(17 gen) Unirsi per competere nella sfida europea dei finanziamenti. Questo l’obiettivo delle università di Trento, Bolzano e Innsbruck – capoluogo del Tirolo Settentrionale e dello stato federato austriaco del Tirolo – pronte a dare concretezza all’accordo di Alpbach che prevede una cooperazione transfrontaliera nell’area della ricerca e dell’alta formazione. Tanti i passi avanti fatti finora per rafforzare la sinergia accademica tra gli atenei dell’asse del Brennero. L’ultimo tassello è stato messo a segno ieri: si è, infatti, tenuto un nuovo e proficuo incontro tra i ricercatori dei tre atenei. Sede del nuovo appuntamento, che fa seguito a quelli avviati nei mesi scorsi dopo l’Accordo di Alpbach, è stata questa volta l’Università di Innsbruck che ieri ha ospitato un meeting dedicato alla ricerca e alle possibilità, per i ricercatori dei tre atenei, di convergere su progetti e iniziative congiunte. Dopo una prima sessione plenaria, i lavori si sono organizzati in sottogruppi per favorire la conoscenza e lo scambio diretto tra ricercatori che appartengono a discipline e interessi affini. Focus del confronto all’interno dei sottogruppi sono state le aree di ricerca che riguardano botanica e zoologia, giurisprudenza, economia, ingegneria, lingua e letteratura tedesca, filologia germanica, e, ancora, educazione, scienze sociali e informatica. “L’incontro di Innsbruck – ha commentato il prorettore alla ricerca dell’Università di Trento, Alessandro Quattrone – è la messa in pratica delle premesse contenute nella conferenza sulla ricerca delle tre università, svolta due mesi fa circa a Bolzano. Stiamo attivamente cercando sinergie interne agli atenei dell’Euregio, basandoci sul comune patrimonio culturale, per affrontare meglio attrezzati la competizione nel finanziamento della ricerca”. Per i prorettori Stefan Zerbe (ricerca) e Gabriella Dodero (didattica) della Libera Università di Bolzano l’incontro di ieri è stato un passo importante nella collaborazione tra gli atenei di Bolzano, Trento ed Innsbruck: “Si è parlato sia di concreti progetti di ricerca comuni, in particolare guardano al programma europeo Horizon 2020, sia delle possibilità di collaborazione nella didattica. Questa iniziativa migliorerà la competitività dell’intera euroregione nella ricerca, nella didattica e nell’innovazione”. (red)
