E’ passato un anno dall’elezione in Vaticano di Papa Francesco. Un anno di cambiamenti all’interno della Chiesa che hanno lasciato il segno anche nella società, nei media e nell’opinione pubblica cattolica e non. L’arrivo del nuovo pontefice ha avuto un impatto dirompente che l’Eurispes definisce “effetto Bergoglio”. Secondo un’indagine condotta dall’istituto di ricerca, il Papa ad oggi è apprezzato dall’87% degli italiani, secondo i quali Bergoglio sta dando nuovo slancio e vitalità alla Chiesa cattolica; resta un 8,4% di indecisi e un 4,5% di scettici. Sono soprattutto le donne a stimare il pontefice italoargentino, anche se il gradimento risulta alto anche tra i cittadini di sesso maschile: il 91% delle italiane contro l’82,9% degli uomini. Il livello di apprezzamento per l’operato del Papa cambia poco anche prendendo in considerazione lo stato civile: Bergoglio è stimato dal 90% delle persone sposate, dall’89,7% dei vedovi, dall’88% dei divorziati, dall’82,6% dai conviventi e dall’82,3% dei celibi/nubili. La figura di Papa Francesco sembrerebbe essere riuscita a risollevare anche le sorti della Chiesa cattolica che nel 2013 aveva segnato un 12% dei consensi: una sorta di “effetto Bergoglio”, secondo l’Eurispes, che ha fatto salire al 50% il gradimento dell’intera istituzione. E il riavvicinamento alla Chiesa cattolica è espressa anche dal 49,4% dei separati/divorziati. L’Eurispes ha ritenuto interessante incrociare i dati riferiti ai cattolici (credenti ma non praticanti e praticanti) con quelli della rilevazione dedicata ai temi etici. I cattolici credenti sono a favore dell’utilizzo delle cellule staminali per le cure mediche (88,4%); del divorzio breve (81,8%), che permette, in assenza di prole e in caso di consensualità, di ottenere il divorzio entro un anno eliminando dunque la fase preliminare della separazione; della tutela giuridica alle coppie di fatto (74,9%); della fecondazione assistita (74,4%); del testamento biologico (68,1%), che racchiude la volontà di un individuo circa le cure mediche cui potrebbe essere sottoposto in un futuro in cui potrebbe non essere più capace di intendere e di volere; della pillola abortiva Ru-486 (58,7%), che soppianterebbe il ricorso ad un più traumatico intervento chirurgico, e dell’eutanasia (52%), l’interruzione volontaria della vita di un individuo in condizioni fisiche estreme. Sono invece per la maggioranza contrari al suicidio assistito (76,1%), alla possibilità che le coppie omosessuali possano adottare bambini (71,8%) e alla possibilità che persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio (56,8%). Andando a scorporare invece i dati riferiti ai due diversi sottocampioni, da una parte ai praticanti e dall’altra ai non praticanti, emerge che tutti si trovano d’accordo sull’utilizzo delle cellule staminali per le cure mediche, ma con percentuali diverse: i primi con l’84,8% dei favori, i secondi con il 91,1%. Lo stesso si riscontra in merito all’istituzione nel nostro Paese del divorzio breve: 70,8% di favorevoli tra i primi e 90,5% tra i secondi. I cattolici praticanti sposano le principali tematiche etiche e morali nell’ordine che segue: fecondazione assistita (68,6%), tutela giuridica alle coppie di fatto (64,2%) e testamento biologico (58,1%). Si dicono invece contrari rispetto al suicidio assistito (83,7%, approccio condiviso anche dal 70,1% dei cattolici non praticanti), all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali (80,2%; punto di vista in comune con il 65,2% dei cattolici non praticanti), ai matrimoni tra persone dello stesso sesso (68,6%), all’eutanasia (62%) e alla pillola abortiva RU-486 (52,9%). I cattolici non praticanti mostrano invece un’apertura maggiore nei confronti dei temi più caldi del momento: si schierano infatti in percentuale più elevata a favore della tutela giuridica alle coppie di fatto (83,3%), della fecondazione assistita (79%), del testamento biologico (76%) e, a differenza dei praticanti, si pronunciano nella maggioranza dei casi a favore della pillola abortiva RU-486 (69,3%), dell’eutanasia (65,4%) e dei matrimoni fra persone dello stesso sesso (50,6%). (Cle – 12 mar)