erogati alla stampa di partito che, ad avviso di Santagata, andranno
razionalizzati. Il ministro ha fatto cenno anche alle autonomie locali, citando
le comunità montane e sottolineando l’opportunità di ridefinirne dimensioni e
modalità di costituzione. Il ministro si è premurato però di mettere in guardia
Parlamento e classe politica dalla tentazione di rispondere emotivamente
invitando a riflettere sull’”urgenza” di dare risposte concrete “alla distanza
crescente tra politica e cittadini”.

 

 

Clima: in Italia la
primavera più calda degli ultimi due secoli

 

(9colonne Atg)
ROMA – Quella di quest’anno è la primavera più calda dal 1800 ad oggi. Un nuovo
record, dunque, dopo quello stabilito dal mese di aprile e dall’inverno
2006-07. Questa la notizia che giunge dalla banca dati dell’Istituto di Scienze
dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna
(Isac-Cnr) dopo la conclusione del rilevamento stagionale (effettuato dal primo
marzo al 30 maggio). “Non sono bastate, infatti, le temperature più fresche
degli ultimi giorni di maggio”, spiega Teresa Nanni dell’Isac-Cnr, “per
abbassare la media primaverile che, con un’anomalia positiva di 2,3 °C al di
sopra della media del periodo di riferimento (1961-1990), si classifica al
primo posto nel periodo coperto dalla banca dati del nostro istituto, che va
dal 1800 ad oggi”. Questo primato segue quello dell’inverno 2006-2007 (il
trimestre da dicembre a febbraio), anch’esso il più caldo degli ultimi due
secoli, ed è legato essenzialmente al mese di aprile (il più caldo mai
registrato da quando sono disponibili i dati, con un +3,1 °C rispetto alla
media 1961-90), mentre marzo e maggio si collocano rispettivamente al
tredicesimo e al decimo posto, con un +1,6 e un +2,1 rispetto alla media. Per confrontare
adeguatamente tali anomalie, si consideri che il marzo più caldo dall’800
risulta essere quello del 2001, con 3,5 gradi in più rispetto al 1961-90, e il
maggio più caldo quello del 1868 con +3,1.

“Una situazione simile a quella in corso si era già
presentata nel 2001 che, fino al 2007, era stato l’anno con l’inverno e la
primavera più caldi dei due secoli passati”, aggiunge Michele Brunetti
dell’Isac-Cnr. Anche qui, può essere utile una graduatoria più articolata: per
quanto riguarda le primavere, a quella appena trascorsa fanno seguito quelle
del 2001 con +2,4 °C rispetto alla media di confronto, quella del 2000 con
+1,8, quella del 1822 con 1,6 e quella del 1920 con +1,5; per quanto riguarda
gli inverni, abbiamo in testa il 2006-07 con +2,4 °C rispetto alla media,
seguito dal 2000-2001 con +1,9. “Il contributo maggiore alle alte temperature
primaverili di quest’anno proviene dalle temperature massime: le più elevate
degli ultimi due secoli, con un’anomalia positiva di 1,8 gradi, seguite da quelle
del 1945, del 2003 e del 2001”, specifica la dr.ssa Nanni. “La media stagionale
delle temperature minime si colloca, invece, al 2° posto dopo quella del 2001”.
“Queste temperature da record, sia per l’inverno sia per la primavera, non sono
da interpretare come ‘messaggi premonitori’ di una prossima estate bollente”,
precisa però Brunetti. “Basti pensare che l’estate del 2003, che detiene a
tutt’oggi il primato della più calda dal 1800 con un’anomalia positiva di ben
4,2 gradi centigradi, fu preceduta da un inverno con temperature piuttosto
basse (il 52esimo della serie) e da una primavera calda ma non da record, che
attualmente si classifica al settimo posto. Per sapere come potrà presentarsi
la prossima estate lasciamo quindi la parola alle previsioni stagionali”. Per
quanto riguarda le precipitazioni, nulla di particolarmente rilevante da
segnalare: le piogge registrate negli ultimi giorni di maggio hanno portato il
totale stagionale a valori di poco al di sopra della media primaverile del
periodo 1961-1990.

 

 

Viminale: www.interno.it, nuovo sito al servizio del
cittadino

 

(9colonne Atg)
ROMA – Una guida a tutte le procedure con allegati i moduli da scaricare,
sezioni dedicate per tutte le materie di interesse del cittadino –
dall’immigrazione alla sicurezza, dall’antiracket alle elezioni – un ampio
archivio legislativo, le web conference in diretta: il ministero dell’Interno
ha un sito tutto nuovo. E’ raggiungibile digitando l’indirizzo www.interno.it.
ed è stato realizzato in collaborazione con Etnoteam. E’ stato il ministro
Giuliano Amato a inaugurarlo il 6 giugno, rispondendo in diretta alle domande
degli internauti. Più servizi per i cittadini, più informazioni per i media,
grafica moderna, navigabilità più immediata: il nuovo portale si presenta
totalmente rinnovato nel rispetto dei valori istituzionali del ministero
dell’Interno. Sul piano dei contenuti la vera novità del sito è rappresentata
dalle sezioni tematiche. Sulla sinistra ogni materia di competenza del
ministero dell’Interno viene illustrata nella sua completezza: dalle varie
sottovoci si passa alle notizie sullo stesso tema, agli uffici competenti e
alle attività, alla legislazione, ai servizi che vengono offerti al cittadino
con la eventuale modulistica direttamente scaricabile. Alla base di questa
scelta – spiega una nota del Viminale – c’è la volontà di fare del portale
dell’Interno un “sito di servizio” per il cittadino, ponendo in secondo piano
la tradizionale impostazione istituzionale che prevedeva nel menù di
navigazione a sinistra le voci relative ai vertici ed all’organizzazione del
ministero. Ora le voci ministro, viceministro, sottosegretari, dipartimenti,
sono collocati sotto la testata ad indicare la presenza istituzionale ma non la
priorità rispetto ai servizi offerti.

Particolarmente ampia la parte dedicata all’immigrazione,
con le indicazioni sulle procedure per i permessi di soggiorno, le norme per
l’ingresso e per i ricongiungimenti, le modalità di assunzione degli stranieri
e tutte le altre informazioni utili. C’è anche una guida Faq, le risposte ai
quesiti più frequenti, che in estrema sintesi aiuta il cittadino a trovare
risposte alle proprie domande. Altre due importanti novità evidenziate nei box
di destra della home page sono le sezioni “come fare per” e “legislazione”. La
prima è divisa per materie e consente al cittadino di avere informazioni sul
servizio di interesse, avvicinarlo alla relativa procedura e dargli la
possibilità di scaricare il modulo della domanda. Si tratta di un passo
fondamentale verso un nuovo rapporto tra cittadino e amministrazione pubblica,
uno strumento che permette a tutti coloro che sono collegati a Internet di
entrare direttamente negli uffici dell’amministrazione dell’Interno (a livello
centrale e periferico – prefetture, questure, comandi dei vigili del fuoco).
Anche la sezione “legislazione” è stata concepita per dare un servizio il più
possibile agevole da utilizzare. E’ stata, infatti, utilizzata una ripartizione
per materie con un sistema di ricerca avanzata che consente di trovare una
legge per parola chiave e/o per data. Nella parte centrale dell’home page, poi,
si possono trovare le notizie del ministero: il primo piano, le news di taglio
centrale e, sul fondo, news di secondo livello che scorrono automaticamente.
Tutte le notizie pubblicate sul sito www.interno.it sono interamente
autoprodotte e riferite alle molteplici attività dell’amministrazione.

Dalla pagina iniziale si può accedere anche agli speciali,
una sezione che nel precedente sito figurava solo all’interno e che ora invece
viene “esplosa” per evidenziare tematiche di attualità e di particolare
interesse del cittadino e dell’amministrazione. Alcune manchette rinviano
direttamente ai siti della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco. Una sezione
è dedicata specificamente alle notizie delle Prefetture, che presto avranno
anche loro un sito tutto nuovo che integrerà a livello locale l’offerta dei
servizi garantita da www.interno.it. Dalla home page si può poi accedere
direttamente al Fondo edifici di culto del ministero. E’ una sezione
interamente dedicata al patrimonio artistico che fa capo al ministero
dell’Interno, con la possibilità di navigare tra le foto e le descrizioni di
grandi basiliche, come santa Maria del Popolo a Roma o Santa Croce a Firenze, e
di capolavori pittorici come la Crocefissione di San Pietro e la Conversione di San
Paolo. Infine la sala stampa. Si tratta di un nuovo ambiente previsto per gli
organi d’informazione, oltreché per il cittadino interessato, che permette di
accedere on line alla rassegna stampa del ministero, di leggere i comunicati
stampa, vedere l’agenda istituzionale, consultare le gallery audio-video,
entrare nell’archivio notizie, trovare documenti di interesse, nonché le
pubblicazioni e le riviste prodotte dal ministero. L’agenda istituzionale,
collocata all’interno di questa sezione ma ben visibile dall’home page,
permette di individuare tutti gli appuntamenti del ministro, viceministro,
sottosegretari, capi dipartimento per avere non solo un quadro aggiornato degli
impegni, ma anche per meglio comprendere quell’attività istituzionale complessa
e variegata che intende rappresentarsi al cittadino in tutta la sua
trasparenza.

 

 

Papa: sotto la pioggia
proclamati quattro nuovi santi

 

(9colonne Atg)
ROMA – Sono stati più di 30 mila i fedeli che si sono riuniti il 3 giugno in
piazza San Pietro sotto la pioggia insistente, per assistere alla
canonizzazione di quattro nuovi santi. Papa Ratzinger con una solenne liturgia
ha “promosso” il francescano Szymon Z Lipnicy (1435-1482) della Polonia, Marie
Eugene De Jesus Milleret (1817-1898) della Francia, il religioso passionista
Giovanni Andrea Houben (1821-1893) olandese ma ha vissuto in Gran Bretagna e
Irlanda ed infine il sacerdote Giorgio Preca (1880-1962) di Malta. E’ la
profonda fede cristiana ad unire questi quattro personaggi vissuti in epoche
così diverse. Il francescano Szymon Z Lipnicy che durante la peste del 1482, a
Cracovia, fu tra i pochi a non fuggire e pagò con la vita la sua dedizione; la
francese Marie Eugene De Jesus è invece fondatrice del grande ordine religioso
femminile dell’Assunzione Milleret, al secolo Anna Eugenia Milleret, le cui
suore seguono oggi in decine di paesi del mondo il suo esempio dedicandosi
all’evangelizzazione. Giovanni Andrea Houben fu chiamato dall’Olanda come
confessore per le lunghe file di penitenti che volevano i suoi consigli e le
sue indicazioni spirituali, mentre una vocazione più vicina ai nostri giorni è
stata quella di don Giorgio Preca, fondatore de La Valletta della Società
della Dottrina Cristiana, una congregazione missionaria che da Malta si è
allargata a tutto il mondo. I loro ritratti sono appesi nella Loggia centrale
della basilica di San Pietro. Hanno voluto assistere al rito la presidente
dell’Irlanda Mary McAleese, il presidente di Malta Edward Fenech Adami, la
presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, che domani sarà ricevuta
in udienza da Papa Ratzinger, il presidente polacco, Lech Kaczynski, il
ministro della cultura francese, Christine Albanel, il ministro belga per gli
affari europei, F.Timmermans, e, infine, la moglie del presidente messicano,
Margarita Zavala. In questa “santa” occasione, il Papa ha voluto rendere
omaggio alla teologia di Papa Wojtyla e lo ha fatto durante l’omelia della
messa. “E’ attraverso Cristo – ha spiegato il Santo Padre – che passa il dono
dello Spirito, ‘Persona-amore, Persona-dono’, come l’ha definito il Servo di
Dio Giovanni Paolo II nell’Enciclica ‘Dominum et vivificantem’. Per mezzo di
Cristo, lo Spirito di Dio giunge a noi quale principio di una vita nuova e
santa. Lo Spirito – ha continuato Ratzinger – pone l’amore di Dio nel cuore dei
credenti nella forma concreta che aveva nell’uomo Gesù di Nazaret”.

Con riferimento all’espressione di “Cristo in voi, speranza
della gloria”, il Pontefice ha ricordato che “le tribolazioni non sono in
contrasto con questa speranza, anzi, concorrono a realizzarla, attraverso la
pazienza e la virtù provata”. Ed è proprio per questo motivo che Papa Ratzinger
ha voluto proporre oggi il frate francescano Szymon Z Lipnicy, “come modello
attuale di un cristiano che, animato dallo spirito del Vangelo, è pronto a
dedicare la vita per i fratelli”. Parole anche per il prete maltese Giorgio
Preca, definito dal Papa “un amico di Gesù e testimone della santità, un
sacerdote tutto dedito all’evangelizzazione: con la predicazione, con gli
scritti, con la guida spirituale e l’amministrazione dei Sacramenti e prima di
tutto con l’esempio della sua vita”. Benedetto XVI ha poi ricordato la determinazione
della francese suor Marie Eugene De Jesus Milleret e la dedizione al ministero
del confessionale del religioso passionista Giovanni Andrea Houben. “Lasciamoci
guidare dai loro insegnamenti – ha esortato il Papa rivolto ai fedeli – perchè
tutta la nostra esistenza diventi, come la loro, un cantico di lode a gloria
della Santissima Trinità. Ci ottenga questa grazia Maria, la Regina dei Santi, e – ha
concluso – l’intercessione di questi quattro nuovi fratelli maggiori che oggi
con gioia veneriamo”. Al termine della messa il Papa ha lanciato un nuovo
appello per “il rinnovato impegno per il superamento delle nuove schiavitù che
ancora affliggono l’umanità”, in ricordo dell’iniziativa della diocesi di
Bologna per il “750esimo anniversario dell’atto con cui il Senato di quella
Città di Bologna sanciva l’abolizione della schiavitù nel territorio. Possa
questa iniziativa suscitare un rinnovato impegno”.

 

 

Caso Visco,
Padoa-Schioppa: “Manchevolezze da Speciale”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Non tutto quanto detto in questa sede è pertinente al tema”.
E’ quanto ha affermato il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa,
all’inizio del suo intervento nell’Aula del Senato sul caso Visco-Gdf. La
seduta è stata quasi subito interrotta a causa delle intemperanze di alcuni
senatori della Cdl che hanno mostrato degli striscioni contro Visco. Il
senatore Gramazio ha anche tentato di far indossare un cappello della Guardia
di finanza al titolare del dicastero dell’economia. Poche parole, per dire che
non si soffermerà più di tanto su queste divagazioni. Ma il ministro non
dimentica le pressioni giunte all’esecutivo dalla Svp del gruppo delle
Autonomie e trova comunque il modo di lanciare quelle dichiarazioni di impegno
sollecitate a gran voce dalla senatrice questore Helga Thaler Ausserhofer e dal
capogruppo Oskar Peterlini. Padoa Schioppa ricorda le preoccupazioni della Svp
per “la pressione fiscale e le Pmi, un tema – afferma Padoa Schioppa –
all’attenzione del governo su cui sono pronto ad approfondimenti”. I voti
della Svp sembrano così assicurati. Il ministro aggiunge che nel
“Consiglio dei ministri del primo giugno scorso ho proposto la
sostituzione del generale comandante della Guardia di finanza Roberto Speciale,
ben consapevole della responsabilità che mi assumevo con un sì grave passo. Di
concerto con il ministro della Difesa ho proceduto alla nomina di Cosimo
D’Arrigo in sostituione del generale Roberto Speciale. Il Cdm ha deliberato in
modo conforme alla mia proposta”. Padoa Schioppa ha spiegato anche che l’obiettivo
“dominante del mio comportamento in questa delicatissima vicenda è stato
restituire serietà e dignità al corpo della Guardia di Finanza”, ma il
ministro ha notato, nella vicenda e nel comportamento di Speciale “gravi
manchevolezze su due piani: sui rapporti fra la Guardia di finanza e il
potere politico e dentro al Corpo, nell’esercizio del potere di comando”.
Il ministro ha denunciato da parte del generale Speciale una mancanza di
“trasparenza e prudenza, e collaborazione”.

Padoa-Schioppa ha affermato che Visco non ha “mai
imposto nessun provvedimento alle Fiamme gialle”. Ed ha giudicato
inqualificabile il fatto che Speciale facesse sentire in viva voce le sue
telefonate con Visco a due suoi sottoposti. Per il ministro dell’Economia,
inoltre, il collegamento tra questa vicenda e quella di Unipol non esiste e
“la stampa è stata usata, insieme con la magistratura, per screditare il
governo”, tramite “comportamenti opachi e di dubbia lealtà da parte
di Speciale”. “La continua distorsione di regole e procedure ha
portato il corpo dall’autonomia alla separatezza”, ha aggiunto.
“Tutta la vicenda – ha sottolineato il ministro – è stata caratterizzata
da assenza di comunicazione serena e cooperativa, da mancanza di trasparenza,
prudenza e riservatezza, dal venir meno delle regole etiche e
deontologiche”. “La nomina del nuovo comandante della Guardia di
Finanza – ha aggiunto Padoa Schioppa – e la revoca contestuale del precedente
sono l’espressione di un potere del tutto legittimo del governo della Repubblica
su cui concordano anni e anni di giurisprudenza”. “La nomina – ha
spiegato Padoa-Schioppa – è un atto di ottimizzazione dell’amministrazione da
assumersi in base a una molteplicità di criteri che tendono ad applicare i
principi costituzionali che impongono il buon andamento dell’amministrazione
dello Stato”. Dopo aver elencato i requisiti al quale deve corrispondere
la figura incaricata, Padoa-Schioppa ha proseguito: “Dove ci sia l’assenza
anche di uno solo dei requisiti personali e oggettivi che pregiudichino la
funzionalità di una branchia dello Stato non si può disconoscere la necessità
di un intervento risolutivo e adeguato, non ho dubbi sulla fondatezza
sostanziale e formale dei provvedimenti adottati all’unanimità del
governo”. Appurata la discrasia con gli indirizzi del governo, prosegue il
ministro, “la situazione doveva essere affrontata d’urgenza per
ripristinare la funzionalità della Guardia di finanza”.

Il ministro dell’Economia ha aggiunto di aver riscontrato
nell’ex comandante della Guardia di finanza “opacità nei comportamenti,
gestione personalistica, scontri, malessere generale”. “Ritengo di
aver combattuto a difesa della legge – ha aggiunto il ministro – affinché la
difesa delle mura continui a svolgersi nel modo migliore”. Padoa-Schioppa
è stato interrotto in diversi momenti dalle urla di protesta che si sollevavano
dai banchi della Cdl ma non si è scomposto ed ha chiosato: “So che gli
italiani sentono la mia voce e non questi schiamazzi per questo continuo a
parlare”. Il presidente del Senato, Franco Marini, ha faticato non poco a
riportare la calma: “Ascoltare il ministro è un dovere che abbiamo.
Rispettiamo i nostri doveri”. Il ministro ha poi chiuso il suo intervento
fra gli applausi dell’Unione e le grida dei senatori dell’opposizione che urlavano
“buffone, buffone”.

 

 

Economia

La Bce alza i tassi al 4%: Trichet teme “rischi
inflazionistici”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Nuovo rialzo del costo del denaro da parte della Bce, che ha portato i
tassi al 4 per cento. Il consiglio direttivo della Banca centrale europea si è
infatti riunito il 6 giugno a Francoforte e, come previsto, ha comunicato la
nuova variazione. Analogamente la
Bce
ha aumentato dello 0,25% anche il tasso sui depositi e il
tasso marginale, portandoli rispettivamente al 3% e al 5%. Nonostante la
decisione fosse ampiamente preventivata, le Borse non hanno reagito bene alla
notizia: tutte le piazze europee segnano infatti al momento perdite di circa un
punto percentuale. La Bce,
inoltre, ha anche alzato dall’1,8% al 2% le stime sull’inflazione nel 2007 e
dal 2,5% al 2,6% le stime sulla crescita del Pil nella zona euro per lo stesso
anno. “Abbiamo preso la decisione di alzare i tassi – ha commentato il
presidente della Bce Jean-Claude Trichet al termine del consiglio direttivo –
per il prevalere di rischi al rialzo sulla stabilità dei prezzi. In questo modo
– ha aggiunto – dovrebbero essere evitate dinamiche salariali che portino a
aumentare le pressioni inflazionistiche e danneggino il potere d’acquisto dei
cittadini della zona euro. In ogni caso, monitoreremo da vicino la situazione
per evitare che i rischi sui prezzi si materializzino”. In merito alle
previsioni di molti analisti, che ipotizzano un nuovo rialzo dei tassi il
prossimo agosto, Trichet ha ribadito che anche in futuro la Bce “farà ciò che ritiene
necessario per assicurare la stabilità dei prezzi. Non c’è nulla di già deciso,
manteniamo le mani libere e siamo pronti a intervenire in modo fermo e
tempestivo. La crescita dell’economia nella zona euro – ha comunque aggiunto –
è più forte del previsto, e le previsioni restano favorevoli. E ci sono le
condizioni affinché la crescita dell’area euro continui a livello
sostenuto”. Quello di oggi è l’ottavo rialzo dei tassi in un anno e mezzo:
l’ultimo intervento era dello scorso 8 marzo, quando la Bce portò il costo del denaro
dal 3,5 al 3,75 per cento. Dal primo dicembre 2005, quando i tassi erano fermi
al 2 per cento, a oggi il costo del denaro è quindi raddoppiato. Con l’aumento
odierno, tra l’altro, si riduce a 1,25 punti la differenza tra il costo del
denaro negli Usa (attualmente al 5,25%) e quello in Eurolandia.

 

 

Unioncamere: on-line le
nuove norme per gli aiuti di Stato

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – Aiuti di Stato per il Sistema camerale, sono state illustrate a
Roma nei giorni scorsi agli oltre settanta partecipanti provenienti da 48
realtà camerali, le più recenti novità normative introdotte a livello
comunitario e con cui le Camere di Commercio italiane dovranno confrontarsi.
All’incontro sono intervenuti rappresentanti della Commissione Europea. A
Dormal-Marino il compito di illustrare la riforma della politica degli Aiuti di
Stato a livello comunitario lanciata dalla Commissione Europea alla fine del
2005 e tutt’ora in corso. Tale politica, elemento cardine per la regolazione della
concorrenza dell’Unione Europea, risponde alla necessità di garantire
condizioni di parità per tutte le imprese operanti nel mercato unico europeo e
la sua riforma gioca un ruolo importante nel dare un nuovo impulso alla
cosiddetta Strategia di Lisbona, che intende puntare su crescita ed occupazione
per fare dell’Europa “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e
dinamica del mondo”. La
Commissione
si è prefissa di presentare un pacchetto di
riforme ampio e coerente, basato innanzitutto su un approccio economico più
preciso che parte dalla verifica di fallimenti del mercato e prevede un’analisi
costi-benefici degli aiuti. Gli altri elementi illustrati hanno fatto
riferimento alla necessità di Aiuti di Stato meno numerosi ma più mirati, su
procedure più efficaci, su una maggiore prevedibilità ed un’accresciuta
trasparenza.

In questo contesto, l’anno 2006 ha registrato alcuni
interventi del legislatore comunitario in settori di rilevanza strategica per
il Sistema italiano delle Camere di Commercio, quali Agricoltura, Capitale di
rischio, Ricerca, sviluppo ed innovazione, senza contare il nuovo Regolamento
sugli aiuti di importanza minore.

Per quanto riguarda la tematica del capitale di rischio e
aiuti in R&S, Almoro’ Rubin de Cervin ha presentato le novità introdotte a
livello comunitario e la filosofia che anima questo settore della riforma
orientata a contribuire alla strategia di Lisbona. Se da una parte tale
disciplina sembra essere più complessa rispetto alla precedente poiché prevede
un approccio economico più rigoroso, in particolare per gli aiuti sottoposti
all’analisi dettagliata, dall’altra fornisce maggiori opportunità per quanto
riguarda gli aiuti alle giovani imprese innovatrici. Sono state inoltre
evidenziate, da parte di Valerio Vecchietti, alcune criticità in merito agli
adempimenti degli enti di gestione nel sistema dei rapporti con la Commissione europea,
anche in vista della futura approvazione del Progetto di regolamento generale
di esenzione per categoria. A tale proposito Vecchietti ha auspicato che venga
introdotta anche una valutazione successiva alla concessione dell’aiuto
sull’efficacia dello stesso. Le Camere di Commercio sono state sollecitate al
rigoroso rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato per evitare di incorrere
in aiuti incompatibili con la legislazione comunitaria. Nel ricordare che non
sono necessari adeguamenti per quanto concerne le relazioni annuali relative
agli aiuti in agricoltura concessi nel 2007, il Direttore della Sede di
Bruxelles di Unioncamere, Claudio Leone, ha annunciato che è in previsione per
il prossimo settembre/ottobre un incontro tecnico con il Sistema italiano delle
Camere di Commercio specificamente su questo tema.

 

 

Area Nafta: ampi spazi di
crescita per il made in Italy

 

(9colonne Atg)
ROMA – Conquistano ulteriori posizioni l’agroalimentare + 10,8% nel 2006 e
l’elettronica che passa in segno positivo con il 9,5% di crescita. Le nostre
esportazioni complessive verso Stati Uniti, Canada e Messico – un’area verso
cui si dirige ben il 9,2% dei prodotti italiani e da cui provengono il 3,4%
delle importazioni italiane – continuano a crescere anche se – sottolinea un
rapporto dell’Assocamerestero – nel 2006 l’aumento del 4,9% è stato meno
consistente di quello dell’anno precedente che aveva registrato un +7,4%. Sono
soprattutto alcuni settori tipici del made in Italy, che rappresenta oltre
l’80% delle importazioni italiane in quest’area, ad avere le performance
migliori. In testa all’export italiano è l’agroalimentare che è aumentato nel
2006 del 10,8% rispetto all’8,5% del 2005, mentre l’elettronica inverte
addirittura la rotta passando dal -2,4% registrato nel 2005 al +9,5% del 2006.

Il mercato del Nord America continua a crescere in
dimensione e qualità a ritmi che mercati emergenti come Brasile, Russia, Cina e
India non possono ancora prefigurare, secondo le CCI locali. Aumentano i
consumi e le importazioni di qualità in maniera vertiginosa soprattutto in
Texas, secondo stato americano per popolazione e reddito, che con un tasso di crescita
dell’economia superiore a quello della media USA è un Paese ricco di
potenzialità. E’ per questo motivo che i rappresentanti delle Camere di
Commercio Italiane dell’Area Nafta, quella per l’appunto che raggruppa Canada,
Stati Uniti e Messico) hanno deciso quest’anno di incontrarsi il 7 giugno
prossimo a Houston, dove sarà presente il sottosegretario al Ministero del
Commercio Internazionale, senatore Milos Budin.

“Le Camere italiane nell’area Nafta, 4 canadesi, 5
statunitensi e una messicana che hanno raggiunto nel 2006 quasi 2.500 soci sui
23.000 dell’intera rete – sottolinea Augusto Strianese, vice presidente di
Assocamerestero – hanno presentato al Ministero del Commercio Internazionale
per il 2007 ben 50 progetti del valore complessivo di oltre 6,5 milioni di
euro, quasi il 16% della programmazione 2007 dell’intera rete camerale”. Dal
Texas arriva, per bocca del presidente della Camera di Commercio Italiana di
Houston Luciano Topi, il richiamo agli imprenditori italiani “ad avere più
coraggio nelle loro scelte e non ripercorrere solamente le aree tradizionali
del mercato del Nord America dove si deve combattere la forte competitività
internazionale e le nostre imprese operano spesso in concorrenza fra loro”. E
mentre le importazioni europee al porto di Houston – primo porto degli Stati
Uniti per commercio marittimo con l’estero – sono aumentate nel 2005 del 29,2%
quelle italiane solo del 9%, a fronte del 21% delle francesi, del 31% delle
spagnole e addirittura del 55% delle inglesi.

“Il Texas è un’ideale mercato di sbocco per i prodotti
italiani di qualità, sia quelli tradizionali del made in Italy che quelli più
sofisticati della nostra tecnologia – continua Topi – che di recente hanno
visto un forte aumento di interesse e non sono ancora completamente diffusi al
contrario della West e East coast degli Stati Uniti”. Un mercato senza dubbio
importante quello statunitense – tra i principali destinatari dell’export
agroalimentare italiano che tiene il passo nel 2006 con una crescita del 8,3% e
dove l’elettronica addirittura passa dal -3% del 2005 al +7,3% del 2006 con
interessanti spazi di affermazione della qualità italiana – ma altrettanto
saturo e dove la concorrenza è più accentuata.

La Camera
di Houston è impegnata nel progetto di promozione del settore delle
nanotecnologie e in quello integrato agroalimentare area Nafta per promuovere
la conoscenza delle produzioni agroalimentari italiani di qualità insieme alle
Camere di New York e Vancouver. “I prodotti agroalimentari di qualità sono
sempre più ricercati in Canada dell’ovest – commenta Luciano Sacchetti,
presidente Camera di Commercio italiana di Vancouver e rappresentante delle
Ccie area Nafta – nei supermercati viene acquistato più del 50% dei prodotti
alimentari importati dall’Italia”. In Canada le importazioni italiane di
prodotti agroalimentari sono passate dal 8,9% del 2005 al +24,8% dello scorso
anno. E’ il made in Italy in generale ad essere sempre più ricercato con
l’import che cresce nel 2006 del 13% contro lo 0,8% del 2005 e in testa rimane
l’elettronica con una crescita del 37,6% rispetto all’11% del 2005. Le
importazioni italiane in Canada maggiori coinvolgono anche il settore
dell’Information and Communication Technologies e nella promozione dell’hi tech
la regione più attiva è il Piemonte. Cresce anche in Messico il made in Italy
con l’export in aumento del 8,1% rispetto alla variazione del 6,2% del 2005 con
il balzo dei mezzi di trasporto che passano da un -9,3% al +49,3% del 2006.

 

 

Confcommercio: crescono i
consumi, bene auto e comunicazione

 

(9colonne Atg)
ROMA – Consumi in ripresa anche ad aprile. Per il secondo mese consecutivo,
stando ai dati dell’indicatore dei consumi di Confcommercio, si è infatti
registrato un leggero incremento, trainato soprattutto da autovetture, telefonini,
profumi e prodotti per la casa. L’Icc stima ad aprile 2007 un “modesto
miglioramento delle dinamica della domanda per consumi”, con un aumento
dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2006. Tale evoluzione ha comportato nei
primi quattro mesi dell’anno un aumento tendenziale delle quantità acquistate
dalle famiglie dello 0,6%. “La moderata ripresa della domanda interna per
consumi – è l’analisi di Confcommercio – sembra aver contribuito al
miglioramento riscontrato da marzo nel panorama produttivo italiano, dopo
alcuni mesi di forte rallentamento dell’economia, sintetizzato dalla variazione
congiunturale registrata nel primo trimestre dal PIL (+0,2%)”. La moderata
ripresa della domanda per consumi delle famiglie sembra interessare sia la
componente relativa ai beni, che segna +1,7% rispetto ad aprile 2006, +0,8% nel
complesso del primo quadrimestre, che ai servizi, che invece segnano +0,6% ad
aprile e +0,2% nel quadrimestre). Analizzando l’evoluzione delle singole voci
di spesa che compongono l’Icc si scopre che è proseguita anche ad aprile la
fase “pesantemente riflessiva” della domanda relativa ai beni e servizi
ricreativi (-5,8% in volume il tendenziale di aprile e -7,4% il dato del primo
quadrimestre). All’interno del comparto i segmenti dei cd e dei supporti
audiovisivi e dei giochi, giocattoli e articoli per lo sport ed il tempo libero
hanno però registrato una moderata tendenza alla crescita.

In sostanziale stagnazione è risultata la domanda per i
servizi di ristorazione e di alloggio (+0,5% nel complesso del quadrimestre),
conseguenza – rileva Confcommercio – “principalmente della flessione
riscontrata nel periodo pasquale in termini di arrivi e di presenze turistiche
e di una evoluzione di pasti e consumazioni fuori casa non particolarmente dinamica”.
La componente più vivace della domanda è risultata quella di beni e servizi per
la mobilità, con una notevole variazione del +8,1% (+3,7% nel quadrimestre),
dovuta soprattutto alla sensibile crescita degli acquisti di autovetture,
rispetto allo stesso mese dello scorso anno, e dei trasporti aerei. Anche nel
mese di aprile il segmento relativo ai beni e servizi per le comunicazioni ha
evidenziato una crescita dei volumi acquistati decisamente positiva (+6,7% la
variazione tendenziale in quantità nel mese, +6,6% nel quadrimestre),
segnalando al suo interno oltre ad una sensibile crescita della domanda per
televisori, computer e macchine fotografiche un andamento crescente dei servizi
per le comunicazioni. In linea con quanto registrato nei mesi precedenti è
proseguita anche ad aprile la fase di espansione della domanda relativa ai beni
e servizi per la cura della persona con un incremento delle quantità vendute
del 5,3%, evoluzione sostenuta non solo dai prodotti farmaceutici e
terapeutici, ma anche dalla ripresa della domanda per gli articoli di
profumeria e cura della persona. In sostanziale stagnazione la domanda per i
prodotti di abbigliamento e calzature. Dopo la modesta ripresa registrata nel
mese di marzo la domanda relativa al capitolo degli alimentari e tabacchi ha
mostrato invece una tendenza alla riduzione con una flessione dello 0,9%
rispetto allo stesso mese del 2006 e dell’1,2% nel complesso del quadrimestre.

 

 

Società

Internet: oltre la metà
degli italiani non lo usa

 

(9colonne Atg)
MILANO – Nell’era delle tecnologie il 52% degli italiani non usa ancora
Internet. E parliamo di qualcosa come 26.6 milioni di italiani. Se poi si
analizza quel 31% che rappresenta la reale “avanguardia tecnologica” si assiste
ad un’ulteriore suddivisione: a fronte di un 14% della popolazione (qualcosa
come 7.4 milioni di italiani) che abbina un uso consapevole, interattivo ed
evoluto delle tecnologie con un’elevata propensione al consumo di contenuti
culturali (sono i cosiddetti Eclettici), troviamo un 17%, pari a 8.9 milioni di
italiani (i cosiddetti Technofan) che utilizzano le tecnologie per lo più in
modo passivo, come svago o per comunicare. Dai dati che emergono dall’indagine
probabilmente questo gap rischia nel futuro di aumentare. E’ questa la
fotografia tracciata da ACNielsen nell’indagine “Liquidi e mutanti. Industrie
dei contenuti & consumatori digitali” commissionata dall’Osservatorio
permanente sui contenuti digitali, presentata oggi a Roma. La ricerca è stata
realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 8.500
individui con più di 14 anni per la parte quantitativa e su specifici focus
group per cinque tipologie di utilizzatori di contenuti (dai 13 ai 50enni) per
la parte qualitativa. Ad orientare gli utenti verso un utilizzo evoluto e
interattivo delle nuove tecnologie non è tanto la disponibilità o l’uso
frequente delle tecnologie nuove e di tendenza: la tecnologia di per sé
costituisce uno strumento neutro. Quello che fa la differenza è l’abitudine
alla fruizione di consumi culturali. Maggiore è il consumo di cultura e
maggiore è la propensione all’uso di tecnologie innovative: sono gli Eclettici,
forti lettori, alti acquirenti di musica e Dvd e consumatori di cinema, i più
forti utilizzatori delle potenzialità offerte dal Web 2.0.

I forti fruitori di programmi Tv tendono invece a un consumo
tecnologico ridotto: più che di digital divide è quindi più corretto parlare di
cultural divide. Non emergono nemmeno grandi differenze tra Nord e Sud, conta
invece molto di più se si vive in una grande città o in un piccolo centro. Uso
evoluto delle tecnologie e forti consumi culturali sono strettamente legati:
dall’indagine emerge chiaramente però che – ed è questo il segnale più
preoccupante – anche i genitori tecnologicamente più avanzati, non riescano a
trasmettere la passione per la cultura ai figli, che, di conseguenza sempre di
più, utilizzeranno le tecnologie come puro gadget. Anche i figli di genitori
Eclettici, legati cioè alle tecnologie e alla cultura, stanno migrando nel
gruppo dei Technofan, sicuramente emancipati in fatto di tecnologia, ma poco
dotati di strumenti culturali che permettano loro di controllarla e gestirla.
Un segnale positivo viene invece dalle ragazze più giovani: non solo le
14-24enni usano Internet quanto i loro colleghi maschi ma l’utilizzo
settimanale di forum e blog vede un’incidenza superiore tra le donne giovani
(14-24 anni) rispetto ai loro coetanei maschi (43% contro 35% tra le 14-19enni
e 28% contro il 19% tra le 20-24enni, base utilizzatori internet), probabilmente
per maggior bisogno confronto e condivisione. A partire dai 25 anni sono invece
i maschi ad essere maggiori utilizzatori. Al contrario l’utilizzo di sistemi di
file sharing risulta un “fatto maschile” in tutte le fasce d’età.

Le piattaforme più utilizzate: (almeno una volta alla
settimana) il Pc con Dvd (39%) e il cellulare con Mp3/video/fotocamera (33%),
seguito dal lettore Dvd (26%). Lettore Mp3/i-Pod e Tv Lcd/al plasma seguono con
il 15%. Sistemi di messaggistica istantanea (Messenger, Skype) e forum/blog
sono i servizi Internet più frequentemente utilizzati: lo usano almeno una
volta la settimana rispettivamente il 27% e il 22% degli utilizzatori di
internet. Tra i fenomeni emergenti c’è sicuramente l’acquisto di contenuti
online L’acquisto di Cd, Dvd e libri, infatti, avviene ancora massicciamente
offline. L’online è un fenomeno ancora contenuto che interessa ad oggi circa il
10% degli heavy user di internet, coloro che si connettono da casa tutti i
giorni o quasi (e il 3% se riportato alla popolazione italiana nel suo
complesso). Il ruolo di internet è ancora solo emergente con la parziale
eccezione del P2P per la musica (15% della popolazione) e i video (11% della
popolazione). Il free download per la musica si attesta all’8% della popolazione.
“L’indagine evidenzia in modo chiaro che l’utilizzo consapevole ed evoluto
delle tecnologie dipende in gran parte dagli strumenti culturali di cui gli
utilizzatori sono dotati – ha sottolineato il presidente del Gruppo Editoria
Digitale di Aie, Fernando Folini – Solo creando condizioni per il loro sviluppo
sarà possibile sfruttare e sviluppare al meglio le opportunità che le
innovazioni man mano presenteranno. Per questo Aie, Aidro, Fimi, Univideo E
Cinecittá Holding hanno scelto di dare vita ad un osservatorio permanente. Da
questi dati ripartiamo, non solo per avvicinare la cultura e i contenuti
culturali in digitale ai giovani e meno giovani, ma anche per capire come
sensibilizzare al meglio gli italiani su temi delicati per noi irrinunciabili
come la tutela del diritto d’autore”.

 

 

Musei: aumentano i
visitatori, ma sono distratti

 

(9colonne Atg)
ROMA – Il numero dei visitatori dei musei statali italiani è cresciuto, dal
1996 al 2005, da 25 a 33 milioni di visitatori, con un ritmo annuo superiore al
3,5%: ma a goderne, su un totale di 402 sedi, sono pochissimi: i primi nove con
il ‘marchio’ più forte coprono la metà dei visitatori, mentre i tre quarti meno
noti si spartiscono un misero 10%. E’ quanto emerge da uno studio condotto da
Francesco Antinucci dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione
(Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche: ‘Musei Virtuali’ edito da
Laterza. Il volume sarà presentato a Roma domani. Se si considerano i primi
trenta musei in classifica, si nota che Colosseo, scavi di Pompei, Uffizi e
Galleria dell’Accademia di Firenze nel 2005 hanno superato il milione di
visitatori, mentre Castel Sant’Angelo, Circuito Museale di Firenze, Reggia di
Caserta, Villa d’Este, Palazzo Pitti, Galleria Borghese, Accademia di Venezia e
Cappelle Medicee hanno registrato tra 300 mila e un milione di persone
un’affluenza oscillante. Sotto i 300 mila visitatori si collocano 18 musei e
siti tra i quali Villa Adriana a Tivoli, Ostia Antica, Ercolano, Museo di
Capodimonte, Paestum, Terme di Caracalla, S. Apollinare in Classe a Ravenna,
Palazzo Ducale a Mantova, Museo Nazionale Romano e Bargello di Firenze. “Se
cumuliamo i visitatori l’effetto è eclatante – spiega Antinucci. – I primi 9
musei statali, cioè il 2% del totale, assorbono la metà dei visitatori, cioè
quasi 17 milioni di persone, lasciando i rimanenti 393 musei a dividersi il
restante 50%. I primi 33 musei, l’8% del totale, assorbono i tre quarti dei
visitatori (e cioè circa 25 milioni), lasciando agli altri 369 il restante
quarto (circa 8 milioni)”. A confermare la sproporzione, i dati 2005 relativi
alle quattro più importanti pinacoteche romane: Palazzo Barberini con 87.000
visitatori, Galleria Spada con 27.000, Palazzo Venezia con 22.000 sommano un
totale di 136.000 persone, mentre la sola Galleria Borghese ne ha totalizzate
440.000. Un analogo confronto vale tra Pompei e Ercolano, che hanno registrato
rispettivamente 2.344.000 e 264.000 visitatori.

Viene da chiedersi: a chi serve e quanto costa, allo Stato,
mantenere aperti 402 musei? “La situazione è tale”, aggiunge Antinucci, “che
per coprire il 90% dei visitatori basterebbe mantenere aperti meno di 90 musei,
mentre i tre quarti, cioè 310, potrebbero essere chiusi. Il maggior successo si
basa sul fatto che anche i musei sono dei ‘brand name’, in grado di attrarre
indipendentemente da ciò che essi mostrano o contengono” prosegue il
ricercatore dell’Istc-Cnr. A confermare quanto poco rimanga al visitatore dopo
una visita, un’indagine svolta presso i Musei Vaticani. “Abbiamo chiesto a coloro
che avevano appena terminato la visita se avevano visto e ricordavano due tra
le più importanti sale, quelle di Raffaello e Caravaggio: hanno risposto sì 131
visitatori su 190, il 69%, contro i 59 no, quasi un terzo delle persone. A
coloro che hanno risposto affermativamente è stata sottoposta una lista degli
otto autori esposti nelle due sale – Raffaello, Caravaggio, Guercino, Guido
Reni, Domenichino, Nicolas Poussin, Andrea Sacchi, Jean Valentin – chiedendo
quali ricordassero. Solo 14 persone, poco più del 10%, ne ricordavano almeno
quattro, il 15% solo tre, mentre il 46%, quasi la metà del campione, ricordava
soltanto Raffaello. E’ stato chiesto poi di ricordare i soggetti dei quadri
visti, fornendo dei suggerimenti tra cui due errati: Crocifissione, Martirio,
Battesimo, Adorazione, Annunciazione. Metà del campione non ha ricordato nulla,
il 18% almeno un’opera corretta, mentre il 32% ha ricordato cose che non aveva
visto”.

La disomogeneità dell’afflusso e la mancanza di persistenza
mnemonica dei visitatori, secondo Antinucci, sono entrambe attribuibili alla
scarsa capacità dei musei di comunicare i contenuti. “Per superare tale
difficoltà di veicolazione – continua il ricercatore – occorrerebbe affidare la
spiegazione di un’opera a strumenti visivi, in ausilio allo strumento
verbale-linguistico generalmente utilizzato, per garantire l’omogeneità del
codice di comunicazione. Questo implica che le istituzioni si dotino di
strumenti adeguati, investendo in ricerca e tecnologia”. Negli anni ‘90
l’entusiasmo per le novità delle applicazioni multimediali “aveva fatto sperare
in un approccio più appropriato al settore dei beni culturali, ma a distanza di
dieci anni dalle prime realizzazioni si può dire che così non è stato e che
gran parte della tecnologia adottata viene intesa non come fine ma come mezzo.
Computer palmari e telefonini utilizzati come ‘guide’, ad esempio, tendono
sostanzialmente all’identificazione di un’immagine e non alla trasmissione di
contenuti. Per i curatori di un museo il problema della fruizione non è
centrale quanto l’interesse a garantire la scientificità dell’allestimento: si
pensa a soddisfare più le esigenze degli studiosi che quelle dei
visitatori”.Neanche i siti web se la passano bene. Ai Musei Vaticani, l’82% dei
visitatori non ha mai navigato nel portale, che interessa solo il 16% degli
utenti al fine di preparare la visita. Solo 7 persone su 190 ne stima la
capacità didattica. Quasi la metà di coloro che si recano nel museo reale pensa
che il sito non serva a nulla, spesso giudicandolo una ‘brutta copia’ del museo
reale. Un altro 27%, inoltre, non è proprio interessato al sito in sé. “Da
questi risultati è evidente che il museo virtuale non va inteso come una
replica di quello reale, come un catalogo o un’enciclopedia on line, ma come
una proiezione comunicativa a tutto campo, senza le limitazioni del museo
materiale, intervenendo sulla disposizione delle opere per creare dei ‘racconti
visivi’ più adatti a tradurre i messaggi dell’opera”.

 

 

In Italia migliaia di aree
inquinate: 57 sono di interesse nazionale

 

(9colonne Atg)
ROMA – Oggi, presso la sala stampa di Montecitorio, il Consiglio nazionale
delle ricerche ha presentato la sua ‘Relazione sullo stato delle conoscenze in
tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia’, come
contributo ai lavori della VIII Commissione permanente Ambiente, territorio e
lavori pubblici della Camera dei Deputati, nell’ambito della ‘Indagine
conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate
dall’inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto
rischio’. In Italia sono presenti migliaia di siti inquinati: 54 Siti di
interesse nazionale per le bonifiche (Sin); circa 6.000 Siti di interesse
regionale per le bonifiche (Sir); 58 siti con elevata contaminazione da
amianto; 1.550 siti minerari quasi tutti dismessi; 1.120 stabilimenti a rischio
di incidente rilevante. I 54 Sin, che vengono gestiti dal ministero
dell’Ambiente con Conferenze di servizi e godono di finanziamenti statali
dedicati alla bonifica, interessano l’area di 311 Comuni, per una popolazione
che va dai 6,4 agli 8,6 milioni, a seconda se si escludono o includono Milano e
Torino. La dimensione del problema è dunque consistente, considerando
oltretutto che dagli studi epidemiologici effettuati in molte aree appare
chiara la relazione tra inquinamento e aumento della mortalità e di alcune
malattie tumorali, croniche o acute. Secondo un recente studio
dell’Organizzazione mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico nelle
aree urbane interessa circa 9 milioni di italiani, circa il 16% della
popolazione residente nelle 13 città di maggiori dimensioni, dove una media di
8.220 morti l’anno, tra il 2002 e il 2004, è da attribuirsi agli effetti a
lungo termine delle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 mg/m3.

In 27 dei 54 siti di interesse nazionale per le bonifiche,
il Cnr svolge – tramite 16 Istituti – attività di ricerca sulle tecniche di
monitoraggio ambientale, sui metodi e strumenti innovativi per le bonifiche dei
siti inquinati, sulla valutazione dello stato di salute delle popolazioni.
Oltre a Porto Marghera, i siti più studiati sono quelli sardi del
Sulcis-Iglesiente, quelli siciliani di Augusta-Priolo e Gela e quelli pugliesi
di Taranto e Brindisi. Per la zona di rilascio incontrollato di rifiuti in
Campania, il CNR ha contribuito al lavoro realizzato dall’Oms per la Protezione Civile,
individuando in un gruppo di 32 Comuni a maggior rischio una correlazione con i
dati di mortalità e di prevalenza di malformazioni congenite nei nati. “I
risultati presentati oggi dal Cnr – commenta Ermete Realacci, presidente della
VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei
Deputati – saranno uno strumento di estrema importanza nell’indagine che la Commissione che presiedo
sta realizzando sulle conseguenze sanitarie nelle aree ad alto rischio
ambientale. Non è un caso che questi dati siano stati presentati nella giornata
mondiale per l’ambiente. Per affrontare le grandi sfide che abbiamo davanti a
cominciare da quella dei mutamenti climatici, senza tralasciare le pesanti
eredità ambientali lasciate dal passato”. “Il Cnr ha focalizzato i propri
programmi e definito un assetto organizzativo che ha arricchito la tradizionale
struttura degli Istituti con i Dipartimenti e i relativi progetti – aggiunge il
presidente del Cnr, prof. Fabio Pistella – Ciò consente di passare da un pur
meritorio impegno sporadico su singole situazioni alle capacità di affrontare
in modo sistematico i diversi risvolti, valorizzando al massimo le competenze
di cui l’Ente dispone. Da questo punto di vista è favorevole la circostanza che
questa ‘Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute
nelle aree ad alto rischio in Italia’ venga alla luce subito dopo il piano
2007/2009 del Cnr, che descrive queste competenze e formalizza, in particolare,
il Progetto Interdipartimentale Ambiente e Salute. E’ piena la disponibilità
del Cnr per mobilitarsi, anche in collaborazione con altri organismi, nella
direzione che sarà indicata da governo e Parlamento, ma anche dalle Regioni con
le quali è stato costruito un rapporto particolarmente proficuo”.

 

 

Sport

Juventus: Ranieri vuole
subito Lampard

 

(9colonne Atg)
TORINO – Claudio Ranieri vuole Frank Lampard per il centrocampo della nuova
Juventus. Secondo quanto ha riportato nei giorni scorsi il quotidiano
britannico Daily Mirror, il neoallenatore bianconero ha fatto espressamente il
nome del regista inglese per la prossima stagione. Ranieri, infatti, ai tempi
del Chelsea fece ingaggiare alla società londinese Lampard dal West Ham per 11
milioni di sterline (circa 16 milioni di euro). La coppia Ranieri-Lampard,
dunque, potrebbe ricongiungersi sotto l’egida bianconera. L’acquisto del
talentuoso asso inglese non è però semplice, visto che Lampard ha ancora due
anni di contratto con i Blues, anche se sembra che il giocatore abbia rifiutato
proprio un prolungamento dell’accordo con il Chelsea. L’arma in più in mano
alla Juventus è proprio il bel rapporto che c’è tra Ranieri e il giocatore, che
si stimano a vicenda. Il club bianconero è interessato anche all’attaccante del
Manchester United, Giuseppe Rossi, quest’anno in forza al Parma di Ranieri. Sul
giocatore però ci sarebbe la concorrenza del Porto, che vuole rinforzare il
reparto offensivo. Sempre per quanto concerne il reparto offensivo Juve e Milan
sembrano intenzionate a concretizzare uno scambio clamoroso:
Trezeguet-Gilardino.

Infatti, il malumore espresso nei giorni seguenti dal
centravanti rossonero non sarebbe stato digerito dalla dirigenza del club di
via Turati, che sta tentando di trovare una collocazione all’ex gioiello del
Parma. Occhi puntati sul francese della Juventus, che già nella passata
stagione è stato sul punto di lasciare Torino. Intanto il 7 giugno la celebre
piazza Vittorio Veneto di Torino è stata ribattezzata “piazza Juventus”. La
squadra bianconera ha cambiato infatti la sede degli allenamenti: da Vinovo al
centro di Torino. Del Piero e compagni hanno dato vita ad un
allenamento-esibizione di un’ora (a partire dalle 17.30), preceduto da quello
dei ragazzini delle Juventus Soccer Schools, su un campo appositamente
allestito per l’occasione. Un’iniziativa del tutto nuova e, soprattutto, a
scopo benefico, a favore della Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna onlus.
L’accesso al campo, collocato in una delle esedre della piazza, è stato
possibile tramite un biglietto dal costo di 20 euro. Tutto il ricavato è stato
devoluto alla Fondazione che, dal 2003, ha come scopo quello della
ristrutturazione del reparto di neonatologia del Sant’Anna, il più grande
ospedale infantile d’Europa.

 

 

Mazzarri nuovo tecnico
della Samp: “E’ la mia grande occasione”

 

(9colonne Atg)
GENOVA – “Bisogna pensare a lavorare, essere convinti di quel che si fa. E qui
alla Samp trovo una società organizzata e una squadra di valore”. Queste sono
state le parole di Walter Mazzarri, neo allenatore della Sampdoria, nel suo
primo giorno da blucerchiato. L’ex tecnico della Reggina raccoglie un’eredità
pesante lasciata da Walter Novellino: “Ciò che ha fatto qui Novellino non lo
scopro io – chiarisce il mister di San Vincenzo – ho grande rispetto per il mio
predecessore e prendere il suo posto mi infonde ancor più stimoli e
responsabilità”. Finalmente la
Sampdoria
per Mazzarri, dopo anni a rincorrere salvezze e
promozioni, dopo tanta gavetta: “Mi trovo fra le mani una grande possibilità e
ne sono felice – prosegue il tecnico -, ho scelto Genova perché credo molto nel
rispetto dei ruoli e delle regole nel calcio: fin dai primi confronti mi hanno
colpito organizzazione e serietà, valori fondamentali per me, caratteristiche
principali del mio modo di vivere questo sport”.

Carattere introverso per il mister livornese: “Non amo
parlare molto, di solito preferisco lasciar discorrere per me i fatti. Finora
ci sono riuscito, spero di proseguire anche alla Samp in questa maniera”. Ma
come giocherà la nuova Sampdoria targata Mazzarri? “Se devo scegliere una
parola in particolare per descrivere la mia idea di calcio scelgo propositivo.
Mi piace un tipo di mentalità in cui si migliora sempre, in cui se si ottiene
qualcosa di buono si cerca il buonissimo nella partita successiva e così via –
dice il tecnico -. Ai miei giocatori ho sempre chiesto di non accontentarsi
mai, di provare sempre a crescere, valutando gli errori e correggendoli. Prima
bisogna lavorare sulla prestazione, i risultati vengono di conseguenza. Ecco,
forse il primo obiettivo è proprio questo: costruire la mentalità che piace a
me e, trovandomi in una società di spessore come la Samp, ho ancora più
motivazioni per provarci”. Prima l’idea dunque, poi il modulo. Che sarà più o
meno il seguente: “Bisogna distinguere – spiega Mazzarri – tra fase difensiva e
fase attiva. Quando saremo in attacco, vedrete sempre la difesa schierata a tre
ad impostare, quando ci difenderemo invece la situazione cambierà a seconda
delle esigenze. Non ho problemi o pregiudizi su schieramenti particolari,
valuterò quando avrò a disposizione la squadra e inizieranno gli allenamenti”.

 

 

Under 21: Casiraghi scalda
i motori per l’Europeo

 

(9colonne Atg)
FIRENZE – Prosegue la preparazione dell’Under 21, in ritiro da venerdì scorso a
Coverciano, in vista della partenza per l’Olanda dove dall’11 al 23 giugno
andrà in scena la fase finale del campionato europeo. Dall’8 giugno, con
l’arrivo dei sette giocatori impegnati nelle partite del campionato di serie B,
il tecnico Pierluigi Casiraghi ha tutti gli uomini a disposizione e può
lavorare a ranghi completi: “Adesso bisognerà valutare la condizione sia del
gruppo che dei singoli – ha dichiarato il commissario tecnico -, ci prepareremo
giorno per giorno cercando di arrivare al meglio della forma alla prima partita
contro la Serbia. Siamo
a fine stagione e non posso chiedere molto ai ragazzi, ma da oggi imposteremo
un lavoro mirato più sul piano tecnico tattico. La mia è una squadra che cerca
sempre di giocare a calcio e ci riesce anche bene, ma a volte si piace troppo e
questo bisogna assolutamente evitarlo”. Il clima all’interno del gruppo è
sereno e c’è molto ottimismo. “Il fatto che molti ragazzi qui in ritiro siano
fiduciosi sull’esito di questo Europeo – continua Casiraghi – è un aspetto
sicuramente positivo. La consapevolezza nei propri mezzi è fondamentale in
questo tipo di competizioni, bisogna però sempre avere una grande dose di
umiltà e sacrificio”. Pacata la replica del tecnico azzurro alla polemica
aperta dall’allenatore del Genoa, Gasperini circa la convocazione di Criscito:
“Non ho fatto certo io i calendari della serie A e della serie B e non ho
stabilito neanche le date della fase finale dell’Europeo Under 21: alle offese
non ribatto perché non mi ritengo né presuntuoso né arrogante, in questo caso
faccio io la persona con i capelli bianchi e vado oltre”.

 

 

Europa

Ue, Frattini: in arrivo
libro verde per i rifugiati politici

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – La
Commissione Ue
ha annunciato l’adozione di una serie di testi
in materia di asilo, che comprende un libro verde inteso a stimolare un
dibattito sul futuro del regime comune europeo in materia di asilo, una
proposta di direttiva volta a offrire ai beneficiari di protezione
internazionale la possibilità di ottenere lo status di soggiornante di lungo
periodo e una relazione che valuta il funzionamento del sistema di Dublino. Il
vicepresidente Franco Frattini, commissario responsabile in materia di giustizia,
libertà e sicurezza, ha dichiarato: “Nel 2006, 181.770 persone hanno fatto
richiesta di asilo sul territorio dell’Unione europea. Serve un sistema equo ed
efficace per trattare tali domande. Il regime comune europeo in materia di
asilo deve offrire maggiore protezione a chi ne ha davvero bisogno ed evitare
nel contempo che vengano presentate domande multiple (il cosiddetto “asylum
shopping”), oltre a dar prova di solidarietà e a offrire il medesimo livello di
protezione in tutta l’Unione. Dobbiamo promuovere l’integrazione dei cittadini
di paesi terzi che hanno ottenuto protezione nell’UE e avvicinare il loro
status giuridico a quello dei cittadini degli Stati membri. La valutazione
indica che i risultati ottenuti finora sono soddisfacenti. Siamo pronti a
passare alla fase successiva, collaborando con le parti interessate per
elaborare il regime futuro”.

 

 

Ue, passi in avanti nel
negoziato con Ankara

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – Per la fine di giugno saranno aperti tre nuovi capitoli del
negoziato tra Turchia e la Ue.
Lo
ha assicurato la “troika” europea che però ha anche
auspicato che il nuovo governo di Ankara ed il nuovo parlamento che usciranno
dalle elezioni del 22 luglio accelerino le riforme sui diritti e le libertà
fondamentali. Lo hanno affermato, in una conferenza stampa al termine dei loro
colloqui ad Ankara, il commissario dell’Unione europea per l’allargamento, Olli
Rehn, il ministro degli esteri tedesco Franck-Walter Steinmeier in
rappresentanza della presidenza tedesca attuale dell’Ue ed il sottosegretario
agli esteri del Portogallo, Joao Cravinho (per la prossima presidenza di turno
portoghese). I tre nuovi capitoli negoziali, che saranno aperti probabilmente
il 26 giugno prossimo, sono quello dell’Economia, quello della politica monetaria
e quello delle statistiche e del controllo finanziario.

 

 

Ue: a Berlino il Forum per
i diritti dei minori

 

(9colonne Atg)
BERLINO – Ha preso il via il 4 giugno a Berlino il Forum per i diritti dei
minori con la partecipazione diretta di bambini di varie nazionalità europee.
L’iniziativa inaugurata dalla Commissione è gestita in collaborazione con la
presidenza tedesca dell’Ue ed è un’iniziativa comunitaria che si riallaccia
alla comunicazione intitolata “Verso una strategia Ue sui diritti dei
minori” adottata nel luglio 2006 dalla Commissione. “I temi
fondamentali – spiegano gli organizzatori – sono il ruolo centrale che devono
avere i minori nel processo decisionale e le ripercussioni positive che ne
conseguono, per esempio, nell’istruzione, nell’integrazione e nelle relazioni
esterne”. “Bambini e adolescenti rappresentano un terzo della
popolazione europea: non si possono ignorare tante voci. Il Forum mira per
l’appunto a sviluppare e a realizzare strategie per promuovere i diritti dei minori
sul piano nazionale e internazionale, soprattutto per un’efficace attuazione
della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e della
strategia dell’Ue sui minori”. Il Forum riunisce numerosi interlocutori:
rappresentanti degli Stati membri, presidenza tedesca, Nazioni Unite,
Parlamento europeo, Consiglio d’Europa, Interpol, Unicef, osservatori nazionali
per l’infanzia, difensori dei diritti dei minori, esponenti della società
civile. E soddisfazione per l’inziativa viene espressa dal vicepresidente
dell’Esecutivo, Franco Frattini: “guardo con soddisfazione al Forum
odierno – spiega Frattini-. Minori e futuro sono temi intrecciati tra loro. I
giovani ci spingono a fare fronte al futuro e ai problemi della nostra società,
dalle sfide demografiche, alla criminalità, ai cambiamenti climatici”.
Questo primo Forum verterà sulla pedopornografia e sulla pedofilia, che
richiedono interventi urgenti. Dal 1997 al 2005 i siti Internet che propongono
materiale pedopornografico sono aumentati del 1500%. Le nuove tecnologie
lanciano nuove sfide: per esempio, come guidare e proteggere i più giovani
quando sono proprio loro a conoscere le tecnologie informatiche meglio dei
genitori”. Durante il Forum verrà presentata anche una ricerca condotta
dalla presidenza tedesca del Consiglio Ue sui videogiochi violenti.

 

 

Ue: disoccupazione in calo
nell’area euro

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – Scende la disoccupazione nell’area euro. Il tasso di disoccupazione
valeva 7,1% nell’aprile 2007, contro il 7,1% di Marzo. Un anno fa il tasso era
fermo all’8%. Ad Aprile il tasso più basso è stato registrato in Olanda (3,3%),
Danimarca (3,4%) e Irlanda (4%). Mentre i Paesi con più disoccupati rimangono
Polonia (11,2%) e Slovacchia (10,5%). I dati sono di Eurostat. Ventidue Stati
membri hanno registrato una diminuzione dei tassi di disoccupazione rispetto al
2006, la Romania
ha mantenuto le stesse condizioni e solo quattro Stati hanno perso posti di
lavoro. I migliori risultati in Estonia (passata dal 6,3% al 4,7%), Slovenia
(dal 6,4 al 4,8%) e Slovacchia (dal 13,8% al 10,5%). Fanalino di coda invece
per Ungheria e Portogallo, dove i tassi di disoccupazione sono cresciuti,
rispettivamente, dal 7,3% all’8,2% e dal 7,6% all’8,0%. La disoccupazione
interessa maggiormente le donne. Il tasso di disoccupazione per gli uomini
nell’Aprile 2007 valeva 5,9%, un punto percentuale in meno rispetto all’anno
precedente, mentre per le donne era all’8,6%, contro il 9,3% dell’Aprile 2006.

 

 

Ue, Ces: inserire la Carta dei diritti nelle
riforme del trattato

 

(9colonne Atg)
BRUXELLES – I delegati sindacali di 36 paesi europei hanno deciso di
organizzare una dimostrazione in occasione del vertice Ue di Bruxelles in
programma per il 21 e 22 giugno, affinché la Carta europea dei diritti fondamentali sia
inclusa come parte giuridicamente vincolante in qualsiasi riforma del Trattato
costituzionale. Il segretario generale della Ces John Monks, ha dichiarato:
“Chiediamo la piena inclusione della Carta in qualsiasi testo – senza se e
senza ma – rendendola giuridicamente vincolante. Proponiamo dunque di passare
all’offensiva per raggiungere questo scopo”. Questo sarà il primo passo di una
campagna d’azione che includerà ulteriori attività che verranno annunciate
prossimamente.

 

 

Regioni

Calabria: dal vino al
turismo, in mostra il meglio della regione

 

(9colonne Atg)
LAMEZIA TERME – Per tre giorni Lamezia sarà “VinoCity”, capitale del buon vino,
del turismo enologico e di tutto quello che ruota intorno a questa eccezionale
bevanda legata, come nessun’altra, alla cultura e al territorio con le sue
peculiari identità. Assume un carattere internazionale il “Calabria Wine Days
‘07” la manifestazione che si svolgerà dal 9 all’11 giugno prossimi. Tante le
delegazioni estere – dalla Danimarca, dalla Macedonia, dalla Tessaglia e dalla
Bulgaria – attese alla tre giorni dedicata alla conoscenza del patrimonio
enologico e degli itinerari del turismo del vino in Calabria. Tra l’8 e il 9
giugno giungeranno a Lamezia Terme operatori danesi (importatori di vini e
prodotti enogastronomici) e i rappresentanti di Camere di Commercio greche e
bulgare provenienti da Florina (Macedonia Occidentale), Karditsa (Tessaglia) e
Vratsa (Bulgaria). Ad accoglierli, il presidente regionale dei sommelier-AIS,
Gennaro Convertini, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Giuseppe Soluri,
il sindaco di Lamezia Terme. Un convegno sul turismo enologico e, un
susseguirsi di degustazioni guidate, banchi d’assaggio libero, visite alla
scoperta di vigneti e cantine organizzati dall’Associazione Sommeliers Calabria
(AIS). Tre giorni da degustare ma anche occasione per un confronto sui
risultati delle attività e dei nuovi progetti, sulla qualità raggiunta
dall’enologia regionale, sugli affascinanti percorsi di un appropriato turismo
enologico e gastronomico.

 

 

Cagliari: l’università
sbarca sul digitale terrestre

 

(9colonne Atg)
CAGLIARI – Gli studenti dell’Università di Cagliari hanno a disposizione uno
sportello sul digitale terrestre. E’ il nuovo servizio interattivo sviluppato
in collaborazione con l’Università di Cagliari dal Consorzio Sardegna Digitale,
in onda dal primo giugno scorso nell’area tematica “Sapere e
Formazione” del portale Sardegna Digitale. Basta sintonizzarsi sul canale
50 del digitale terrestre, munirsi di nome utente e password – gli stessi forniti
dall’università per accedere ai servizi sul web – e connettere il proprio
decoder alla linea telefonica. Nessun costo per lo studente in quanto la
connessione è totalmente gratuita. Diverse le informazioni a disposizione degli
studenti: le tasse già pagate nel corso degli anni accademici e quelle ancora
da pagare, il dettaglio sulle iscrizioni, con un focus su quella dell’anno in
corso. Gli studenti potranno inoltre controllare in qualsiasi momento lo stato
del proprio curriculum universitario, cioè tutti gli esami sostenuti dal
momento dell’immatricolazione, con data, votazione e numero dei crediti
formativi maturati ed anche eventuali tirocini o corsi frequentati. Si tratta
di uno dei nuovi servizi interattivi annunciati nella prima conferenza organizzativa
del Consorzio Sardegna Digitale del 20 aprile scorso. Gli studenti hanno ora a
disposizione non solo informazioni su corsi di laurea, master, dottorati e
notizie aggiornate quotidianamente in collegamento diretto con gli uffici
stampa, ma anche un servizio che permette di interagire, con i tasti del
telecomando del decoder, per conoscere la propria situazione universitaria in
fatto di tasse e carriera. Lo sportello digitale è destinato per ora soltanto
agli iscritti dell’Università cagliaritana, ma il Consorzio Sardegna Digitale
potrebbe presto estendere il servizio anche all’Università di Sassari.

 

 

Camere di commercio: la Lombardia guarda sempre
più al Messico

 

(9colonne Atg)
MILANO – Rapporti in crescita fra Lombardia e Messico. L’interscambio
commerciale aumenta in un anno dell’1,8%, raggiungendo quasi gli 800 milioni di
euro. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati
Istat IV trimestre 2006. Sono sopratutto macchine ed apparecchi industriali per
uso generale – quasi 126 milioni di euro, pari al 18,3% del totale dell’export
– e macchine e apparecchi specializzati per particolari, con oltre 91 milioni
di euro, i prodotti lombardi più richiesti. Tra le province lombarde vincono
per interscambio Milano, che con un valore di quasi 432 milioni di euro nel
2006 rappresenta il 55,2% del totale lombardo, Bergamo con quasi 109 milioni di
euro (13,9%) e Brescia con 72 milioni di euro circa (9,1%). Seguono Varese,
Como e Lecco. In Lombardia – annuncia l’indagine – sono 1.103 le imprese
coinvolte con un’attività di import–export col Messico, quasi un terzo di tutte
quelle italiane (3.577). Per questo la Camera di commercio di Milano e la Regione Lombardia,
insieme al ministero degli Esteri, hanno organizzato a Milano, nella sede della
Camera di commercio, il Business Forum Italia-Messico, in occasione della
visita nel capoluogo lombardo del presidente del Messico Felipe Calderón.
L’incontro si inserisce in un’ottica di intensificazione dei rapporti tra
Italia, Lombardia e Messico, anche in vista dei futuri appuntamenti a cui
saranno chiamati il Belpaese e la città di Milano. Il Messico è infatti tra i
98 Paesi dell’Assemblea Generale del Bureau of International Expositions che
avranno diritto di voto per decretare il vincitore nella competizione per
ospitare l’Expo 2015 a cui si sono candidate Milano per l’Italia e Smirne per la Turchia. In occasione
della visita del presidente Calderón e della realizzazione del Business Forum,
inoltre, è stato firmato un accordo di collaborazione tra la Camera di Commercio di
Milano e il Comce, Consiglio imprenditoriale messicano per il commercio estero,
per attivare collaborazioni operative finalizzate al rafforzamento dei rapporti
bilaterali di carattere economico tra Italia e Messico.

 

 

Sicilia: scale mobili per
accedere al centro storico di Caltagirone

 

(9colonne Atg)
PALERMO – Il dipartimento regionale Trasporti della Sicilia ha approvato la
costruzione di due scale mobili pubbliche nella città di Caltagirone, che
collegheranno il parcheggio adiacente la villa comunale “Vittorio Emanuele II”,
e la via “Circonvallazione di Ponente”, consentendo così un rapido accesso
pedonale al centro storico. Il progetto, finanziato dal programma “Economia del
Turismo Sud Simeto”, è il primo di 6 opere previste per facilitare l’ingresso
in città dei pedoni facendo diminuire il traffico veicolare. Una scelta che
favorisce il carattere turistico e artistico della località siciliana: il
comune di Caltagirone è infatti compreso assieme ad altri centri della Val di Noto
tra i patrimoni dell’Umanità dell’Unesco per le testimonianze di arte barocca,
che ogni anno attirano numerosi turisti assieme ai lavori in ceramica per cui
spicca la produzione locale.

 

 

Cinema, gli inglesi girano
una serie su cucina abruzzese

 

(9colonne Atg)
L’AQUILA – Conoscere l’Abruzzo attraverso i prodotti e la cucina tradizionale.
E’ con questo obiettivo che una troupe inglese dell’emittente “GM tv”
sta realizzando in questi giorni una serie di tredici puntate dedicate proprio
all’arte culinaria abruzzese, ai suoi segreti, alle sue tipicità. Il tour
gastronomico vede impegnato lo chef Aldo Zilli, originario della nostra regione
ma da anni adottato dall’Inghilterra, che toccherà le eccellenze della costa e
dell’interno. La troupe televisiva è accompagnata dai colleghi della Struttura
speciale di supporto stampa. Ieri, grazie alla fattiva collaborazione della
Capitaneria di porto di Giulianova, sono state effettuate delle riprese a bordo
di un peschereccio. Oggi Zilli e il suo team si sono spostati a “Le
Macine” di Silvi. Domani la troupe sarà nell’entroterra, all’Aquila
precisamente, con riflettori puntati su piazza Duomo e sull’hotel Sole. Il
progetto è stato realizzato con il contributo degli assessori regionali alle
Attività produttive, Valentina Bianchi, e all’Agricoltura, Marco Verticelli,
nonchè dell’Arsa. GM tv ha un bacino di utenza di 6 milioni di telespettatori.
Per l’Abruzzo, quindi, un’ottima occasione per lanciarsi nel mercato inglese
che si sta aprendo sempre più al territorio, “complici”
l’esportazione dei nostri prodotti e i collegamenti aerei tra Pescara e Londra.

 

 

A Parma c’è Passoparola,
il primo festival del cammino

 

(9colonne Atg)
PARMA – Un Festival dedicato a celebrare la cultura del cammino, ambientato nei
suggestivi luoghi del Passo della Cisa, fra l’antico borgo di Corchia e
Berceto, lungo quel tratto della Via Francigena che attraversa il territorio
parmense e proprio lì lo supera per proseguire in Toscana. Luoghi ricchi di
tradizioni e storia, di boschi e sentieri. Proprio lì, passo dopo passo,
filosofia, arte e spettacolo si incontreranno per rendere omaggio al cammino:
un’ occasione inedita di scoperta, indagine interiore e ricerca, ma anche
attività fisica e pratica sportiva. Questo e altro ancora è “PassoParola”, il
primo festival nazionale del cammino che il 15, 16 e 17 giugno, con
straordinari pensatori, valenti scrittori e infaticabili camminatori, ma anche
bravissimi danzatori e cantanti, proporrà occasioni di confronto e laboratori,
momenti di benessere e passeggiate. Oggi a Parma in Provincia si è tenuta la
presentazione dell’evento a cui sono intervenuti tra gli altri Vincenzo
Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma e Fausto Giovanelli, presidente
Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano. “Con Passoparola, insieme
all’Università degli Studi di Parma, al CAI, al Parco Nazionale dell’Appennino
tosco-emiliano, agli Enti locali del territorio e a filosofi, scrittori,
musicisti e artisti abbiamo voluto per la prima volta indagare la cultura del
camminare in tutti i suoi risvolti. Un’iniziativa che – secondo il presidente
Bernazzoli – nella frenesia della società di oggi, vuole essere un’occasione
per ristabilire quella relazione naturale tra il tempo del pensiero e il tempo
del movimento, e che apre un nuovo filone nella filosofia di sviluppo che come
Amministrazione provinciale portiamo avanti. Quella del turismo slow, che si
sposa pienamente con la vocazione del nostro Appennino”.

“Camminare dà identità e personalità a un territorio che è
sempre stato attraversato e vissuto in questo modo. E’ il cammino che ha tenuto
vicino valli, borghi e castelli molto più di quello che hanno fatto le auto –
ha sottolineato il presidente Giovannelli –. Noi riteniamo che nella promozione
del camminare, così come ci si propone con PassoParola, ci sia anche la
valorizzazione del nostro Parco, che ha il compito nazionale di dare un’idea
dell’Appennino, una montagna dolce, abitata, calda che può combinare le
emozioni di un viaggio con il vivere quotidiano.”

Risultato di un intenso lavoro collettivo il programma
esplora diverse visioni del cammino: in rapporto al pensiero, ai luoghi che si
attraversano, all’ascolto, nella relazione con il proprio corpo. Inaugura il
Festival il 15 al Passo della Cisa David Le Breton, autore del libro Il mondo a
piedi con una conversazione su Il cammino e la marcia.

Cuore del festival il seminario residenziale (a Berceto, nel
Centro di Documentazione Via Francigena) di filosofia Pensieri viandanti:
antropologia ed estetica del camminare, organizzato in collaborazione con il
Dipartimento di Filosofia dell’Università di Parma con la direzione scientifica
di Italo Testa.

Sarà proprio Testa, nel pomeriggio del 15, a introdurre la
prima sessione del seminario (Parco Archeologico del Castello – h. 14.15) a cui
interverranno Francesco Careri (Università Roma Tre) che parlerà de Il
camminare come pratica estetica e Francesco Tomatis (Università di Salerno) la
cui comunicazione sarà su Camminare e pensare.

Nella seconda giornata (sabato 16) il seminario propone gli
approfondimenti con Rita Messori (Università di Parma), La passeggiata estetica
di Robert Walzer, David Le Breton (Università di Strasburgo), La marcia come
resistenza e apertura al mondo; nel pomeriggio Vanja Strukelj (Università di
Parma), Promenade tra natura e artificio, Annibale Salsa (Università di Genova
e Presidente gen.le CAI) -Ex-currere, ex-sistere, via-andare: l’escursionismo
come opzione esistenziale e come pratica culturale.

Nella terza e ultima giornata si svolgerà (domenica 17 a Cassio)
il laboratorio itinerante condotto da Duccio Demetrio (Università Milano
Bicocca) dal titolo: Il silenzio viandante. Un laboratorio itinerante di
scrittura. Meditazioni mediterranee tra le colline e gli antichi sentieri dei
pellegrini.

Ma PassoParola è anche arte e spettacolo, laboratori con
artisti di calibro internazionale.

Sabato 16 giugno il concerto Da questa parte del mare di
Gianmaria Testa dedicato alle migrazioni moderne ospite d’eccezione sarà Erri
De Luca che domenica 17 a Corchia, (castagneto ore 10,30), si intratterrà con
il pubblico con una “chiacchierata” che avrà come tema “Un punto di vista non
panoramico sul mondo”. Non mancano (dom 17) le musiche e i canti popolari
dell’Appennino emiliano con lo spettacolo Tra viandanti e paesi.

Sempre domenica a Corchia, lo scrittore e autore di jack
Frusciante Enrico Brizzi insieme al gruppo Frida X proporranno “Il pellegrino
dalle braccia d’inchiostro” un reading per rock’n’ roll band e poi letture. Fra
gli allestimenti permanenti About walking ( Corchia, vecchia chiesa)
installazione video ideata e realizzata da Mario Ghiretti e Humus ( domenica 17
alle 15) una passeggiata naturalistica con il fotografo Gianni Pezzani.

Si potrà anche prendere parte a visite guidate lungo la via
Francigena e il sentiero degli scalpellini, al borgo altomedievale di Corchia,
al Museo Martino Jasoni e nelle antiche miniere.

Si potranno ascoltare testimonianze di viaggio: sabato 16
(ore 18 centro documentazione Via Francigena a Berceto) con la presentazione
del libro “Ke tu” di Fausto Giovanelli; domenica 17 (Cassio sagrato della
Chiesa ore 17) con Luca Gianotti, guida di trekking, Riccardo Carnovalini,
camminatore per professione, Mauro Raisi, o del camminare in tarda età.

In programma anche il laboratorio di danza libera e
improvvisazione guidata della Compagnia di Danza Era Acquario diretta da Lucia
Nicolussi Perego il cui esito sarà presentato domenica 17 alle 15 al Passo
della Cisa. Da segnalare domenica 17, l’orientering per bambini (ore 15
Chiastre di Ravarano a cura della sezione di Parma del Club Alpino Italiano-CAI
Family).

 

 

Sicurezza: in Emilia
Romagna la prima rete delle emergenze

 

(9colonne Atg)
BOLOGNA – Il viceministro dell’Interno Marco Minniti e il presidente della
Regione Emilia Romagna Vasco Errani hanno firmato il 4 giugno  l’accordo
per la sperimentazione dell’uso delle reti telematiche Lepida e R3 per lo
sviluppo di tecnologie per la sicurezza nelle città. Si tratta di una nuova
tecnologia di telecomunicazioni ad alto potenziale, sicura e affidabile per
118, Protezione Civile, Polizie Municipali e Provinciali. L’Emilia-Romagna è la
prima Regione italiana dotata di una rete radiomobile autonoma concepita ad hoc
e dedicata ai servizi per le emergenze sanitarie, la protezione civile e la
sicurezza. La rete di radiocomunicazione R3 si affianca quindi ora a Lepida,
dotando l’Emilia-Romagna della più grande infrastruttura telematica presente in
una regione italiana o europea, capace di prestazioni integrate e multicanali
con la convergenza di trasmissione voce e dati. La rete R3 adotta la stessa
tecnologia a standard europeo Tetra con la quale verrà realizzata la nuova rete
interforze di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. La
sottoscrizione dell’intesa ha chiuso la prima parte dei lavori del convegno
“Il Piano telematico 2007-2009, Emilia-Romagna regione digitale: le reti
R3 e Lepida”, in corso a Bologna all’interno del Palazzo della cultura e
dei congressi, alla presenza del sindaco di Bologna Sergio Cofferati e degli
assessori regionali alle attività produttive Duccio Campagnoli, alla salute
Giovanni Bissoni e alla protezione civile Marioluigi Bruschini. Presente anche
Maurizio Tucci, amministratore delegato di Selex Communications, la società che
ha curato la realizzazione tecnica della rete radiomobile digitale R3.

“La convenzione ci consentirà di rafforzare una
collaborazione importantissima – ha sottolineato il presidente Errani – Noi
mettiamo a disposizione esperienza, sperimentazione e risorse che vorremmo
fossero finalizzate alla creazione di grandi reti nazionali interconnesse, per
costruire quella politica integrata per la sicurezza che rappresenta la vera
risposta alle richieste dei cittadini. Questo è il nostro contributo per un
salto di qualità complessivo. E’ il federalismo solidale, che non significa
‘fai da te’, ma valorizzare l’autogoverno dei territori per la modernizzazione
di tutto il Paese”. Il viceministro Minniti ha definito questo il modello
di sicurezza partecipata. “Mi sembra una formulazione che rispecchia
quello che è avvenuto. Nel senso che noi stiamo costruendo un rapporto positivo
con le istituzioni locali che ha visto oggi la firma di questa convenzione tra
il ministero dell’Interno e la Regione Emilia Romagna per l’utilizzazione da
parte delle Prefetture, delle Questure, dei comandi provinciali dell’arma dei
Carabinieri della Guardia di finanza della rete che è stata presentata oggi e
che è una rete particolarmente importante perché garantisce quella
interconnessione, assolutamente fondamentale per quanto riguarda le
comunicazioni, e quindi garantisce un percorso che sia insieme di velocità e di
sicurezza nei rapporti tra i gestori della comunicazione”. “Questo è un primo
passo – ha aggiunto – poi noi avremo il secondo passo che sarà il 19 di giugno
quando firmeremo qui, con il sindaco Cofferati, il patto per Bologna sicura.
Siamo già in una fase avanzatissima di istruttoria e il 19 presenteremo il
progetto e firmeremo formalmente questo patto. Questa cooperazione tra lo Stato
nazionale, tra l’autorità nazionale di pubblica sicurezza, che è il ministero
dell’Interno, e le istituzioni locali io la chiamo sicurezza partecipata. Cioè
attraverso questa partecipazione si può avere una sicurezza che sia più vicina
ai cittadini, perché il rapporto con le istituzioni locali ci consente di avere
insieme più efficienza, ma anche maggiore vicinanza rispetto ai problemi dei
cittadini”.

 

 

Friuli Venezia Giulia: al
via il progetto “Business in China”

 

(9colonne Atg)
UDINE – Parte questo mese il progetto “Business in China”, primo esempio di
attività formativa realizzato in Friuli Venezia Giulia in cui lo studio del
mercato cinese si integra con l´elaborazione di specifiche ricerche, richieste
da singole imprese della regione interessate ad espandere la propria attività
nella Repubblica popolare. L´iniziativa nasce dalla collaborazione tra le
Camere di commercio di Udine e Pordenone, la Regione Friuli
Venezia Giulia e l´Istituto nazionale per il commercio estero. Prevede
l´individuazione (tra le 85 domande presentate) di 15 giovani laureati, i quali
svolgeranno un corso coordinato dal Mib School of Managment di Trieste.
L´iniziativa completa il progetto di promozione e sviluppo delle relazioni
economiche tra la Regione
Fvg
e la Repubblica Popolare di Cina, finanziato dall´Ice
e dalla Regione e giunto alla sua terza annualità. Il corso di formazione è
articolato in tre fasi distinte. Il calendario delle lezioni prevede un primo
periodo di 5 settimane di formazione, riservato all´approfondimento del
contesto sociale, economico, culturale ed imprenditoriale cinese che si
svolgerà nella sede del Mib a Trieste. In seguito gli stagisti andranno in
Cina, dove, all´università di Canton, apprenderanno ulteriori conoscenze
teoriche. Infine, svolgeranno un periodo di lavoro di ricerca che gli darà la
possibilità di conoscere in modo diretto e concreto la variegata realtà
economica cinese. Il progetto non mira soltanto a fornire alle imprese
interessate preziose risorse umane, bensì anche specifiche conoscenze e
concrete opportunità di lavoro.

 

 

A Bologna va in scena il
“Biografilm Festival”

 

(9colonne Atg)
BOLOGNA – E’ in corso di svolgimento in questi giorni a Bologna la terza
edizione di Biografilm Festival – International Celebration of Lives di
Bologna, il primo festival dedicato alle biografie e ai racconti di vita. Il
festival porta a Bologna il meglio della produzione cinematografica mondiale a
carattere biografico, i più interessanti cineasti al lavoro sul genere,
studiosi, giornalisti e appassionati di biografie. Passione civica, passione
sociale, passione per il cinema, la musica, l’arte e tutte le cose belle che
rendono avvincente la vita: diverse le biografie raccontate al festival, tra
cui l’incredibile parabola artistica di John Belushi, a cui sarà dedicata
un’intera giornata di eventi speciali fino a notte fonda ed una mostra
fotografica di rarità dal suo album di famiglia. Il programma propone una
selezione di oltre 30 lungometraggi, concerti, mostre e incontri con
personalità di grandissimo interesse, con una particolare attenzione alla scena
musicale e alle vite rock: quest’anno sarà presentata una mostra fotografica di
Amalie Rothschild, animatrice di Woodstock e di molti eventi musicali cult,
insieme all’omaggio dedicato a D.A. Pennebaker, con i ritratti dei grandi
protagonisti della storia del rock, dagli anni ’50 di Jerry Lee Lewis, alle
contaminazioni elettriche di Bob Dylan, da Jimi Hendrix al glamrock di David
Bowie, fino agli attualissimi Depeche Mode. In questa edizione è possibile
ampliare la capacità del pubblico di interagire con la manifestazione
attraverso le potenzialità connesse al cellulare. Inviando un Sms con il testo
Bio Now al numero Vodafone 340.4399051, gli utenti hanno la possibilità di
ritirare un biglietto omaggio per l´evento presso i punti vendita Vodafone One
di Bologna e di ricevere, gratuitamente e direttamente sul proprio cellulare,
le news, le immagini, i trailer e i contenuti speciali realizzati dalla
redazione di Biografilm. Inoltre, grazie a Vodafone Italia e Biografilm
Festival, il pubblico diventa protagonista raccontando la propria esperienza al
festival e condividendola: le foto e i filmati realizzati durante il festival
con la fotocamera del cellulare saranno selezionati e pubblicati sul sito
appositamente realizzato da Vodafone Italia ed ospitato sul sito
www.biografilm.it, dove è presentata tutta la programmazione.

 

 

Italiani nel Mondo

Lingua italiana nel mondo,
Danieli: “Serve una riforma organica della legge”

 

(9colonne Atg)
ROMA – -“Pur riconoscendo i risultati significativi che si sono ottenuti nel
quadro normativo ancora in vigore, da tempo è stata avvertita, per quanto
riguarda il tema della lingua e della cultura italiana all’estero, l’esigenza
di adeguare gli strumenti legislativi per dare risposte concrete alle attuali
esigenze delle collettività italiane nel mondo.” Lo ha affermato il
viceministro agli Affari esteri, Franco Danieli, introducendo i lavori del 5
giugno della Tavola Rotonda, da lui promossa, sul tema della riforma della L.
153/71. All’incontro seminariale hanno partecipato numerosissimi interlocutori,
Parlamentari eletti all’estero, componenti del Cgie, rappresentanti degli Enti
gestori provenienti da tutto il mondo, sindacati scolastici, membri della Dante
Alighieri, del mondo universitario e della cultura. “L’obiettivo di questa
Tavola Rotonda- ha affermato il viceministro – è quello di raccogliere
contributi e analisi utili per un percorso di riforma organica
sull’insegnamento e la promozione della lingua e della cultura italiana nel
mondo che il governo vuole presentare, assegnando a questa riforma una priorità
nell’agenda politica e auspicando una corale partecipazione delle forze sociali
e istituzionali interessate e un lavoro comune tra le parti politiche di
maggioranza e opposizione”. “Oggi siamo di fronte a cambiamenti rapidi e
profondi nel sistema della globalizzazione – afferma Danieli – cambiamenti
profondi sono intervenuti anche nella struttura e nella cultura
dell’emigrazione italiana, pertanto una legge come la 153, approvata nel 1971,
quasi 40 anni fa, ha bisogno di una riforma in grado di attivare proposte
culturali e azioni concrete capaci di rispondere alle sfide,alle opportunità e
alle sensibilità culturali dell’epoca contemporanea”.

 

 

Lingua italiana nel mondo,
Narducci: “Adeguare la legge ai tempi nuovi”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Franco Narducci, deputato dell’Ulivo eletto nella circoscrizione Estero,
intervenendo al seminario sulla riforma della legge 153 – diffusione e
promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo – organizzato alla
Farnesina dal viceministro Franco Danieli, ha rilevato che, “oggi ci troviamo
di fronte ad un passaggio storico”. Narducci, che ha già presentato una
proposta di legge di riforma della legge 153 del 1971, insieme con i colleghi
Fedi, Bafile, Bucchino, Farina e Mattarella, ha evidenziato che è arrivato il
tempo di “situare gli interventi scolastici all’estero in un quadro legislativo
accettabile e che garantisca la pari dignità professionale e di trattamento per
tutti gli operatori che erogano la stessa prestazione”. “E’ necessario – ha
continuato il deputato – un intervento nella formazione linguistica e culturale
in favore dei cittadini italiani e dei loro congiunti e discendenti residenti
all’estero capace di recepire i cambiamenti sociali e culturali successivi alla
data di nascita della legge 153”. Nel mondo della globalizzazione anche il
mercato della formazione linguistica ha assunto valore di risorsa strategica,
utilizzata spesso a sostegno di altri aspetti delle sfide che si affrontano
giorno per giorno. “Basti riflettere alle strategie messe in campo dalla
Spagna, che ha acquisito tantissime biblioteche informatiche per sostenere la
diffusione della propria lingua, per comprendere lo sforzo che anche il nostro
Paese deve fare per guardare al futuro con ottimismo, potendo contare sulla
straordinaria ricchezza della nostra presenza nel mondo”. Una realtà, quella
delle nostre comunità, che per oltre un secolo ha garantito la trasmissione
della lingua italiana, spesso in forma dialettale, preservando il legame tra
emigrazione e Paese di origine.

“Bisogna costruire uno strumento – ha affermato Narducci –
che persegua finalità di armonizzazione e di programmazione delle attività
rivolte all’estero e che, nello stesso tempo, possa valorizzare anche in futuro
il ruolo delle comunità italiane all’estero e delle reti associative”. Darsi
strategie innovative e concrete per il futuro, ha aggiunto l’onorevole,
significa anche rivedere l’intero assetto degli enti gestori soprattutto
attraverso il Piano Paese che, certamente, deve fotografare situazioni,
rilevare i flussi e il rapporto tra domanda e offerta, aggregando anche dati
statistici per monitorare le attività, ma che deve essere anche lo strumento
per migliorare la programmazione sia rispetto alle disponibilità finanziarie
sia a quelle didattiche. “La qualità della formazione erogata all’estero deve
essere valutata oggettivamente, secondo standard condivisi, rafforzando inoltre
i progetti per la certificazione delle competenze linguistiche. Ma anche
costruendo un coordinamento unico delle attività”. Riformare la legge 153
significa affrontare la precarietà che da 14 anni ha diviso il mondo degli
operatori scolastici in due categorie, quella dei docenti ministeriali e quella
dei dipendenti degli Enti Gestori, che svolgono lo stesso lavoro didattico in
condizioni di trattamento assolutamente non paritario. “Disparità, ha concluso
Narducci, che si rilevano, spesso in modo mortificante, già nel funzionamento
del Collegio Docenti”.

 

 

Lingua italiana nel mondo,
Pollastri: “Più etica e controlli di qualità”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “E’ necessaria una rivisitazione della legge 153/71, superata ormai
dall’attuale realtà”. Così il senatore Pollastri, intervenuto durante il
seminario per la riforma della legge riguardante i corsi di insegnamento della
lingua italiana nel mondo, svoltosi presso la sede del ministero per gli Affari
Esteri e promosso dal viceministro Franco Danieli. L’applicazione della legge
ha i suoi punti di forza e di debolezza, ha dichiarato il senatore: “Tra gli
elementi positivi c’è la capacità valorizzare l’associazionismo all’interno
della comunità dei concittadini all’estero, dal momento che a loro sono
dedicati questi programmi di lingua e cultura italiana”. Pollastri si è poi
soffermato sulla qualità dei corsi e dell’insegnamento dell’italiano nel mondo:
“Essendo vissuto tanti anni in Brasile, mi è capitato spesse volte di sentire
diverse critiche riguardo alla scadente qualità, per non parlare dei casi di
speculazioni di ordine personale che hanno provocato momenti di malessere a
causa anche della mancanza di controlli”. “In Senato appoggerò la modifica
della legge 153 affinché si possano ottenere dei risultati positivi nell’ambito
della promozione della lingua italiana anche nelle scuole pubbliche locali all’estero,
ma sosterrò – ha proseguito il senatore – soprattutto l’etica in tutto ciò che
si fa: controlli, controlli, controlli”. Riguardo agli Istituti italiani di
cultura e le scuole italiane all’estero, il senatore ha sottolineato
l’importanza dell’uso dei fondi dedicati a questi importanti settori culturali:
“E’ necessario – ha detto – ripensare anche la gestione dei costi: per esempio,
dei 20 milioni di euro che si spendono per gli Istituti italiani di cultura,
quanto viene usato per i costi di gestione e quanto per la promozione?”. E in
merito alle scuole italiane, Pollastri è tornato sulla questione dell’Eugenio
Montale a San Paolo: “Sono stati tolti gli unici due insegnanti italiani di
ruolo della scuola, eliminando il cento per cento del personale ministeriale
dell’Eugenio Montale. E’ importante razionalizzare i provvedimenti di riduzione
del personale di ruolo all’estero per evitare simili episodi”.

 

 

Insegnanti italiani
all’estero: Intini risponde ad Angeli

 

(9colonne Atg)
ROMA – E’ stato il viceministro per gli Affari esteri Ugo Intini a rispondere a
un’interrogazione presentata da Giuseppe Angeli, deputato di An eletto nella
ripartizione dell’America meridionale, in materia di personale scolastico
italiano che insegna all’estero. “La legge finanziaria per l’anno 2007 –
scriveva il deputato nell’interrogazione – prevede l’assunzione di 150 mila
insegnanti precari durante un arco di tre anni; le cifre di oggi della
finanziaria non sono le stesse approvate in prima lettura dal Consiglio dei
Ministri perché ridistribuite e spalmate in altre maniere; gli Istituti
Italiani di cultura e le scuole Italiane all’Estero, necessitano, ed anche con
una certa urgenza di personale preparato e disponibile ad insegnare lontano
dalla madrepatria per i loro connazionali; molti sono gli insegnanti di ruolo,
in giovane età, che volentieri proverebbero a vivere un’emozione del genere a
favore dei connazionali residenti all’Estero”. Angeli chiedeva dunque al
ministro “se in nome delle comunità italiane all’estero, intenda adottare
iniziative, anche normative, volte a prevedere l’invio di parte di questo
personale scolastico precario, disposto ad insegnare ai propri connazionali,
iniziando con dei periodi di prova a tempo determinato, anche al fine di
rafforzare il ruolo della nostra cultura, i quadri degli Istituti e delle
scuole italiane”. L’atto è stato girato per delega dal ministero della Pubblica
istruzione a quello degli Affari esteri.

“Sono molti – risponde Intini – i docenti non di ruolo che
insegnano all’estero in qualità di supplenti nelle istituzioni scolastiche
italiane sia statali sia private o paritarie con nomina ministeriale o con
contratto privato. Nel corso dell’anno scolastico 2005/2006 sono stati nominati
su posti di contingente statale 226 docenti non di ruolo con contratti varianti
da pochi giorni all’intero anno scolastico, con orario intero di cattedra o con
un numero di ore inferiore. Tale personale svolge un servizio apprezzato, che è
anche riconosciuto in Italia ai fini dell’inserimento nelle graduatorie
provinciali per l’immissione in ruolo. I docenti supplenti, abilitati o non
abilitati, possono presentare domanda per essere inseriti nelle graduatorie
presso gli uffici scolastici consolari o presso le scuole statali all’estero,
secondo le modalità contenute in apposita ordinanza”. “In attesa della prossima
ordinanza – spiega il viceministro – che sarà emanata nell’anno scolastico
2007/2008, i suddetti dicenti possono presentare domanda alle varie
circoscrizioni consolari ove sorgono scuole italiane o straniere con sezioni
bilingui o direttamente alle scuole statali, per essere tenuti presenti nel
caso di esaurimento delle graduatorie esistenti. Possono inoltre presentare
domanda direttamente alle scuole private e paritarie ovvero ai vari Enti che istituiscono
corsi di lingua e cultura italiana per i figli dei lavoratori italiani, per
essere assunti con contratto privato. Se sono laureati in lettere o in lingue
straniere e sono forniti di specifica preparazione, possono presentare domanda
presso le Università straniere o presso gli istituti italiani di cultura,
allegando il loro curriculum”. “Per quanto riguarda, invece – conclude Intini –
la menzionata assunzione di 150 mila insegnanti precari per il triennio
scolastico 2007/2009, di cui al comma 605 della legge Finanziaria 2007, si fa
presente che essa si riferisce esclusivamente ai fabbisogni delle scuole
statali del territorio italiano”.

 

 

Rai International: accordo
per la distribuzione nella Columbia Britannica

 

(9colonne Atg)
ROMA – Dall’8 giugno il canale Rai International sarà ricevuto nella Columbia
Britannica, Canada, attraverso la piattaforma dell’operatore canadese Citywest.
E’ il risultato di un accordo stipulato dal direttore di Rai International
Piero Badaloni: grazie a quest’ultimo contratto che si aggiunge a quelli già
stipulati con i maggiori operatori via cavo e satellite, tutti i programmi di
Rai International entreranno nelle case di migliaia di connazionali che
risiedono nella regione dell’Ovest del Canada. Sono 3 milioni i canadesi che
vivono nella Columbia Britannica, una popolazione molto dinamica, con molte
attività in diversi settori e che intrattiene interessanti rapporti commerciali
con l’Italia, cui la conoscenza del nostro Paese attraverso Rai International
non può che giovare.

 

 

America Latina, Pollastri:
“Sostegno per anziani e bambini italiani”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Di ritorno dal suo viaggio in Brasile, il senatore Pollastri è già
impegnato per affrontare alcuni dei temi discussi con la collettività italiana
durante il viaggio nel Paese latino americano. “Tra le questioni più urgenti –
ha dichiarato il senatore – vi sono a mio avviso quelle relative alla tutela
dei soggetti più deboli della comunità dei connazionali in Brasile e nel resto
del Sud America”. Per questo motivo, il senatore Pollastri prenderà parte, il
prossimo 14 giugno presso Palazzo Marini, al convegno promosso dall’onorevole
Mariza Bafile sul tema “Anziani e bambini in difficoltà nelle comunità italiane
dell’America Latina”. “Un evento di fondamentale importanza – ha aggiunto
Pollastri – che conferma l’impegno del governo per le questioni riguardanti
l’assistenza sociale per gli italiani all’estero. Questo convegno è, in questo
momento, un evento di fondamentale importanza non solo per noi parlamentari
eletti in America Meridionale, ma anche per tutti gli esponenti politici che
sono in questo modo chiamati a impegnarsi in materia di solidarietà sociale.
L’argomento trattato è quanto mai attuale: solo con un impegno congiunto
possiamo individuare individuare le soluzioni migliori per salvaguardare queste
due importanti generazioni – gli anziani e i bambini – della comunità italiana
in America Latina, anche attraverso l’istituzione dell’assegno di solidarietà,
su cui si incentra il progetto di legge proposto dall’onorevole Mariza Bafile,
insieme ad altri deputati, che appoggio e sostengo totalmente”.

 

 

Fedi: “Mai pensato di
venir meno al mio mandato parlamentare”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Cittadinanza, riforma della 153/71, rete consolare, diritti sindacali,
informazione. Occorre accelerare i tempi”. Queste le parole del deputato
dell’Ulivo eletto all’estero, Marco Fedi, intervistato da Nuovo Paese, mensile
italiano in Australia. “Ricordo – prosegue Fedi – che all’estero i nostri
candidati hanno presentato delle proposte che non erano unicamente la conferma
del programma politico che l’Unione presentava in Italia ma impegnavano il
centrosinistra rispetto ad obiettivi da perseguire a favore delle comunità
italiane nel mondo. Abbiamo svolto e stiamo svolgendo una coerente azione di
sensibilizzazione per la ripresa delle iniziative bilaterali di tutela dei
cittadini italiani nel mondo, di presentazione di richieste specifiche su
aspetti nuovi come le detrazioni per carichi di famiglia o la certificazione
sostitutiva al permesso di soggiorno breve, di monitoraggio degli effetti delle
nuove normative e, contemporaneamente, di collegamento tra i grandi temi
dell’umanità e la vita delle comunità italiane nel mondo e il Parlamento
italiano. Non mi sembra poco vista la limitatezza delle risorse di cui
disponiamo”. “Sulla riforma della 153/71 – aggiunge il deputato – il governo ha
fatto benissimo a promuovere un’ulteriore azione di approfondimento. La
sostanza è che la promozione dell’insegnamento della lingua italiana nel mondo
ha superato, nei fatti, i vincoli normativi ed è oggi uno strumento di
arricchimento delle realtà culturali e sociali locali, di forte presenza della
nostra lingua e della nostra cultura in quei Paesi – basti pensare
all’Australia dove l’italiano è la lingua più diffusa dopo l’inglese, anche
nelle scuole – ed è parte del sistema Italia all’estero, sia quando fa capo
agli Istituti di Cultura che quando è affidata agli enti gestori”.

“La riforma – aggiunge Fedi – deve tener conto della
molteplicità di realtà e soggetti, della necessità assoluta – che non può
essere mascherata da false soluzioni – di superare l’assistenzialismo e puntare
alla integrazione curriculare ed alla massima apertura e diffusione a livello
scolastico ed universitario oltre che a moderni progetti di collegamento,
formazione ed aggiornamento. Programmazione degli interventi in base ad un
Piano Paese, sicurezza degli interventi e dei finanziamenti a fronte di una
provata capacità tecnico-organizzativa degli enti. Le Direzioni Generali del
Ministero degli Affari Esteri debbono armonizzare la propria azione e, ad
esempio, la formazione, l’insegnamento diretto ed i progetti di rilevanza
nazionale ed internazionale possono essere affidati, a livello ministeriale, ad
un esame comune. Però acceleriamo il passo: ricordo che a Montecatini il Cgie
approfondì e predispose successivamente un testo di riforma. Si tratta ora di
trarre frutto da queste esperienze importanti. Sulle questioni generali credo
si debba partire da una considerazione di fondo. Non ho mai avuto dubbi sulla
necessità che la rappresentanza parlamentare dovesse superare una visione
limitata del proprio ruolo e della propria azione. In aula ho fatto due
interventi, entrambi su materie generali come la legge di bilancio e la fiducia
a Prodi. E sono perfettamente cosciente che abbiamo davanti problemi di grande
portata. Credo sia necessario mostrare sui grandi temi etici e sulle grandi
scelte sociali lo stesso coraggio che abbiamo mostrato per quanto concerne le
scelte economiche, la lotta all’evasione fiscale e le liberalizzazioni”.

Fedi torna quindi sulla questione di una sua possibile
uscita dal gruppo dell’Ulivo, paventata in un’intervista pubblicata nei giorni
scorsi: “Credo si debba parlare chiaramente – dice il deputato – Sono propenso
ad affrontare i problemi e non a fare inutili polemiche tra noi. La stima
reciproca ed il lavoro comune che abbiamo davanti lo impongono. Dobbiamo in
questo momento dimostrare – in ogni passaggio – quindi anche a partire dal Dpef
– che intendiamo far partire un programma condiviso di riforme. Ho sostenuto un
anno fa che l’assenza di riferimenti agli italiani all’estero nel documento di
programmazione economico-finanziaria non costituisse necessariamente un
problema se, a partire dalla Finanziaria, il governo avesse dimostrato di avere
le idee chiare sui percorsi di riforma. Sostengo ora la necessità di essere
presenti in ogni passaggio strategico e di essere puntuali con le nostre
richieste e di non perdere più tempo. Il lavoro che ciascuno di noi svolge è
patrimonio di tutti. Non solo del centrosinistra o del centrodestra ma di
un’esperienza collettiva, di un’esperienza parlamentare che ancora deve dare i
suoi frutti migliori. Non ho mai pensato di venir meno al mio mandato
parlamentare ma di assolverlo, invece, pienamente. Come con il Cgie,
d’altronde, le mie dimissioni hanno rappresentato una ragione in più per essere
vicino a questo organismo di rappresentanza e per continuare a migliorare
l’azione del governo e delle istituzioni”.

 

 

Micheloni: “Il voto
all’estero è sotto attacco”

 

(9colonne Atg)
FRANCOFORTE – “Sappiamo che sono sorte agenzie che hanno creato un vero e
proprio mercato sul recupero della cittadinanza. Però l’articolo sul Corriere
della Sera lo inquadro in una serie di altri che, sistematicamente, rimettono
in discussione la validità del voto”. Queste le parole di Claudio Micheloni,
senatore eletto nella circoscrizione Estero, intervistato dal Corriere
d’Italia, mensile italiano in Germania, sulla questione delle pensioni all’estero
e sulle accuse del Corriere della Sera. Il quotidiano di via Solferino aveva
firmato un’inchiesta sul “miracolo anagrafico” dei pensionati italiani
residenti all’estero, soprattutto in Argentina, dove la percentuale degli ultra
centenari era ben quattro volte superiore rispetto all’Italia. Per questo il
Corsera puntava il dito sul censimento e sulle truffe perpetuate nei confronti
dell’Inps e a danno dei contribuenti italiani. Micheloni è preoccupato che
simili articoli gettino discredito sulle comunità di italiani residenti
all’estero e porta critiche eccessive al loro diritto di voto. “Dobbiamo essere
molto vigilanti per proteggere il diritto di voto e l’eleggibilità all’estero –
osserva il senatore – ed è proprio per questo motivo che dobbiamo denunciare
abusi da parte di alcuni italiani nel mondo. Penso anche che gli eletti nella
circoscrizione Estero debbano impegnarsi maggiormente nel dibattito politico
nazionale e non solo sui temi dell’emigrazione, altrimenti non faranno che
rafforzare lo scetticismo generale sul voto all’estero, uno scetticismo che si
propaga in modo trasversale. Invece bisogna dimostrare che i parlamentari
eletti all’estero sono un’opportunità principalmente per l’Italia”. Per
raggiungere questo obiettivo, spiega Micheloni al mensile pubblicato in
Germania, si devono “riformare i Comites e Cgie, che vanno recuperati per
renderli coerenti con la presenza di parlamentari”.

 

 

Visco: presto il decreto
per le detrazioni fiscali degli italiani all’estero

 

(9colonne Atg)
ROMA – Vincenzo Visco, viceministro dell’Economia e delle Finanze, ha
comunicato ai deputati dell’Ulivo eletti all’estero Gino Bucchino e Marco Fedi
che il decreto in materia di detrazioni per carichi di famiglia a favore dei
residenti all’estero sarà presto emanato. I due parlamentari avevano scritto al
ministro Padoa-Schioppa e allo stesso Visco evidenziando che a oltre quattro
mesi dall’entrata in vigore della legge Finanziaria per il 2007 non era stato
ancora emanato il decreto applicativo dell’art. 1, comma 1324, che deve
individuare la documentazione e le procedure necessarie a dimostrare il diritto
dei contribuenti residenti all’estero alle detrazioni per carichi di famiglia.
Tali detrazioni sono state estese, ancorché solo per gli anni 2007, 2008 e
2009, anche ai soggetti non residenti in Italia a condizione che essi
dimostrino, con idonea documentazione, che le persone alle quali tali
detrazioni si riferiscono dimostrino di non possedere redditi superiori al
limite stabilito per legge e di non godere nel Paese di residenza di alcun
beneficio fiscale connesso ai carichi familiari. Nella lettera a Visco,
Bucchino e Fedi avevano sottolineato l’importanza che riveste l’emanazione del
decreto ai fini della concreta applicazione della normativa di legge che,
secondo i due deputati, ha molto opportunamente equiparato in materia di
detrazioni per carichi familiari i soggetti residenti all’estero a quelli
residenti in Italia.

Il decreto deve chiarire infatti tutte le regole, le
procedure e la documentazione applicative della legge che dovranno essere
adottate dalle autorità competenti per verificare i redditi dei soggetti
residenti all’estero e dei loro familiari che richiedono le detrazioni, e che
tali soggetti non godano di analoghe agevolazioni fiscali nel Paese di residenza.
Il viceministro ha risposto che i suoi uffici hanno avviato, subito dopo
l’approvazione della Finanziaria, una serie di riunioni ed hanno predisposto lo
schema di decreto, anche sulla base delle indicazioni fornite dal ministero
degli Affari Esteri, successivamente rielaborato a seguito di ulteriori
riflessioni. Visco ha precisato di aver dato le istruzioni necessarie affinché
venga convocata al più presto una riunione risolutiva tra i soggetti
istituzionali interessati per l’adozione in tempi brevi del decreto. Bucchino e
Fedi si dicono ora “impegnati a monitorare costantemente il lavoro delle
autorità competenti” affinché il decreto sia effettivamente emanato nelle
prossime settimane.

 

 

Bafile: “Non lasceremo
sole le donne di Ciudad Juarez”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Donne di Ciudad Juarez non vi lasceremo sole”. Mariza Bafile, deputato
de l’Unione eletta in America Latina si impegna in difesa delle vittime della
città messicana, insanguinata da tanti omicidi, che fanno vittime soprattutto
nella popolazione femminile, il cui caso è al centro anche dell’ultimo film
interpretato da Jennifer Lopez, “Border Town”. Si è occupato della vicenda il
quotidiano italiano del Venezuela, la
Voce
d’Italia, che ha seguito l’incontro svoltosi alla
Camera, a cui hanno partecipato anche la Bafile e l’associazione messicana. La deputata
italiana, si legge nell’articolo, “ha ufficialmente lanciato la proposta di
scrivere una lettera al presidente del Consiglio e al ministro degli Affari
Esteri affinché tengano conto di questa allarmante realtà quando si
incontreranno con il presidente del Messico, Felipe Calderon, in visita in
Italia. Mariza Bafile – scrive il quotidiano per gli italiani all’estero – ha
chiesto inoltre che l’Italia, presente nella Commissione Onu per i diritti
umani, si impegni per la realizzazione di un osservatorio internazionale sui
crimini commessi contro le donne e le bambine a Ciudad Juarez al fine di
rendere giustizia alle vittime e ai loro familiari e per porre fine agli
omicidi delle donne tuttora in corso”. Il quotidiano riporta infine le parole
di Marisela Ortiz, presidente dell’associazione messicana, che, “nel denunciare
all’opinione pubblica mondiale gli omicidi che da anni insanguinano la città ai
confini tra Messico e Stati Uniti” ha detto: “Sono state stuprate più di
cinquecento donne e altrettante sono le donne scomparse. Il femminicidio –
conclude la Ortiz,
che ha espresso gratitudine alle autorità italiane – è una questione di lesa
umanità e riguarda tutto il mondo, soprattutto quando è il prodotto del crimine
internazionale e si consuma nell’indifferenza delle autorità”.

 

 

Da Ilica un gala per
celebrare la cultura italiana nel mondo

 

(9colonne Atg)
ROMA – Una due giorni dedicata alle eccellenze italiane nei campi dell’arte,
della scienza, della lingua e dell’economia. E’ questo e molto altro il Gala
italiano 2007 organizzato dall’Ilica – l’Italian language inter-cultural
alliance –, fondazione non profit volta a promuovere e valorizzare la lingua
italiana nel sistema scolastico americano K-16, dall’asilo all’università. La
manifestazione, che si terrà a Siena e Arezzo il 28 e 29 giugno prossimi, avrà
per titolo “Il futuro disegnato in prospettiva” e quest’anno ruoterà intorno
alla figura di Piero della Francesca, figura di spicco del Quattrocento
italiano. Le due giornate di studio e di celebrazione troveranno, dunque, la
propria sede nel cuore della Toscana, nello stesso periodo in cui sarà
allestita la mostra “Piero della Francesca e le corti italiane”, il che
costituirà un’occasione per ammirare le opere del grande maestro del
Rinascimento. Si parte il 28 giugno, all’Università per stranieri di Siena –
l’Unistrasi –, con due conferenze a carattere umanistico e scientifico: “Il
futuro della diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo: la
prospettiva industriale” e “Il linguaggio dei geni nell’insorgenza nella
progressione e nel controllo del cancro” sono i titoli dei due dibattiti. Il
giorno dopo, invece, l’evento vivrà ad Arezzo, in Piazza Grande. L’Ilica
guiderà i partecipanti prima alla mostra “Piero della Francesca e le corti
italiane” e, in seguito, alla “Cena Rinascimentale”.

A Piazza Grande, inoltre, la Fondazione Ilica
conferirà i premi “Donna dell’Anno” e “Uomo dell’Anno” a personaggi illustri
che si sono distinti nei campi dell’arte, della scienza, della lingua e
dell’economia ed hanno contribuito alla diffusione e alla valorizzazione della
cultura italiana nel mondo. Tra i premiati la famiglia Ferragamo, che ha
esportato il made in italy in tutto il mondo, Monica Galvanin, presidente della
Federazione delle piccole e medie industrie del Veneto nonché prima donna ad
essere chiamata alla guida dell’associazione che conta oltre 4000 imprese in
tutta la regione, Francesco Gianni, avvocato fondatore dello studio “Gianni, Origoni,
Grippo & Partners”, tra i più importanti e famosi al mondo, e Antonio
Giordano, docente e ricercatore della Temple University, menzionato al Nobel
per la scoperta e la clonazione del gene oncosoppressore RB2/p130. L’Istituto
premierà inoltre due studenti americani dell’Unistrasi come ambasciatori della
lingua italiana. La premiazione avverrà alla presenza esponenti del mondo
politico e dela cultura, tra i quali il viceministro degli Esteri con delega
per gli italiani nel mondo Franco Danieli, i presidenti delle Cciaa di Arezzo e
Brescia, il sindaco di Arezzo, il rettore dell’Unistrasi. La cena
Rinascimentale sarà a base di sapori, pietanze e portate quattrocentesche,
create e riproposte dai maestri cuochi di Eatalian style, Antonio Petruzzi e
Andrea Tiberi. Madrina della serata, ripresa dalle telecamenre del canale
satellitare Leonardo World, sarà Simona Cantoni, presentatrice di Rai
International.

 

 

Rai, Cassola: “No
all’oscuramento di Report all’estero”

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Sono assolutamente in disaccordo sulla decisione della Rai di
oscurare il programma “Report” all’estero”. Lo ha dichiarato il
deputato Verde Arbold Cassola (Verdi) che spiega: “La Rai dovrebbe costituire per
gli Italiani all’estero una fonte di informazione e di legame con il proprio
paese, ovviamente attraverso le varie trasmissioni, documentari, ecc.
“L’oscuramento dei programmi televisivi – continua il deputato Verde –
impedisce agli Italiani in Europa di vedere avvenimenti sportivi, film e i
programmi di informazione e di inchiesta giornalistica. Per questo motivo –
conclude –ho presentato un’interrogazione al ministro delle Comunicazioni
affinché la Direzione
Rai
garantisca un servizio di informazione nazionale anche
agli Italiani all’estero”.

 

 

Ds Londra: “Presto qui
nascerà un circolo per il Pd”

 

(9colonne Atg)
LONDRA – “E’ iniziato a Londra il lungo giro che porterà il responsabile Ds
Italiani nel mondo, Maurizio Chioccchetti, a partecipare a numerosi incontri
organizzati dalle federazioni estere dei Ds impegnate nella costruzione del
Partito Democratico. Venerdì scorso ha avuto luogo nella city, un dibattito
pubblico in cui si è discusso della nascita del Partito Democratico e del ruolo
e contributo che i Ds nel mondo intendono svolgere e apportare a tale
progetto”. Con queste parole il segretario dei Ds Londra, Daniele Diana,
illustra i contenuti della recente iniziativa pubblica che ha avuto luogo nella
capitale britannica. “In un ambiente variegato – continua Diana – in cui a
docenti si mischiavano professionisti della city, studenti, ricercatori, la
discussione si è focalizzata su come dovrà nascere il Partito democratico. Come
ribadito anche da Maurizio Chiocchetti nella sua relazione, il percorso di
costituzione del Partito Democratico non avviene solo in Italia, ma anche
all’estero, ed in questo percorso è di fondamentale importanza il contributo
degli italiani nel mondo. Il nuovo Pd non è una semplice fusione a freddo di
due partiti, ma rappresenta una nuova espressione del popolo di sinistra. Molte
persone non si sentono più rappresentate da un punto di vista politico, ed il
PD ha il compito di essere l’espressione anche di queste persone, che non
sentono più la dimensione politica oppure la vivono con notevole distacco”.
“Qui a Londra – conclude Diana – c’è voglia di fare politica e la gente è
particolarmente interessata a ciò che accade in Italia. Stiamo già lavorando
per l’organizzazione delle primarie di ottobre: l’obiettivo è quello di
coinvolgere tanti italiani e di superare l’ottimo risultato delle Primarie del
2005. A Londra le iniziative congiunte tra Ds e Margherita, ma anche le altre
forze di centro-sinistra non sono una novità, ed insieme puntiamo ad aprire
presto il Circolo del Partito Democratico”.

 

 

Canada: la comunità
italiana raccoglie fondi per la lotta contro il cancro

 

(9colonne Atg)
TORONTO – Duemila dollari: questa la cifra raccolta a Toronto nei giorni
scorsi, durante una serata italo-canadese di beneficenza a favore della lotta
del cancro al colon. L’evento, una cena accompagnata da musica e balli, è stato
organizzato da Angie Cordi, 46 anni, originaria di Siderno in provincia di
Reggio Calabria, affetta dal male nel 2004. “Per Angie Cordi – scrive il
Corriere Canadese, quotidiano italiano del Paese nordamericano – informare la
gente sul cancro al colon e raccogliere fondi da donare alla Colorectal Cancer
Association of Canada è diventato un impegno da rispettare”, per questo da un
paio d’anni organizza “un bike-a-thon” accompagnato quest’anno “dalla serata di
gala che ha lo scopo di raccogliere del denaro per la ricerca e la cura di
questo male”. Il quotidiano per gli italiani residente in Canada spiega che “a
incoraggiare Angie nella sua battaglia, sono in particolare i suoi genitori e
la figlia di 19 anni” e riporta le parole dell’italo-canadese: “Sono
meravigliosi – dice la Cordi
riferendosi ai suoi familiari – il loro sostegno e il loro affetto mi aiuta
molto”. “Angie – si legge ancora nell’articolo – è decisa a far capire alla
gente quanto sia importante la prevenzione, che al momento è l’arma più
efficace per vincere questa battaglia”. Il prossimo appuntamento per la
raccolta fondi sarà a settembre, quando si terrà un altro bike-a-thon:
“Dobbiamo ancora definire la data ma lo faremo – conclude la Cordi – E’ importante
parlare di questa malattia, è importante farlo per evitare di scoprirla, quando
ormai è troppo tardi”.

 

 

L’Italiano: Napolitano
come Pilato. E scoppia la polemica

 

(9colonne Atg)
ROMA – E’ stato un paragone fra il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano e Ponzio Pilato a scatenare un’accesa polemica fra il quotidiano
l’Italiano e diversi esponenti del centrosinistra che hanno criticato
l’azzardato avvicinamento fra il capo dello Stato e il celebre giudice che se
ne lavò le mani. “La destra ha decisamente varcato ogni limite. Leggiamo oggi
sul quotidiano ‘L’Italiano’ una serie indecorosa di invettive contro il nostro
presidente della Repubblica. Sono frasi, quelle firmate da Ettore Collini,
calunniose verso la persona di Giorgio Napolitano e offensive verso la più alta
istituzione del Paese”. Queste le parole di Maurizio Chiocchetti, responsabile
DS degli italiani nel mondo. “A Giorgio Napolitano va tutta nostra solidarietà,
umana e politica, principalmente a nome dei tantissimi italiani che vivono
fuori dei confini nazionali. Vogliamo ricordare a questo foglio della destra
che la Presidenza
della Repubblica è tra le istituzioni più amate dagli italiani e che Giorgio
Napolitano, così come i suoi predecessori, si è contraddistinto per integrità
morale e correttezza istituzionale”. “Non è in gioco la possibilità di
criticare le istituzioni, ma questa indegna gazzarra getta fango solo su chi la
compie. Gli italiani che all’estero leggeranno queste frasi – conclude
Chiocchetti – rimarranno sorpresi e avranno un ulteriore motivo per
penalizzare, come hanno fatto alle elezioni politiche di un anno fa, quelle
forze politiche che non hanno nessun senso dello Stato e non esitano ad
infangare la nostra Repubblica, nata dalla Resistenza”.

A Chiocchetti ha fatto eco Elio Carozza, segretario generale
del Cgie: “Le parole di Collini sul presidente della Repubblica sono gravissime
e lesive dell’alto magistrato della Presidenza della Repubblica e denotano una
assoluta mancanza di rispetto istituzionale non riscontrabile in nessun Paese
estero”. “Reputo inqualificabili – continua Carozza – i modi e i termini usati
nei confronti del Presidente della Repubblica, che rappresenta le Istituzioni
italiane, l’Italia e tutti i suoi cittadini, indipendentemente
dall’appartenenza politica”. Al di là di ogni legittima e aspra polemica e
battaglia politica questo linguaggio di totale disprezzo per le Istituzioni non
può essere condiviso da nessun cittadino italiano che vive in Patria e
all’estero. “Chiamare ‘Pilato’ il presidente Napolitano, accusarlo di aver
fatto una ‘figura meschina’ – prosegue il segretario generale del Cgie – o
definirlo un ‘rosso nel profondo dell’anima’ solo perché svolge con coerenza e
nel rispetto del suo ruolo il proprio mandato, rappresentano un atteggiamento
inqualificabile che offende anche gli italiani all’estero che hanno per il
presidente della Repubblica grande rispetto”. “Napolitano poi – conclude
Carozza – è da sempre una alta figura politica rispettata e stimata anche
all’estero, non solo per la coerenza riformista che lo ha sempre
caratterizzato, ma anche per la serietà e autorevolezza con la quale ha svolto
tutti i suoi incarichi sia nelle Istituzioni italiane che in quelle europee e
internazionali. L’autore dell’articolo sembra aver poco rispetto non solo per i
vari Presidenti della Repubblica italiana ma anche poca cosiderazione per la
stessa Costituzione che come é noto é fondata sul rispetto delle Istituzioni e
su valori condivisi da tutti. O quasi”.

In seguito è giunta la risposta da parte del direttore
dell’Italiano, Gian Luigi Ferretti: “Il buon Carozza esprime un’opinione sua
diversa dalla nostra (e la invia a mezzo mondo meno che all’Italiano), che non
è poi così isolata come il segretario generale del Cgie vorrebbe lasciare
intendere”. “Gli consigliamo – conclude Ferretti – di aprire Google e scrivere:
Napolitano Pilato. Avrà delle sorprese”. Da ultimo è giunto anche il parere di
Ettore Collini, autore del pezzo in questione: “Rispondo al compagno Carozza –
dice Collini – che la figura di Pilato mi è venuta spontanea quando ho letto
che il comandante in capo delle Forze Armate affermava che la rimozione del
comandante della Guardia di Finanza non era cosa nella quale si potesse
intromettere. Poco male, si vede che è mio destino trovarmi spesso in
disaccordo con Giorgio Napolitano fin da quando lui aveva un’opinione ed io,
giovanissimo, un’altra diametralmente opposto riguardo l’invasione sovietica
dell’Ungheria”. “Ma – conclude Collini – siccome la Costituzione dice che
essendo stato eletto dalla metà più uno del collegio elettorale è diventato
automaticamente degno di ogni rispetto, dichiaro di rispettarlo. Anche se mi
riservo il diritto di non essere d’accordo con lui. Né tantomeno con Carozza”.

 

 

Dante Alighieri: la Giordania scopre la
passione per la cucina italiana

 

(9colonne Atg)
AMMAN – Arriva dalla Giordania l’ennesima testimonianza della fama e
dell’apprezzamento nei confronti della nostra arte gastronomica. Ad Amman,
infatti, è stato inaugurato il VII corso di cucina italiana promosso dal locale
Comitato della Società Dante Alighieri e l’elevato numero degli iscritti lascia
pochi dubbi in merito alla passione verso uno degli aspetti del “made in Italy”
più amati all’estero. Dai giovani chef di ristoranti giordani e signore
desiderose di carpire i segreti della nostra cucina si affidano alla guida
dello Chef Prof. Dario Tinari. La varietà delle ricette proposte spazia dalla
tradizione (con la pasta fatta a mano e la cassata romana) all’innovazione (con
pietanze della cucina fusion). L’arte del cucinare, che gli italiani hanno nel
Dna, è un veicolo eccellente per far conoscere la nostra cultura, il nostro
stile di vita, la storia delle nostre “terre e genti”. Il progetto (questo è il
settimo corso e ce ne saranno di nuovi) è stato realizzato con la collaborazione
dello staff della scuola turistico alberghiera “Jordan Hotel School”, nata
grazie all’impegno della cooperazione italiana e della regione Abruzzo. In tre
anni la JHS è
diventata centro di eccellenza della formazione alberghiera in Giordania con il
supporto di formatori provenienti dalle migliori scuole abruzzesi. Ancora una
volta, l’estro e la creatività italiana sono strumento di incontro. Del resto,
in ogni angolo di Amman leggiamo insegne come “Pizzeria La bella montagna” e
ristorante “Mamma mia”, ma anche gli italiani cominciano ad apprezzare kebab e
shawarme…

 

 

I Mantovani nel mondo
presentano “L’Operaio Italiano”

 

(9colonne Atg)
MILANO – Si svolgerà il prossimo 27 giugno a Milano la presentazione, a cura
dell’Associazione Mantovani nel Mondo, del volume “L’Operaio Italiano” di Luigi
Rossi, con prefazione di Marco Pezzoni. Tra i partecipanti all’evento figurano
il presidente delegato alla Consulta dell’Emigrazione Roberto Ronza e il vice
presidente del Consiglio Regionale Enzo Lucchini. Tema pregnante del libro è il
fenomeno sociale dell’emigrazione italiana, continentale e transoceanica a
partire dall’Unità d’Italia, quando alpigiani, contadini, operai e artigiani,
donne uomini e bambini, furono costretti ad abbandonare il loro secolare humus
culturale e sociale, mettendo a nudo tutti quegli elementi frenanti posti
all’interno dell’universo italiano. La nascita e lo sviluppo
dell’associazionismo, la crescita del sindacalismo, le lotte politiche a difesa
dei propri diritti e che abbracciano l’orario di lavoro, l’igiene, il vitto, il
pacifismo e l’opposizione a quel capitalismo che si sta avviando alla
catastrofe della prima guerra mondiale, è un momento della storia
dell’emigrazione moderna e contemporanea ancora poco studiato. Così “L’Operaio
Italiano”, giornale dei Liberi Sindacati tedeschi, opera un’incessante azione
didascalica, educativa, di riferimento e anche di polemica, quasi mai fine a se
stessa, con quelle forze politiche ed economiche che dall’emigrazione traggono
i maggiori profitti. La ricchezza di questo volume è nella sua più che
decennale testimonianza e impegno, in favore degli immigrati italiani e per la
costituzione di una forza operaia unita, di un’integrazione da compiersi sul
posto di lavoro prima che altrove.

Un’opera in cui si riscontra che l’emigrazione non è un
fenomeno di esclusiva natura socio-economica, poiché esso si ripercuote
“attivamente sui modi di vita, sulla cultura, sulle concezioni politiche delle
popolazioni sradicate dalle loro terre: accanto alle inevitabili conseguenze
negative che un così imponente movimento di persone ha portato…” cita lo
stesso volume. Nella prima parte del volume si mettono in luce alcuni dei
contenuti del periodico, estrapolando interventi per offrire nel modo più
diretto e completo la migliore documentazione. Nella seconda parte invece
vengono riportati gli interventi apparsi su L’Operaio Italiano relativi alle
campagne di propaganda e informazione, tenute nei mesi invernali in molti paesi
e città lombarde. Tra i temi scelti: Il fenomeno de L’Operaio Italiano;
Immigrati italiani nei Liberi Sindacati tedeschi; Contenuti, messaggi e
rubriche; Il linguaggio de L’Operaio Italiano; L’Operaio italiano e l’altra
stampa d’emigrazione; L’Operaio Italiano e i suoi lettori; Rapporti tra
L’Operaio Italiano e la stampa italiana d’emigrazione nell’area di cultura
tedesca; Immigrati italiani nell’area tedesca (fine Ottocento-1914); Il
problema degli alloggi; Italiani immigrati e criminalità; L’inferno dei
lavoratori; Il buon cuore di padron Krupp; Campagna contro l’alcolismo;
Interventi per l’istruzione e contro l’analfabetismo; Il pacifismo.

 

 

Usa: gli atenei americani
promuovono il “Little Italy language”

 

(9colonne Atg)
NEW YORK – Dopo il successo dello “spanglish” (mix di spagnolo e dialetto statunitense)
i Campus universitari degli Stati Uniti accolgono il corso della Little Italy
Language, riconoscendola “lingua ufficiale a tutti gli effetti”. Quella che un
tempo veniva chiamata “broccolinese” (perché parlata dagli emigranti italiani
che abitavano a Brooklyn), oggi è adoperata da circa due milioni e mezzo di
italo-americani, in maggioranza concentrati a New York, Miami, Chicago e Los
Angeles. Le parole che hanno dato vita a questa neo-lingua provengono dalla
Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, Regioni che, lungo il 20esimo secolo,
hanno avuto il maggior flusso di emigrazione italiana negli States. I vocaboli
del nuovo linguaggio si sono mescolati allo “slang” americano, permettendo uno
scambio quotidiano all’interno di una comunità, costretta dalla situazione
economica e dal razzismo a creare un sistema di comunicazione esclusivo e
frutto del proprio universo socio-emotivo. Il professor Giuseppe Cannistraro,
ordinario di Lingua e Storia del Costume Italiano presso la Columbia University
afferma:”E’ stata la forza della comunità italiana in Usa la chiave del
successo. Essendo cresciuto in una famiglia dove si parlava la lingua della
‘Piccola Italia’, ho sempre creduto che quello fosse l’italiano regolare.
Quando a diciotto anni sono arrivato a Roma – prosegue il professore – nessuno
capiva una parola di quello che dicevo e ne sono rimasto sconvolto. Eppure, è
stato grazie a questo linguaggio, comprensibile soltanto a pochi, che tutti noi
figli e nipoti di italiani emigrati in Usa siamo riusciti a salvaguardare la
nostra identità e non ci siamo mai americanizzati”. A partire dal prossimo
autunno, dunque, la
Little Italy
Language sarà insegnata all’Università e in
altri Istituti privati americani che si occupano di Antropologia e di Storia
delle Etnie.

 

 

Australia: in uscita la
guida per conservare i cibi italiani

 

(9colonne Atg)
MELBOURNE – S’intitola “Preserving the Italian Way” ed è una raccolta di
testimonianze e di metodi che spiega come poter conservare in maniera efficace
i cibi italiani. Autore del volume è Peter Demaio, un medico italo-australiano
che ha iniziato il suo studio collezionando recipienti per la conservazione di
cibi circa 20 anni fa, durante il quale ha potuto effettuare diversi viaggi in
Italia e constatare quali recipienti fossero più adatti al suo scopo. Da tutto
questo è nato questo volume, vera e propria guida verso il mantenimento delle
radici dell’immigrazione italiana in Australia, per preservare le tradizioni
dall’erosione del tempo. Peter Demaio, nato in Australia ma da genitori
calabresi, è cresciuto mangiando cibo calabrese, cucinato secondo le tradizioni
che la sua famiglia si è portata dietro da Parapodio. Per cercare di continuare
a conservare al meglio i sapori e i profumi della terra dei suoi genitori,
Demaio ha collezionato oltre 400 recipienti sia dall’Australia che dall’Italia.
“Con mia grande sorpresa, – ha raccontato il medico – quando mi trovavo a
Firenze e cercavo un libro che mi desse qualche ragguaglio sull’argomento, ho
scoperto che non ce n’era nemmeno uno con dei buoni consigli. Piccole
indicazioni sì, ma nemmeno uno che potesse veramente spiegare come difendere e
tramandare le buone tradizioni italiane”.

 

 

Nel trevigiano rimesso a
nuovo il monumento dell’emigrante

 

(9colonne Atg)
TREVISO – Rimesso a nuovo il monumento all’Emigrante di Paese, in provincia di
Treviso. La notizia ha trovato eco nel quotidiano scritto in italiano e
pubblicato in Venezuela, La Voce,
che ha seguito la cerimonia di inaugurazione: “Emozionante compendio
celebrativo a Paese per la reinaugurazione del Monumento all’Emigrante, che è
stato rimesso a nuovo. Il monumento si trova al centro di una piazza che,
altrettanto significativamente, è stata dedicata ai paesani all’estero,
fungendo da ideale e suggestiva cornice ad un quadro di alto profilo storico e
artistico”. L’evento, si legge nell’articolo, “è stato preceduto da un momento
religioso di grande emozione, con la sentita omelia del parroco don Giuseppe
Tosin che si è soffermato sull’aspetto migratorio facendo un paragone con il
dovere all’accoglienza nel ricordo dei valori e delle esperienze vissute”. Dopo
le parole del parroco, un “lungo serpente multicolore” ha sfilato “verso il
monumento, preceduto e cadenzato dalla banda Canoviana di Possagno,
accompagnato da majorettes e dallo sventolare di tante bandiere e vessilli, tra
cui quello di Griffith con tanto di bandiera australiana scortata da Elsa e Noè
Santolin”. L’opera bronzea è stata realizzata dall’artista Piergiorgio Rebesco,
con la collaborazione di una sezione dell’associazioni Trevisani nel Mondo,
sotto la guida di Itala Pravato. Ha partecipato alla celebrazione l’
amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Valerio Mardegan.

 

 

Venezuela: l’ambasciata
italiana fa il punto sulla piaga dei sequestri

 

(9colonne Atg)
CARACAS – Il problema dei sequestri rappresenta una vera e propria piaga per la
comunità italiana in Venezuela, che vive ormai in perenne stato di allarme. Il
quotidiano italiano in Venezuela “La
Voce
d’Itaòoa”, dedica spazio alla questione riportando il
bilancio fornito dall’ambasciata italiana a Caracas. “Tre concittadini – si
legge nell’articolo – sarebbero attualmente in mano dei rapitori, almeno
secondo fonti dell’ambasciata italiana: si tratta dell’imprenditore Giuseppe
Mannina (si sarebbero avuti contatti con i rapitori, ma non si sa niente di
più), un giovane scomparso l’anno scorso nello stato Barinas e l’ormai storico
caso di Ornella Ferranti, scomparsa da oltre due anni in una zona ai confini
con la Colombia. Fino
a pochi giorni fa – scrive ancora il quotidiano italiano pubblicato in
Venezuela -, era nelle mani dei rapitori anche un giovane italo-venezuelano di
cui non sono state fornite le generalità, liberato il 29 maggio nello stato
Yaracuy. La famiglia non ne ha denunciato il sequestro e l’ambasciata, di
conseguenza, ha potuto fornire solo un limitato appoggio. Si pensa che sia
stato pagato il riscatto. Un’altra novità di queste ultime ore – si legge
ancora nell’articolo – sono le risultanze dell’esame del dna sulla salma di
Vito Rocco, che ne hanno confermato l’identità”. In totale quindi, sarebbero
“dieci i connazionali sequestrati in Venezuela dall’inizio del 2007”, un
problema che però affligge tutta la comunità del Venezuela, non solo quella
italiana. Per fronteggiare questa critica situazione, nei giorni scorsi
Fedenaga, l’associazione nazionale degli allevatori, ha annunciato la creazione
di una Fondazione per aiutare le vittime dei sequestri, ricalcando, ricorda la Voce, “un’iniziativa analoga
lanciata dalla comunità italo-venezuelana, che il primo maggio ha inaugurato la Fivavis (Fundación
Italovenezolana de asistencia a las victimas de secuestro)”.

 

 

In Croazia il punto sul
progetto “Sapeva”

 

(9colonne Atg)
ROMA – Le minoranze slovena e italiana in Croazia sono state protagoniste del
secondo convegno del progetto “Sapeva”, svoltosi nei giorni scorsi presso la
sede della Comunità degli Italiani di Capodistria, per fare il punto sul
progetto europeo che mira ad un miglioramento della collaborazione e dei legami
tra le minoranze e le popolazioni di maggioranza, sulla base di una
collaborazione migliore e permanente tra le istituzioni che operano in vari
settori. “Il convegno ‘Sapeva – Studio, Analisi, Promozione e Valorizzazione
del patrimonio culturale, storico e linguistico delle Comunità Nazionali
Italiana e Slovena nell’area transfrontaliera’, finanziato dal programma
europeo Interreg IIIA Italia-Slovenia – scrive “La Voce del Popolo”, quotidiano
scritto in italiano e pubblicato in Croazia – ha potuto contare sull’impegno
della minoranza italiana e slovena presenti in Croazia, per affermare il loro
ruolo nei territori d’insediamento storico, facendo un’analisi della loro
posizione nei vari settori e presentando strategie di sviluppo future”. Durante
l’incontro Flavio Forlani, presidente della Can Costiera, ha rilevato come il
progetto Sapeva sia uno dei più importanti degli ultimi anni e non ha lesinato
critiche al mondo politico: “Le minoranze come ricchezza – ha dichiarato
Forlani, le cui parole sono state riportate dal quotidiano fiumano – è una
frase trita e ritrita sciorinata dai politici ad ogni occasione e purtroppo,
spesso, senza una vera convinzione del significato. Infatti, quando c’è da
dimostrare con azioni concrete di voler tutelare e supportare nella crescita
queste ricchezze, vediamo la vera faccia della medaglia”.

 

 

L’Aquila: la poesia
dell’infanzia peligna in omaggio all’emigrante

 

(9colonne Atg)
L’AQUILA – Sarà inaugurata venerdì alle ore 18, presso il Palazzo
Santoro-Colella di Pratola Peligna (AQ), la XXXI edizione del Premio Internazionale
“Emigrazione”, sezione pittura, dal titolo: “La poesia dell’infanzia peligna in
omaggio all’emigrante”. La rassegna, una della più qualificate del settore a
livello nazionale è curata, come già per il precedente quinquennio, dal critico
Leo Strozzieri, ed è promossa dall’Associazione Culturale “La Voce dell’emigrante”, diretta
dal professor Angelo De Bartolomeis, che della manifestazione è l’instancabile
animatore. Per la presente edizione il Premio è strutturato in tre sezioni: 1)
Sala omaggio a Luigi Boille. Nato a Pordenone nel 1926, Boille è uno dei
maggiori pittori italiani viventi. Si diploma all’Accademia di Roma nel ’49 e
l’anno successivo si laurea in architettura. Si trasferisce poi a Parigi per
avvicinarsi alla Jeune Ecole de Paris con cui espone in numerose collettive. Le
prime personali, sempre nella capitale francese, risalgono al 1955 e ’56
(Galleria Lucien Durant). Conosce il critico Michel Tapié che lo inserisce
nelle sue ricerche sull’Art Autre e Carlo Argan che visita il suo studio
parigino e lo introduce nelle rassegne nazionali italiane. Nel 1965, rientrato
in Italia, partecipa alla Quadriennale di Roma, dove tornerà nel 1973 e nel
1986 e l’anno dopo alla Biennale di Venezia. Ininterrotto l’itinerario di personali
e collettive prestigiose: memorabile l’antologica al Palazzo dei Diamanti di
Ferrara nel 1984 e la partecipazione alla storica rassegna L’Informale in
Italia, tenutasi alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nel 1982.

2) Opere grafiche di Vittorio Amadio. Artista marchigiano
tra i più significativi, Amadio è pittore, scultore, ceramista, grafico. Le
opere esposte sono acqueforti acquarellate a mano nelle quali si evidenzia la
sua vicinanza al surrealismo.

3) Pueri et magistri. E’ la sezione più originale in quanto
presenta 35 opere eseguite da alunni delle scuole elementari di Pratola
Peligna, completate o interpretate da maestri dell’arte italiana. Di qui il
titolo Pueri et magistri (fanciulli e maestri). In tal modo si è pensato di
coinvolgere in una manifestazione artistica cittadina le scuole e le famiglie
degli alunni per una promozione democratica dell’arte. L’intera mostra, come
sempre verrà documentata da un elegante volume con la riproduzione di tutte le
opere esposte, schede biografiche degli autori e scritti del curatore
Strozzieri, del prof. De Bartolomeis, del Dirigente Scolastico dott. Renato Di
Cato e del sindaco di Pratola dott. Corrado Di Bacco.

 

 

Speciale Tfr

Tfr: per ora solo il 9% ha
scelto di investire

 

(9colonne Atg)
ROMA – A meno di un mese dal traguardo della riforma solo il 9 per cento ha
scelto di investire il Tfr in un fondo pensione. Un’inchiesta di Corriere
Economia rivela che tra i lavoratori dipendenti i più freddi sono quelli delle
piccole imprese, mentre nelle grandi l’adesione alle casse è in crescita.
L’impossibilità di tornare indietro è, secondo il ministro dell’Interno
Giuliano Amato, un freno alla decisione: “Servirebbe una scappatoia”, dice. “Ma
tutti devono sapere – aggiunge – che la previdenza pubblica darà sempre
meno”. Paolo Ferrero, il ministro della Solidarietà sociale che ha
invitato a lasciare il Tfr in azienda, è convinto che debba essere lo Stato a
garantire anche il Tfr finito ai fondi pensione. Mentre Roberto Maroni, ex
ministro del governo Berlusconi che varò il provvedimento, ritiene che ci sia
stata troppa fretta. “Il nostro progetto parlava del primo gennaio 2008,
anticipare la partenza della riforma ha impedito l’ organizzazione di una seria
campagna istituzionale”. “Eccessiva complessità della nuova
normativa, insufficiente e tardiva informazione istituzionale, vincoli di
reddito così severi da cancellare la preoccupazione per il futuro”. Questi
gli appunti mossi dall’ economista Marcello Messori in suo intervento nel quale
nota: “Resta il fatto che il prudente obiettivo di arrivare al 40 per
cento di adesione a una forma pensionistica complementare rischia di slittare
nel tempo oppure di realizzarsi solo grazie al meccanismo dell’ adesione
tacita”.

Secondo Messori “un tasso di adesione dei dipendenti privati
minore del 40 per cento al 30 giugno 2007 non equivarrebbe al fallimento della
previdenza complementare. Il mondo non finirà infatti a quella data: se
l’adesione a un fondo pensione o a un piano individuale di previdenza è quasi
irreversibile, la scelta esplicita di non aderire potrà essere rovesciata in
ogni momento. Tuttavia un risultato del genere costituirebbe un grave smacco:
pur facendo ricorso a un incentivo diretto e robusto di partecipazione (qual è
il silenzio-assenso) e a generosi – anche se distorsivi – incentivi fiscali
nella fase dei benefici, la nuova normativa porterebbe a un tasso di adesione
inferiore al 35 per cento per la totalità dei potenziali partecipanti al
secondo pilastro previdenziale. Il campanello di allarme sarebbe così forte da
consigliare sia un ripensamento delle modalità di informazione dei potenziali
aderenti che rilevanti ritocchi normativi”.

 

 

Tfr, Maroni: molti
sceglieranno dopo il 30 giugno

 

(9colonne Atg)
ROMA – “Troppa fretta: i lavoratori non sono stati informati a sufficienza sul
nuovo destino che aspetta il loro Trattamento di fine rapporto. Prevedo che
tanti lasceranno la liquidazione in azienda. Anche perché c’è sempre tempo per
scegliere dopo il 30 giugno. E questo è chiaro a molti”. Roberto Maroni, capogruppo
della Lega Nord alla Camera ed ex ministro del Welfare del governo Berlusconi,
nonché padre del provvedimento che ha cambiato i connotati del vecchio Tfr, non
è ottimista sul decollo accelerato della riforma. E al Corriere Economia spiega
perché. “Anticipare la partenza della riforma, il nostro progetto parlava del
primo gennaio 2008, ha impedito l’organizzazione di una seria campagna
istituzionale. I soldi erano nella Finanziaria, ci sono voluti quattro mesi per
il decreto e così gli spot televisivi sono in onda solo da qualche settimana.
Dietro l’anticipo – spiega Maroni – c’erano senz’altro delle buone intenzioni,
ma non si possono fare le rivoluzioni in tempi troppo stretti. Le banche e le
assicurazioni che dovevano avere un anno di tempo per ristrutturare i loro
prodotti e renderli competitivi con i fondi chiusi di categoria non sono state
in grado di attrezzarsi”. E’ sicuro che con più tempo davanti avrebbero
prodotto qualche cosa di innovativo? “Perché no? Era nel loro interesse”,
risponde Maroni che aggiunge: .“Cinque milioni di piccoli imprenditori con il
Tfr rinunciano a una linea di finanziamento certa. Lei non farebbe le barricate
per evitare che i dipendenti scelgano i fondi? Nel progetto originario le
aziende avevano diritto ad una compensazione automatica, ad un finanziamento
bancario di pari importo al Tfr perduto. Ma la norma non ha resistito. E dunque
le piccole imprese, che al contrario delle grandi non dovranno versare all’Inps
la liquidazione di chi non ne vuole sapere dei fondi, faranno di tutto per
tenersi i soldi”.

Secondo l’ex ministro del Lavoro il conferimento all’Inps “è
un’idea per finanziare il bilancio pubblico ma apre un bel conflitto di
interessi. Come faccio a promuovere l’uso dei fondi se mi fa comodo anche il
suo contrario? Qualche contraddizione c’è: esponenti del governo si sono
pronunciati a favore del Tfr in azienda…”. La previsione di Maroni è che “molti
decideranno all’ultimo e tanti lasceranno la liquidazione dove sta oggi. Io
spero che nei prossimi sei mesi, anche se sarà scaduto il termine per la
fatidica scelta, il governo continui a fare una campagna istituzionale per i
fondi. Magari più convinta. L’unica cosa che la gente ha capito bene è che per
i fondi c’è sempre tempo. Si può decidere oggi, ma anche tra un anno. Dai
fondi, invece, non si torna più indietro. Ecco perché tanti rimanderanno. Per
vedere l’effetto che fa, prima di metterci la propria liquidazione”.

 

 

Tfr: ministero aggiorna
sito internet con clip esplicative

 

(9colonne Atg)
ROMA – A meno di un mese dalla scadenza del 30 giugno entro la quale i
lavoratori dovranno comunicare la destinazione del loro Tfr, il ministero del
Lavoro ha aggiornato il sito internet dedicato proprio alla riforma sul
trattamento di fine rapporto con la sezione di clip “Consigli dell’esperto”. Ad
ogni argomento della riforma sarà dedicato un video esplicativo durante il
quale l’esperto del ministero sulla previdenza complementare risponderà ai
dubbi più comuni. “L’idea – spiega il ministero – è quella di creare un rapporto
più diretto fra i cittadini e l’istituzione. Lo specialista, infatti, non firma
solo le risposte alle domande più ricorrenti, ma si presta a stabilire un
contatto anche visivo con i lavoratori, chiarendo dubbi, indicando le
possibilità previste dalla legge”. Il primo video disponibile, della durata di
circa 45 secondi, spiega cos’è un fondo negoziale.

 

 

Tfr, Banca d’Italia: fondi
pensione sicuri e più flessibili

 

(9colonne Atg)
ROMA – “I lavoratori italiani sono stati finora riluttanti a rinunciare al Tfr,
ritenendolo più flessibile e meno rischioso degli altri strumenti della
previdenza integrativa. Sotto entrambi gli aspetti, tuttavia, i fondi pensione
presentano vantaggi rispetto al Tfr. Anche per effetto delle recenti modifiche
normative, la disciplina in tema di riscatti, anticipazioni, erogazioni e
portabilità conferisce alla ricchezza previdenziale accumulata nei fondi
pensione una flessibilità di utilizzo considerevole, comparabile con quella del
Tfr”. Lo sostiene la Banca
d’Italia in uno studio presentato oggi dal titolo “La previdenza complementare
in Italia: caratteristiche, sviluppo e opportunità per i lavoratori”. “Sotto il
profilo finanziario, le analisi svolte in questo lavoro indicano che al basso
rischio del Tfr si associa un rendimento anch’esso in media basso: in molte
fasi del passato sarebbe stato preferibile per i lavoratori investire i
risparmi previdenziali sul mercato finanziario – spiegano da Palazzo Koch –.
Per gli aderenti ai fondi pensione il beneficio derivante dalla possibilità di
investire i contributi previdenziali in attività di mercato si associa a due
ulteriori elementi di convenienza: la disponibilità della contribuzione
aggiuntiva da parte del datore di lavoro e un trattamento fiscale vantaggioso”.
“In Italia, nonostante le recenti riforme, lo sviluppo dei fondi pensione
rimane insoddisfacente, limitando il risparmio previdenziale dei lavoratori e
l’articolazione del mercato privato dei capitali – spiega Bankitalia –.
L’adesione alla previdenza integrativa offre un trattamento fiscale favorevole
e, per i lavoratori dipendenti, la possibilità di fruire della contribuzione da
parte del datore. Le simulazioni presentate nel lavoro mostrano che queste due
componenti possono accrescere considerevolmente la ricchezza pensionistica dei
lavoratori”.

“Sotto il profilo finanziario – prosegue Bankitalia –, i
dati indicano che l’investimento nella previdenza complementare può offrire
risultati superiori a quelli del Tfr. Sotto il profilo della liquidità, le
recenti innovazioni normative conferiscono alla ricchezza previdenziale una
flessibilità di utilizzo in linea con quella del Tfr. Perché la previdenza
integrativa offra benefici ai lavoratori, gli oneri a carico dei risparmiatori
devono essere contenuti”. Il lavoro cita una recente indagine dell’ISAE che
analizza i fattori che guidano i lavoratori nella scelta relativa alla
destinazione del Tfr. Le interviste sono state condotte prima che fosse emanato
il decreto legislativo del 5 dicembre 2005, con cui si dava attuazione alla riforma
del 2004, e potrebbero pertanto non tenere conto di alcune misure contenute in
quel decreto. “Ciò nonostante – rileva la Banca d’Italia –, emerge con chiarezza che nella
scelta tra Tfr e fondi pensione i lavoratori sono influenzati soprattutto dalla
diversa rischiosità e liquidità di queste due forme di impiego del risparmio
previdenziale. Come ci si poteva attendere, propendono per il Tfr quei
lavoratori che attribuiscono particolare importanza alla stabilità dei
rendimenti, mentre coloro che ricercano una redditività più elevata – e che
devono essere quindi pronti a sopportare maggiori rischi – sono inclini a
destinare il Tfr ai fondi pensione”. “L’altro principale fattore che spinge a
preferire il Tfr è la possibilità di ottenere tutto il montante accumulato in
un’unica soluzione, mentre, salvo casi particolari, i fondi pensione all’atto
del pensionamento erogano parte della prestazione sotto forma di rendita
vitalizia – analizza ancora l’Istituto centrale –. I lavoratori disposti a
optare per i fondi pensione non sembrano invece attribuire particolare
importanza alle agevolazioni fiscali, ignorando i significativi vantaggi
attribuiti dal fisco alla previdenza complementare. I due principali fattori
alla base della scelta tra Tfr e fondi pensione sembrano dunque essere la
redditività e la liquidità”. Ma, conclude Palazzo Koch, “dopo le ultime
modifiche normative non vi è ragione di ritenere che i fondi pensione siano
meno liquidi del Tfr”.

 

 

Tfr, le aziende devono
comunicare all’Inps il numero degli addetti

 

(9colonne Atg)
ROMA – L’Inps ricorda che con messaggio n. 13048 del 23 maggio scorso ha reso
noto che è stato predisposto il modulo che le aziende devono trasmettere per
comunicare il numero degli addetti ai fini del conferimento del Tfr al Fondo di
tesoreria gestito dall’Istituto stesso. Il modello, denominato “SC34
TFR-Tesoreria”, è scaricabile dal sito nella sezione moduli e va inviato a
mano, per posta o per via telematica alla sede territorialmente competente al
più presto possibile e comunque non oltre il terzo mese successivo a quello di
pubblicazione del messaggio.

 

 

Tfr: quali le regole in
caso di decesso

 

(9colonne Atg)
ROMA – La scelta della destinazione del Tfr per i lavoratori coinvolti nella
normativa entrata in vigore lo scorso gennaio 2007, porta con se, al di la
della definizione della scelta anche alcune domande di caratterie generale. Tra
le domande più frequenti che i lavoratori rivolgono alla redazione due in
particolare sono frequenti. Cosa accade in caso di decesso del lavoratore che
abbia aderito a qualsivoglia forma di previdenza complementare e quella
relativa alla possibilità che la rendita del fondo possa essere reversibile al
coniuge in caso di decesso dopo la maturazione del diritto alla pensione e in
quale misura. Alla prima domanda dal ministero spiegano che “nel caso di morte
dell’aderente alla previdenza complementare prima della maturazione del diritto
alla prestazione pensionistica il denaro accumulato può essere riscattato dagli
eredi o da altri beneficiari indicati dal ‘de cuius’. In risposta al secondo
quesito invece, la normativa prevede che: “in caso di morte dopo il
pensionamento la prestazione potrà essere riscattata solo se è stata scelta
dall’aderente la reversibilità a favore del beneficiario nominato al momento
del pensionamento”.

 

 

Tfr: come funziona la
portabilità del fondo

 

(9colonne Atg)
ROMA – La legge prevede il principio di portabilità, purché siano trascorsi
almeno due anni dall’iscrizione a un fondo pensione. Chiunque, quindi, dopo due
anni di partecipazione a una forma pensionistica complementare, ha facoltà di
trasferire per scelta volontaria l’intera posizione maturata a un’altra forma
pensionistica. Può però anche accadere che un lavoratore sia costretto a
cambiare, magari perché perde il requisito di partecipazione a un fondo al
quale è già iscritto: questo, ad esempio, può accadere per effetto di un
cambiamento lavorativo e della conseguente perdita dell’iscrizione a un fondo
negoziale chiuso e collettivo. In questo caso il lavoratore può scegliere fra
il riscatto della cifra maturata e il trasferimento della sua posizione
individuale presso il nuovo fondo a cui ha accesso grazie alla nuova attività
lavorativa. Se il lavoratore decide per il trasferimento ha diritto alla
continuazione dei versamenti alla nuova forma pensionistica scelta sia del Tfr
sia dell’eventuale contribuzione a carico del datore di lavoro.

 

 

Tfr, Scimia (Covip): il
40% è un obiettivo per la fine dell’anno

 

(9colonne Atg)
ROMA – Secondo il presidente del Covip, Luigi Scimia, l’obiettivo realistico –
per quanto riguarda le adesioni alla riforma della previdenza complementare – è
quello di raggiungere il 35-40% entro la fine dell’anno. Scimmia ha detto di
non credere che l’obiettivo del 40% possa essere centrato entro il 30 giugno.
“Sono pessimista”, ha aggiunto. Il presidente della Covip ha poi precisato come
le adesioni ai fondi negoziali stiano andando bene, mentre i fondi aperti e i
piani assicurativi registrano performance al di sotto delle attese perché
pubblicizzati solo da poco.

 

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