A Piombino, durante il congresso della Cgil toscana, sono stati presentati con comprensibile orgoglio i risultati di una campagna sindacale, chiamata “Progetto giovani”, che in questi mesi si è proposta di ridurre l’area del precariato e di migliorare la vita di molti lavoratori atipici tagliati fuori da una serie di diritti: dai congedi per malattia a quelli per maternità, dai contributi alla sanità integrativa, e così via.
Il risultato è che sono stati assunti a tempo indeterminato 30 dei 60 addetti alle palestre e piscine della Klab di Firenze, mentre gli altri hanno ottenuto un co.co.co che contempla il diritto di assemblea. Sono stati quasi tutti stabilizzati anche i 20 lavoratori dell’Associazione tumori toscana, perlopiù infermieri. I 120 collaboratori a progetto del call center della Ecr Italia di Siena sono stati i primi a vedersi riconosciuto il diritto alla rappresentanza sindacale, con possibilità di organizzare assemblee retribuite. E poi ci sono 75 delle circa 200 commesse della catena che distribuisce importanti marchi di biancheria femminile come Calzedonia e Intimissimi, che sono passate da associate in partecipazione a lavoratrici subordinate assunte a tempo indeterminato. Questo vuol dire, tra le altre cose, che adesso se vogliono comprar casa possono sperare di ottenere un mutuo dalla banca.
Ha aiutato molto una norma contenuta nell’ultima legge di stabilità del governo Letta, che prevede di fatto una sanatoria per le aziende che in passato avevano mascherato da lavoro associato quello che invece era un rapporto di lavoro subordinato, e che ora si mettono in regola.
Sono esempi di concertazione virtuosa e di sindacato che sa rappresentare anche i non garantiti. (26 mar)