(20 mar) Il jazz non appartiene a una razza o cultura, ma è un dono che l’America ha fatto al mondo diceva Ahmad Alaadeen. E nel mondo il jazz è sempre più amato e apprezzato e oggi dal lontano Giappone arriva un riconoscimento anche al “nostro” jazz. E’, infatti, il disco “Steppin out” (Abeat Records/IRD) di Roberto Olzer la migliore produzione strumentale del 2013 per “Jazz critique magazine”. L’autorevole rivista audiofila giapponese ha premiato un lavoro tutto italiano firmato dal trio del pianista lombardo, con la produzione artistica di Abeat Records, realizzato nello studio di registrazione Artesuono di Stefano Amerio. Roberto Olzer – nato nel 1971 a Domodossola, con all’ attivo una quindicina di album – è un pianista dotato di un linguaggio moderno e personale che si esprime tendenzialmente in maniera dolce e suadente. Il disco è ricco di sonorità classicheggianti: il pianista lombardo mostra in questo lavoro tutta la sua padronanza del linguaggio swing esprimendo contemporaneamente grande tensione emotiva. Al fianco di Roberto Olzer troviamo il contrabbassista russo Yuri Goloubev e il batterista Mauro Beggio. (Gil)