New Delhi – Né processi né “processini”. La posizione dell’Italia sulla vicenda dei due marò italiani in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è chiara: il caso va internazionalizzato. A dirlo è il commissario straordinario del governo Staffan de Mistura, ascoltato questa mattina dalle commissioni riunite Difesa ed Esteri di Camera e Senato. De Mistura, tornato poche ore fa da una “settimana intensa” a Delhi, ha incontrato i due fucilieri di marina che si sono detti “confortati dal fatto che la posizione italiana è unificata e che l’Italia ha deciso di impedire anche un ‘processino’ locale e di internazionalizzare la soluzione, che ovviamente è politica”. Un eventuale processo rapido “poteva essere metabolizzato l’anno scorso” ma ora, secondo de Mistura, l’unica strada percorribile è “l’internazionalizzazione costante della questione”. E il governo, soprattutto attraverso l’azione dei ministri Mogherini, Pinotti e Alfano, sta sollevando “in tutte le occasioni la vicenda” proprio “approfittando del fatto che la questione è internazionale” ha detto de Mistura, sottolineando l’importanza del “cambio di marcia” del governo che parlerà della questione dei marò anche con il presidente Usa Barack Obama. Proprio grazie a questo cambio di marcia, “al processo non andiamo – ha insistito de Mistura -, non presentiamo i due fucilieri di marina e insistiamo per la giurisdizione internazionale”. (9colonne)