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Home Sito interno Archivio Notiziario

del 14 giugno 2007

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14 Giugno 2007
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Giovedì 14 Giugno 2007 – Anno XII – Numero 25 – Direttore Isabella Liberatori

Questo
notiziario viene inviato a tutti gli utenti indicati dalla DGIEPM del Ministero
degli Esteri, quale servizio
informativo offerto ai media in lingua italiana operanti all’estero

 SOMMARIO
1         Attualità
 6         Economia
 9         Società
11        Sport
13        Europa
15        Regioni
20        Italiani nel Mondo
39        Speciale Tfr

Attualità

Ballottaggi: l’Unione tiene Genova, Matera passa alla
Cdl

(9colonne Atg) ROMA – La provincia di Genova resta
all’Unione mentre, degli otto capoluoghi interessati dal ballottaggio, la Casa delle libertà vince a
Parma, Latina, Oristano Lucca, e a Matera, dove strappa la poltrona di sindaco
al centrosinistra. L’Unione si conferma a Piacenza e a Pistoia e conquista
Taranto, dove il candidato della sinistra radicale Ezio Stefàno vince lo
scontro “fratricida” contro Gianno Florido, candidato di Ds e Margherita. Sono
questi i principali risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative per
i quali si è votato fino alle 15 dell’11 giugno con un’affluenza che ha fatto
registrare una netta flessione rispetto a due settimane fa: alle comunali si è recato
alle urne il 63,2 per cento degli aventi diritto contro il 75,1 per cento del
primo turno, mentre alle provinciali di Genova ha preso parte al voto il 48,17
per cento degli elettori contro il 60,39 del primo turno). Considerando anche i
risultati del primo turno la Cdl
batte l’Unione 25-13 contro il 22-16 del 2002. A Genova Alessandro Repetto ha
ottenuto il 51,4 per cento contro il 48,5 per cento del rivale, Renata Oliveri.
La Cdl si
conferma alla guida di Parma con Pietro Vignali che ottiene il 56,5 per cento
dei voti contro il rivale Alfredo Peri che si ferma al 43 per cento. A Lucca
Mauro Favilla ottiene il 52,5 per cento mentre Andrea Tagliasacchi si ferma al
47,5 per cento, a Latina Vincenzo Zaccheo raggiunge il 62,2% contro il 37% di
Maurizio Mansutti, mentre a Oristano Angela Nonnis tocca l 58,2 per cento dei
voti contro il 41,7 per cento di Mariano Marchi.

Si deve al 57,7 per cento di preferenze ottenute da Nicola
Buccico contro il 42,2 per cento del suo avversario, Franco Dell’Acqua il
ribaltone di Matera. A Piacenza il sindaco uscente Roberto Reggi vince con il
55,72 per cento dei voti mentre Dario Squeri si ferma al 44,2 per cento. A
Pistoia Renzo Berti ottiene il 53,3 per cento dei voti contro il 46,7 per cento
di Alessandro Capecchi. A Taranto, Stefano ottiene il 76,3 per cento rispetto
al 23,7 per cento di Giovanni Florido. La spallata, dunque, non c’è stata del
tutto, come ha sottolineato il coordinatore dei Ds Maurizio Migliavacca:
“L’appello di Berlusconi a utilizzare il ballottaggio amministrativo per dare
una spallata al governo Prodi è stato respinto dagli elettori”. Tra i ministri
parla solo Clemente Mastella, secondo il quale “con questo voto si è evitata
una Waterloo”. “Era un po’ tutto stabilito, al centrosinistra manca all’appello
Matera ma per il resto era tutto abbastanza scontato – ha spiegato il
Guardasigilli – Adesso si tratta di discutere tra di noi della condotta da
tenere per il prossimo anno”. Ma per la
Cdl
non è così. Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio
Berlusconi, ritiene i risultati di oggi “più che soddisfacenti” rispetto a
quelli ottenuti al primo turno. Altero Matteoli, capogruppo di An al Senato,
aggiunge: “I ballottaggi confermano la sconfitta netta di Prodi e del suo
governo. L’erosione dei consensi per l’Unione impressiona e dovrebbe far
meditare Prodi e chi ancora lo sostiene. Ancora una volta ci auguriamo che le
forze politiche più avvedute e responsabili che lo appoggiano stacchino la
spina a Prodi”.

 

 

Fisco, Montezemolo contro gli evasori: “Uno scandalo
su cui confrontarci”

 

(9colonne Atg) MILANO – Lo scandalo dell’evasione fiscale,
il malessere del Nord del Paese e un appello a non modificare la legge Biagi.
Sono stati i tre cavalli di battaglia del presidente di Confindustria Luca
Cordero di Montezemolo alla riunione di Assolombarda. “E’ uno scandalo –
incalza il numero uno degli industriali – che ci sia solo uno 0,8 per cento di
italiani che dichiari un reddito di più di 100 mila euro”. “Sono cose
inaccettabili – ha detto Montezemolo – è uno scandalo su cui confrontarci, e lo
dobbiamo dire”. Il presidente di Confindustria ha sottolineato che l’Italia è
il Paese europeo “dove le imprese pagano di più ma dove paradossalmente le
tasse sono alte anche per i cittadini. Dobbiamo riflettere anche su chi paga
veramente le tasse”, ha aggiunto sollecitando più investimento pubblici.
“Abbiamo fatto una proposta – ha ricordato a proposito della riduzione
dell’Ires, l’imposta sui redditi delle società – a cui non abbiamo avuto alcuna
risposta dal governo: siamo pronti a uno scambio, a rinunciare a quasi 6
miliardi di euro di incentivazione riconosciuta alle imprese e in cambio
ottenere una riduzione dell’Ires di circa 5 punti e mezzo. Nessuna risposta,
solo critiche alle imprese, ma ragionando in questo modo non andremo lontano”.
C’è “una distanza abissale tra le istanze dei cittadini e le risposte della
politica”, ha proseguito Montezemolo parlando del malessere presente
soprattutto nel Nord di un Paese “bloccato da 15 anni” e incapace di decidere
le sue riforme, a partire dalla “riforma delle riforme, quella dello Stato”.
“Bisogna rivedere la
Costituzione
– ha sottolineato il leader degli industriali –
affrontare il tema della leadership, dei poteri del presidente del Consiglio,
del federalismo fiscale, della riforma elettorale, che deve consentire di
scegliere chi va in Parlamento senza liste preconfezionate”.

Montezemolo ha ribadito nel suo intervento le accuse, già
esternate all’assemblea di Confindustria lo scorso 24 maggio, a una politica di
“risse e alterchi”, di “dichiarazioni irresponsabili, divisioni su tutto e su
tutti, una politica che dà la sensazione di voler conservare il potere, ma
perde il Paese”. “Con questo vuoto – ha spiegato – non vogliamo che l’Italia
diventi il Paese del fai da te, dove tutti fanno del loro meglio ma senza
obiettivi e temi di fondo, che deve indicare la politica. Avremmo gli italiani
senza avere l’Italia”. “Non possiamo – ha continuato il presidente di
Confindustria – avere una macchina così pesante e complicata, non possiamo
guidarla neanche con un pilota abile”. Ma in un Paese disastrato come quello
descritto da Montezemolo c’è anche qualcosa che funziona: la legge Biagi. “Se
uno strumento funziona – ha detto il presidente di Confindustria – non è
accettabile che si cambi solo per ragioni ideologiche o di bandiera”. Gli
imprenditori puntano infatti ad “ampliare gli spazi di flessibilità”. “Occorre
ricordare – ha concluso – come tutte le norme che hanno introdotto flessibilità
hanno dato eccellenti risultati intermini di sviluppo e di occupazione”. Pronta
la replica di Cesare Damiano, presente in sala: “Io – ha assicurato il ministro
del Lavoro – non seguo l’ideologia, cerco di fare cose pratiche. Non vorrei che
l’ideologia fosse seguita dagli imprenditori”. “Per quel che mi riguarda – ha poi
precisato Damiano – non ho mai proposto di cancellare né di abolire la legge
Biagi ma solo di cambiare le cose che a mio avviso non funzionano o sono
inutili”.

 

 

Mafia: due attentati contro la casa di Peppino
Impastato

 

(9colonne Atg) PALERMO – Nuovo attacco con l’acido alla
“casa memoria Felicia e Peppino Impastato” di Cinisi, appartenente all’omonima
associazione attiva nella sensibilizzazione contro la mafia. Il 12 giugno alle
7 i carabinieri ne hanno trovato delle tracce all’ingresso e dietro le persiane
dell’abitazione. Si tratta del secondo attentato in 24 ore; il giorno
precedente era già stata versata un’altra bottiglia della sostanza corrosiva
sulle scale esterne e all’interno attraverso le tapparelle. “Questo doppio
attacco – ha commentato Giovanni Impastato, fratello di Peppino -è un chiaro
segnale di intolleranza da parte di chi sente come una vera minaccia quella
porta sempre aperta sul corso di Cinisi, che accoglie migliaia di persone
giunte da tutta Italia che rifiutano la prevaricazione mafiosa e hanno sete di
libertà e di giustizia. A questo punto – ha confessato – siamo veramente
preoccupati”. Non c’erano mai stati attentati contro la casa-memoria, ma già
nelle scorse settimane a Termini Imerese era stato sradicato l’albero
intitolato alla memoria del militante antimafia. Contro questa serie di
violenze il presidente del Centro di documentazione antimafia “Peppino
Impastato”, Umberto Santino, ha chiesto all’amministrazione comunale di indire
“una manifestazione di solidarietà per i promotori della Casa memoria”,
riscuotendo diverse adesioni.

L’associazione “Peppino Impastato” ha detto di ritenere gli
atti di intimidazione come una “ risposta alla notevole attività contro il
potere politico-mafioso che prende origine proprio da questo luogo-simbolo”. La
più recente azione del gruppo è stato il “volantino di denuncia contro la
proposta di intitolare l’aula consiliare del comune di Cinisi ad un personaggio
politico molto legato ad ambienti mafiosi – fa sapere l’associazione – come
testimoniano alcune foto conservate nell’archivio custodito all’interno della
stessa casa memoria”. Gli attentati delle ultime 24 ore erano stati collegati
da Giovanni Impastato a quest’ultima attività che ha comunque avuto effetto: il
sindaco di Cinisi Salvatore Palazzolo ha infatti dichiarato che “a Peppino sarà
intitolata l’aula dove si riunisce il consiglio comunale, sarà un fatto – ha
spiegato – storico e non solo simbolico”. Il primo cittadino ha precisato che
“tra due mesi l’aula consiliare sarà sistemata, e saremo pronti alla cerimonia
per intitolarla a Peppino Impastato”. Giuseppe Lumia, vicepresidente della
Commissione parlamentare Antimafia ha espresso “piena e affettuosa solidarietà
e vicinanza ai responsabili e agli operatori della Casa memoria Felicia e Peppino
Impastato di Cinisi per la grave intimidazione subita. “Quanto accaduto – ha
aggiunto – è il segno che la memoria e l’impegno antimafia danno ancora
fastidio e che, pertanto, sono oggi più necessari che mai. Mi auguro – ha
concluso l’esponente dei Ds – che gli autori di una tale atto vengano presto
individuati”. Più duro ma sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Carlo
Vizzini, membro dell’Antimafia: “La pesante e volgare intimidazione nei
confronti della “casa-memoria” dimostra, ove ce ne fosse bisogno, quanto
arretratezza vi è ancora nella cultura antimafiosa. Non solo la mafia continua
ad avere importanti sacche di consenso nella società – ha spiegato il
parlamentare – ma finanche la memoria dà fastidio a taluni che anziché
ricordare preferiscono cancellare e distruggere. Se la politica resta inerte di
fronte a tutto questo – ha concluso – nessuno si lamenti se anche i nostri
nipoti saranno costretti a combattere una mafia mai sconfitta”.

Un’altra manifestazione di solidarietà è arrivata da don
Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera: “Siamo profondamente vicini
a Giovanni Impastato, a tutta la sua famiglia e a chi con lui difende la
memoria di Peppino e Felicia nel nome dell’impegno per la giustizia e la
legalità. Il getto di acido corrosivo – ha dichiarato – è uno sfregio a tutti
noi”. “Peppino Impastato – ha continuato don Ciotti – prima e poi la madre
Felicia, sono il simbolo di una rottura culturale e sociale contro il potere
mafioso. Rottura che Peppino ha pagato con la vita e che Felicia ha completato,
chiedendo tenacemente, instancabilmente, giustizia per il figlio assassinato, e
scegliendo, lei, moglie e cognata di uomini d’onore, di combattere la mafia non
con la vendetta ma attraverso la parola e la legalità”. Il prelato ha poi concluso:
“In questo ci è stata maestra di speranza. Speranza – ha spiegato – che non è
attesa passiva di un futuro migliore, ma assunzione di responsabilità,
costruzione di quel futuro a partire da un presente fatto di gesti e azioni
concrete, di coraggio, coerenza, continuità”.

 

 

Salute: nuova offensiva del ministero contro fumo e
alcol

 

(9colonne Atg) ROMA – La salute al primo posto. Dopo i
locali pubblici, adesso si dice no al fumo nei cortili delle scuole. La norma,
proposta come “integrazione”, alla legge Sirchia, è stata proposta dal ministro
della salute Livia Turco durante la trasmissione di Maria Latella Sky Tg24
Pomeriggio. “La legge Sirchia deve essere integrata di un divieto: non si fuma
negli ambienti pubblici ma neanche nei cortili delle scuole. Allora è utile
anche una norma che vieti ai ragazzi di andare dal tabaccaio e comprare le
sigarette e questa è coerenza”. Secondo la Turco se non ci si impegna a far crescere “la
cultura della responsabilità verso la propria salute e il senso civico per cui la
mia salute e quella degli altri è un bene che va condiviso, non potremo mai
garantire la salute. La legge fatta da Sirchia prevede obblighi e ha funzionato
perché ha inciso sulle abitudini – continua il ministro – E se non ci fosse
stata una norma questo non sarebbe avvenuto. Quindi se sono vere le cifre e
acclamati gli studi che dicono che il fumo è alla base dell’origine di molte
malattie e i genitori invitano i propri figli a non fumare, ma poi nel cortile
della scuola si può tranquillamente fumare e se un giovane può andare in un
negozio e comprare le sigarette, cosa possiamo fare?”. Fumo e alcol non
servono né a divertirsi né a stare meglio. Secondo il ministro, infatti, “fumo,
alcol e pasticche non soltanto fanno male ma affidarsi al consumo non è il modo
per stare bene e passare bene il proprio tempo. Ci sono altre modalità, come la
musica, il teatro, la possibilità di incontrarsi ma non affidarsi alle sostanze
che fanno male. Il fumo – ha ricordato ancora la Turco – è tra le cause delle
morte evitabili e causa malattie come neoplasie, tumori, etc.”. Compito della
politica, dunque, è informare i giovani sui rischi che corrono e “promuovere
assunzione di responsabilità da parte di adulti e ragazzi”, creando “alleanze,
genitori insieme a insegnanti educatori e adulti, sentire cioè che di fronte a
noi c’è un’emergenza educativa. I ragazzi vanno capiti, occorre avere molta
fiducia in loro ma ci vogliono anche regole e se le leggi aiutano a
ripristinare le regole non fa male”. Ed è proprio con l’obiettivo di prevenire
questi danni che da venerdì a domenica è stato promosso dal ministero della
salute, insieme a quelli dell’Ambiente, delle Politiche Giovanili, della
Pubblica Istruzione e delle Politiche Agricole, l’iniziativa “Tre giorni di
salute” che vedrà impegnate Roma, Milano, Napoli, Torino, Padova, Bologna,
Catanzaro, Udine, Pesaro e Ferrara, in tre giornate interamente dedicate alla
prevenzione.

Mangiare bene, muoversi, niente fumo e poco alcol: sono
queste le quattro regole che, secondo la Turco, sono necessarie per stare bene. In
occasione della presentazione di queste tre giornate all’insegna della salute,
il ministro ha sottolineato che proprio grazie a questi accorgimenti “ci si
ammalerà di meno, si vivrà meglio e si farà risparmiare il nostro servizio
sanitario e potremo così investire in altri settori”. La manifestazione ha
l’obiettivo di sensibilizzare ed informare i cittadini su quanto sia facile e
divertente adottare stili di vita salutari, in armonia con la natura, mangiando
bene e muovendosi di più. “Sarà una grande festa – ha annunciato la Turco – perché siamo
convinti che la salute si promuova attraverso la fiducia, la gioia, la
convivialità e l’amicizia in senso civico. La salute è promozione del senso
civico ed è un grande nutrimento della democrazia e con questa iniziativa
stiamo contribuendo ad irrobustire la vita democratica del nostro paese”. Per
tutta la durata della manifestazione verranno messi a disposizione gazebo con
esperti, medici, nutrizionisti e dietologi che distribuiranno materiale
informativo e gadget per adulti e bambini. Una festa, dunque, dove attraverso
il divertimento verrà spiegata l’importanza di alimentarsi in modo sano e di
dedicare tempo al movimento fisico. L’iniziativa prevede, infatti, concerti di
Simone Cristicchi, Ivan Cattaneo, Alberto fortis, la compagnia di musica etnica
AntquaSaxa, Pier Cortese, Andy Costa Band, Mattia Calvo, My Space generation.

Inoltre sarà possibile assistere al concerto della
“Juniorchestra”, composta da 140 giovani musicisti dell’Accademia di Santa
Cecilia, del musical “grease”, eseguito da un gruppo di 15 bambini tra i 6 e i
9 anni e, infine, un musical “Notre-Dame de Paris”, eseguito da 16 artisti tra
i 9 e i 17 anni. Testimonial dell’evento saranno Yuri Chechi e Maurizio
Damilano che guideranno la marcia nella terza giornata attraverso percorsi
gastronomici eco-educativi realizzati da Slow food e da Coldiretti,
Minieracque, Confcommercio, Fida e Altroconsumo. “Salute e ambiente è un
rapporto fondamentale. Siamo ciò che respiriamo e mangiamo”, ha detto Pecoraro
Scanio ricordando che l’iniziativa dovrà coincidere con le ‘domeniche senza
auto nelle citta’. “Gli stili di vita diventano benessere per tutti e per il
pianeta perché i cambiamenti climatici – ha concluso- sono la sfida del nostro
secolo”. In tema con lo spirito della manifestazione il ministro Melandri,
durante la presentazione dei ‘Tre giorni della salute’, ha annunciato un
protocollo d’intesa tra ministero della Salute e delle Politiche giovanili e le
attività sportive, per promuovere lo sport tra i giovani. “Spero di arrivare ad
un protocollo di intesa con il ministro Turco per la promozione dello sport
contro le devianze giovanili, l’emarginazione sociale dei ragazzi e il doping”,
ha detto la Melandri
annunciando per il 2008 un provvedimento che consentirà alle famiglie di
detrarre dalle tasse la quota delle spese sostenute per lo sport dei propri
figli tra 5 e 18 anni.

 

 

Bush ringrazia l’Italia per Libano e Afghanistan

 

(9colonne Atg) ROMA – “Un anno fa la situazione era
esplosiva. L’Italia si è fatta avanti, avete assunto la leadership e tutto il
mondo vi è venuto dietro”. George W.Bush ha ringraziato esplicitamente
Romano Prodi per quanto l’Italia sta facendo in Libano. Bush condivide la linea
italiana: “Siniora deve rimanere. Possiamo continuare a lavorare insieme
per fare pressioni sulla Siria affinchè non ostacoli il governo Siniora”.

L’incontro fra Prodi e Bush a Palazzo Chigi si è svolto
“in un clima molto positivo”, con scambi di battute sugli affreschi
di Palazzo Chigi e la comune passione per le biciclette. Il ministro degli
Esteri Massimo D’Alema riferisce di “due personalità politiche che si
apprezzano”.

Bush ha salutato in italiano (“buongiorno”) i
giornalisti, ha chiamato Prodi per nome (“Romano”) e poi è passato ai
ringraziamenti per l’Italia: grazie per il Libano, ma anche grazie per
l’Afghanistan “per l’impegno” italiano. “Ma credo” ha
aggiunto, “che il popolo afghano debba ringraziarvi di più: sono persone
che vogliono vivere in una società libera e voi dovete essere orgogliosi di
avere dato un contributo a questa missione”.  “Fate parte della missione Nato – ha
detto Bush – apprezziamo il vostro impegno e lo stesso popolo afghano vi
ringrazia”. Bush non ha avanzato alcuna richiesta di un maggiore impegno
delle truppe. “Sul Kosovo – ha detto Bush – Romano mi ha dato consigli
importanti durante il G8. I kosovari vogliono essere indipendenti e sono
ansiosi di avere decisioni al riguardo. Ci sono anche possibilità per la Serbia di accedere alla Ue
e alla Nato e possiamo aiutare i serbi per il loro sviluppo economico”.
D’Alema rende noto che sul Kosovo gli Usa si rendono conto “della
necessità di acquisire il consenso della Russia, senza il quale non si potrebbe
avere una risoluzione nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu”.

E’ stato, invece, papa Benedetto XVI ad esprimere
“preoccupazione” per la sorte degli 800mila cristiani in Iraq. A
Benedetto XVI Bush ha anche illustrato i piani dell’intervento umanitario
statunitense in Africa, in particolare per la lotta alle pandemie come l’Aids e
la malaria. “Un impegno significativo”, ha detto Bush,
“sostenuto dal Congresso che ha raddoppiato lo stanziamento da 15 a 30
miliardi di dollari”.

Bush ha lanciato poi un messaggio a chi dipinge di nero i
rapporti fra lui e Prodi: “Spero che tutti vedano che stiamo procedendo
bene”. Bush ha definito Prodi “un grande amico” e ha invitato
sia lui che Giorgio Napolitano a Washington. E ha aggiunto: “Conosco Prodi
da quando era Presidente della Commissione Ue. Considero Romano e Silvio due
importanti leader in Italia”.

Prodi e Bush hanno convenuto oggi e al G8 sulla necessità di
“andare avanti tutti insieme” anche con i Paesi emergenti come Cina,
India, Brasile e Messico. Bush ha invitato a Washington sia il Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano sia il Presidente del Consiglio Romano Prodi.
Napolitano ha assicurato a Bush questa mattina che nessuna delle forze
politiche italiane mette in discussione la Nato. Sull’Iran,
infine, Prodi e Bush vogliono “operare assieme” perché “non si
oltrepassi il limite” dell’uso pacifico dello strumento nucleare. Secondo
fonti di Palazzo Chigi, Prodi ha sottolineato che serve un “momento di
riflessione sulla tattica del negoziato” e “capire cosa concretamente
può essere fatto per rendere efficace il doppio binario di sanzioni e offerta
di negoziato. La strategia dell’isolamento di Teheran non è indolore per
l’Italia, che è sua principale partner commerciale”.

 

 

Scuola: torna “l’incubo” del 7 in condotta

 

(9colonne Atg) ROMA – In principio era il 7 in condotta. In
conclusione, era ancora il 7 in condotta. In mezzo l’era del telefonino con la
videocamera e il festival del bullismo che, in barba a note sul registro e voti
disciplinari negativi, ha prodotto i mesi della follia tra i banchi, degli
spinelli tra i libri, dei motorini tra i corridoi e delle mani tra la
biancheria intima della professoressa. Troppo per non pensare che alla fine si
stava davvero meglio quando si stava peggio e che, forse, mettere da parte i
rapporti amichevoli tra professori e studenti e guardare alla scuola del
passato – con tanto di insegnante austero pronto a minacciare il 7 in condotta
– non era poi un’idea così sbagliata. Detto, fatto. Il ministero della Pubblica
Istruzione annuncia il provvedimento e dai banchi – ma questa volta della
politica – si alzano le voci di consenso. Gli applausi al ministro Fioroni
arrivano, ironia del cognome, dalla Margherita. La voce è quella di Donato
Mosella, deputato diellino, che sottolinea come il ritorno al voto disciplinare
sia “una misura che, in un’epoca in cui aumentano sempre di più gli episodi di
bullismo, reintroduce il necessario principio di responsabilità personale dello
studente”. Concetto di responsabilità che è prerogativa del rapporto tra padri
e figli. Chissà allora cosa deve aver pensato il preside della scuola media
“Giacomo Leopardi” di Trofarello, vicino Torino, quando si è trovato a dover
fronteggiare le ire di un papà che, di fronte alla nuova bocciatura del figlio,
la seconda, ha minacciato di dare fuoco all’istituto. Proposito che l’uomo, un
carpentiere di 45 anni di Moncalieri, non è riuscito a mettere in atto perché
immediatamente rintracciato dalla polizia e denunciato a piede libero per
pubblica intimidazione. Resta solo un quesito: se il papà fosse riuscito a dare
fuoco alla scuola, il video sarebbe finito su Youtube?

 

 

Economia

Istat: inflazione all’1,5%, è polemica sulla benzina

 

(9colonne Atg) ROMA – Resta stabile all’1,5 per cento
l’inflazione nel mese di maggio: lo ha reso noto l’Istat che ha ridotto di uno
0,1% le stime precedentemente diffuse, segnalando anche il dato congiunturale
dello 0,3% rispetto all’aprile scorso. Al netto dei tabacchi l’indice nazionale
dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 131,3, ha presentato
nel maggio 2007 una variazione congiunturale di più 0,3 e una variazione
tendenziale di più 1,6 per cento. Gli aumenti congiunturali più significativi
sono stati rilevati per i capitoli mobili, articoli e servizi per la casa (più
0,9 per cento), trasporti (più 0,8 per cento) e altri beni e servizi (più 0,5
per cento); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli abitazione, acqua,
elettricità e combustibili, servizi sanitari e spese per la salute e
istruzione; una variazione negativa si è registrata nel capitolo ricreazione,
spettacoli e cultura (meno 0,3 per cento). Gli incrementi tendenziali più
elevati si sono registrati nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (più 4,4
per cento), prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,7 per cento),
mobili, articoli e servizi per la casa e servizi ricettivi e di ristorazione
(più 2,6 per cento per entrambi); variazioni tendenziali negative si sono
verificate nei capitoli comunicazioni (meno 9,1 per cento) e servizi sanitari e
spese per la salute (meno 0,8 per cento).

Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti
tendenziali più elevati dell’indice per l’intera collettività si sono
verificati nelle città di Palermo (più 2,2 per cento), Genova (più 2,1 per
cento) e Campobasso (più 1,8 per cento); quelli più moderati hanno riguardato
le città di Cagliari (più 1,1 per cento), Venezia (più 1,2 per cento), Aosta,
Trento, Trieste e Firenze (più 1,3 per cento per tutte e quattro). Capitolo a
parte merita la benzina: secondo quanto riferito dall’Istat a maggio il prezzo
della verde è sceso del 2,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente,
mentre il gasolio per autotrazione è diminuito del 6,1% in dodici mesi. Sempre
in ambito energetico, spiega l’Istat nella nota diffusa, “nell’ambito dei
prodotti per uso domestico si registra invece l’aumento dello 0,8 per cento
rispetto ad aprile dei prezzi dei combustibili liquidi che sul piano
tendenziale fanno segnare una diminuzione del 4,6 per cento”. In generale,
continua l’Istat, “nel settore dei beni energetici a maggio i prezzi sono aumentati
dell’1,0 per cento rispetto ad aprile, mentre a maggio 2006 la variazione
congiunturale era risultata pari all’1,1 per cento. Tale andamento ha portato
ad una flessione di un decimo di punto percentuale del tasso tendenziale di
crescita (meno 0,3 per cento, rispetto a meno 0,2 per cento di aprile)”.

“La variazione sul piano congiunturale dei prezzi dei beni
energetici – continua la nota – si deve interamente all’aumento dei prezzi dei
prodotti non regolamentati, che a maggio sono cresciuti dell’1,9 per cento
rispetto al mese precedente. Pur essendo sostenuta, la dinamica congiunturale
dei prezzi del comparto non regolamentato è risultata inferiore rispetto a
quella registrata nel maggio dello scorso anno, determinando la flessione del
loro tasso di crescita misurato su base annua, sceso nell’ultimo mese a meno
2,9 per cento”. Ma è proprio questa parte della relazione a scatenare la
protesta delle associazioni dei consumatori: “Ai distributori – spiegano
Adusbef e Federconsumatori in una nota congiunta – la benzina ha raggiunto il
prezzo record di 1,39 euro. L’Istat invece comunica che il prezzo della verde è
diminuito del 2,7% rispetto all’anno precedente. L’istituto ha veramente
toccato il fondo. A questo punto si rende necessaria una seria analisi del
governo sul funzionamento dell’Istat e sui meccanismi di calcolo utilizzati
che, nel momento più caldo attraversato negli ultimi anni dal settore
carburanti rassicura i mercati dichiarando la riduzione del prezzo della
benzina”. Sui dati diffusi dall’Istat si è espresso anche ministro per lo
Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, anche se in chiave molto più generica:
“L’inflazione – ha osservato – è sotto controllo e sta andando meglio. Anche
una limatura o un piccolo aggiustamento indicano una direzione di marcia che è
molto importante”.

 

 

Camera commercio Miami: crescono investimenti italiani
in Sud-Est Usa

 

(9colonne Atg) MIAMI – Cresce il flusso degli investimenti
italiani negli Stati Uniti, soprattutto nella parte meridionale e orientale.
Sono 178, infatti, le aziende italiane presenti nel territorio del Sud-Est
degli Stati Uniti – corrispondente agli Stati della Florida, Georgia, South
Carolina, Alabama e Mississippi – che impiegano complessivamente 3.872
lavoratori con un numero di dipendenti medio pari a 22 persone. Sono i dati
emersi dal censimento appena pubblicato dalla Camera di Commercio
italo-americana di Miami. “Risulta difficile seguire le operazioni dei tanti
investitori italiani che negli ultimi anni si sono affacciati su questo mercato
ma senza dubbio il trend positivo era percepito già da alcuni anni – commenta
Nevio Boccanera, segretario generale della Camera – I dati emersi sono
estremamente interessanti e confermano la qualità dei nostri investimenti. La
stessa crescita della Camera, che in due anni ha visto aumentare il suo
fatturato del 93%, testimonia la vitalità della nostra comunità imprenditoriale
e l’interesse con cui in Italia si guarda alle opportunità d’affari in
quest’area degli USA”. Sostanzialmente dieci i comparti presenti: arredamento
(17,05%), macchinari (12,5%), componentistica (11,35%), trasporti (8,55%), moda
e accessori (7,95%), ceramica (7,4%), industria nautica (7,4%), costruzioni
(7,4%), telecomunicazioni (5,7%) e prodotti chimici (5,15%). Tra le aziende di
maggiore dimensione nomi molto conosciuti del Made in Italy: il produttore di
yacht Ferretti Group, il più importante datore di lavoro italiano del Southeast
con 440 impiegati nei suoi cantieri di Fort Lauderdale e Miami.

Seguono la società di costruzioni Astaldi con 280 impiegati,
la Pirelli
con 250 e la Mapei
con 150. Ben 114 aziende, il 64,85% del totale, sono ubicate in Florida, segue la Georgia con 44 filiali e
il South Carolina con 15. Mississippi e Alabama chiudono la lista con 2 e
un’azienda italiana rispettivamente. In testa alla lista dei nostri investitori
nel Southeast sono le aziende delle regioni italiane del Centro-Nord con la Lombardia a guidare la
classifica con 49 aziende, il 28% del totale. Seguono Emilia-Romagna e Toscana
con 27 aziende ciascuna, Veneto con 21, Lazio e Piemonte con 14. La prima
regione del Sud è la Campania
con 3 aziende. “La presenza della comunità imprenditoriale italiana è
molto più ampia di quella circoscritta alle filiali delle nostre aziende e si
compone di centinaia di piccoli e grandi imprenditori in settori come la
ristorazione, le costruzioni, la moda o il turismo” aggiunge il segretario
generale della Camera di Commercio che intende utilizzare questo censimento
come uno strumento per dare maggior peso alle esigenze degli imprenditori
italiani. “A beneficiarne non può che essere la nostra comunità, spesso
caratterizzata da un forte individualismo e da una diffidenza nei confronti
degli enti che la rappresentano – continua Boccanera –. Forse è giunto il
momento di superare questa fase ed iniziare a fare sistema imitando le buone
pratiche di comunità come la spagnola o la tedesca che ormai da anni si muovono
in maniera coordinata sui mercati internazionali”.

 

 

Ortofrutta: Italia leader europeo con 30 milioni di
tonnellate

 

(9colonne Atg) ROMA – L’Italia è il primo produttore europeo
di frutta e verdura con 30 miliardi di chilogrammi (25% del totale comunitario)
e 1,5 milioni di ettari coltivati ed è il primo produttore mondiale di kiwi, il
secondo produttore mondiale di pomodoro da industria e il primo produttore
comunitario di uva da tavola, kiwi, pere, pesche, nocciole, carciofi,
cavolfiori, melanzane e il secondo produttore comunitario di mele, agrumi,
pomodori. Il nostro Paese è inoltre secondo nei consumi a livello europeo con
417 grammi al giorno per persona e l’ortofrutta è il 16 per cento della spesa
alimentare per un valore di 80 euro per famiglia al mese. Sono dati che
emergono da uno studio della Coldiretti sulla consistenza del settore
ortofrutticolo in Italia, Europa e nel mondo, divulgato in occasione della
discussione finale sulla riforma di mercato dell’ortofrutta al Consiglio dei
ministri Agricoli comunitari in Lussemburgo dove è presente una delegazione
Coldiretti guidata dal presidente Sergio Marini. In base allo studio, inoltre,
emerge che il valore delle esportazioni è di oltre 3 miliardi di euro e che,
nonostante la bilancia commerciale sia positiva, sono importate 3,4 miliardi di
chilogrammi nel campo ortofrutticolo. Si evidenzia che l’ortofrutta vale da sola
quasi un quarto dell’agricoltura italiana ed assorbe ben il 16 per cento della
spesa alimentare degli italiani per un valore di 80 euro al mese per famiglia.
Una componente fondamentale della dieta mediterranea che – sottolinea la Coldiretti – contribuisce
a garantire agli italiani il record della longevità a livello europeo grazie al
consumo di prodotti freschi o trasformati da agrumi e pomodoro.

Tra i settori maggiormente interessati alla riforma di
mercato dell’ortofrutta c’è proprio la conserva di pomodoro (concentrati,
passate, polpe, pelati, sughi, etc.) che contribuisce all’immagine positiva del
made in Italy all’estero e interessa 185 industrie di trasformazione, 60mila
ettari coltivati, 7mila imprenditori agricoli che producono un quantitativo di
44 milioni di quintali. L’Italia – precisa la Coldiretti – è il primo
produttore mondiale di kiwi, il secondo produttore mondiale di pomodoro da
industria e il primo produttore comunitario di uva da tavola, kiwi, pere,
pesche, nocciole, carciofi, cavolfiori, melanzane e il secondo produttore
comunitario di mele, agrumi, pomodori. A parte la Grecia, dove si consumano
mediamente 580 grammi al giorno di ortofrutta per persona, gli italiani sono i
più “ghiotti” d’Europa con 417 grammi, un livello ancora troppo vicino a quello
minimo raccomandato dalla Fao di 400 grammi al giorno pro-capite. Infine una
curiosità che emerge dal “paradosso” delle crescenti importazioni sul mercato
italiano (come detto 3,4 miliardi di chilogrammi): dall’analisi della
Coldiretti emerge che facendo acquisti in Italia c’è una probabilità su dieci
di consumare frutta e verdura di origine non nazionale. Dall’uva del Sudafrica
alle pesche greche, agli agrumi spagnoli fino alle pere argentine sono alcuni
esempi di prodotti che si trovano facilmente sui banchi di vendita, ma
rilevanti sono anche le importazioni di patate dall’Egitto o di aglio dalla
Cina. A causa delle irregolarità spesso presenti nell’etichettature la frutta e
verdura proveniente dall’estero è destinata in molti casi – denuncia la Coldiretti – ad essere
spacciata come made in Italy nonostante l’entrata in vigore di norme che
prevedono multe salate se non viene esposta l’indicazione dell’origine, della
qualità e delle varietà. “Un mancanza di trasparenza che impedisce – conclude la Coldiretti – di fare
scelte consapevoli e di capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese
e quale è quindi il momento migliore per acquistare le ciliegie o le pesche,
che non sono prodotte in Italia dodici mesi all’anno”.

 

 

Istat: la produzione industriale aumenta del 4%

 

(9colonne Atg) ROMA – Nel mese di aprile la produzione
industriale italiana ha registrato un aumento del 4 per cento rispetto ad
aprile 2006, in termini grezzi, ed è diminuita dello 0,8 per cento rispetto a
marzo 2007. Lo comunica l’Istat, precisando che l’indice della produzione
corretto per i giorni lavorativi ha registrato in aprile un aumento tendenziale
dello 0,8 per cento (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di aprile
2006), mentre nei primi quattro mesi del 2007 l’indice ha segnato un incremento
dello 0,9 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2006 (i giorni
lavorativi sono stati 83 contro gli 82 del primo quadrimestre dell’anno
scorso). In ripresa la produzione dell’auto: il dato grezzo segnala un aumento
tendenziale del 5 per cento contro il calo del 5,5 per cento registrato a
marzo. Entrando nel dettaglio degli altri comparti, l’indice della produzione
industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, nel confronto con
aprile 2006, variazioni positive per i beni di consumo dell’energia (più 1,6
per cento) e dei beni intermedi (più 0,9 per cento). Il raggruppamento dei beni
strumentali ha registrato, invece, una variazione negativa (meno 0,6 per
cento). Nel confronto tra il periodo gennaio-aprile 2007 e lo stesso periodo
dell’anno precedente, si sono registrati incrementi del 3,8 per cento per i
beni strumentali, dell’1,3 per cento per i beni di consumo e dell’1,2 per cento
per i beni intermedi. L’energia ha presentato un calo del 5,3 per cento.

Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali
di industrie hanno segnato un aumento congiunturale per l’energia (più 1 per
cento) mentre si sono verificate diminuzioni per i beni di strumentali (meno
4,1 per cento), per i beni di consumo (meno 1,8 per cento per il totale, meno
1,9 per cento per i beni non durevoli, meno 0,8 per cento per i beni durevoli)
e per i beni intermedi (meno 0,9 per cento). Nel mese di aprile l’indice della
produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha registrato gli
incrementi tendenziali più ampi nei settori delle raffinerie di petrolio (più
11,5 per cento), della carta, stampa ed editoria (più 8,3 per cento), del
tessile e abbigliamento (più 7,5 per cento) e dell’estrazione dei minerali (più
5,7 per cento). Le diminuzioni più marcate hanno riguardato i settori dei
prodotti chimici e fibre sintetiche (meno 8,1 per cento), degli apparecchi
elettrici e di precisione (meno 4,2 per cento), dei mezzi di trasporto (meno
3,2 per cento) e della lavorazione dei minerali non metalliferi (meno 2,1 per
cento). Nel confronto tra i primi quattro mesi del 2007 e il corrispondente
periodo del 2006, gli aumenti maggiori hanno interessato i settori del tessile
e abbigliamento (più 8,1 per cento), delle raffinerie di petrolio (più 7,4
cento) e delle gomma e materie plastiche (più 5,8 per cento). Le diminuzioni
più ampie hanno riguardato i comparti dell’energia elettrica, gas e acqua (meno
8,2 per cento), della carta, stampa ed editoria (meno 3,7 per cento) e degli
apparecchi elettrici e di precisione (meno 2,2 per cento).

 

 

Società

Vacanze: Italia prima in Europa per numero di posti
letto

 

(9colonne Atg) ROMA – Con i suoi 2 milioni di posti letto
distribuiti in oltre 33 mila alberghi, l’Italia si posiziona al primo posto in
Europa per capacità ricettiva e si colloca, con più di un milione di camere
d’albergo, al quarto posto della classifica mondiale, preceduta dagli Stati
Uniti con 4 milioni di camere, dal Giappone con 1,5 milioni e dalla Cina con
1,3 milioni. Ma secondo un’indagine realizzata dal portale specializzato nei
viaggi on-line www.speedvacanze.it l’offerta ricettiva italiana è destinata a
crescere ancora. “Se proseguirà il trend positivo del settore del bed &
breakfast e se, come è già accaduto in altri Paesi, verrà convertito ad uso
ricettivo un maggior numero di strutture, il turismo italiano potrà ancora
crescere molto” dichiara Giuseppe Gambardella, ideatore del portale. I dati
dello studio inoltre mostrano una maggiore qualità delle strutture se è vero
che rispetto al decennio precedente in Italia sono diminuiti gli alberghi a 1 e
2 stelle e sono aumentati tutti gli altri. Gli alberghi a 3 stelle che prima
costituivano un terzo del totale ora sono la metà, mentre è raddoppiato il
numero degli alberghi a 4 stelle e sono triplicati quelli a 5 stelle. Secondo
la classifica si Speedvacanze.it la regione italiana che detiene il primato per
il numero di alberghi è il Trentino Alto Adige con 6 mila hotel, seguita
dall’Emilia Romagna che ne ha 5 mila. Ma la graduatoria si inverte se si
considera i numero di posti letto: in tal caso a primeggiare è proprio l’Emilia
Romagna con una capacità di 300 mila posti letto, seguita dal Trentino Alto
Adige con una capacità ricettiva di 250 mila persone. Agli ultimi posti della
classifica per numero di hotel si piazzano il Piemonte e la Sicilia, rispettivamente
con 1.500 e con 1.000 alberghi. Ma se si osserva il numero di posti letto sono la Sardegna e la Calabria, rispettivamente
con 89 mila e con 66 mila posti letto, le mete più esclusive. Mentre il Lazio
detiene invece il primato per arrivi alberghieri di stranieri.

 

 

Dossier Cisl: in Italia sono 20 mila le
baby-prostitute

 

(9colonne Atg) ROMA – Oscilla tra 18 e 23 mila il numero
delle baby prostitute costrette a vendersi sulle strade italiane tra
l’impotenza delle forze delle ordine e l’indifferenza generale. All’indomani
dell’allarme della Fao sullo sfruttamento del lavoro minorile, la Cisl annuncia una campagna
contro la “baby prostituzione”, attraverso un dossier, pubblicato dal
quotidiano “Conquiste del Lavoro”. Il fenomeno riguarda ragazzine tra
i 14 e 15 anni d’età, tutte provenienti dall’Europa dell’Est, trafficate in
Italia a scopo sessuale da “protettori” che le sorvegliano a vista.
Il 60 per cento sono rumene e arrivano in pullman da Bucarest a Roma. Alcune di
loro sono “bambine”, visto che iniziano a prostituirsi a 9 anni,
spostate di continuo da una città all’altra, dal Nord al Sud. Si tratta di
“una piaga vergognosa che ha per scenario la civilissima Italia – ha
dichiarato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni in una lunga
intervista a ‘Conquiste del Lavoro’ – e non un Paese del terzo mondo, come
forse con superficialità a troppi piace pensare. Se quella della prostituzione
è una ferita aperta nella società, la schiavitù delle ‘baby prostitute’ è una
piaga inaccettabile. La Cisl
– ha proseguito il leader sindacale – ha deciso di uscire dal coro e di gridare
il suo sdegno contro quest’infame commercio”.

La campagna di denuncia voluta dalla Cisl prevede una grande
mobilitazione contro un “dramma civile” a volte sottovalutato che il sindacato
intende portare avanti con forza, fino a raggiungere risultati positivi. “Non
esiste paese in Europa dove ai bordi delle strade ci siano bambine spinte alla
prostituzione – ha sottolineato Bonanni – violando così ogni più elementare
diritto. Una sciagura perpetrata in barba a più leggi: non solo quelle dello
Stato, ma anche quelle naturali”. “Siamo convinti – ha continuato – che questo
traffico umano avviene proprio perché non c’è alcuna opera di prevenzione,
quando già basterebbe applicare le leggi ed usare le forze dell’ordine, come
avverrebbe in qualsiasi altra parte d’Europa”. “Allo stesso tempo bisogna agire
anche in favore di queste giovani, sono persone vessate e in schiavitù e lo
Stato dovrebbe sostenere adeguate azioni di recupero e sostegno affiancate a
forme di volontariato, per riportare alla vita chi è stato ridotto a relitto
umano. Spero – ha concluso Bonanni – che i ministri della Solidarietà sociale e
degli Interni, oltre che la presidenza del Consiglio, decidano finalmente di
costruire una strategia di contrattacco. Oggi siamo di fronte ad una situazione
al limite che non può essere negata e dove è urgente intervenire: la Cisl ci sarà”.

 

 

Imprese, Sole 24 Ore: gli italiani preferiscono la Ferrari

 

(9colonne Atg) MILANO – Il Sole 24 Ore presenta l’indagine
Best 100, la classifica delle 100 aziende preferite dagli italiani redatta da
Intermedia Selection per Key2People in collaborazione con People value, che
colloca al primo posto la
Ferrari.
“Al secondo posto – scrive il quotidiano finanziario
– la Barilla,
al terzo la Fiat
che recupera sette posizioni rispetto l’anno precedente”. Dalla quarta
alla decima posizione seguono Eni, Procter & Gamble, Mediaset, Microsoft,
Ferrero, Enel e Vodafone. Tra le altre classificate spiccano Telecom Italia,
che si piazza al quindicesimo posto, Coca Cola che giunge venticinquesima,
mentre Nokia si colloca trentesima. “L’indagine – si precisa – è stata
condotta nei mesi di aprile e maggio su un campione di 4956 intervistati con il
metodo Cawi (computer aided webinterview), rappresentativi della popolazione
italiana di diplomati e laureati”, una indagine che “rientra nelle
strategia e nelle politiche di employer branding, che servono alle imprese per
comunicare efficacemente con il target dei propri potenziali collaboratori”.

 

 

Cassazione: se il capo offende, rischia la galera

 

(9colonne Atg) ROMA – Non sono più possibili per il capo
offese della reputazione e della professionalità di un dipendente, in ambiti
diversi dalle formali contestazioni. Adesso si rischia una condanna per
diffamazione. A sottolinearlo è la Cassazione, dopo aver confermato una condanna a
un anno di reclusione, inflitta dalla Corte d’appello di Cagliari, all’ex direttore
dell’aeroporto del capoluogo, G. M., accusato di abuso d’ufficio e
diffamazione. Sembra che l’imputato abbia vietato ad una dipendente l’esercizio
di funzioni corrispondenti alla propria qualifica, attribuendole invece ad un
impiegato di livello inferiore, ed abbia revocato alla donna le funzioni
vicarie in assenza del dirigente, nonostante le sollecitazioni dei superiori e
una decisione del Tar che annullava il provvedimento di revoca. Inoltre G. M.
avrebbe “insultato” la dipendente con frasi ritenute offensive del decoro, in
alcune comunicazioni indirizzate ai superiori. La difesa dell’imputato, nel
ricorso in Cassazione, aveva sottolineato la mancanza di presupposti per
l’accusa di diffamazione poiché le lettere in questione erano state “inviate a
soggetti individuati, ossia i superiori gerarchici legittimati ad adottare
provvedimenti amministrativi” nei confronti della donna. Secondo la Suprema Corte, però,
“la prassi di inviare missive ad organi pubblici, con la conseguente
possibilità concreta della conoscenza del loro contenuto da parte di una
molteplicità di soggetti si pone al di fuori delle formalità proprie cui è
tenuto il soggetto preposto a un pubblico ufficio e pone in essere una condotta
del tutto anomala”. L’imputato – come si legge nella sentenza, che conferma la
sottolineatura dei giudici di merito – “poteva giovarsi di strumenti formali di
contestazione di eventuali addebiti disciplinari o di incapacità nell’assolvere
le funzioni attribuite”. Secondo i giudici il comportamento del dirigente è
stato “correttamente inteso dalla sentenza impugnata come volontà di portare a
conoscenza di terzi espressioni offensive del decoro della persona oggetto
della missiva”.

 

 

Sport

Calcio: Napoli e Genoa tornano in serie A senza
play-off

 

(9colonne Atg) ROMA – Napoli e Genoa salgono in serie A
insieme alla Juventus, l’Arezzo retrocede in C in compagnia di Crotone e
Pescara, mentre Verona e Spezia giocheranno i playout. Questi sono i verdetti
dell’ultima avvincente giornata del campionato cadetto. Al Luigi Ferraris
pareggio a reti bianche tra i liguri di Gasperini e i partenopei di Reja, che
in virtù del pari per 1-1 tra Piacenza e Triestina ritrovano la massima serie
senza passare dal “purgatorio” dei play-off: il distacco della seconda e della
terza in classifica è infatti risultato maggiore di dieci punti rispetto alle
inseguitrici, condizione necessaria e sufficiente per evitare gli spareggi. Nel
primo tempo il Napoli, dopo un avvio indeciso, prende campo e impensierisce in
un paio di circostanze la difesa dei Grifoni: clamorosa una traversa colpita
dal “Pampa” Sosa. Nella ripresa escono i padroni di casa trascinati da un
grande Leon, ma Iezzo si salva in un paio di circostanze. Alla fine sarà festa
per le due tifoserie gemellate sugli spalti. Amarezza per il Piacenza di
Iachini, che passa in vantaggio con Degano, ma nei secondi 45’ Allegretti segna
e salva la
Triestina. Inutile
la doppietta di Jeda con cui il Rimini
regola il Mantova, in rete con Godeas, e il pirotecnico 4-2 con cui il Brescia
di mister Cosmi si sbarazza del Cesena. Per le Rondinelle splendida doppietta
di Possanzini, poi reti firmate da Mannini e Serafini, gli ospiti chiudono un
campionato mediocre con gli acuti di Pellicori su rigore e Bracaletti. Bella
vittoria, ma altrettanto inutile del Bologna sul campo dell’Albinoleffe.

I rossoblu passano con un pirotecnico 5-2, protagonista
Belluci, autore di due gol. In chiave salvezza non riesce il miracolo
all’Arezzo di Antonio Conte, che nonostante i tre punti colti a Treviso
retrocede in serie C. Avanti la squadra della Marca con il solito Acquafresca,
poi entra in scena Floro Flores che realizza una doppietta in mezzo alla quale
segna anche Martinetti. Decisive, invece, le vittorie di Verona e Spezia
rispettivamente contro Bari e Juventus. Gli scaligeri si impongono al Bentegodi
per 4-2 grazie a Pulzetti, Cutolo, Turati e Ferrante, inutili le reti di
Fiorentino e Strambelli per gli ospiti. Impresa dello Spezia a Torino, dove
passa in vantaggio con Pecorari, ma dopo pochi secondi viene raggiunto da un
guizzo di Trezeguet. Nella circostanza il bomber francese si rivolge verso la
tribuna dove staziona la dirigenza bianconera e mima con le mani il numero 15
(i gol segnati dal centravanti in questa stagione) e poi fa con le mani il
classico gesto di andare via, come a voler sottolineare la situazione di stallo
per il rinnovo contrattuale dell’attaccante. La partita prosegue e Guidetti
porta di nuovo in vantaggio gli ospiti, ma la Juve non ci sta e Bianco pareggia. Il gol partita
è firmato da Padoin all’ultimo minuto di gioco. Successo e salvezza per il
Modena che supera 2-1 in casa il Frosinone. Tre punti anche per il Vicenza in
trasferta contro il Crotone (0-1) e del Lecce al Via del Mare contro il Pescara
(4-1).

 

 

Calcio, disciplinare: 5 anni di inibizione al
presidente del Genoa Preziosi

 

(9colonne Atg) ROMA – Cinque anni di inibizione e
radiazione: questa la condanna proposta dalla commissione disciplinare al
Consiglio Federale per il presidente del Genoa Enrico Preziosi. Tutto questo a
meno di 24 ore di distanza dalla promozione conquistata sul campo dalla squadra
rossoblu, che è tornata in serie A dopo dodici anni d’assenza. Una decisione,
quella della Disciplinare, che non avrà comunque alcuna ripercussione sulla
sorte sportiva della squadra ma che, chiaramente, rischia di chiudere il ciclo
di uno dei personaggi più discussi del calcio italiano. Preziosi è infatti
indagato per falsi in bilancio risalenti a quando l’industriale dei giocattoli
era al timone del Como. Il presidente rossoblu sarà inibito “a svolgere ogni
attività in seno alla Figc, e ricoprire cariche federali e a rappresentare la
società nell’ambito federale per un periodo di cinque anni, con proposta al
presidente Federale perché venga dichiarata nei confronti del dirigente la preclusione
alla permanenza in qualsiasi rango o categoria Figc”. Ad essere giudicate
illecite sono una serie di operazioni di mercato effettuate da Preziosi tra
Como e Genoa tra il 2003 e il 1004 tra le quali anche le cessioni di Sasa
Bjelanovic e Felice Piccolo. Nel dibattimento che aveva avuto luogo a marzo la Procura Federale
aveva chiesto la dichiarazione di responsabilità dei deferiti e l’irrogazione
per Preziosi di tre anni di inibizione, oltre a un’ammenda e alla
penalizzazione di tre punti della squadra. Tra le motivazioni pubblicate oggi
nella sentenza della Commissione Disciplinare, i giudici sottolineano “una
spiccata ‘pericolosità sportiva’” del presidente genoano che ha dimostrato
disinvoltura “nel concordare una precisa e articolata gestione ‘occulta’ delle
proprie attività in ambito sportivo, così come l’indifferenza alle regole
dell’ordinamento sportivo costituiscono l’offesa più grave arrecata agli
interessi protetti dall’art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva”.

 

 

Calcio, Juventus: Del Piero, stagione chiusa come una
favola

 

(9colonne Atg) TORINO – Alessandro Del Piero traccia un
bilancio della stagione che ha riportato la Juventus in serie A. “La grande festa di ieri (il
10 giugno, ndr) all’Olimpico ha sancito definitivamente la fine della nostra
esperienza in serie B – dichiara sul suo sito ufficiale il capitano bianconero
– una lunga e avventurosa stagione che, come una favola che finisce bene, ci ha
visti affrontare difficoltà e peripezie prima di guadagnare la vetta della A.
Non è facile in questo momento fare un bilancio di questi mesi, battezzati
dalla vittoria dei Mondiali e dalla penalizzazione nella serie cadetta e forse
ancora troppo vicini per poterli osservare con distacco”. “Quello che conta è
davvero la certezza di aver fatto il nostro dovere nonostante tutto – aggiunge
il numero 10 -, l’impegno e la serietà che hanno contraddistinto il nostro
lavoro sempre, e la soddisfazione di avere dato ancora una volta dimostrazione
del nostro valore dove esso conta di più: sul campo. Tutto questo significa
molto per me (oltre alla grandissima soddisfazione personale della laurea di
capocannoniere), ma penso anche a tutta la squadra, con cui sono orgoglioso e
felice di condividere i meriti, sicuramente più numerosi dei demeriti, della
nostra stagione – chiosa -. Ora vacanze e riposo, ma credetemi se vi dico che
non vedo l’ora di tornare a casa”.

 

 

Volley, Cantagalli: “L’Italia delude? Puntiamo sui
giovani”

 

(9colonne Atg) ROMA – Un’icona della pallavolo italiana e
internazionale, uno dei più grandi giocatori che gli ultimi venti del volley
ricordino. Luca Cantagalli, classe 1965, 330 presenze con la maglia azzurra, ha
da poco tempo appeso le scarpette al chiodo, ma ha deciso di mettere il suo
talento e la sua grande esperienza al servizio dei giovani, come allenatore in
seconda della Nazionale juniores. “Bazooka”, però, analizza il
momento poco felice che sta attraversando l’Italia maggiore guidata da Gian
Paolo Montali, recentemente sconfitta a sorpresa nella World League dal
Giappone per 3-2, una debacle indigesta alla maggior parte della critica che ha
gridato alla definitiva sepoltura dell'”era dei fenomeni”. “Non
è certo il ko rimediato con il Giappone che deve far gridare allo scandalo –
dichiara Cantagalli a 9colonne – penso che i ragazzi abbiano avuto solo un calo
di concentrazione, visto che nella prima gara avevano vinto facilmente contro
la selezione del Sol Levante. E’ chiaro che in questo momento i big della
nostra nazionale stanno riposando dopo gli impegni estenuanti del campionato e
Montali sta dando spazio a giovani di grande avvenire”. Ma ormai l’Italia
non incute più timore agli avversari come qualche anno fa e il quinto posto ai
Mondiali di questa estate ne è una dimostrazione lampante: “E’ chiaro che gli
obiettivi sono cambiati. Ripetere quel ciclo è molto difficile, soprattutto
quando nazioni come Brasile, Russia e Francia si sono notevolmente rinforzate,
presentando un parco giocatori anche giovani di primissimo piano”.

Cantagalli non si nasconde e spiega quali sono i motivi che
hanno portato l’Italia a non avere un ricambio generazionale adeguato:
“Sicuramente da un lato c’è stato un normale calo fisiologico, ma dall’altra
parte in questi anni sia i club che la federazione hanno un po’ trascurato il
settore giovanile. Le società hanno puntato fortemente nel rafforzare le prime
squadre, magari con qualche straniero di troppo, tralasciando il lavoro
quotidiano sul vivaio e ora ne stiamo pagando le conseguenze a livello di
Nazionale”. La soluzione per uscire da questa impasse richiede un lavoro lungo
e difficile. “La situazione è complessa, ma ritengo che l’unico modo per
tornare a primeggiare è quello di ricreare quell’ambiente che ha permesso a me
e ai miei compagni di vincere molto. Dunque, bisogna lavorare con i giovani,
creare un gruppo forte e coltivarlo fino a portarlo in prima squadra”.
Cantagalli conclude parlando delle giovani leve e dando una speranza al volley
italiano: “Nella nazionale juniores ci sono molti ragazzi promettenti, certo
devono lavorare alcuni più sulla tecnica, altri sul fisico, ma in prospettiva
ci sono ottime possibilità che diventino il futuro della pallavolo italiana”.

 

 

Europa

Turku e Tallin proposte come capitali europee della
cultura 2011

 

(9colonne Atg) BRUXELLES – Turku e Tallinn. Le due città, in
Finlandia ed Estonia, si giocano il titolo della Capitale europea della cultura
2011, dopo essere state raccomandate dal Giurì europeo. La decisione finale ora
spetta al Consiglio della cultura dell’Unione europea che si terrà
probabilmente nel corso del secondo semestre del 2007, sotto la presidenza
portoghese. La città di Turku ha incentrato il proprio programma intorno al
tema “Turku in fiamme”, alla memoria dei tanti incendi che hanno devastato la
città nel corso della sua storia, ma anche alla sua intensa attività creativa
ed artistica. La capitale estone, invece, si è posta come obiettivo la
creazione di poli culturali come attori di sviluppo urbano. Le due città si
sono già dette disponibili anche ad un evento in tandem, vista la loro
vicinanza geografica. Nel 2012, le capitali europee della cultura saranno
designate tra Portogallo e Slovenia.

 

 

Ue, patto di stabilità: rafforzare il braccio
preventivo

 

(9colonne Atg) BRUXELLES – Il numero di Paesi che presentano
disavanzi eccessivi si sta riducendo ed è di fondamentale importanza che i
governi nazionali dell’Unione europea approfittino della favorevole congiuntura
economica per progredire rapidamente verso il conseguimento dell’obiettivo di
finanze pubbliche sane e sostenibili. A politiche invariate solo 10 dei 27
paesi dell’Ue raggiungeranno il rispettivo obiettivo di bilancio a medio
termine (OMT) nel 2008, nonostante tre anni consecutivi di crescita economica
superiore al tasso tendenziale. Pertanto, per migliorare il funzionamento del
“braccio preventivo” del patto di stabilità e crescita, la Commissione ha presentato
una serie di proposte basate sulla riforma del 2005 del patto. Le proposte
riguardano, da un lato, il modo in cui i governi formulano e attuano le loro
strategie di bilancio a medio termine e, dall’altro, il rafforzamento della
sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche e di bilancio a
livello dell’Ue. Lo scopo è realizzare politiche di bilancio sostenibili che
favoriscano la crescita e l’occupazione. “Sebbene la situazione di
bilancio – spiega Joaquín Almunia, il commissario responsabile degli Affari
economici e monetari – sia notevolmente migliorata negli ultimi anni, appare
chiaro che la maggior parte degli Stati membri deve migliorare i risultati per
quanto riguarda il conseguimento degli obiettivi di bilancio. I benefici di
politiche di bilancio sane sono evidenti: la riduzione del disavanzo e del
debito e il miglioramento complessivo della qualità delle finanze pubbliche
consentirebbero agli Stati membri di liberare le risorse di bilancio necessarie
per promuovere l’innovazione, gli investimenti, l’istruzione e l’occupazione, i
quali a loro volta permetterebbero loro di affrontare con maggiore fiducia le
sfide della globalizzazione e dell’invecchiamento della popolazione”.

La
Commissione
ha adottato una comunicazione al Parlamento e al
Consiglio sulle modalità per assicurare l’efficacia del “braccio
preventivo” del patto di stabilità e crescita. La comunicazione accompagna
l’ottava relazione annuale sulle finanze pubbliche nell’Uem pubblicata oggi,
sui cui risultati essa si basa. Il trattato impone la sorveglianza e il
coordinamento delle politiche di bilancio, fissa una soglia pari al 3% del Pil
per i disavanzi pubblici e dispone che il debito nazionale sia inferiore al 60%
del Pil o si avvicini a tale soglia con un ritmo adeguato. Il patto di
stabilità e crescita comprende un braccio preventivo mirante ad evitare
disavanzi eccessivi tramite una solida programmazione ed esecuzione del
bilancio a medio termine. Nel 2006 la situazione di bilancio è migliorata
considerevolmente. Il disavanzo medio nell’Ue è sceso dal 2,4% nel 2005
all’1,7% mentre il rapporto debito/Pil è diminuito per la prima volta dal 2002
sia nell’Ue che nell’area dell’euro. Questa evoluzione riflette i continui
progressi conseguiti nella correzione dei disavanzi eccessivi. Dopo
l’abrogazione, la scorsa settimana, delle procedure per i disavanzi eccessivi
nei confronti di Germania, Grecia e Malta, sette sono ancora i paesi in
disavanzo eccessivo, rispetto ai 13 prima della riforma del patto. Dopo la
riforma la procedura è stata abrogata anche nei confronti di Paesi Bassi
(2005), Cipro (2006) e Francia (gennaio 2007). I sette paesi restanti sono
l’Italia e il Portogallo, fra gli Stati membri dell’area dell’euro, nonché il
Regno Unito, la Repubblica
ceca, l’Ungheria, la Polonia
e la Slovacchia.
Secondo
gli ultimi aggiornamenti dei programmi di stabilità e
di convergenza, solo due paesi (Ungheria e Repubblica ceca) dovrebbero ancora
registrare disavanzi superiori al 3% del Pil alla fine del 2008.

La
Commissione
si dice tuttavia preoccupata del fatto che il
braccio preventivo del patto non funziona così bene come il braccio correttivo.
In genere, nonostante il contesto economico favorevole, gli Stati membri che
non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di bilancio a medio termine non stanno
risanando le finanze pubbliche ad un ritmo sufficientemente rapido. In alcuni
paesi l’inatteso maggiore gettito fiscale viene in parte utilizzato per
finanziare aumenti di spesa. Ciò solleva dubbi sul carattere permanente del
risanamento di bilancio in corso. Le previsioni di primavera dei servizi della
Commissione mostrano che a politiche invariate solo 10 dei 27 paesi dell’Ue
raggiungeranno il rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine nel 2008,
nonostante tre anni consecutivi di crescita economica superiore al tasso
tendenziale. Nella comunicazione adottata oggi la Commissione presenta
pertanto una serie di proposte per migliorare l’efficacia del braccio
preventivo del patto. La prima serie di proposte mira soprattutto ad estendere
la sorveglianza di bilancio dell’Ue. I vantaggi di una politica di bilancio
sana saranno meglio compresi se la sorveglianza di bilancio viene iscritta in
una prospettiva economica più ampia, che presti in particolare maggiore
attenzione agli squilibri interni ed esterni che potrebbero presentare rischi
per la stabilità economica e di bilancio. In secondo luogo, la Commissione propone di
rafforzare la titolarità nazionale degli obiettivi di bilancio fissati nei
programmi di stabilità e di convergenza. Vi è un ampio margine per rafforzare
il legame tra i bilanci nazionali e gli obiettivi presentati a livello Ue, in
particolare accrescendo la partecipazione dei Parlamenti nazionali e di altri
settori di governo all’elaborazione e alla verifica dei programmi. La terza
serie di proposte mira a rafforzare l’affidabilità e la credibilità degli
obiettivi di bilancio a medio termine. Le deviazioni ricorrenti dai piani
rischiano, se permangono, di nuocere seriamente alla credibilità dei piani
stessi. Maggiori informazioni sul modo in cui si prevede di realizzare gli
obiettivi di bilancio alla luce delle tendenze di spesa faciliterebbero la
valutazione delle politiche di bilancio nazionali. Il quarto e ultimo gruppo di
proposte riguarda l’obiettivo generale del braccio preventivo del patto, ossia
conseguire posizioni di bilancio sostenibili a medio termine. Per questo
occorrono una migliore sorveglianza dell’esecuzione del programma di bilancio
ed una migliore conoscenza delle posizioni di bilancio che offrono un margine
sufficiente per assorbire l’impatto dell’invecchiamento della popolazione.

 

 

Ue: raggiunto l’accordo sul sistema informazione visti

 

(9colonne Atg) BRUXELLES – Il Consiglio “Giustizia e affari
interni” ha raggiunto un accordo politico sul pacchetto legislativo riguardante
il sistema d’informazione visti: il regolamento Vis e la decisione Vis. Il
Parlamento europeo aveva votato il pacchetto il 7 giugno scorso. L’adozione dei
due strumenti da parte del Parlamento e l’accordo politico degli Stati membri
sono necessari per il futuro sviluppo del sistema di scambio di informazioni
sui visti fra gli Stati membri. Il regolamento consentirà ai consolati e ad
altre autorità competenti di cominciare a usare il sistema per trattare le
domande di visto e per controllare i visti. La decisione consentirà invece alla
polizia e alle altre autorità di contrasto di consultare i dati, a condizioni
di garantire un alto livello di sicurezza. Il sistema d’informazione visti permetterà
di immagazzinare dati, in relazione a un massimo di 70 milioni di persone, sui
visti per soggiorno o transito nello spazio Schengen. Questi dati
comprenderanno anche la fotografia del richiedente e le dieci impronte
digitali: il Vis diventerà così il più grande sistema mondiale di impronte
delle dieci dita. Il sistema comporterà un elevato livello di solidità e
sicurezza per garantire che sia sempre disponibile e che ai dati abbiano
accesso solo persone autorizzate per scopi consentiti. Non appena sarà
operativo, al VIS si collegheranno tutti i consolati degli Stati Schengen che
rilasciano visti e tutti i valichi lungo le frontiere esterne.

Il vicepresidente Frattini, commissario responsabile del
portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza, ha accolto favorevolmente
l’adozione del regolamento e della decisione Vis, commentando: “La Commissione è molto
soddisfatta del compromesso raggiunto sul pacchetto Vis. Il sistema
d’informazione visti sarà un nuovo strumento pratico per i consolati e per le
autorità di frontiera che ne saranno i principali utenti quotidiani, e per la
polizia e le altre autorità di contrasto degli Stati membri nelle attività di
prevenzione, lotta e indagine sui reati terroristici e d’altro tipo. Il Vis
andrà anche a vantaggio dei viaggiatori in buona fede, soprattutto per quanto
riguarda il rilascio dei visti per ingressi multipli.” Il vicepresidente
Frattini ha poi sottolineato: “E’ stato molto importante per me e per la Commissione che, fin
dall’inizio, tutte le istituzioni si siano impegnate a garantire che i
requisiti operativi andassero di pari passo con una solida protezione dei dati
personali scambiati attraverso il Vis.” La Commissione ha
proposto il testo del regolamento Vis nel dicembre 2004 e quello della
decisione VIS nel novembre 2005. I due strumenti sono collegati dalla clausola
“passerella” del regolamento Vis, che autorizza, a determinate condizioni, la
polizia e le autorità di contrasto degli Stati membri a usare i dati Vis. Il
Vis è in primo luogo uno strumento di sostegno della politica comune europea
dei visti, che permette a certe condizioni l’uso di questi dati da parte di
quegli organi. Il regolamento Vis è stato adottato congiuntamente dal
Parlamento e dal Consiglio con procedura di codecisione; la decisione Vis è
stata invece concordata con la procedura di consultazione.

 

 

Regioni

Musei: a Ferrara otto nuove sale per quello
archeologico

 

(9colonne Atg) FERRARA – Il Museo Archeologico Nazionale di
Ferrara raddoppia il proprio spazio espositivo e si conferma come una delle più
complete collezioni al mondo di ceramiche attiche a figure rosse. Grazie ai
fondi del Gioco del Lotto, aprono al pubblico le nuove sale al piano nobile,
oltre 500 mq di superficie espositiva in più, destinata ad ospitare altri
prestigiosi corredi provenienti dalle necropoli di Valle Trebba e Valle Pega
della città etrusco-greca di Spina. Lunedì 18 giugno il Direttore regionale per
i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna, Maddalena Ragni, e il
Soprintendente per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna, Luigi Malnati,
inaugurano otto nuove sale attigue al Salone delle Carte Geografiche. Si tratta
di stanze di grande suggestione, con volte e soffitti a cassettoni, camini e
stucchi di gusto barocco risalenti alle modifiche settecentesche del
rinascimentale Palazzo Costabili. Con questo ampliamento, il Museo Archeologico
può finalmente esporre in modo stabile quasi 550 reperti in gran parte già
pubblicati e noti agli archeologi ma finora usciti dai depositi solo per mostre
o motivi di studio. L’apertura delle nuove sale integra e conclude un progetto
museale avviato anni addietro. Anche se l’apparato didattico è per ora
minimale, i reperti esposti (al 99% per la prima volta) sono spesso autentiche
superstar, come il gruppo di venti piatti da pesce della prima metà del IV
secolo a.C., l’oinochoe attica con testa femminile degli inizi del IV secolo
a.C. e i numerosi crateri attici a figure rosse tra cui spiccano, per
importanza e fattura, quello a volute del Pittore di Kleophon (Tomba 57C di
Valle Pega) e quello a calice del Pittore dei Niobidi, con scene di
gigantomachia e corteggio dionisiaco, del 460 a.C. Di forte impatto visivo è
poi la ricostruzione di due sepolture di Valle Trebba (una inumazione di V sec.
a.C. e una cremazione di fine IV – inizi III a.C.) realizzata sulla base della
documentazione del Giornale degli Scavi dei primi anni del Novecento. Il piano
di valorizzazione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara proseguirà con
ulteriori sistemazioni degli spazi espositivi destinati alle collezioni
provenienti dall’abitato di Spina e dal territorio ferrarese. Il nuovo assetto
del Museo si completerà con il restauro dei giardini di mezzogiorno e di
levante: per pianificare la gestione di questi spazi è stata avviata un’intesa
tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Ferrara.

 

 

Industria: Fvg punta su veicoli a basso impatto
ambientale

 

(9colonne Atg) TRIESTE – E’ stato presentato il 12 giugno al
presidente della Regione Friuli Riccardo Illy il progetto “V.o.l.p.e.”-Veicoli
Originali Leggeri Privi Emissioni, per la realizzazione in Friuli Venezia
Giulia di un’innovativa vettura da città – “il Volpe” – a trazione
elettrica ma comunque dotata di un generatore a gas metano e di un pannello
solare. Il progetto è stato illustrato al presidente Illy ed all’assessore
regionale al Lavoro Roberto Cosolini dall’imprenditore Romano Artioli, già
proprietario dei marchi Bugatti e Lotus. Lo stabilimento di assemblaggio del
“Volpe” (per 2 passeggeri, con dimensioni 1 mt. x 2, a 2 o 4 ruote
motrici, guidabile già a 14 anni) dovrebbe trovare ubicazione a Cervignano del
Friuli, mentre al porto di Trieste giungeranno la maggior parte delle
componenti della nuova vettura, molte delle quali dalla Cina. Il lancio del
modello è previsto nella primavera del prossimo anno, ha indicato Artioli, e
l’avvio della produzione nell’estate 2008.

 

 

Olio d’oliva: a Trieste i migliori votati dai
consumatori

 

(9colonne Atg) TRIESTE – Nel corso del 2006 il consumo
nazionale di oli di oliva si è attestato su un livello di 215 mila tonnellate
per un corrispondente valore di 1 miliardo e 135 milioni di euro. E L’Italia
con una produzione di 800 mila tonnellate, occupa una posizione leader nel
panorama mondiale. I dati emergono dalla prima edizione di Olio Capitale,
salone degli oli extra vergini tipici di qualità che si è chiuso il 12 giugno
alla Fiera di Trieste. Il salone – che si è svolto contemporaneamente alla
59.ma Fiera Campionaria Internazionale – vuole presentare l’intera filiera
dell’olio extra vergine d’oliva in un nuovo evento specializzato dove siano
presenti non solo le migliori produzioni nazionali ed estere ma l’intera catena
produttiva. E, in una ottica tutta giuliana, punta a portare a Trieste
l’emergente mercato del Centro-Est Europa relativo alla domanda. Nella giornata
conclusiva è stato assegnato il concorso per le produzioni tipiche e di qualità
prodotte nell’area del Mediterraneo. A far parte della giuria anche semplici
consumatori, chef e negozianti. Per inaugurare così un nuovo corso nel
giudicare gli oli, più vicino al consumatore e al fruitore professionale del
prodotto. Ovviamente, per equilibrare il giudizio c’è l’occhio vigile degli
organizzatori, i quali hanno effettuato una preselezione, onde evitare la
presenza in concorso di oli non idonei qualitativamente, o di qualità poco più
che sufficiente. Il comitato di coordinamento del premio, preso atto delle
valutazioni autonome e indipendenti delle singole giurie, ha operato infine la
sintesi dei risultati unicamente attraverso strumenti matematico-statistici, in
particolare mediante media ponderata (giuria popolare 30%, giuria Horeca 30%,
giuria esperti 40%) dei punteggi attribuiti a ogni singolo campione e quindi ha
proclamato i vincitori per ciascuna sezione, unitamente alle menzioni d’onore.

 

 

E-government, Cagliari: cittadini scrivono il futuro
della città on-line

 

(9colonne Atg) CAGLIARI – Con lo slogan “Progettiamo insieme
la città del futuro”, il Comune di Cagliari invita i cittadini a partecipare on
line alla stesura del nuovo Piano strategico del capoluogo sardo.
L’amministrazione isolana si unisce così al progetto ReCS, Rete delle Città
Strategiche, che raccoglie al suo interno alcune importanti città italiane
impegnate nel gestire i processi di sviluppo del territorio attraverso
l’utilizzo del Piano Strategico. Il Piano rappresenta uno strumento innovativo
per la gestione della governance locale e consiste in un documento di natura
multi-settoriale, in cui vengono definite politiche e campi d’intervento
dell’azione pubblica. Tutti i cittadini possono presentare le proprie proposte
per la “progettazione della Cagliari di domani” attraverso il portale
interattivo www.pianostrategicocagliari.it, che offre anche sondaggi on line,
forum e news aggiornate in tempo reale di tutte le attività del Piano.

 

 

Trento: ricevuta delegazione della Protezione civile
del Mozambico

 

(9colonne Atg) TRENTO – Si è svolta nei giorni scorsi una
visita in Trentino Alto Adige – ed in particolare alla Protezione Civile di
Trento – di due alti dirigenti dell’Istituto Nazionale di Gestione delle
Emergenze (Ingc) del Mozambico: Leonardo Dimas, coordinatore di Unaproc (la Protezione civile
nazionale del Mozambico, ndr) e Denis Guimba, ufficiale di informazione del
Centro operativo per l’emergenza. I due funzionari, accompagnati da Paolo
Vaccari del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, erano in Italia
nell’ambito di una collaborazione fra le rispettive strutture nazionali di
protezione civile ed in particolare per conoscere fra le altre la struttura
operativa trentina, indicata come un esempio particolarmente significativo. Il
Trentino ha sviluppato infatti negli anni un legame solido con il Mozambico,
grazie ai numerosi progetti di solidarietà internazionale realizzati dalle
associazioni di volontariato anche con il supporto della Provincia autonoma di
Trento e a rapporti consolidatisi a livello istituzionale. Ma oltre alla
povertà e al dramma dell’Aids il Mozambico è anche un paese soggetto a gravi
problemi di carattere ambientale: gli alluvioni che lo colpirono qualche anno
fa provocarono migliaia di morti e compromisero gravemente gli sforzi fatti per
risollevarsi economicamente dopo gli anni della guerra civile. Particolare
attenzione, durante la visita, è stata posta al sistema di allertamento meteo
ed al monitoraggio dei fiumi, che costantemente viene effettuato in Trentino
nella “sala di piena”: un genere di attività che sarebbe di grande importanza
per il Mozambico, paese attraversato fra l’altro da uno dei maggiori fiumi
africani, lo Zambesi. I due ospiti hanno visitato il Centro di Lavis, per
visionare le attrezzature e verificare il sistema integrato di intervento della
Protezione Civile trentina, il campo scuola della Protezione Civile di Marco di
Rovereto, e la caserma dei Vigili del Fuoco e il nucleo elicotteri di Trento.
In chiusura della breve visita Luciano Rocchetti del Servizio emigrazione e
solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento ha fatto il punto
sui progetti che uniscono il Trentino al Mozambico, alcuni dei quali rientranti
nelle attività del Tavolo per la cooperazione decentrata con il Mozambico,
creato alcuni anni fa dalla Provincia automa di Trento e dalla Provincia
mozambicana di Sofala.

 

 

Aerospazio: nasce il distretto interregionale
Campania-Piemonte

 

(9colonne Atg) NAPOLI – Un distretto aerospaziale
interregionale tra Campania e Piemonte. È l’obiettivo del protocollo di intesa
sottoscritto questa mattina tra gli assessori regionali campani Andrea
Cozzolino (Attività produttive e Agricoltura) e Teresa Armato (Università,
Ricerca scientifica, Innovazione tecnologica) e l’assessore del Piemonte Paolo
Peveraro (Attività Produttive e Bilancio), messi in collegamento da una
videoconferenza tra gli uffici di Santa Lucia a Napoli e quelli di Torino.
L’accordo punta a un potenziamento congiunto dei due distretti aerospaziali, e
fa seguito all’intesa siglata lo scorso febbraio a Bruxelles tra la Camera di Commercio di
Napoli e quella di Torino, che ha avviato la collaborazione tra le due aree. I
distretti di Campania e Piemonte, insieme, raccolgono il 36 per cento del
totale di imprese italiane dell’industria aerospaziale, circa 1400, occupano
oltre 20mila addetti e fatturano circa 2,8 miliardi di euro l’anno. Inoltre, la
principale azienda operante a livello globale nel settore, Finmeccanica, ha la
sede di sue partecipate (AleniaAeronautica, AleniaAeroNavali) in entrambe le
regioni, così come Avio. Per assicurarsi una parte nel mercato internazionale,
le industrie campane e piemontesi devono necessariamente innalzare il proprio
livello di competitività. Il patto firmato oggi individua 5 “leve”
attraverso cui raggiungere l’obiettivo. Innanzitutto, avviare procedure
necessarie per coordinare i due sistemi produttivi, puntando su progetti e
prodotti in cui le aziende dell’area risultino competitive rispetto alla
migliore concorrenza internazionale. Fondamentale sarà, a questo proposito, il
ruolo delle imprese, che dovranno offrire nuovi prodotti e tecnologie da
inserire nei grandi progetti industriali internazionali e migliorare la qualità
delle proprie prestazioni. Per questo, saranno sviluppati progetti per la
formazione professionale specializzata e per la certificazione di qualità dei
processi produttivi, e saranno attivate specifiche piattaforme telematiche
integrate per la interconnessione delle PMI campane e piemontesi.

A supporto delle imprese saranno elaborati specifici
progetti di Ricerca & Sviluppo per nuovi prodotti, tecnologie e processi, e
potranno contare un’attività integrata al fine di formulare modelli di finanza
di progetto, per facilitare l’accesso al credito delle imprese. Ciò attraverso
leggi regionali di Fondi rotativi (sulla scorta dell’esperienza già maturata
nell’area di Tolosa) e la cessione dei crediti nei confronti degli Enti
Pubblici. Per la realizzazione del progetto, inoltre, è previsto un supporto
finanziario derivante dai fonti destinati all’industria, alla ricerca
industriale e alla formazione delle Regioni, dei Ministeri e delle società
interessate. Il comparto interregionale intratterrà rapporti con altri Enti di
sviluppo industriale locale e Enti internazionali, presentandosi al fianco
delle grandi imprese, in modo da creare una riconoscibilità del comparto e
delle imprese che a esso fanno capo. Per l’esecuzione di queste procedure, infine,
saranno istituti un Comitato di Indirizzo Strategico e un Comitato Tecnico
Operativo. Il primo sarà composto da un massimo di 8 componenti più un
segretario, gli Assessorati regionali, esperti della grande industria e i
presidenti delle Camere di Commercio di Napoli e Torino, e avrà il compito di
definire le linee strategiche del distretto aerospaziale interregionale e
l’organizzazione del Comitato tecnico operativo, le modalità del suo
funzionamento e gli impegni economici. Il Comitato Tecnico Operativo, invece,
curerà l’attuazione delle azioni previste dal protocollo e delle linee
strategiche definite dal Comitato di Indirizzo Strategico.

 

 

Benevento: un successo la “Borsa del turismo”

 

(9colonne Atg) BENEVENTO – Benevento punto di riferimento
del turismo natura dell’Appennino meridionale. La conferma arriva al termine
della Borsa del Turismo Ambientale e Rurale, evento che rientra nel programma
del Progetto In Natura, promosso da Regione Campania ed Art Sannio Campania e
concluso nei giorni scorsi nelle aree espositive realizzate all’interno del
Polo Museale della Tecnica e del Lavoro in Agricoltura MUSA . “Porteremo avanti
l’iniziativa – dichiara Gianvito Bello, Presidente di Art Sannio Campania – è
stata un’esperienza sicuramente positiva sia dal punto di vista delle presenze
registrate, sia dal punto di vista qualitativo dei tour operator che ci hanno
dato il viatico a proseguire. Chiederemo da subito all’assessorato regionale al
turismo l’inserimento nel cartello delle fiere di settore che vengono proposte
dalla Regione Campania”.

“Il successo della borsa – prosegue Bello – conferma
l’interesse del mercato per questa nicchia del turismo in cui la Campania e in particolare
Sannio ed Irpinia, potranno recitare un ruolo importante”. Soddisfazione evidente
anche fra gli espositori che hanno apprezzato in particolare la possibilità che
è stata loro concessa di entrare in contatto con gli operatori turistici
internazionali, per la prima volta direttamente sul territorio di Benevento.

L’area business della borsa è stata infatti interessata dai
workshop che hanno coinvolto circa 50 tour operator in rappresentanza della
domanda nazionale ed internazionale di turismo natura.

Gli stessi operatori si sono dichiarati entusiasti e
piacevolmente sorpresi dall’offerta del territorio del Sannio e dell’Irpinia,
che hanno potuto valutare nel corso di tre distinti educational, organizzati da
ArtSannio Campania, dal Parco Regionale del Partenio, dall’ Ept di Benevento ed
da ExpoGlobe TTG Italia.

Quello della Borsa del Turismo Ambientale e Rurale si è
rivelato un appuntamento gradito anche al pubblico accorso durante i tre giorni
di manifestazione. Buona l’affluenza durante gli spettacoli previsti dal
programma della borsa che, attraverso la partecipazione di grandi e piccini,
sono riusciti nell’intento di coinvolgere le famiglie. Fra gli obiettivi
raggiunti, quello della valorizzare il MUSA, struttura giovane e quindi ancora
non conosciuta da tutti. “La partecipazione della città, evidenziata dal
notevole afflusso registrato, è la conferma della bontà di aver scelto un luogo
collegato alla ruralità ed all’ambiente per dare meglio il senso della
manifestazione. Una partecipazione che ci manifesta anche la voglia di
strutture per il tempo libero e per questo creeremo al MUSA un polo stabile per
eventi a carattere rurale ed ambientale aperti ai cittadini”.

 

 

Automobilismo, Pechino-Parigi: dopo 100 anni la Itala ci riprova

 

(9colonne Atg) ROMA – Il 10 giugno di cent’anni fa partiva
da Pechino la
Pechino-Parigi
, il raid automobilistico vinto dalla Itala di
Scipione Borghese, guidata da Ettore Guizzardi e resa mitica in tutto il mondo
dal reporter Luigi Barzini. Quest’anno, grazie all’Automobile Club d’Italia, la
stessa automobile di allora, la
Itala
marcata Pechino-Parigi e conservata al Museo
dell’Automobile di Torino, riparte da Parigi per tornare a Pechino scortata dai
truck della trasmissione televisiva Overland. La stessa automobile di allora
con un motore a quattro cilindri, il cambio a quattro marce, i cerchioni in
legno e le gomme Pirelli realizzate a mano come cent’anni fa. La velocità
massima che può raggiungere è di 95 chilometri all’ora. 16.000 chilometri di
viaggio che serviranno a comunicare al mondo l’affidabilità e la reputazione
del Made in Italy, se vale qualcosa il fatto che dopo cent’anni un’auto
italiana è ancora in grado di ripetere la stessa impresa. Al seguito di Itala
infatti EmiliaRomagna – MotorValley a rappresentare il distretto meccanico
automobilistico con una moto Ducati, e poi Pirelli, Iveco e Fondazione Italia-Cina.
Cronometrista ufficiale dell’impresa non poteva che essere un orologio svizzero
di padre italiano: Wyler Geneve del Gruppo Binda. Partenza il 20 luglio da
Parigi, Place de la Concorde,
arrivo previsto a Pechino il 20 settembre. In mezzo tappe a Bruxelles, Berlino,
Varsavia, San Pietroburgo, Mosca e Ulan Bator.

 

 

A Rimini il Festival del mondo antico

 

(9colonne Atg) RIMINI – Rimini è una città antichissima e
tutto il suo bacino costituisce terra di insediamenti che affondano nella notte
dei tempi. Fondata probabilmente da Greci di Egina, porto dei re etruschi di
Verucchio già dall’ VIII secolo a. C., colonia romana ed avamposto militare a
partire dal 268 a. C., deve la sua importanza alla posizione al termine della
pianura padana e all’incrocio delle vie che, per terra, portano a Nord verso il
Brennero e il Baltico, a Ovest lungo gli antichi percorsi etruschi in direzione
di Arezzo, a Sud, lungo la via consolare Flaminia, a Fano e poi, piegando
all’interno, a Roma, a Est nel golfo adriatico verso l’Illiria e la Grecia. Anche oggi
restano nell’area non poche testimonianze del mondo antico, non solo con i
monumenti superstiti come l’Arco di Augusto e il ponte di Tiberio a Rimini, ma
anche con l’enorme documentazione materiale che si sta organizzando nei musei
di questo vero e proprio distretto dell’antico sull’Adriatico. Basti pensare al
Museo di Rimini, che in procinto di essere completato (una quarantina di sale),
a quello di Verucchio, che raccoglie i reperti di una necropoli
etrusco/villanoviana ancora non del tutto riportata alla luce, agli antiquari
di Cattolica, Riccione, Mondaino, etc. In tale contesto, in questi giorni torna
per il nono anno consecutivo “Antico/Presente” nella forma del
“Festival del mondo antico”, un’occasione per immergersi nelle
culture delle origini con il gusto dei contemporanei: come le passate edizioni,
anche questa sarà ricca di avvenimenti, pensati per un pubblico variegato ma
attento, non escluso quello dei minori. I temi spaziano dalla archeologia alla
storia, dall’antropologia alla scienza, dalla religione alla politica,
dall’arte alla cucina, dalla letteratura alla filosofia, etc., etc. Gli eventi
non si svolgono solo a Rimini, ma anche nei comuni di Cattolica, Mondaino,
Montefiore Conca, San Leo, San Mauro Pascoli, Verucchio. Il calendario completo
degli eventi in programma, tra commenti magistrali, mostre, laboratori per
ragazzi, proiezioni, è consultabile sul sito: http://antico.comune.rimini.it.

 

 

Cina: sarà una studentessa bolognese a rappresentare
l’Italia a Miss World

 

(9colonne Atg) BOLOGNA – Si chiama Giada Wiltshire, ha un
nome anglosassone ma è originaria di Casal Fiumanese, piccolo centro in
provincia di Bologna, e sarà lei a rappresentarci al concorso di bellezza “Miss
World”, in programma all’inizio del dicembre prossimo a Sanya in Cina. Giada ha
17 anni ed è una studentessa: è alta 181 centimetri ed ha tutte le
caratteristiche della bellezza mediterranea. Anche le sue convinzioni, secondo
una nota diffusa dagli organizzatori del concorso, sono in piena armonia con la
nostra più recente tradizione, con la famiglia e l’amicizia al primo posto nei
valori e con un sogno nel cassetto: entrare nel mondo della moda. La miss
raggiungerà la Cina
per aver superato la concorrenza di altre 51 ragazze candidate a “Miss Mondo
Italia 2007”, nella serata finale svoltasi al porto turistico di Santa Maria di
Leuca, in provincia di Lecce. La giuria che ha emanato il verdetto, presieduta
da Edoardo Costa, era composta, tra gli altri, da Manuela Arcuri, Paolo
Bonolis, Laura Troschel, Antonio Ventura de Gnon, stilista e costumista Rai, e
Marco Montrone, presidente di Radionorba, gruppo editoriale pugliese partner
dell’evento che comprende anche l’emittente televisiva Telenorba. Dalla Puglia
proviene anche la seconda classificata, Carmela Campanale, studentessa 22enne
di Molfetta (Bari). Dal Veneto arriva invece la terza classificata, la 17enne
veronese Elisa Figaro. Giada Wiltshire, insieme al titolo, acquisisce anche il
ruolo di testimonial contro il tabagismo, come previsto dal concorso,
dichiarato “no smoke”, e prosegue una tradizione che vuole un nome “straniero”
per la rappresentante italiana a Miss world. La reginetta 2006 che ha ceduto la
corona a Giada, si chiama infatti Elizaveta Migatcheva.        

 

 

Italiani nel Mondo

Firmato l’accordo per la promozione della musica
italiana all’estero

 

(9colonne Atg) ROMA – La diffusione nel mondo della nostra
musica da oggi si avvale di un nuovo strumento. E’ stato firmato a Roma, presso
la sede della Stampa estera, l’accordo di settore per la promozione della
musica italiana all’estero tra il ministero del Commercio internazionale,
rappresentato dal sottosegretario Milos Budin, e il Tavolo della musica, in
rappresentanza di Afi, Audiocoop, Fimi, Pmi, Arci, Assomusica, Assortisti e
Superclub. All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Commissione
Cultura della Camera, Pietro Folena, e il presidente di Audiocoop e
coordinatore del Tavolo della musica, Giordano Sangiorgi. Nell’articolo 1
dell’accordo, che avrà la durata di due anni, è scritto che “Le parti intendono
massimizzare le sinergie tra l’azione pubblica e privata nel processo di
internazionalizzazione del settore produttivo che le associazioni firmatarie
rappresentano”, attraverso la realizzazione di attività congiunte sul piano
della promozione e della collaborazione. L’articolo 2, relativo agli obiettivi
programmatici, definisce le azioni derivanti dall’accordo che saranno volte a
“realizzare l’attività di promozione all’estero del settore attraverso azioni
di comunicazione, di presentazione della produzione, missioni di operatori”, a
“favorire l’integrazione di iniziative promozionali relative al Made in Italy
nel suo complesso con operazioni cross-sector, tra musica ed altri comparti
industriali che esportano la produzione e l’immagine del Paese”, a “fornire
servizi alle piccole e medie imprese del comparto per rafforzarne la capacità
di internazionalizzazione”, a “incentivare le occasioni di incontro e di
aggregazione tra operatori italiani ed esteri del settore musicale in occasione
di eventi e fiere di elevato livello internazionale, sia in Italia che
all’estero”. Gli obiettivi dell’accordo saranno perseguiti dal ministero e dal
Tavolo della Musica sottoscrivendo con Ice ed altri soggetti “operative annuali
per la realizzazione delle singole azioni concordate e l’attivazione delle
relative risorse finanziarie”.

Per Milos Budin l’accordo rappresenta “un veicolo per la
promozione del Made in Italy”, dal momento che “promuovendo la musica,
promuoviamo anche l’Italia”. Il sottosegretario al Commercio internazionale,
dopo aver ricordato come “l’Italia sia il terzo esportatore mondiale di musica,
dopo i colossi Inghilterra e Stati Uniti,” ha aggiunto che “quello firmato è un
vero accordo di settore, dal momento che ci sono tutte le associazioni più
rappresentative della musica italiana. Noi oggi abbiamo raggiunto un obbiettivo
di sistema”. Folena ha sottolineato come l’accordo sottoscritto oggi
rappresenti “un caso abbastanza unico nella cultura italiana, con un fronte
comune che comprende grandi associazioni e altre minori, come i circoli Arci,
che hanno deciso di fare sistema, dando una svolta in questo campo”. Il
presidente della Commissione Cultura della Camera, inoltre, ha scelto questo
incontro quale occasione per annunciare la partenza a breve dell’iter per una
legge per la Musica
“di cui sarò relatore” e per far sapere che il 21 giugno, nella Giornata
europea della festa della musica, aderirà allo sciopero indetto da oltre 100 discografici
indipendenti per sensibilizzare i grandi media nei confronti della musica
italiana indipendente. Giordano Sangiorgi, riguardo alle azioni da svolgere per
dare seguito all’accordo di settore ha detto: “Ora sta a noi presentare
progetti e farci finanziare dal ministero per realizzare attività concrete”.

 

 

Mostre: alla Camera “Lontane Americhe”, l’epopea degli
italiani emigrati

 

(9colonne Atg) ROMA – Ha aperto il 12 giugno le porte al
pubblico la mostra “Lontane Americhe”, allestita nel Complesso di
Vicolo Valdina su iniziativa della Fondazione “I Sud del Mondo”
onlus, e presieduta dall’onorevole Galati, in collaborazione con la Fondazione della Camera
dei deputati. L’iniziativa si propone di raccontare l’epopea degli emigrati
italiani nelle Americhe, a partire dalle drammatiche traversate oceaniche fino
ai successi di oggi. Attraverso foto d’epoca, poster, giornali, pubblicità,
dipinti, spartiti musicali e altri rari documenti ed oggetti si snoderà un
percorso storico che testimonierà il fenomeno migratorio degli italiani verso
la terra promessa, il “sogno americano”, alla ricerca di un futuro
possibile. La rassegna si apre con alcune preziose e toccanti immagini
riguardanti l’America del Nord e si articola poi, in un percorso che tocca i
periodi complessi della prima guerra mondiale, delle grandi lotte sindacali,
della crisi economica del ’29, del fascismo e del secondo conflitto bellico. La
parte finale comprende una serie di drammatiche foto dell’11 settembre mentre
uno spazio consistente è dedicato all’emigrazione italiana nell’America del
Sud. La mostra resterà aperta fino 22 giugno.

 

 

Uruguay: a Danieli gran medaglia d’oro dell’Università
cattolica

 

(9colonne Atg) MONTEVIDEO – La Grande Medaglia ad
honorem dell’Università cattolica dell’Uruguay è un riconoscimento che va ai
capi di Stato, alle alte gerarchie ecclesiastiche e ai membri di governo che si
siano distinti per i loro meriti. L’11 giugno l’onorificenza è stata consegnata
al viceministro degli Affari Esteri Franco Danieli per il suo operato, non solo
dopo la nomina alla Farnesina, ma anche in precedenza, quando ha rivestito gli
incarichi di sottosegretario, responsabile di partito o membro delle
commissioni europee dedicate ai temi della migrazione e dei diritti umani. “Un
riconoscimento – si legge sul quotidiano italiano delle Americhe, Gente
d’Italia – arrivato dopo l’impegno e la volontà della Fondazione Italia nelle
Americhe di coinvolgere l’ateneo intitolato a Damaso Larranca nella promozione
delle relazioni culturali tra Italia e Uruguay anche attraverso la presenza
della comunità italiana”. La cerimonia si è svolta in una radiosa mattinata di
sole ed è stata presieduta dal rettore dell’Università Padre Antonio Ocana,
alla presenza oltre che della delegazione italiana che accompagna il senatore
Danieli, anche di alcuni principali esponenti della direzione dell’ateneo
uruguaiano tra cui il vicerettore Josè Arocena, il vicedirigente del settore
Sviluppo John Miles e padre Omar França, rettore della Facoltà di Etica.

Poco prima dell’investitura di Danieli sono state lette le
motivazioni della qualifica: al viceministro è stato riconosciuto di aver
ottenuto i meriti nella promozione delle relazioni internazionali tra l’Europa
e l’America Latina. La
Grande Medaglia
è appuntata a una lunga sciarpa azzurra
legata da una catena d’oro. Tra i meriti attuali sono state ricordate
ovviamente la nomina a viceministro con delega per gli Italiani nel mondo, ma
nella motivazione della consegna della Grande Medaglia non si è tralasciato di
citare l’incarico di presiedere il Comitato promotore dell’Università
eurolatinoamericana, il Centro Relazioni Internazionali e di dirigere la
rivista Analisi XXI. Il senatore ha ringraziato il rettore Ocana per il
riconoscimento e ha voluto spendere qualche parola sull’importanza delle
Università proprio nelle relazioni tra Paesi. E’ infatti tra le pagine della
sua agenda il progetto di un network tra Università italiane e dell’America
Latina che porti gli studenti a frequentare, anche per l’intero corso di studi,
anche per il dottorato, le facoltà italiane. Il senatore ha voluto ricordare
che alla proposta hanno aderito alcuni tra i migliori atenei italiani e che
l’eccellenza – e non la quantità – è il criterio per partecipare a questo
progetto.

 

 

Sudamerica, Bafile: l’Italia saldi il suo debito con
chi è in difficoltà

 

(9colonne Atg) ROMA – “Oggi l’Italia è il settimo paese
industrializzato, ha un’economia che, tra alti e bassi, possiamo considerare
stabile ed è diventata meta ambita dei poveri del mondo. Solo una manciata
d’anni fa, le cose erano molto diverse. L’Italia era un paese estremamente
povero, un paese in cui il futuro appariva buio, senza spiragli, un paese in
cui la fame andava a braccetto con le malattie e tutti i mali
dell’emarginazione sociale”. E’ quanto ha dichiarato l’onorevole Mariza Bafile,
aprendo il 14 giugno i lavori del convegno “Anziani e bambini in difficoltà
nelle comunità italiane dell’America Latina”. “E’ da quell’Italia – ha
proseguito la deputata eletta all’estero – che tanti italiani sono partiti per
cercare altrove migliori condizioni di vita. Lo hanno fatto per sé ma
soprattutto lo hanno fatto per le famiglie che restavano in Italia, per i più
deboli, le donne, i bambini, gli anziani, i disabili, i malati. Molti di loro
sono approdati in Sudamerica, in quei paesi in cui all’epoca, sembrava più
facile fare la ‘Merica’. E tutti, senza distinzione, hanno lavorato senza
sosta, hanno accettato condizioni di vita inumane per risparmiare e mandare le
rimesse alle famiglie che con quei soldi riuscivano a sconfiggere la miseria. I
più sono rimasti, nonostante la nostalgia, e i più ce l’hanno anche fatta a
costruirsi una vita dignitosa, alcuni hanno fatto realmente la ‘Merica’ altri
un po’ meno ma in genere la maggioranza è riuscita ad emanciparsi da quella
condizione di degrado dalla quale era partita. Purtroppo, però, le vicende
interne dei paesi sudamericani nei quali sono approdati hanno mietuto vittime
anche tra loro. C’è chi è rimasto impigliato tra le maglie di atroci dittature,
chi, travolto dalle crisi economiche, ha perso il proprio lavoro, tutto quello
che aveva costruito fino a quel momento. Qualcuno ha avuto la forza di
ricominciare, altri non ce l’hanno fatta e sono rimasti anziani, malati e
soli”. “Non sono tantissimi – ha aggiunto la Bafile – Il paese che ha il maggior numero di
nostri emigrati in condizioni di indigenza è l’Argentina. Secondo uno studio
dell’ambasciata italiana sarebbero circa 20 mila. Nel totale degli altri paesi
forse possiamo contarne circa altri 10mila. Anche un paese ricco come il
Venezuela conta oggi 1000, 1500 connazionali che vivono in gravissime
condizioni di precarietà, spesso costretti a recarsi alla mensa della Missione
Cattolica italiana per mangiare un pasto caldo una volta a settimana”.

“Accanto alle problematiche dei più anziani – ha
sottolineato la Bafile
– desideriamo segnalare anche un altro tema, meno evidente ma ugualmente grave.
Parlo dei bambini figli di genitori in condizioni di gravi precarietà, una
precarietà che colpisce i più piccoli e lede uno dei loro diritti più
significativi, quello dell’accesso alla scuola. Le scuole italiane sono
dappertutto, con scarse eccezioni, molto molto care. Ma anche le altre scuole
private o semiprivate che garantiscono un livello minimo di preparazione, sono
a pagamento. Un tracollo economico in famiglia rende difficile ai genitori
proseguire il pagamento delle rette scolastiche con grave danno per il diritto
allo studio dei bambini e anche per il loro equilibrio psichico. Un piccolo
aiuto permetterebbe a tutti di superare questi momenti di crisi senza che ne
risentano i figli in età scolastica”. La Bafile ha dunque chiesto un gesto di solidarietà
per i deboli delle nostre collettività: anziani e bambini. “Innanzitutto per i
nostri anziani che ormai stanno scomparendo. Credo che l’Italia abbia un
obbligo, non soltanto morale, con questi italiani. Nel corso della scorsa
legislatura per ben tre volte è stata presentata una proposta di legge per
chiedere un assegno di solidarietà per gli emigrati bisognosi e nel 2005 il patronato
Inca ha promosso un’iniziativa alla quale hanno aderito con entusiasmo gli
altri patronati del Cepa, i Comites e i Cgie per raccogliere firme a sostegno
di questa proposta. In pochi mesi sono state raccolte più di 50mila firme tra
le collettività dell’America Latina. Purtroppo, nonostante le tante adesioni,
la proposta non è riuscita a decollare. L’ho ripresentata, in questa
legislatura, assieme ai colleghi dell’Ulivo eletti all’estero, al capogruppo
Dario Franceschini, alla vicepresidente Marina Sereni, al presidente della
commissione Affari Sociali Mimmo Lucà ed è stata sostenuta da molti colleghi di
maggioranza della Commissione Affari Sociali. Tra breve sarà discussa nella
commissione competente e in quella sede verrà apportata una modifica al testo
per chiarire che i destinatari dell’assegno di solidarietà sono gli emigrati
nati in Italia. In questo modo l’ipotesi di spesa si riduce rispetto alle stime
iniziali per cui ci auguriamo che il parlamento e il governo possano accogliere
e varare la legge”.

“Il viceministro per gli Italiani nel Mondo, Franco Danieli
– ha proseguito la Bafile
– ha avviato una strategia per assicurare ai connazionali anziani e bisognosi
il diritto alla salute. E’ noto che in tutti i paesi dell’America Latina la
sanità pubblica è carente e quella privata carissima. Grazie all’iniziativa
avviata dal viceministro si sopperirà a questo grave problema tramite accordi
con assicurazioni sanitarie nei diversi paesi. E’ un grosso passo avanti perchè
fino ad oggi l’aiuto ai connazionali viene gestito dai Consolati in base a
parametri poco chiari e quindi in pratica lasciato alla discrezionalità dei
funzionari di turno. L’assicurazione sanitaria e l’assegno di solidarietà si
prefiggono lo scopo di trasformare l’aiuto ai più deboli in un diritto con
parametri chiari che eviti di ledere la loro dignità. Una forma di solidarietà
quindi e non di assistenza”. “Per i bambini – ha proseguito la deputata –
sarebbe importante pensare ad un sostegno scolastico ed anche eventualmente
alla possibilità di far avere loro i libri di testo, anche di seconda mano,
creando un ponte di connessione, amicizia, aiuto con i coetanei italiani.
Voglio ricordare che il governo ha accolto, durante la discussione alla Camera
dei Deputati, sulla Finanziaria del 2007, un ordine del giorno firmato da me,
dai colleghi dell’Ulivo eletti all’estero e anche da deputati dell’opposizione
eletti all’estero, in cui si impegna a individuare strumenti efficaci per la
protezione di anziani e bambini”. “Con il convegno di oggi – ha proseguito
l’onorevole italo-venezuelana – intendiamo offrire una possibilità di confronto
diretto tra il parlamento, il governo, i sindacati, i patronati, le
associazioni di volontariato cattoliche e laiche, gli organismi degli italiani
all’estero e i rappresentanti delle comunità che vivono direttamente il dramma
della povertà in un mondo sempre più diviso tra chi ha e chi non ha, al fine di
mettere a fuoco le difficoltà dell’oggi e di individuare i rimedi possibili.
Analisi e aggiornamento puntuali delle condizioni di vita delle fasce più
deboli delle comunità italiane in America latina devono procedere di pari passo
con le risposte possibili, non demagogiche, che il parlamento e il governo si
impegnano a fornire”. “Chi lavora – ha concluso la Bafile – giorno dopo
giorno, da anni, come gli Scalabriniani, gli attivisti di Migrantes e della
Caritas, gli operatori dei patronati e dei sindacati, devono sapere che non
sono soli. Le donne anziane, che sono la maggioranza tra gli anziani con
redditi minimi, devono sapere che qualcosa di concreto si sta facendo per loro.
Lo stesso vale per i bambini e le bambine più poveri delle nostre comunità”.

 

 

Dichiarazione dei redditi residenti all’estero, la
guida è on-line

 

(9colonne Atg) ROMA – Sul sito Internet dell’Agenzia delle
Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – è disponibile la nuova guida alla
compilazione della dichiarazione dei redditi da parte dei residenti all’estero.
Dedicato a coloro che non sono iscritti nelle anagrafi della popolazione
residente per la maggior parte del periodo d’imposta e, ai sensi del codice
civile, non hanno nel territorio dello Stato italiano né il domicilio né la
residenza, l’opuscolo illustra le principali imposte italiane, con particolare
riferimento all’Irpef e alle relative addizionali regionali e comunali. Spazio
poi alle modalità di compilazione del modello Unico, con esempi e casi
concreti, ma non senza una panoramica aggiornata su ‘come e quando’ presentare
la dichiarazione e pagare le imposte. Un’ultima sezione della pubblicazione –
che contiene anche gli elenchi con i codici delle regioni e delle province
autonome e degli enti locali, oltre a quelli dei conti per i versamenti con
bonifico dall’estero delle imposte regionali – è dedicata alle convenzioni
internazionali contro le doppie imposizioni e ai Paesi con regime fiscale
privilegiato (c.d. black list).

 

 

Venezuela, Rebuzzi: “Gli italiani hanno bisogno del
nostro aiuto”

 

(9colonne Atg) ROMA – “In Venezuela sta succedendo qualcosa
di straordinariamente terribile, e nessuno sembra accorgersene”. Queste le
parole della senatrice di Forza Italia Antonella Rebuzzi, eletta in Europa,
riguardo le recenti scelte del governo Chavez. “L’Italia ha il dovere di
intervenire in qualche modo – ha continuato l’esponente forzista – la Repubblica Bolivariana
del Venezuela è uno stato sovrano, ci mancherebbe, ma non possiamo dimenticarci
che in quel Paese risiedono centinaia di migliaia di nostri connazionali, che
stanno vivendo una situazione ormai assurda, che sembra peggiorare di giorno in
giorno. Noi parlamentari italo-stranieri, eletti proprio per rappresentare gli
interessi degli italiani all’estero, dobbiamo prenderci le nostre
responsabilità: per questo rivolgo un appello a tutti i miei colleghi, ed in
particolar modo all’onorevole Mariza Bafile, eletta in Sud America e
proveniente da Caracas. A lei vorrei dire che ora come non mai gli italiani in
Venezuela che in questi ultimi giorni stanno subendo soprusi di tutti i tipi,
così come gli stessi venezuelani, hanno bisogno del nostro aiuto, di un
intervento diplomatico da parte nostra presso il governo venezuelano”. “Hugo
Chavez – ha aggiunto la senatrice azzurra – sta portando il Venezuela ad essere
la nuova Cuba. Chiude giornali, televisioni, e statalizza le aziende più
importanti e fondamentali per la vita del Paese, quelle che lavorano nella
comunicazione e nel settore energetico: tutti stanno a guardare, nessuno fa
niente”. “All’onorevole Bafile, quindi, vorrei fare una preghiera: presti
attenzione, onorevole, a ciò che sta avvenendo in Venezuela, e lo faccia
presto. Ora. Domani potrebbe essere troppo tardi”. “Da parte mia – ha concluso
la senatrice Rebuzzi – sono a disposizione, e le assicuro che, se ne avesse
bisogno, avrà tutta la mia collaborazione”.

 

 

Canada: successo per la visita di Badaloni alla
comunità italiana

 

(9colonne Atg) MONTREAL – A distanza di due anni dall’arrivo
di Rai International in Canada la comunità italiana di Montreal ha ricevuto nei
giorni scorsi il direttore Piero Badaloni. E’ iniziato alle 11.15 del 9 giugno,
come previsto, l’incontro con la
Comunità
italiana del direttore di Rai International. Appena
giunto in aereo da Toronto Badaloni è stato accolto calorosamente dalla folla
che lo attendeva nel Salone dei Governatori del Centro Leonardo da Vinci.
Malgrado l’insolita giornata e un insolito orario per un incontro comunitario,
oltre duecento persone, tra presidenti di associazioni, di organismi e di enti
della Comunità italiana hanno risposto all’invito del Comites e del Cgie a
incontrare il nuovo direttore di Rai International. Dopo i saluti del
consigliere Giovanni Rapanà che ha moderato l’incontro, del console generale
d’Italia a Montreal, Francesco
Paolo
Venier e del presidente del Comites di Montreal, Giovanna Giordano,
Badaloni ha preso la parola dichiarandosi “felice di aver accolto l’invito ad
incontrare la comunità italiana di Montreal”, che tanto ha contribuito a far
giungere in Canada legalmente Rai International. “Sono venuto più che altro per
ascoltare i vostri suggerimenti, per capire come possiamo migliorare insieme
l’offerta televisiva. Stiamo lavorando per cercare di allargare e diversificare
la programmazione.
Il
nostro intento è quello di affiancare all’attuale canale
‘generalista’, altri due canali tematici, uno dedicato allo sport, in modo da
poter ‘liberare’ il generalista, troppo spesso intasato, a detta delle signore,
dal calcio, e l’altro dedicato esclusivamente all’informazione. Tutto ciò è
previsto dalla nuova convenzione che sta per essere firmata con la presidenza
del Consiglio dei ministri, convenzione che prevede, tra le altre cose, anche
la possibilità di far vedere Rai International in Italia, in modo da poter dare
un senso compiuto alla cosiddetta “informazione di ritorno”. Non sono mancati
gli appunti di alcuni presenti sul nuovo palinsesto dei programmi che ci fa
vedere la Rai.
Lamentando
in particolare la riduzione ad una sola serata di
“Porta a Porta” condotta da Bruno Vespa. Il direttore ha assicurato che da
settembre andranno in onda due puntate alla settimana di “Porta a Porta”.
Tuttavia la maggioranza dei presenti ha dichiarato di essere in generale
soddisfatta dei programmi, chiedendo al direttore di apportare qualche modifica
sugli orari che questi programmi vanno in onda in Nord America. Badaloni ha
preso nota di tutti i suggerimenti emersi dall’assemblea e ha assicurato che,
tenendo conto del quadro generale delle richieste che giungono da tutto il
mondo, prenderà gli opportuni provvedimenti, ma che comunque bisognerà
attendere il mese di settembre per conoscere il suo vero palinsesto. Dopo
l’incontro con la comunità, Badaloni e la sua delegazione, formata da Giovanni
Celsi e Cristiano
de Florentiis
, è stata ricevuta, insieme ai rappresentanti
degli organi di informazione, nella prestigiosa sede del Comites di Montreal,
dove la
presidente Giovanna Giordano
ha presentato i consiglieri del
Comites e i giornalisti presenti e li ha invitati a rivolgere alcune domande al
direttore. Tra i giornalisti de “Il cittadino canadese”, de “Il Corriere
italiano” di “Insieme” de “La
Voce
” del “Rincontro” 
e di “Panorama Italia”. Era presente anche l’Editore della “Guida” di
Niagara Falls, Vincenzo Quaranta, che ha dovuto affrontare un lungo viaggio in
treno per raggiungere Montreal ed incontrare Piero Badaloni. Sabato sera
Badaloni è stato accolto con grande entusiasmo dai giovani del Cogic (Comitato
organizzatore dei giovani italiani in Canada). Insieme a Badaloni, il console
generale d’Italia a Montreal, Francesco Paolo Venier e numerose autorità
politiche, religiose e comunitarie. Domenica 10 giugno, prima della partenza
per Roma, il direttore e i componenti della delegazione si sono intrattenuti
con il presidente dell’associazione “Gli Amici di Rai International in Canada”,
Elio De Lauri che la sera prima era stato insignito dell’onorificenza di
Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana.

 

 

Bologna: ampia partecipazione al seminario della Cne

 

(9colonne Atg) BOLOGNA – Promosso dalla Consulta nazionale
emigrazione, si svolto lunedì 11 giugno a Bologna, presso il Palazzo dei
Congressi, il primo dei seminari interregionali aperti che la Cne realizzerà entro l’anno in
corso. Il seminario ha visto una grande partecipazione delle associazioni
promotrici della Cne attive nelle regioni del Nord Italia, di numerose
associazioni regionali e di componenti delle Consulte dell’emigrazione del Nord
Italia. I lavori sono stati aperti dalla introduzione del presidente della Cne
Rino Giuliani, che ha sottolineato la necessita di raccordarsi come
associazionismo con  i cambiamenti in
atto nelle nostre comunità ricordando che le ragioni del cambiamento impegnano
l’intero mondo della rappresentanza degli italiani all’estero. La
rappresentanza delle associazioni – è stato detto nella relazione – viene
portata avanti in autonomia con una fortissima attenzione alle nuove
generazioni. “Che spazio c’è per un ruolo autonomo dell’associazionismo? – si è
domandato Giuliani – in un Cgie nel quale per superare difficoltà che ne
mettono in discussione l’esistenza si suggerisce la ricetta di migliori relazioni
fra maggioranza ed opposizione come se un organo consultivo fosse il
Parlamento”. “Costruire il futuro delle associazioni con i giovani – ha detto
ancora  Giuliani – è opportuno per
rendere la rappresentanza consonante con il nuovo, senza però frantumare il
legame, il patto con le vecchie generazioni, tenendo lo sguardo al modo nuovo
di sentirsi italiani proprio dei giovani che dall’avvenuta integrazione hanno
acquisito ricchezza culturale e possibilità di essere tramite di relazioni di
lavoro e di interessi produttivi”.

Giuliani dopo avere osservato che tanti dalle istituzioni –
a parole – affermano di riconoscere il ruolo di rappresentanza delle
associazioni, ha detto che la Cne
si attende che dalle parole si passi ai fatti a comportamenti coerenti con le
affermazioni. Dalla relazione è venuta avanti la proposta di un Forum
permanente delle associazioni regionali e nazionali per elaborare e aggiornare
le politiche di emigrazione, uno strumento in grado di confrontarsi nel merito
dei problemi con le autonomie locali, per contribuire a dare forza ad una
politica nazionale per gli italiani all’estero organica, seria non discontinua,
partecipata, non particolaristica. L’altra proposta sulla quale è stato
riscosso il consenso è quello coessenziale di un Coordinamento nazionale delle
Consulte dell’Emigrazione nel quadro della Conferenza  permanente delle Regioni come elemento per
superare i rischi dell’autoreferenzialità e per un organizzare, insieme, un
sostegno a tutti gli italiani emigrati dalle diverse regioni riconfermando,
tuttavia, il valore delle rafforzate 
prerogative costituzionali in tema d’emigrazione , proprie di ogni
singola regione. Il tema già avanzato nel convegno della Cne di fine 2006 alla
“Sala S. Bernardo” alle Tre Fontane di Roma è stato evidenziato nella relazione
nella quale Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza della Cne, ha sviluppato
il tema della legislazione regionale in rapporto all’associazionismo. Cristiano
Caltabiano, affrontando nella sua relazione il tema dei giovani, ha sottolineato
che “il problema del ricambio generazionale non è solo questione di
rinnovamento delle cariche dirigenziali all’interno delle associazioni. Silvia
Bartolini, presidente della Consulta degli emiliano romagnoli, che ha seguito
tutti lavori del seminario, ha concordato nel suo intervento sulla proposta
fatta dalla Garavini sottolineando tuttavia che il Coordinamento ha un senso se
il suo funzionamento “non dipende da autoconvocazioni, ma s’inserisce
all’interno della Conferenza Stato-Regioni-Cgie”. Massimiliano Pacner, a nome
dell’assessore all’emigrazione della Regione Veneto Oscar De Bona, intervenendo
ha ricordato le molte e coerenti iniziative per valorizzare l’apporto delle
nuove generazioni dell’estero non solo all’associazionismo ma anche all’insieme
della società veneta con i suoi valori e le sue tradizioni.

Il vicepresidente della Consulta dell’emigrazione della
Toscana, Lorenzo Murgia, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e ha
rappresentato l’importante lavoro che sui giovani italiani  all’estero da tempo sta svolgendo la Regione Toscana
per arrivare all’appuntamento del Convegno mondiale dei giovani  con proposte e con una buona  mobilitazione. “Non è con l’ottica tutta
italiana – ha detto Rodolfo Ricci coordinatore della Filef e segretario
generale della Fiei – che si deve guardare alle associazioni, con la logica
esclusiva del loro coinvolgimento per le scadenze elettorali italiane, le
associazioni all’estero con la ricchezza culturale che deriva loro
dall’avvenuta integrazione, con l’apporto dei giovani  possono influire sul rinnovamento di tutto
l’associazionismo”. Molto atteso l’intervento del segretario generale del Cgie,
Elio Carozza, più volte richiamato nella relazione di Rino Giuliani, che non ha
eluso le domande poste riconfermando un impegno “con i fatti, non con le
parole” perché l’associazionismo e la
Cne
che rappresenta le associazioni nazionali abbia con e nel
Cgie i suoi concreti spazi di interlocuzione e proposta a partire dalla
preparazione della conferenza mondiale dei giovani alle altre iniziative messe
in cantiere per l’autunno. Concludendo il seminario Giuliani ha ringraziato per
l’attenzione e per l’accoglimento delle proposte avanzate gli
interlocutori  che sono intervenuti ed in
particolare Carozza che nel suo organico intervento ha ripetutamente
sottolineato che  per lo stesso CGIE è
fondamentale la presenza qualificata dell’associazionismo  “che rappresenta oltre 10.000 realtà all’estero”.
“Chi vuole che il Cgie viva e si rilanci – ha detto Giuliani – dovrebbe apprezzare
la richiesta di maggiore spazio che la
Cne
rivendica all’associazionismo. E’ questa una scelta che
mira a far contare i territori, i luoghi delle aggregazioni delle associazioni
e non le rappresentanze individuali sostenute da coloro che, magari, pensano
all’elezione diretta dei componenti il Cgie”.

 

 

Spagna, aumentano gli stranieri: è boom degli italiani

 

(9colonne Atg) MADRID – La popolazione spagnola ha superato
per la prima volta i 45 milioni di unità. Lo ha comunicato l’Istituto nazionale
di Statistica iberico (Ine), diffondendo alcuni dati ancora provvisori che
situano il numero della popolazione in 45.116.894 al 1 gennaio del 2007, contro
i 44.708.964 del 2006. Durante il 2006 – dice l’Ine – la popolazione netta
spagnola registra un aumento di 408.000 unità, di cui l’82,84% è rappresentato
da stranieri, mentre solo per il 17,16 contribuisce la popolazione di origine
spagnola. All’inizio dell’anno, quindi, 40,63 milioni di registrati
all’anagrafe sono spagnoli e 4,48 milioni sono stranieri che portano il totale
della loro presenza al 9,9%, rispetto all’8,7% dell’anno precedente. Alcuni
dati significativi: la maggioranza degli spagnoli – il 50,6% – è rappresentata
da popolazione di sesso femminile, mentre gli uomini si attestano al 49,4%. Per
quanto riguarda la popolazione straniera residente in Spagna, invece, il 53%
sono uomini ed il 47% donne. La maggioranza delle donne si riscontra negli
immigrati di origine ibero-americana, mentre la maggioranza degli uomini
appartiene alla popolazione di origine afro-asiatica. Passando a esaminare la
popolazione per fasce di età si riscontra che il 15,3% degli spagnoli ha meno
di 15 anni, il 44,1% si colloca tra i 16 ed i 44 anni ed il 42,8% ha più di 44
anni. Per quanto riguarda, invece, la distribuzione della popolazione sul
territorio, la
Comunità Valenciana
registra un aumento di 68.000 residenti,
seguita dall’Andalusia con 64.000, la Catalogna con 62.000 e Madrid con 53.000. L’unica
regione che accusa una diminuzione della popolazione è Asturias con 2.000
abitanti in meno.

Le altre regioni registrano aumenti minimi intorno alle
2.000 unità. La popolazione immigrata passa dal 9,1% al 9,9%. Che si
distribuisce per il 18,4% nelle Baleari, 14,9% a Valencia, 14,4% nella Regione
di Murcia, 14,1% a Madrid, 13,4% in Catalogna e 12,3 nelle Canarie. Altre
novità si riscontrano nella nazionalità della popolazione immigrata. Per la
prima volta gli ecuadoriani vengono superati dai rumeni. Questi ultimi, grazie
anche all’ingresso del loro paese nella Ue ed alle conseguenti facilitazioni in
tema di visti e permessi, raggiungono quota 525.000, mentre gli ecuadoriani si
fermano a 421.000 e segnano un cambio di tendenza a favore dell’immigrazione di
origine europea. Infatti la popolazione proveniente da paesi della Ue registra
1,7 milioni di unità, di cui 314.000 sono inglesi, 164.000 i tedeschi e 135.000
gli italiani. I dati statistici confermano, quindi, la febbre spagnola che ha
colpito da tempo gli italiani che continuano a scegliere la Spagna come meta preferita
per trovare una sistemazione. Rispetto ai 115.791 del primo gennaio del 2006,
gli italiani in Spagna passano a 134.712 pari al 3,01% della popolazione
straniera residente con una variazione relativa pari al 16,34%.

“I dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica
confermano le preoccupazioni delle nostre autorità diplomatiche alle prese con
un aumentato impegno degli uffici consolari – ha dichiarato Almerino Furlan,
presidente del Comites di Madrid – Non v’è dubbio che migliaia di cittadini
italiani, specialmente giovani, scelgono la Spagna per completare i propri studi o per
cercare una sistemazione lavorativa. Si tratta, ovviamente, di un fatto
positivo perché l’intercambio di popolazione favorisce senz’altro
quell’integrazione europea che dovrà finalmente portarci all’Europa dei
popoli”. “Quest’anno – prosegue Furlan – celebriamo il ventesimo anniversario
del programma europeo Erasmus. In un ventennio migliaia di studenti italiani
hanno scelto soprattutto Granada, Madrid e Barcellona per perfezionare i propri
studi accademici; nello stesso tempo, 215.000 studenti spagnoli hanno scelto
l’Italia, insieme a Francia e Germania, conseguendo titoli di studio a Roma,
Milano, Torino e Firenze e contribuendo, così, a diffondere in Spagna la
conoscenza della lingua e della cultura italiane. Bisogna proseguire
nell’impegno a favore della nostra collettività che cresce – conclude Furlan –
rafforzando le nostre strutture istituzionali e dando nuovo impulso alle
strutture che erogano cultura, insostituibile punto di riferimento per gli
italiani all’estero”.

 

 

Canada, Montreal: tutti gli eventi della Giornata
delle Marche

 

(9colonne Atg) MONTREAL – Sono tanti e variegati gli eventi
compresi nel programma delle Giornate delle Marche 2007, manifestazione
culturale che, a partire dal 6 luglio, intratterrà la numerosa comunità
marchigiana presente a Montreal e dintorni. “I marchigiani residenti in Canada
– afferma il presidente della Regione Marche, Gian Maria Spacca – mantengono
solidi rapporti con le Marche. La notizia delle celebrazioni per la Giornata delle Marche li
ha entusiasmati, così come, con spirito positivo, accolgono tutto ciò che
consolida e tiene vivi i rapporti con la terra dei loro padri. Sono una
comunità vitale, molto interessata alle manifestazioni culturali, all’arte, al
design e alla moda”. Un nome significativo, tra gli altri, è quello
dell’ascolano Francesco Bellini, premiato nella Giornata delle Marche dell’anno
scorso: emigrato giovanissimo in Canada, è diventato un autorevole
imprenditore; dai suoi laboratori medici sono usciti brevetti importanti per
diverse cure mediche, come quella dell’Alzheimer e dell’Aids. Sarà proprio
Ascoli, da cui provengono i due terzi dei marchigiani residenti in Canada, la
città che quest’anno ospiterà la terza edizione della Giornata delle Marche,
dove si concentreranno le iniziative del 10 dicembre, data di chiusura della
manifestazione.

Il programma della Giornata delle Marche a Montreal, invece,
prevede: l’organizzazione di una mostra dei bronzi dorati di Pergola-Cartoceto,
gruppo statuario equestre d’età romana dal valore inestimabile, che sarà
inaugurata il 6 luglio al Muse’e des Beaux Arts; seguirà un “Cocktail Buffet”
presso i locali del museo, organizzato con prodotti della gastronomia
marchigiana; Nel pomeriggio del 7 luglio, presso il Centro “Leonardo Da Vinci”,
avverrà l’inaugurazione della mostra “Pellegrini a Loreto. La devozione
popolare”, con l’apposizione di una targa della Regione Marche all’interno del
Centro; spazio poi all’incontro con le associazioni dei marchigiani del Canada;
e ancora, dalle ore 17 alle ore 22 (7 luglio), Piazza J. Cartier sarà lo
scenario dell’attività di promozione della Regione con punto informativo e
proiezioni, con sfilata e concerto della Fanfara dei bersaglieri di Ascoli
Piceno, a precedere il concerto in piazza di Bobby Solo. Gli eventi dell’8
luglio prevedono: attività di promozione della Regione con punto informativo e
proiezioni, esibizione del gruppo folkloristico di Ascoli Piceno, sfilata e
concerto della Fanfara dei bersaglieri di Ascoli Piceno; a seguire “La storia
della fisarmonica in musica” concerto di organetto, fisarmonica classica e
fisarmonica elettronica promosso e realizzato dal Museo Internazionale della
Fisarmonica di Castelfidardo, e, a chiudere, il concerto in piazza di Jimmy
Fontana. Il Canada, ottava potenza mondiale, resta un’opportunità per le
Marche, divenuta oggi terra dove si rientra, grazie alla straordinaria crescita
economico produttiva della Regione: è possibile individuare percorsi comuni di
scambi e promozione, di trasferimento di buone pratiche (in vista delle
Olimpiadi di Vancouver 2010), di sviluppo dei rapporti con economie emergenti
come la Cina e
l’India, di potenziamento della cooperazione scientifica, di promozione
culturale anche come strumento di rilancio del turismo.

 

 

Chiocchetti: il Pd un progetto per rinnovare la nostra
politica

 

(9colonne Atg) ROMA – “Leggere la politica italiana in
questi giorni è tutt’altro che semplice. Provo ad immaginare ciò che può essere
compreso all’estero. Si evidenzia senz’altro la debolezza generale della
politica italiana, di fronte ad un governo che ha compiuto grandi sforzi di
risanamento dei conti disastrosi lasciatici in eredità dalla destra e che però
stenta a rispondere con efficacia alle aspettative dei cittadini”. Lo scrive
Maurizio Chiocchetti, responsabile Ds per gli Italiani nel mondo, sul numero di
giugno del notiziario dei Democratici di sinistra destinato alle comunità
italiane all’estero. “Molte lodevoli iniziative si sono tenute – prosegue Chiocchetti
– Basti pensare ai decreti di liberalizzazione o al ritrovato prestigio sulla
scena internazionale. Ora però serve un cambio di passo, soprattutto sul
terreno delle riforme sociali, a partire da una nuova legge sulla cittadinanza
che riguardi insieme gli immigrati e gli emigrati. Se non riusciamo a
concretizzare questa nuova fase si diffonderà ancor più nell’opinione pubblica
insofferenza e diffidenza”.

“Con una politica debole – aggiunge l’esponente Ds – trovano
spazio anche le manovre dei poteri forti che puntano a far collassare il
sistema per presentarsi come garanti di un nuovo ordine, ispiratore di
efficienza, di sicurezza e buon governo. In questo quadro emergono manovre
torbide, montagne di spazzatura, che puntano ad indebolire da una parte il principale
partito della coalizione di centrosinistra, i Ds, attaccando direttamente i
suoi massimi dirigenti, e dall’altra punta a minare alle fondamenta il Partito
Democratico che rappresenta, se costruito bene, il vero antidoto alle attuali
difficoltà. Si, perché con questo progetto possiamo rinnovare profondamente la
politica e le istituzioni, compiere quello scatto che ci consenta di mettere in
campo una nuova e consistente fetta di classe dirigente, provare ad eliminare
le infinite litigiosità che finiscono per paralizzare l’azione di governo”. “E’
un progetto difficile ed ambizioso – conclude Chiocchetti – affascinante allo
stesso tempo. E può rappresentare una nuova rinascita per il nostro Paese anche
agli occhi del mondo, dentro la quale assume un ruolo rilevante l’ampiezza e la
qualità del processo di costruzione del Partito Democratico anche tra le nostre
comunità che vivono fuori dai confini nazionali”.

 

 

Pd, costituito il comitato nazionale in Svizzera

 

(9colonne Atg) ZURIGO – A poche settimane di distanza dai
congressi dei Democratici di Sinistra e della Margherita, che hanno sancito
l’avvio della costituzione del Partito Democratico, anche in Svizzera sono
stati aperti i lavori per il progetto costituente del futuro PD. “Con
un’accelerazione repentina rispetto ai tempi italiani, – spiegano in una nota
Michele Schiavone e Anna Rüdeberg, Coordinatori Comitato Nazionale per il
Partito Democratico – il progetto del PD in Svizzera comincia a prendere forma
e a mostrare i propri lineamenti. Le due forze politiche, Ds e Margherita
contano su proprie strutture ed anche su una rete organizzata su quasi tutto il
territorio della Confederazione elvetica. La fase costituente, tesa a
coinvolgere associazioni, movimenti e singoli cittadini, aprirà nuovi scenari e
nuove prospettive politiche che interesseranno la comunità italiana”. “Il
futuro Partito Democratico si pone l’obiettivo di rinnovare le forme, gli
strumenti e i luoghi tradizionali della politica per favorire la partecipazione
democratica dei connazionali in Svizzera. Nei primi incontri congiunti – si
legge nella nota – che si sono susseguiti tra le delegazioni dei Democratici di
Sinistra e della Margherita è stato tracciato l’iter operativo ed
organizzativo”. Il processo sarà coordinato dal Comitato Nazionale per il PD,
composto da 24 persone, 1/3 delle quali esterne ai due partiti, alle quali si
aggiungono i parlamentari Gianni Farina, Claudio Micheloni e Franco Narducci.
Al Comitato Nazionale seguirà la formazione di almeno 9 comitati cantonali
dislocati in tutta l’area della Confederazione (Basilea, Bellinzona, Berna,
Ginevra, Losanna/Friburgo, Lucerna, Neuchàtel, San Gallo, Zurigo), ai quali
saranno invitati a partecipare soprattutto giovani, donne ed esterni al
circuito tradizionale della politica. La fase costituente, caratterizzata da
assemblee tematiche e incontri pubblici, sarà accompagnata e pubblicizzata da
un portale telematico, news letter e stampa tradizionale. Il Comitato Nazionale
per il PD in Svizzera è composto da: Luciano Alban, Marina Bazzurro, Gianni
Burzi, Nicola Colatrella, Emirano Colombo, Antonietta D’Acunto, Francesco
Firringa, Mariano Franzin, Sergio Giacinti, Antonio Gianotti, Nadia Laielli,
Faustina Lapadula, Teresa Latempa, Claudio Luciano, Dino Nardi, Anna Ruedeberg,
Michele Schiavone, Emilia Sina-Margelisch, Antonia Pichi, Roberto Rizzo,
Angelica Sorrentino, Attilio Tassoni, Cosimo Titolo, Luigi Zanolli. Il Comitato
sarà coordinato da Anna Ruedeberg e Michele Schiavone.

 

 

Bucchino agli italiani di Brooklyn: “Il nostro lavoro
è a Roma”

 

(9colonne Atg) NEW YORK – Tappa a New York per Gino
Bucchino, deputato dell’Ulivo eletto nella ripartizione America settentrionale
e centrale. “Il nostro lavoro è a Roma”, ha detto Bucchino alla comunità di
Brooklyn, in un discorso riportato dal quotidiano italiano negli Usa, America
Oggi. “La tappa a New York – osserva il deputato – era dovuta e nei prossimi
mesi ho in programma di visitare anche il Messico. Ma resto convinto che la
vera tana del lupo è Roma: è lì che bisogna stare se vogliamo ottenere qualche
cambiamento. Viaggiare, partecipare a cocktail di intrattenimento, darsi pacche
sulle spalle non serve. Il nostro lavoro è a Roma”. Bucchino si è recato a
Brooklyn accettando l’invito della Società di San Cono di Reggiano: quello
svoltosi nei giorni scorsi è stato il primo incontro con la comunità da quando
è stato eletto. “Il deputato – si legge nell’articolo – ha risposto alle
domande dei presenti, nel corso di un dibattito coordinato da Emilia Vitale”.
“Stiamo provando a portare avanti le nostre richieste – sottolinea Bucchino –
ma per il sistema Italia siamo veramente dei ‘marziani’. Tutti noi, tutti gli
italiani all’estero. Le nostre proposte spesso restano ferme per mesi. Sono un
uomo di sinistra e non accetto di cedere a ricatti politici pur di far passare
le nostre proposte – ha precisato – Non voterò mai contro la maggioranza, ma
questo non vuol dire che dobbiamo sopportare tutto: se le nostre iniziative
continueranno a non essere ascoltate dal governo usciremo dal gruppo
parlamentare e andremo in un gruppo indipendente, in cui almeno la nostra voce
potrà avere un valore. Possiamo ancora fare tanto – ha assicurato il deputato –
a partire dalla proposta di legge sulla cittadinanza italiana, dal
potenziamento della rete consolare e dalla necessità di garantire
un’informazione corretta ai nostri connazionali”.

 

 

Garibaldi, Usa: tutto pronto per la festa dell’eroe
dei due mondi

 

(9colonne Atg) NEW YORK – Una mostra fotografica per
commemorare la nascita di Giuseppe Garibaldi: questa l’iniziativa del museo
Garibaldi-Meucci di New York, affiancata dall’emissione di un valore bollato da
41 centesimi. “Due mondi in festa per il bicentenario della nascita di
Garibaldi – scrive America Oggi, quotidiano italiano che viene pubblicato negli
States – Il museo Garibaldi-Meucci di Staten Island si appresta a celebrare con
tutti gli onori il 21 luglio prossimo il bicentenario della nascita dell’Eroe
dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi nato il 4 luglio 1807 a Nizza. Per
l’occasione, il museo ha allestito una mostra fotografica e ha programmato
l’emissione di un valore bollato da 41 centesimi che riproduce l’immagine di
Garibaldi con la classica giubba rossa, la scritta Eroe dei Due mondi in
italiano e inglese, le date della nascita 1807 e della morte 1882, oltre allo
stemma della Massoneria nell’angolo in basso a destra. Il bollo dentellato – si
legge nell’articolo – è stato prodotto dall’Italian Heritage and Culture Month
Committee e dal Masonic Stamp Club di New York”. Prevista inoltre “una lezione
di Frank Alduino sul più famoso soldato del risorgimento per l’unificazione
d’Italia”.

 

 

Pensioni italiane all’estero, Rebuzzi: “Facciamo di
più, insieme”

 

(9colonne Atg) ROMA – “Con sorpresa ho letto pochi giorni fa
una agenzia in cui si parlava di un prossimo incontro del presidente dell’Inps
Gian Paolo Sassi con gli eletti all’estero, ma esclusivamente quelli
dell’Ulivo. L’incontro, che è stato promosso dalla deputata diessina Mariza
Bafile, avrebbe invece dovuto vedere coinvolti anche i deputati dell’opposizione,
quindi del centrodestra, nonché quelli del centrosinistra che non appartengono
all’Ulivo, come ad esempio l’onorevole Arnold Cassola dei Verdi, visto che la
questione pensionistica riguarda certamente tutti i connazionali di una certa
fascia d’età, che siano di un colore politico, o d’un altro”. E’ quanto
dichiara Antonella Rebuzzi, senatrice di Forza Italia eletta in Europa. “Mariza
Bafile, persona che rispetto e con la quale ho comunque un ottimo rapporto a
livello personale, continua tuttavia a muoversi in una maniera che non approvo
– ha continuato l’esponente forzista – spesso solo nel proprio interesse
particolare, e dimostra ancora una volta di non pensare veramente a quello
degli italiani all’estero; le pensioni, infatti, sono qualcosa che interessa
tutti, e sono sicura che con l’aiuto e l’appoggio dei colleghi della minoranza,
si potrebbero raggiungere risultati maggiori, e più in fretta”. “Sono delusa –
ha aggiunto la senatrice – dal fatto di vedere ancora oggi che c’è qualcuno che
continua a creare divisioni fra di noi, dopo un anno ormai che gli eletti
all’estero sono in Parlamento. Ci sono temi sui quali noi eletti dobbiamo
lavorare insieme, per il bene dei connazionali. Gli italiani nel mondo non sono
stupidi: Mariza Bafile potrà prenderli in giro una, due, tre volte. Ma poi loro
capiranno, e al momento di votare si ricorderanno della parlamentare diessina”.

 

 

Fvg: approvate le attività 2007 per i corregionali
all’estero

 

(9colonne Atg) TRIESTE – La Giunta regionale del Friuli
Venezia Giulia, su proposta dell’assessore Roberto Antonaz, ha approvato il
programma delle iniziative 2007 destinate ai corregionali all’estero. In
conformità alla legge regionale 7/2002 “Nuova disciplina degli interventi
regionali in materia di corregionali all’estero e rimpatriati”, il programma
complessivo prevede una spesa di circa 358 mila euro. Per lo sviluppo e
qualificazione delle iniziative e delle attività di comunicazione reciproca tra
la comunità regionale e i corregionali all’estero, mediante strumenti informativi
a stampa e informatici predisposti dalle Amministrazioni comunali, vengono
stanziati complessivamente 96 mila euro a favore di diversi Comuni del Friuli
Venezia Giulia a sostegno di un ampio ventaglio di iniziative. 149 mila euro
verranno assegnati a diversi soggetti che si prodigheranno per la
realizzazione, presso le comunità dei corregionali all’estero, di iniziative di
carattere culturale ed economico finalizzate alla valorizzazione della presenza
e dell’identità d’origine dei corregionali e loro discendenti e dei loro legami
con la comunità regionale. Per lo sviluppo e qualificazione delle iniziative
destinate alle giovani generazioni dei corregionali all’estero, attraverso la
promozione di soggiorni e scambi atti a creare opportunità di conoscenza delle
rispettive realtà regionale ed estera, di formazione, di specializzazione,
organizzati da convitti nazionali e da altri enti di alta formazione,
assicurando continuità e coordinamento delle proposte, lo stanziamento è di 113
mila euro.

 

 

Miami: presidente Comites dà il benvenuto al nuovo
console

 

(9colonne Atg) MIAMI – Cesare Sassi, presidente del Comites
di Miami, in una lettera pubblicata da America Oggi, quotidiano italiano negli
States, dà il benvenuto a Marco Rocca, nuovo console generale e fare il punto
della situazione in cui svolgerà il suo incarico. “Il console generale Rocca –
si legge nell’articolo – era già stato a Miami dal 1992 al 1996 ed aveva svolto
il proprio lavoro in modo estremamente ineccepibile, portando al massimo
l’efficienza degli uffici consolari, avviando concretamente la Camera di Commercio e
creando le basi necessarie per l’istituzione dei programmi per la diffusione
della lingua italiana. Durante la sua gestione – ricorda Sassi – la comunità
italiana era molto unita, il giro d’affari con l’Italia aumentava e non c’erano
stati né scandali, né sospetti di cattiva gestione verso i funzionari
consolari. Negli anni seguenti purtroppo – spiega il presidente del Comites di
Miami – la situazione è cambiata ed una notevole mole di lavoro attende ora il
nuovo console generale: La
Camera
di Commercio, che avrebbe voluto promuovere
maggiormente l’imprenditoria italiana nella circoscrizione consolare, ancora
oggi, malgrado gli sforzi encomiabili dei suoi rappresentanti, incontra diverse
difficoltà, anche per utilizzare in pieno la collaborazione dell’Ice. l’Ente
Gestore Odli, dopo il trasferimento di Tiradritti, non ha più ricevuto gli
appoggi necessari dall’autorità consolare ed attualmente in Florida non è
ancora possibile usufruire della certificazione degli insegnanti d’italiano,
come avviene per gli insegnanti delle altre lingue europee”.

“L’attività del Comites – aggiunge Sassi – dopo il parere
non favorevole per un finanziamento ad un periodico raramente distribuito, è
stata ostacolata in tutte le sue manifestazioni e non ha potuto raggiungere
pienamente gli obiettivi a suo tempo previsti. Si sono pure raffreddate le
comunicazioni con gli altri consolati europei, con le Associazioni presenti nel
territorio e soprattutto con i cittadini residenti, i quali si sono trovati
sempre più in difficoltà nei collegamenti con gli uffici consolari”. Ma
nonostante “la situazione molto difficile” che si presenta al nuovo
console, “tutti noi siamo convinti che, con il suo impegno e con la sua
grande rettitudine morale, verranno ripresi i rapporti con le autorità
americane ed italiane, verranno rilanciate le istituzioni presenti nel
territorio e molti problemi verranno risolti positivamente, con la più assoluta
soddisfazione da parte di tutti”.

 

 

Hannover: Gianni Farina all’assemblea del Comites

 

(9colonne Atg) HANNOVER – E’ stata convocata per domenica 24
giugno l’assemblea del Comites di Hannover, che nella sua seconda parte sarà
allargata alle delegazioni dei Comites di Amburgo e di Wolfsburg. L’ordine del
giorno dell’assemblea, alla quale saranno presenti l’onorevole Gianni Farina e
il membro del Consiglio di presidenza del Cgie Tommaso Conte, prevede
l’approvazione del verbale del 10 febbraio scorso, i pareri ai bilanci
preventivi 2007 del Caai, del Coasscit e del circolo di Garbsen, la situazione
finanziaria, le delibere di spese, la panoramica delle attività svolte dal
Comites nel 2007, le attività del Comites rivolte ai giovani, le proposte di
cambiamento della Legge 153. Infine l’onorevole Gianni Farina e il consigliere
Tommaso Conte presenteranno le loro attività svolte a favore della collettività
italiana nel 2007.

 

 

A Parigi il Terzo Forum delle Associazioni italiane

 

(9colonne Atg) PARIGI – E’ in programma il prossimo 23
giugno a Parigi il III Forum delle Associazioni italiane della capitale
francese. All’evento prenderanno parte 43 associazioni. “Dalle 26 che hanno
partecipato al primo Forum delle Associazioni italiane 3 anni fa – commentano
gli organizzatori – l’aumento è del 50% e avrebbe potuto essere maggiore se il
lungo periodo elettorale francese non avesse costretto il Comune del 13°
arrondissement di Parigi a rinviare a fine giugno la tradizionale settimana
italiana”. 43 stand che rappresentano la vitalità e la diversità delle associazioni
italiane. Da quelle regionali (piemontesi, emiliano-romagnole e sanmarinesi,
calabresi, pugliesi, sarde, marchigiane, laziali, procido-ischiane, ciociare e
persino gallinaresi) a quelle culturali che operano per la promozione della
cultura nostrana, che sia quella tradizionale della musica e della danza
(Association Folklorique italienne, Tarantula), di quel fenomeno veneziano
conosciuto nel mondo intero che è il carnevale (Paris Carnaval) o del cinema
(Anteprima, Parfums d’Italie che organizza l’ormai noto festival del cinema di
Tremblay-en-France), o ancora la cultura tout court (Amici d’Italia o Dolce
Italia, nuova arrivata da un villaggio sperduto alle porte della Borgogna,
Sens).

Il sociale è rappresentato dal Patronato Acli e le Acli sono
presenti anche come associazione Nazionale e come Enaip, organismo di
formazione. Presenti in massa anche le associazioni che si occupano di
insegnamento, con corsi di lingua e cultura (Dante Alighieri, Italo Calvino,
Polimnia, Italiance, Italia mia) ma anche attraverso l’organizzazione di
soggiorni linguistici in Italia (Virgilio). Sempre del settore le associazioni
di genitori (Paesi), quelle degli insegnanti di italiano (Associazione dei
Professori di Italiano della Regione Parigina) o alla documentazione (Centre des
Recherches et d’Etudes Italienne, che gestisce un centro di documentazione
pedagogica per l’insegnamento dell’Italiano in Francia). E poi la genealogia
(Ancetres Italiens, La
Grande Famille
de Procida et Ischia), per la folta schiera di
francesi alla ricerca delle loro radici: secondo le ultime statistiche più di 3
milioni e mezzo di francesi sarebbero di origine italiana. E infine
l’informazione con la stampa scritta (Focus, organizzatore del Forum ma anche
ClubMediaItalie che riunisce i giornalisti italiani nell’Europa francofona e i
correspondenti francesi in Italia), radiofonica (Radio Aligre, Radio Vexin) e
persino on line (L’Italie à Paris, Italiani).

E ci sarà certo di che stupire e interessare le centinaia di
fan e curiosi che ogni anno visitano il forum, che quest’anno avranno il
piacere di ascoltare i canti popolari e lirici dell’Afi e del coro “Centro di
Gravità” o di assistere a dimostrazioni di pizzica e tarantella con
l’Associazione Tarantula. E’ lo stesso Forum che organizza, per il giorno seguente
(domenica 24 giungo, ore 18) un concerto-spettacolo di Gian Antonio Stella e
della Compagnia delle Acque tratto dal libro “L’Orda. Quando gli albanesi
eravamo noi”. Nato per dare visibilità alle associazioni che per mancanza di
fondi non possono essere presenti nelle occasioni ufficiali di
rappresentatività (fiere, saloni, espolingue, ecc.), il Forum può dire di aver
ormai raggiunto il proprio obiettivo anche se spera in futuro di aumentare
ancora la partecipazione. Ma il risultato più positivo di quest’iniziativa è lo
spirito di fattiva collaborazione, la generosità, la propositività, la voglia
di fare e di fare insieme, la sinergia che trasuda da ognuna delle riunioni
preparatorie a dimostrazione che l‘associazionismo italiano, se valorizzato, ha
ancora una lunga vita davanti a sé.

 

 

Croazia: aperta la nuova sede del patronato Ital-Uil

 

(9colonne Atg) FIUME – Nei giorni scorsi è stata inaugurata
ufficialmente la sede del Patronato Ital-Uil a Capodistria. Presenti esponenti
sindacali sloveni, croati e italiani. Ha seguito la vicenda La Voce del Popolo, quotidiano
scritto in italiano ma pubblicato in Croazia, che precisa: “Dopo le unità di
Erpelle-Cosina e Tolmino, è arrivata la volta dell’ufficio capodistriano. Alla
presenza di diversi esponenti del mondo sindacale e dei pensionati di Italia,
Croazia e Slovenia – si legge nell’articolo -, è stato un coro unanime a
salutare la novità come più che benvenuta. Come riassunto da Luigi Rosa Teio,
coordinatore dell’Ital del Friuli Venezia Giulia, tramite l’ulteriore
avvicinamento nel centro istriano, si capiranno meglio le esigenze delle
persone che gravitano in quest’area, privilegiando la qualità dei servizi da
dare ai connazionali e non, residenti in zona. Proprio in questa espansione
della rete – scrive ancora il quotidiano – si vede le possibilità di ulteriore
sviluppo, tramite la collaborazione internazionale su progetti e programmi
comuni con quanti più enti possibile. Presente pure Alberto Sera,
vicepresidente dell’Ital nazionale, che ha definito la nuova unità come un
radar la cui funzione è captare i problemi e le esigenze, col fine di
migliorarli e risolverli assieme”.

 

 

Università, Milano-San Paolo: borse di studio per gli
italiani in Brasile

 

(9colonne Atg) MILANO – In occasione della stesura dell’accordo
di collaborazione internazionale tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca
e l’Università di San Paolo, si è svolto lo scorso 7 giugno presso la sala
Rodolfi dell’ateneo milanese l’incontro tra il rettore Marcello Fontanesi e il
senatore Edoardo Pollastri, eletto nella circoscrizione Estero – ripartizione
America meridionale – per parlare dell’importante del processo di
internazionalizzazione che la
Bicocca
sta sviluppando, favorito anche dai rapporti sempre
più intensi tra l’ateneo e le istituzioni brasiliane. Obiettivo di questo
particolare accordo tra la
Bicocca
e l’Università di San Paolo, promosso dal Centro di
Ricerca Csai “Complex Systems & Artificial Intelligence”, quello di
sviluppare progetti che diano una risposta alle nuove sfide tecnologiche,
contribuendo alla crescita di un patrimonio di conoscenza condivisa e globale.
Il senatore Pollastri, durante la visita, ha analizzato insieme agli altri
relatori le potenzialità dell’accordo tra le due università, mettendo in
rilievo le possibili ulteriori iniziative tese a favorire la collaborazione
scientifica con il Brasile, anche per quanto riguarda le borse di
collaborazione dedicate a giovani italiani: “Iniziative di questo tipo – ha
dichiarato – sono fondamentali per la crescita degli studenti italiani che
hanno in questo modo la possibilità di fare un’esperienza di grande spessore
culturale in Brasile. In questo senso, mi sembra importante sostenere in futuro
anche i giovani di origine italiana che vivono in Brasile, stanziando degli aiuti
finanziari per progetti simili che permettano agli italiani residenti nel Paese
latino americano di fare una parte del loro percorso formativo qui in Italia”.

Il senatore ha colto l’occasione per esporre l’andamento
delle relazioni culturali ed economiche tra Brasile e Italia, e i suoi futuri
possibili sviluppi, rimarcando il ruolo dell’Università in un effettivo
processo di crescita comune, sia sul piano scientifico-culturale, sia su quello
delle ricadute dei risultati della ricerca nella realtà sociale e produttiva.
“Accordi di questo tipo – ha affermato Pollastri – non possono che favorire la
ricerca e il progresso tecnologico, venendo incontro alla domanda della
popolazione mondiale, in continuo mutamento. Questo tipo di cooperazione,
inoltre, non può che migliorare i già ottimi rapporti che da sempre mantengono
Italia e Brasile, favorendo anche la grande collettività italiana nel Paese sud
americano”. “Gli atenei, come luogo di cultura e integrazione, devono portare
avanti la ricerca e possono farlo – ha aggiunto – solo collaborando tra loro,
come stanno facendo Milano e San Paolo, garantendo anche la crescita
individuale di tutti quei giovani che nella ricerca hanno investito il loro
tempo e la loro passione”. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il
console generale del Brasile a Milano Antonio Augusto Dayrell de Lima, il
delegato per l’Alta Formazione, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia
Adriano De Maio, il vicepresidente di Assolombarda per Formazione, Scuola e
Università Alberto Meomartini, la responsabile dell’Area Marketing Territoriale
per la Camera
di Commercio di Milano Claudia Bugno, il direttore del Centro di Ricerca
Complex Systems & Artificial Intelligence dell’Università di Milano-Bicocca
Stefania Bandini e il delegato per le Relazioni Internazionali dell’Università
di Milano-Bicocca Marialuisa Lavitrano.

 

 

Fisco, Irpef e Ici: cosa devono sapere gli italiani
residenti in Svizzera

 

(9colonne Atg) ROMA – Con l’avvicinarsi dell’estate,
arrivano in Italia anche le scadenze fiscali dei pagamenti delle imposte
relative all’Irpef (imposta sui redditi per le persone fisiche) e all’Ici
(imposta comunale sugli immobili). La dichiarazione dei redditi (Irpef)
rappresenta, insieme alle relative imposte, il più importante adempimento fiscale
dell’anno. Tale dichiarazione, che va presentata utilizzando il modello Unico
2006, costituisce il resoconto dei redditi prodotti nell’anno 2006 sul
territorio italiano, tenendo conto di tutto quanto si è prodotto in una delle
seguenti tipologie: redditi fondiari: sono quelli relativi ai terreni e ai
fabbricati situati nel territorio dello Stato italiano; redditi di lavoro
dipendente: sono le retribuzioni percepite in dipendenza di un rapporto di
lavoro subordinato, ivi comprese quelle relative alle pensioni; redditi di
lavoro autonomo: sono quelli derivanti dall’esercizio della libera professione;
redditi di impresa: sono quelli derivanti dall’esercizio di attività
commerciali; redditi di capitali: sono quelli provenienti da attività
finanziarie, tra cui i dividendi relativi a partecipazioni in società.
Chiaramente l’aver prodotto un reddito appartenente ad una di queste categorie,
non comporta, automaticamente, l’obbligo di presentare la dichiarazione
annuale. Infatti al di sotto di una certa cifra (3.000 euro per la maggior
parte dei cittadini italiani residenti all’estero, 7.000 euro se anche titolari
di una pensione italiana) si rientra nella fascia reddituale di esenzione.
Queste deduzioni, note come “no tax area”, a partire dal prossimo anno sono state
in parte abolite, in parte sostituite ad opera dell’ultima legge Finanziaria,
per cui nel 2008 bisognerà fare molta attenzione, in quanto un gran numero di
persone, oggi esentate dal presentare la dichiarazione dei redditi, saranno
invece obbligati a farlo in futuro. Una volta calcolato il reddito imponibile,
l’imposta va determinata applicando aliquote diverse a secondo dello scaglione
di reddito in cui si rientra, cioè con un aumento in proporzione della
consistenza del reddito prodotto.

Per l’anno di imposta 2006 abbiamo le seguenti aliquote: 23%
fino a 26.000 euro di reddito; 33% oltre 26.000 e fino a 33.500 euro di
reddito; 39% oltre 33.500 e fino a 100.000 euro di reddito; 43% oltre 100.000
euro di reddito. A tal proposito, va detto che la maggior parte degli italiani
residenti in Svizzera, o sarà esente dalla presentazione dei redditi, o, al
massimo, rientrerà nella prima fascia, quella tassata al 23%, visto che
l’imponibile che di solito viene dichiarato é rappresentato dagli immobili dati
in locazione e/o da eventuali pensioni italiane di anzianità o vecchiaia. In
ogni caso, per evitare brutti scherzi da parte del fisco italiano, è meglio far
verificare la propria posizione da un professionista competente in materia. Per
quanto riguarda, infine, il calendario da rispettare, va detto che il modello
cartaceo della dichiarazione Unico 2006 può essere consegnato alla posta o ad
una banca convenzionata entro il 2 luglio 2007, oppure entro il 31 luglio se
trasmesso per via telematica, mentre le imposte dovute a saldo vanno pagate
entro il 16 giugno 2007, oppure entro il 16 luglio 2007 con una maggiorazione
del 0,40%. Se l’imposta da versare é superiore a 51,65 euro, va versato anche
un acconto per l’anno successivo (redditi prodotti nel 2007), nella misura del
99%. Tale ultima somma si può pagare in un’unica soluzione entro il 30 novembre
2007 se non superiore a 257,52 euro, in caso contrario andrà ripartita in due
rate, rispettivamente nella misura del 40% entro il 16 giugno 2007 (il 16
luglio con la maggiorazione del 0,40%) e del restante 60% entro il 30 novembre
2007. L’Ici (imposta comunale sugli immobili) è un’imposta reale il cui
presupposto impositivo è costituito dal possesso di fabbricati, aree
fabbricabili e terreni agricoli, detenuti a titolo di proprietà, usufrutto,
uso, abitazione, enfiteusi, o superficie.

Per quanto riguarda la base di calcolo di tale imposta, va
detto che essa viene determinata moltiplicando la rendita catastale, rivalutata
del 5%, per un coefficiente che varia a secondo della tipologia del fabbricato:
100 per le categorie A, B e C, 50 per la categoria D e 34 per la categoria C/1,
il tutto, poi, diviso per l’aliquota stabilita dal Comune dove sono ubicati i
beni immobili, che, in ogni caso, varia tra il 4 e il 7%. Per il contribuente
che adibisce l’immobile a dimora abituale, è prevista, tuttavia, una detrazione
ordinaria di 103,29 euro. Ovviamente, affinché possa essere riconosciuta tale
detrazione, é necessario che vi sia identità tra il soggetto obbligato al
pagamento dell’Ici ed il soggetto che dimora abitualmente nell’immobile. Per i
cittadini italiani residenti all’estero si considera adibito ad abitazione
principale l’immobile posseduto a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia,
ovviamente a condizione che non risulti locato. In tale ultima ipotesi non si
godrà di alcuna detrazione e, soprattutto, come già detto, si sarà tenuti al
pagamento dell’imposte determinate dal canone di locazione. Per quanto
riguarda, infine, i termini di versamento dell’ Ici, va rilevato che da
quest’anno sono stati anticipati di qualche giorno, per cui la 1.a rata o
acconto (pari al 50% dell’imposta) dovrà essere effettuata entro il 16 giugno
2007, mentre il saldo e’ stato anticipato al 16 dicembre 2007, tenendo conto
che ai cittadini residenti all’estero viene riconosciuta la facoltà di pagare
l’intera imposta entro i termini stabiliti per il saldo, ovviamente con una
maggiorazione del 3% sulla parte relativa all’acconto di giugno. Come sempre
anche quest’anno la Uim
(Unione degli italiani nel mondo) in collaborazione con il Patronato Ital-Uil,
mette a disposizione di tutti gli italiani residenti in ogni parte della
Svizzera un servizio di assistenza fiscale (Saf) per cui chi dovesse avere
bisogno di farsi compilare la dichiarazione Unico 2006 e Ici, può contattare
una delle sedi più vicina della Uim o dell’Ital-Uil.

 

 

Svizzera: mons. Tagliaferro coordinatore delle
Missioni cattoliche

 

(9colonne Atg) ZURIGO – Mons. Leandro Tagliaferro è il nuovo
coordinatore nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera. La
nomina è avvenuta al termine della 276° assemblea ordinaria della Conferenza
Episcopale Svizzera, tenutasi a Einsiedeln nei giorni scorsi. Nato nel 1933 a
Santa Maria di Sala, nella diocesi di Treviso, mons. Tagliaferro è in Svizzera
da circa 50 anni. Nel 1966 fondò la Missione Cattolica
Italiana a Emmenbrücke. Per molti anni è stato delegato di zona e membro del
Consiglio della delegazione delle Mci in Svizzera, acquisendo una buona
conoscenza dei problemi legati alla pastorale e alla vita dei missionari
italiani al servizio dei nostri connazionali. In Svizzera vivono oggi circa
500mila italiani. Le Missioni Cattoliche Italiane sono 64, nelle quali operano
72 sacerdoti, 30 dei quali sono religiosi. Con loro anche 109 suore e 15 operatori
laici che lavorano a tempo pieno. Le Missioni Cattoliche Italiane pubblicano un
settimanale in lingua italiana: “Il Corriere degli Italiani”.

 

 

Svizzera: cosa è cambiato per i transfrontalieri
italiani

 

(9colonne Atg) ROMA – Il 1° giugno 2007 è una di quelle date
che rimangono impresse nelle mente dei lavoratori. Infatti, da questa data è
entrata in vigore la seconda fase degli accordi bilaterali sulla libera
circolazione tra Unione europea e Svizzera, che avrà conseguenze importanti
soprattutto sulle lavoratrici e sui lavoratori frontalieri. Cosa è cambiato a
partire dal 1°giugno? Per rispondere in modo chiaro ed inequivocabile a questa
domanda il Municipio di Lavena Pontetresa, la Cgli frontalieri e il sindacato svizzero Unia
hanno organizzato una serata informativa durante la quale si parlerà in
particolare delle seguenti tematiche. Innanzitutto la più ampia libertà di
circolazione per i frontalieri, con l’abolizione delle zone di frontiera e la
conseguente piena possibile mobilità sia geografica che professionale; la nuova
legge sulle Casse pensioni; la possibilità inalterata del ritiro del capitale
della previdenza professionale (2° pilastro); il mantenimento dell’indennità di
disoccupazione per i frontalieri; la difesa dei ristorni fiscali e le migliori
modalità del loro utilizzo; l’incremento dei salari con i nuovi contratti di
lavoro; l’impegno per una migliore viabilità con il potenziamento delle
infrastrutture transfrontaliere. L’incontro avrà luogo venerdì 15 giugno
prossimo, con inizio alle ore 20 presso la sala del Consiglio comunale di
Lavena Pontetresa (Varese), con il seguente programma: intervento di Pietro
Roncoroni, Sindaco di Lavena Pontetresa e Presidente dell’Associazione dei
Comuni di frontiera, che introdurrà la discussione; relazioni di Gabriele
Milani, Segretario del sindacato Unia e di Claudio Pozzetti, responsabile
nazionale Cgil frontalieri e Consigliere Cgie (Consiglio generale degli
italiani all’estero); dibattito con la partecipazione dei frontalieri, degli
amministratori locali e dei rappresentanti delle parti sociali.

 

 

Confindustria: a Toronto apre “Casa Sicilia” per i prodotti
tipici

 

(9colonne Atg) TORONTO – In Canada, nella sola Toronto, vive
una comunità di 800 mila italiani, di cui 170 mila hanno origini siciliane. Ed
è qui che hanno suscitato fortissimo interesse i prodotti agroalimentari,
dolciari, dell’artigianato artistico presentati in una missione economica,
organizzata dalla Provincia di Palermo, dalle aziende del Pit 19 Alto Belice
Corleonese e del consorzio “Sicilia produce”. Fra le richieste di campioni più
significative, quella per prodotti agroalimentari da parte della catena di
supermercati “Longo’s”, i cui proprietari sono originari di Termini Imerese. Al
punto che il console italiano a Toronto, Emanuele Punzo, e il segretario
generale della Camera di commercio italiana a Toronto, Corrado Paina, hanno
sollecitato con numerose lettere l’apertura di una vetrina permanente dei
prodotti siciliani per dare una risposta immediata alla richiesta espressa
dalla comunità italiana. Per questo, proprio ieri, il presidente della Regione,
Salvatore Cuffaro, con un decreto ha autorizzato il consorzio “Sicilia produce”
ad aprire e gestire a titolo gratuito una “Casa Sicilia” a Toronto. L’annuncio
è stato dato oggi a Ficuzza, presso l’agriturismo “Antica stazione”, dal
presidente del consorzio “Sicilia produce”, Michele Procida, e dal vice Antonio
Alamia, nel corso del seminario di chiusura della missione “incoming” di buyer
e giornalisti canadesi dei settori agroalimentare e turistico che in questi
giorni hanno visitato le aziende e gli agriturismi dell’Alto Belice Corleonese
nell’ambito del “Progetto integrato di marketing territoriale dell’economia
siciliana”. “Lo show room – ha spiegato Procida – sarà aperto a breve e avrà
l’obiettivo di fare conoscere meglio la Sicilia non solo ai nostri emigrati, ma anche al
popolo canadese, e di promuovere opportunità e accordi economici per le aziende
nostre e del Pit 19. Abbiamo già individuato il locale, ubicato nel ‘cuore’
della comunità italiana, e anche una figura leader che riscuote parecchi
consensi fra i nostri connazionali e che fungerà da testimonial e gestore della
‘Casa Sicilia’”.

Rita Molinari, analista commerciale della Camera di
commercio italiana a Toronto, ha aggiunto che “un tour operator canadese, che
già lavorava con l’Italia, a seguito di questa missione in Sicilia ha deciso di
inserire l’Isola nei propri pacchetti vacanze e sta trattando per disporre di
una ‘rete’ di agriturismi della zona con i quali costruire percorsi integrati
fra ricettività, natura, beni culturali, gastronomia e svago”. Fra gli altri
prodotti apprezzati in questi giorni dai buyer canadesi, i salumi e i vini
biologici e un particolare latte di mandorla, alternativo al latte vaccino,
destinato a farmacie e negozi biologici. Per tutti i prodotti degustati sono
stati richiesti listini dedicati e sono state spedite in Canada le
campionature. “La grande sfida canadese – ha commentato Gaetano Caramanno,
sindaco di Piana degli Albanesi, project leader del Pit 19 – è il confronto con
la concorrenza cinese. Noi offriamo qualità, loro la quantità. Ci posizioneremo
in mercati di nicchia aprendo ampi spazi produttivi alle nostre imprese”. “Il
successo di queste missioni – ha dichiarato il neoassessore provinciale alle
Attività produttive, Giovanni Avanti – si deve all’azione di vero marketing
territoriale realizzata dalla Provincia di Palermo. Il nostro obiettivo è ora
avviare un processo di promozione del ‘sistema territorio’ connesso alle
attività produttive e alle filiere. Non a caso abbiamo fatto visitare ai buyers
gli agriturismi, perchè è in queste strutture che si esalta il binomio
produzione-territorio. La
Provincia
proseguirà nel ruolo strategico di aggregazione dei
soggetti economici in sinergia con i Comuni per creare i distretti produttivi.
Le aziende e le filiere devono agire in stretta connessione con il territorio”.

 

 

Brasile: il Veneto alle celebrazioni per i 130 anni di
emigrazione italiana

 

(9colonne Atg) VENEZIA – Il presidente del Consiglio regionale
del Veneto, Marino Finozzi, è a partire dal 14 giugno nello stato brasiliano di
Santa Catarina, ospite di Julio Garcia, presidente della locale assemblea
legislativa, per celebrare con i deputati e le autorità di Florianopolis i 130
anni dell’emigrazione italiana e veneta nel Brasile meridionale. Santa
Catarina, grande cinque volte il Veneto e abitato da poco meno di 6 milioni di
abitanti, è infatti uno dei tre stati meridionali della confederazione
brasiliana nei quali la metà della popolazione è di origine italiana, con una
netta predominanza di oriundi veneti, e dove tuttora la lingua veneta,
conservatasi in una tipica versione arcaica definita “talian”, continua ad
essere parlata correntemente. Il presidente Finozzi, accompagnato dal
consigliere Franco Frigo dell’Ufficio di Presidenza, parteciperà alla sessione
solenne che il 15 giugno il parlamento di Santa Caterina dedicherà alla memoria
dell’arrivo dei primi italiani e del successivo flusso migratorio che ha
radicalmente trasformato la geografia, la società e l’economia della regione.
Il giorno successivo, il 16, i rappresentanti del “parlamento” veneto saranno a
Nova Veneza (Nuova Venezia), cittadina fondata dai primi veneti che migrarono
all’interno della regione di Santa Catarina: il presidente Finozzi e il collega
Frigo inaugureranno, insieme al governatore dello stato brasiliano Luiz Enrique
Da Silveira, il nuovo monumentale portale di accesso alla città, sovrastato
dalla scultura bronzea del leone marciano inviato in dono dal Consiglio regionale
del Veneto nel 2004 per l’anniversario di fondazione della città.

Le celebrazioni si concluderanno il 17 giugno con la
rievocazione storica organizzata dal Comitato delle Associazioni venete di
Santa Caterina del cammino che da Criciuma, la città più popolosa dello stato
fondata nel 1880 da un gruppo di famiglie originarie di Belluno, Udine,
Vicenza, Treviso e Vittorio Veneto, conduce ad Azambuja, uno dei primi centri
della colonizzazione veneta. Al termine del percorso rievocativo il vescovo di
Criciuma, don Paulo De Conto, celebrerà la messa in lingua italiana, alla
presenza del console d’Italia Riccardo Battisti e dei rappresentanti delle
associazioni venete di Santa Catarina. Finozzi e Frigo concluderanno la visita
allo Stato di Santa Caterina domenica 17 incontrando i 1500 ragazzi ospiti del
“barrio de juventude”, l’orfanotrofio di Criciuma fondato e diretto da padre
Vincenzo Lumetta, religioso italiano impegnato nella promozione dell’infanzia
grazie anche alla solidarietà di molti volontari veneti e di famiglie adottive
a distanza.

 

 

Molisani nel mondo: proposto gemellaggio tra
Roccavivara e Pratteln (Svizzera)

 

(9colonne Atg) CAMPOBASSO – L’incontro previsto per
stringere un patto di gemellaggio tra il Comune di Roccaviva e il Comune di
Pratteln (Svizzera) è stato fissato dal 21 al 24 giugno prossimo in Svizzera.
Tutto è cominciato dalla proposta avviata dall’Amministrazione comunale di
Roccavivara che, attraverso una nota stampa, risalente allo scorso marzo, ha
invitato il Comune di Pratteln a sottoscrivere un patto di gemellaggio. La
motivazione è nata prioritariamente dalla consolidata presenza negli anni di
cittadini rocchesi che vivono o hanno vissuto a Pratteln. Molte, inoltre, sono
le iniziative che il Comune di Roccavivara vorrebbe intraprendere con lo stesso
Comune di Pratteln, finalizzate ad un arricchimento civico e, soprattutto, a
scambi di natura turistico-culturali ed economico-professionali: tra scuole, al
fine di favorire incontri tra i giovani, in modo da sensibilizzarli alla dimensione
europea e per migliorare le loro conoscenze linguistiche; tra le associazioni
culturali, per la realizzazione di incontri, rappresentazioni, mostre e
convegni, al fine di favorire la presa di coscienza del contesto culturale che
caratterizza le due realtà sociali e promuovere un processo di integrazione.

 

 

Musei: l’emigrazione italiana parte sulla “Nave della
Sila”

 

(9colonne Atg) CATANZARO – In Calabria non più solo Bronzi
di Riace. Tantissimi infatti sono i visitatori al museo “La nave della Sila”
posto nel Parco di Calabria, che propone la riproduzione in scala di un
piroscafo pronto a partire per il Nuovo mondo. Le atmosfere, i colori, le
emozioni vissute dagli emigranti italiani nel dire addio a patria e famiglia
vengono riproposte nel museo calabrese grazie a un’idea di Mirella Barracco,
della Fondazione Napoli 99, organizzatrice della struttura che spiega
l’iniziativa con l’esigenza di far conoscere ai giovani della regione e non la
condizione degli immigrati di oggi attraverso l’esperienza degli emigrati di
allora. I visitatori della mostra possono vedere quanto disumane erano le navi
che portavano i nostri nonni alla ricerca di un futuro migliore. L’allestimento
è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto Luce e le Fondazioni Cresci
e Agnelli, ha visto anche la partecipazione attiva di Gian Antonio Stella,
inviato del Corriere della Sera e curatore dell’evento.

 

 

Queensland: conclusa con successo la Settimana italiana 2007

 

(9colonne Atg) BRISBANE – Con l’obiettivo di celebrare,
attraverso una serie di eventi di alto livello, l’Italia, Paese ammirato in
tutto il mondo per il suo inestimabile patrimonio culturale, si è conclusa con
successo la prima edizione della Settimana Italiana 2007 a Brisbane, nel
Queensland (Australia), inaugurata proprio il 2 giugno, Festa della Repubblica
italiana. La manifestazione culturale è stata inaugurata dall’esibizione del
gruppo pop-rock romano “Trim” che, davanti ad una platea di ragazzi
italo-australiani e non solo, hanno cantato pezzi immortali come “Eppur mi sono
scordato di te” di Lucio Battisti ed alcune covers di famosi gruppi stranieri
come Ac/Dc, Queen, Robert Plant e Radiohead. La band dei “Trim” si sono anche
esibiti, lo scorso 3 giugno, presso il noto locale cittadino “La Dolce Vita”,
nell’ambito di un nutrito programma di eventi che ha allietato i numerosi
intervenuti con l’esibizione di una Ferrari. Al tradizionale ricevimento erano
presenti le autorità locali, fra cui il presidente del Parlamento del
Queensland, Myke Reynolds, tutti i maggiori esponenti della comunità italiana,
numerosi uomini d’affari e personalità del mondo della cultura. C’era anche
l’emergente pianista Wade Gregory, vincitore della Pellegrino Scholarship 2006,
che ha intrattenuto i presenti con le note di straordinari artisti jazz
italiani e internazionali, suonando fra gli altri “Odio l’estate” di Bruno
Martino. Nel suo intervento, il console Francesco Capecchi ha ricordato il
significato della ricorrenza, sottolineando come il 2 giugno del 1946 il popolo
italiano, attraverso lo strumento più importante della democrazia
partecipativa, abbia scelto la propria forma di Stato, iniziando così il
cammino che ha portato il Bel Paese a concludere una difficile pace,
raggiungendo una faticosa ricostruzione, a sviluppandosi economicamente e
politicamente, entrando così a far parte della Comunità Europea, dimostrandosi
un Paese democratico e moderno, conosciuto ed ammirato in tutto il mondo.

Egli ha anche voluto far notare come in un mondo
globalizzato sia essenziale riconoscere e valorizzare lo scambio fra le culture
e come in questo contesto assuma ancora maggiore importanza l’influenza del
patrimonio culturale italiano, diffuso anche attraverso la comunità che risiede
in Queensland, portando sviluppo al Paese ospitante e che costituisce un così
memorabile esempio di integrazione e sintesi fra culture diverse. Il Consolato
d’Italia in Brisbane ha iniziato con il Governo del Queensland una proficua
collaborazione, in vista di un possibile passaggio di testimone fra la Settimana Italiana
e quella del Queensland, che si è realizzato idealmente il 5 giugno attraverso
la prima dello spettacolo di teatro e danza “…Arrivi…Partenze”, realizzato
da DadaDance, prodotto da New Realm Media e accompagnato dalle note musicali
del chitarrista-percussionista brasiliano Jaider de Oliveira. Allo spettacolo
erano presenti l’Ambasciatore d’Italia in Camberra, Stefano Storace Janfolla, e
il vice Ministro per gli Affari Multiculturali, Michael Choi, che ha voluto
mettere in evidenza l’apporto della comunità italiana nella crescita sociale e
culturale del Queensland. Per continuare a seguire ed incoraggiare il
significativo apporto della comunità italiana, il Consolato in Brisbane intende
annunciare, fin da adesso, che la Settimana Italiana non sarà l’unico appuntamento
culturale ma che ve ne saranno di nuovi di simile importanza.

 

 

Associazioni: giuliano-dalmati presentano libro sul
“frate degli esuli”

 

(9colonne Atg) ROMA – A partire dall’8 giugno nelle librerie
italiane è possibile trovare il libro “Padre Flaminio Rocchi: l’uomo, il
francescano, l’esule”, edito dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e
Dalmazia, in cui viene raccontata la storia e l’impegno del “frate degli
esuli”, che per mezzo secolo è stato la bandiera della comunità
giuliano-dalmata in Italia. Il volume è frutto di quattro anni di ricerche
d’archivio e migliaia di documenti controllati, raccolti in 160 pagine, in cui
trovano spazio: appunti, inediti e lettere del sacerdote francescano, nativo
dell’isola di Lussino e riconosciuto dagli istriani, dai fiumani e dai dalmati
quale pastore spirituale, guida morale, ma anche fermo punto di riferimento per
la ricostruzione materiale di un’identità familiare e comunitaria strappata
dalla barbarie della pulizia etnica al termine della seconda guerra mondiale.
Nel volume sono presenti anche un centinaio di interventi tra personalità,
autorità e semplici esuli, che disegnano con le loro parole quanto di buono ha
lasciato padre Flaminio Rocchi.

 

 

Canada: settimana nel Bel Paese per 14 studenti
italiani

 

(9colonne Atg) TORONTO – Sono rientrati a Toronto i
quattordici universitari di origine italiana che hanno trascorso una settimana
nel Bel Paese scoprendo le città d’arte e l’italian life-style. “L’esperienza è
stata di quelle che si ricordano tutta la vita – scrive il Corriere Canadese,
quotidiano italiano del Canada – ed è stata possibile grazie all’organizzazione
e alla sponsorizzazione del Centro Scuola e Cultura Italiana”. E’ stato questo
il primo viaggio di giovani universitari organizzato dal Centro, allo scopo di
far conoscere meglio l’Italia e rafforzare i legami con il Paese di origine dei
genitori. “Alberto Di Giovanni, il direttore dell’istituto – si legge
nell’articolo – spiega che quest’anno ad andare in Italia sono stati in 14, la
maggior parte membri del club italiano Utica dell’Università di Toronto, uno
studente dell’Università di York, uno di Weston e uno del Ryerson e rivela che
il prossimo anno ad altri 30 studenti verrà data la possibilità di scoprire il
Bel Paese”. “E’ stata un’esperienza semplicemente meravigliosa – dice al
quotidiano per gli italiani all’estero Melissa Giacomini dell’Università di
Toronto – è stato bellissimo stare assieme, parlare e divertirsi ma soprattutto
scoprire uno stile di vita diverso e notare la grande gentilezza delle persone
che abbiamo incontrato”. Nella Capitale, i ragazzi hanno incontrato Gino
Bucchino, deputato eletto nella circoscrizione estera nelle file dell’Unione,
che li ha guidati all’interno del parlamento.

 

 

Speciale Tfr

Tfr: studio Bankitalia su vantaggi e prospettive della
previdenza complementare

 

(9colonne Atg) ROMA – A oltre dieci anni dall’avvio del
processo di riforma che ha introdotto gli strumenti e le norme della previdenza
complementare, in Italia lo sviluppo dei fondi pensione registra ancora gravi
ritardi rispetto sia ai paesi anglosassoni, sia alle economie a noi simili
quanto a caratteristiche istituzionali e struttura finanziaria, quali Francia,
Germania e Spagna. Quali sono le ragioni di questo elemento di debolezza del
nostro sistema economico e finanziario? E in che misura le innovazioni sin qui
introdotte – da ultimo con i provvedimenti del 2005, oggi in fase di avvio –
contribuiranno allo sviluppo della previdenza complementare? Quali sono le
implicazioni della limitata dimensione del settore dei fondi pensione per
l’evoluzione del mercato dei capitali e per la stessa crescita della nostra
economia? Con l’obiettivo di rispondere a queste domande, la Banca d’Italia ha
recentemente dato alle stampe , tra gli “Occasional papers”, uno studio degli
economisti Riccardo Cesari, Giuseppe Grande e Fabio Panetta. Il lavoro (“La
previdenza complementare in Italia: caratteristiche, sviluppo e opportunità per
i lavoratori”) esamina la struttura, l’attività e la normativa – anche fiscale
– dei fondi pensione e fornisce una ampia analisi degli aspetti fondamentali
dell’attuale sistema di previdenza complementare. Sotto molti punti di vista lo
sviluppo della previdenza integrativa – osservano gli autori – rimane
insoddisfacente. Le attività dei fondi pensione rappresentano meno del 2,8 per
cento del PIL, un valore inferiore alla media dell’area dell’euro e ben lontano
dai livelli, assai elevati, che si registrano nel Regno Unito (66 per cento) e
negli Stati Uniti (circa 100 per cento). Per di più, la lenta espansione dei
fondi pensione procede in modo diseguale tra le diverse categorie di
lavoratori. La diffusione della previdenza integrativa è infatti
particolarmente bassa tra i giovani, le donne, i lavoratori autonomi e quelli
addetti alle imprese di minori dimensioni. Si tratta di categorie che più di
altre sono penalizzate dalla discontinuità e dalla variabilità dei redditi, per
le quali la possibilità di accumulare risorse previdenziali lungo un orizzonte
temporale esteso rappresenta un vantaggio particolarmente rilevante.

Il ritardo nel campo della previdenza integrativa
contribuisce a limitare l’articolazione del mercato dei capitali italiano. I
paesi in cui i fondi pensione sono più sviluppati hanno infatti – osservano
Riccardo Cesari, Giuseppe Grande e Fabio Panetta – sistemi finanziari anch’essi
particolarmente sviluppati sia nel comparto del capitale di rischio, sia in
quello obbligazionario. Assai stretto risulta il legame tra fondi pensione e
borsa: la presenza degli investitori istituzionali favorisce la quotazione
anche di imprese di minore dimensione; stimola la concorrenza tra operatori in
campi essenziali per il funzionamento del mercato, quali la raccolta di ordini,
la negoziazione e il collocamento di titoli, l’attività di ricerca. Negli anni
più recenti i fondi pensione hanno significativamente contribuito all’apertura
del sistema finanziario alle innovazioni, fornendo risorse a operatori – ad
esempio i fondi di private equity – e strumenti di finanziamento che in
importanti paesi hanno stimolato la ristrutturazione del sistema produttivo. In
Italia, il basso numero di imprese quotate e, più in generale, la scarsa
articolazione del mercato privato dei capitali rischiano a loro volta di
limitare le opportunità di diversificazione dei fondi pensione, che potrebbero
indirizzare i loro investimenti prevalentemente verso i mercati esteri.
Riguardo alle misure in grado di stimolare lo sviluppo della previdenza
integrativa, le indagini campionarie indicano che, a distanza di oltre un decennio
da interventi incisivi sul sistema previdenziale obbligatorio, i lavoratori
sono solo in parte consapevoli dei tagli apportati alle pensioni pubbliche e
spesso sovrastimano le risorse di cui disporranno nella fase di pensionamento.
Ricorrono a pensioni integrative soprattutto i risparmiatori più istruiti, con
dimestichezza con gli strumenti finanziari e in possesso di consistenti risorse
investite in attività rischiose: si tratta, presumibilmente, dei nuclei
familiari con elevata capacità di raccogliere, assimilare ed elaborare
informazioni. Questi dati confermano – secondo gli autori – l’importanza di
rafforzare l’impegno pubblico volto a fornire ai lavoratori informazioni e
conoscenze adeguate, al fine di renderli consapevoli della loro condizione previdenziale
(ad esempio rendendo disponibile il cosiddetto “estratto conto previdenziale”).

I lavoratori italiani – notano gli economisti della Banca
centrale – sono stati finora riluttanti a rinunciare al Trattamento di fine
rapporto (Tfr), ritenendolo più flessibile e meno rischioso degli altri
strumenti della previdenza integrativa. “Sotto entrambi gli aspetti, tuttavia,
i fondi pensione presentano vantaggi rispetto al Tfr. Anche per effetto delle
recenti modifiche normative, la disciplina in tema di riscatti, anticipazioni,
erogazioni e portabilità conferisce alla ricchezza previdenziale accumulata nei
fondi pensione una flessibilità di utilizzo considerevole, comparabile con
quella del Tfr.

Sotto il profilo finanziario, le analisi svolte in questo
lavoro indicano che al basso rischio del Tfr si associa un rendimento anch’esso
in media basso: in molte fasi del passato sarebbe stato preferibile per i
lavoratori investire i risparmi previdenziali sul mercato finanziario. Per gli
aderenti ai fondi pensione il beneficio derivante dalla possibilità di
investire i contributi previdenziali in attività di mercato si associa a due
ulteriori elementi di convenienza: la disponibilità della contribuzione
aggiuntiva da parte del datore di lavoro; un trattamento fiscale vantaggioso”.
In base alle simulazioni realizzate dagli autori, su lunghi periodi di
accumulazione il contributo del datore può accrescere in misura considerevole
il montante finale di cui il lavoratore può disporre al momento del
pensionamento. I recenti interventi legislativi hanno reso assai favorevole la
tassazione della previdenza complementare, soprattutto per effetto
dell’abbassamento delle aliquote da applicare nella fase dell’erogazione del
trattamento pensionistico. In materia fiscale vi sono tuttavia aspetti che
richiederanno approfondimenti. “In particolare, occorrerà riflettere sulla
effettiva possibilità di mantenere nel tempo l’attuale regime, assai più
vantaggioso di quello riservato ad altre forme di reddito”. Affinché l’adesione
ai fondi pensione offra benefici concreti ai lavoratori italiani, è essenziale
che i costi di gestione sopportati dai risparmiatori siano contenuti. In caso
contrario, i vantaggi dei fondi pensione rischierebbero di riflettersi
soprattutto in un aumento dei ricavi per gli intermediari che prestano servizi
ai fondi, invece che in un miglioramento delle condizioni di vita dei futuri
pensionati. Secondo Cesari, Grande e Panetta, “la riduzione dei costi che può
derivare dalla crescita delle masse gestite e dalle conseguenti economie di
scala può essere significativa”.

 

 

Tfr: nuovo fondo Mps presentato alla Confindustria di
Caserta

 

(9colonne Atg) ROMA – Un fondo ad hoc per sfruttare al
massimo le possibilità esistenti a seguito della riforma del Tfr. Questa
l’iniziativa di Monte dei Paschi di Siena che ha messo a punto un prodotto
finanziario apposito dopo la firma di un protocollo d’intesa sottoscritto con
Confindustria Caserta. E il fondo è stato presentato nell’ambito di un incontro
proprio nella sede casertana dell’associazione degli industriali, alla presenza
di esperti della direzione territoriale dell’istituto bancario e di fronte a
decine di imprenditori. Essenzialmente due le caratteristiche del prodotto
bancario, chiamato “Finanziamento Tfr”. Un primo finanziamento, massimo di 36
mesi, regolato a tasso variabile, con rimborso alla scadenza e pagamento nel
periodo delle sole competenze maturate su base semestrale sulle somme
effettivamente utilizzate. In alternativa, al rientro totale o parziale (senza
applicazioni di penali) un nuovo finanziamento di massimo 60 mesi, per un
importo pari all’esposizione raggiunta, sempre a tasso variabile su base
euribor a sei mesi, oltre ad uno spread desunto in base allo Standing
Creditizio. Monte dei Paschi di Siena ha inoltre illustrato le caratteristiche
dei fondi di previdenza del gruppo denominati Kaleido, con tutte le relative
linee di investimento, nonché la particolarità delle condizioni di accesso che
li fa posizionare fra i più competitivi sul mercato.

I lavori del convegno sono stati introdotti dal presidente
di Confindustria Caserta, Carlo Cicala, che nel ricordare un quadro della
situazione creditizia casertana complessivamente migliorato, e a fronte di
tassi d’interesse comunque di oltre un punto e mezzo al di sopra della media
nazionale, al sistema bancario ha chiesto soprattutto “prodotti mirati alle
esigenze reali delle imprese, come appunto in questo caso”. Infine, il
presidente degli industriali si è augurato “un ritorno veloce alla normalità,
in tutti i settori, per uscire dalle infinite emergenze che frenano lo sviluppo
di questa provincia”. Un territorio, peraltro – ha ricordato il direttore
territoriale Corporate Banca Monte dei Paschi Caserta, Ciro Esposito – “molto
vivace dal punto di vista imprenditoriale, che si estende fino a Napoli Nord, e
nel quale Mps crede molto, come proveranno anche le iniziative in programma che
prevedono plafond dedicati agli iscritti a Confindustria Caserta e finalizzate
al sostegno a investimenti in export e innovazione”. A dipanare dubbi e a
illustrare la riforma della previdenza complementare dai diversi punti di vista
hanno pensato, infine, Gennaro Castaniere e Carlo Maria Contu, rispettivamente
della direzione territoriale corporate e retail di Monte dei Paschi di Siena.

 

 

Tfr, Trento: dalla Provincia aiuti per maggiori oneri
imprese

 

(9colonne Atg) TRENTO – La Provincia di Trento al
fianco delle imprese i cui dipendenti aderiscono alla previdenza complementare.
Queste ultime, infatti, com’è noto sono tenute a versare l’intero futuro
accantonamento del trattamento di fine rapporto alla forma pensionistica
complementare scelta dal singolo lavoratore. Questo produce un aggravio
finanziario per l’impresa, legato al credito bancario necessario per effettuare
il versamento. Si tratta di un onere aggiuntivo (il vecchio TFR rimaneva
infatti nelle casse aziendali) che riguarda soprattutto le imprese con meno di
cinquanta dipendenti, i quali dovranno scegliere entro il 30 giugno prossimo se
lasciare – come prima – le quote del proprio Tfr all’azienda oppure chiederne
il versamento ad un fondo per la previdenza complementare. Per questo il
presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, assistito dagli
assessori competenti per le materie economiche Franco Panizza, Marco Benedetti
e Tiziano Mellarini, rende noto che l’Ente (grazie all’articolo 35 della Legge
Provinciale 29 dicembre 2006, numero 11 – legge finanziaria 2007 – che ha
introdotto il nuovo articolo 34 bis della Legge Provinciale 13 dicembre 1999,
numero 6 istituendo il fondo per la finanza d’impresa) interverrà per abbattere
questo nuovo aggravio per le aziende. Le categorie economiche hanno già
ricevuto, lo scorso 14 maggio, una proposta ufficiale per l’attuazione
dell’incentivo provinciale. La proposta prevede di assegnare ai veri confidi
appositi finanziamenti, destinati alla concessione di “contributi in conto
capitale finalizzati al parziale ristoro del costo dei finanziamenti assunti
dalle imprese in conseguenza del conferimento… delle quote di trattamento di
fine rapporto a forme pensionistiche complementari… I contributi sono da
considerarsi in regime de minimis”.

L’intervento sarà messo a punto con una duplice finalità: da
una parte consentire, tramite il contributo della Provincia, congiunto agli
altri benefici derivanti dall’adesione ai fondi (sgravi contributivi, deduzioni
fiscali, mancata rivalutazione delle quote TFR), che detta adesione risulti
sostanzialmente a costo zero per le aziende; dall’altra rendere l’intervento
della Provincia totalmente automatico, attraverso l’operatività dei confidi,
d’intesa con le banche convenzionate: ciò significa che le imprese potranno
ricorrere a fidi vantaggiosi grazie al contributo provinciale che sarà
corrisposto direttamente agli enti creditizi, senza alcun appesantimento
burocratico. Il fine principale di questo intervento – si sottolinea – è
incoraggiare i lavoratori e le imprese ad utilizzare i fondi pensione. La Provincia ritiene
infatti che questi siano uno strumento particolarmente efficace per assicurare
migliori condizioni ai lavoratori, al momento di lasciare il mercato del
lavoro, e rappresentino pertanto una misura responsabile ai fini di qualificare
lo stato sociale. A ciò si aggiunge, qualora i lavoratori scelgano un fondo
avente sede legale nella provincia di Trento, anche un vantaggio per il ritorno
della fiscalità locale nelle casse della Provincia, oltre ad uno snellimento
delle procedure relative alla messa a disposizione delle risorse. In altre
parole, sarebbe un atteggiamento perdente, per l’azienda e per il territorio,
quello di scoraggiare i lavoratori nella scelta dei fondi pensione, perché
l’impatto finanziario negativo sarà soltanto apparente, e in prospettiva si
tradurrà in un vantaggio. Uno studio in questo senso è stato effettuato dal
Comitato provinciale per la qualificazione della spesa pubblica.

 

 

Tfr: impossibilità del recesso e casi particolari

 

(9colonne Atg) ROMA – Non è possibile, dopo l’adesione ad
una forma pensionistica complementare, recedere rinunciando completamente alla
realizzazione delle finalità previdenziali. L’adesione comporta infatti la
permanenza all’interno del sistema fino al momento del pensionamento, ovvero
fino al verificarsi di un evento (inoccupazione, invalidità, mobilità, etc) che
consente alle condizioni e nei limiti stabiliti dalla legge il riscatto della
posizione prima della quiescenza. Questo vuol dire, in altre parole, che
successivamente all’adesione, anche se è possibile dopo almeno due anni di
permanenza cambiare la forma pensionistica complementare alla quale si
aderisce, non è possibile rinunciare alla costruzione della pensione
complementare. In caso di adesione a una forma pensionistica collettiva (fondo
pensione negoziale o fondo pensione aperto ad adesione collettiva) è possibile
però riscattare l’intera posizione maturata in caso di perdita dei requisiti di
partecipazione purché lo statuto o il regolamento del fondo prevedano tale
facoltà. In questo caso, però, il riscatto è penalizzato fiscalmente.

 

 

Tfr: quaderno dell’Associazione italiana analisti
finanziari

 

(9colonne Atg) MILANO – La riforma del Tfr sta per giungere
alla scadenza e l’Aiaf, la principale associazione italiana di analisti
finanziari, ha deciso di dire la sua al riguardo, presentando il Quaderno Aiaf
n. 133, coordinato da Luca Spoldi (6 In Rete Consulting) e Laura Vitale
(Bnl-Bnp Paribas) e dedicato alle “Prospettive della Previdenza in Italia”.
L’Aiaf, Associazione Italiana degli Analisti Finanziari, rappresenta,
nell’ambito della comunità finanziaria italiana, un’importante realtà in quanto
raggruppa oltre 1.100 soci che operano, in qualità di Analisti, presso Istituti
di Credito, SIM, SGR, Finanziarie di Investimento (Investment Banking, Private
Equity, Venture Capital), Società di Capitale (aree finanza, M&A,
pianificazione), Studi Professionali Indipendenti.

 

 

Tfr, Scimia (Covip): “La scelta non deve essere
irreversibile

 

(9colonne Atg) ROMA – Permettere a chi sceglie di destinare
la liquidazione ai fondi pensione di tornare sui propri passi. In modo tale da
incoraggiare l’adesione alla previdenza complementare eliminando ogni timore di
una scelta che oggi è irreversibile. È la proposta del presidente della Covip,
Luigi Scimia, intervistato dal quotidiano “Il Tempo”. Secondo il presidente
della Commissione di vigilanza il decollo della previdenza integrativa è molto
lento “perché le compagnie assicurative – dice Scimia – hanno ritardato la loro
azione informativa”, ma anche perché “bisogna migliorare la riforma attraverso
una modifica fondamentale”. Cioè consentire di cambiare idea. “Oggi questa
possibilità è concessa solo a chi sceglie di lasciare il tfr in azienda. In
qualsiasi momento si può scegliere di passare ai fondi pensione. Io propongo di
estendere questa opportunità anche in senso inverso e cioè ogni 4 o 5 anni dare
la possibilità al lavoratore di poter tornare sui propri passi e scegliere di
avere la liquidazione a fine carriera anziché la rendita vitalizia”. Scimmia in
passato ha anche proposto di rendere obbligatoria l’adesione ai fondi pensione.
“Se la previdenza complementare non decolla – ribadisce il presidente Covip –
bisogna pur fare qualcosa. D’altronde la pensione integrativa è una strada
obbligata per i più giovani se non vogliono fare una vecchiaia da fame. Lo ha
ribadito anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che ha
addirittura proposto di trasferire parte dei contributi Inps ai fondi. Io dico
invece di considerare in futuro l’ipotesi di obbligatorità, ma di pari passo
con la possibilità di abbandonare i fondi pensione in una momento successivo”.

“D’altronde in Gran Bretagna, dove già il 40% dei pensionati
ha un assegno integrativo, la possibilità di scegliere in un senso o nell’altro
esiste da tempo”, osserva Scimia, secondo il quale modificando in questo modo
la legge le adesioni sarebbero molte di più. “Al momento speriamo di avere un
40% di adesioni entro la fine dell’anno così come auspicato anche dal ministro
del Lavoro Cesare Damiano. I primi dati li avremo comunque a settembre. Intanto
posso dire che il 2007 ha registrato finora un incremento di circa il 10%
rispetto al 2006 per i fondi negoziali, mentre a giorni arriveranno i numeri
dalle compagnie assicurative”. Che però, secondo Scimia, sono una delle cause
del mancato decollo della previdenza complementare, perché “si sono mosse in
ritardo con i prospetti informativi e le campagne promozionali in attesa dei
regolamenti Covip su alcuni aspetti tecnici. Il nodo più controverso ha
riguardato i costi iniziali delle polizze che rischiavano di essere molto più
alti rispetto a quelli degli anni successivi. E’ ovvio che le compagnie
all’inizio tendono a incassare di più per fare fronte ai costi di gestione dei
piani di previdenza integrativa. Ma in questo modo si compromette la
portabilità, cioè il trasferimento da un fondo a un altro, perché se io pago
molto all’inizio non ho convenienza a cambiare”. Qual è la soluzione? “Un
regolamento approvato a fine aprile stabilisce che i costi iniziali dei
contratti assicurativi non possano essere significativamente più elevati di
quelli degli anni successivi”.

 

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