Lo aveva detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini ieri al Senato: “Risparmieremo sulla riorganizzazione delle rete diplomatica consolare e culturale, sul contributo in termini sostenibili agli organismi internazionali, sulla razionalizzazione dei patrimoni immobiliare all’estero e una revisione del trattamento economico del personale all’estero”. Sono passate appena 24 ore e il primo passo verso l’obiettivo finale (108 milioni di euro di risparmio in un triennio, entro il 2016) si è già compiuto: il Consiglio dei ministri di stamattina ha infatti deliberato l’approvazione di cinque provvedimenti che recano la soppressione delle sedi diplomatiche di Tegucigalpa (Honduras), Reykjavik (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana), Nouakchott (Mauritania), nonché la soppressione della Rappresentanza permanente presso l’Unesco a Parigi, le cui funzioni saranno attribuite alla analoga Rappresentanza presso l’Ocse, che assumerà il nome di “Rappresentanza d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali”. Proprio in relazione alla rappresentanza presso l’Unesco, la Farnesina ha comunque precisato “che in ottemperanza del provvedimento si è deciso di istituire una rappresentanza unica per tutte le organizzazioni internazionali a Parigi” e che dunque “all’interno di questa nuova rappresentanza rimarranno comunque un capo missione per l’ Ocse e uno per l’Unesco la cui rappresentanza quindi rimarrà pienamente operativa”. “Come primo Paese per numero di siti iscritti nella lista del Patrimonio dell’Umanità, l’Italia – precisa la Farnesina – vanta un indiscusso primato che ci viene riconosciuto all’Unesco dove occupiamo posizioni apicali”. Per quanto riguardo le altre sedi, le chiusure riguardano per la precisione due ambasciate (Repubblica Dominicana e Honduras) e due consolati onorari (Islanda e Mauritania). Una decisione, ha confermato Mogherini anche oggi da Atene, che fa parte di quella “fase di razionalizzazione per salvaguardare la nostra attività diplomatica razionalizzando, dove si può, le spese”. Secondo Mogherini insomma “si può intervenire senza danneggiare la nostra politica estera”. Ma per il Movimento 5 Stelle “il taglio delle ambasciate deciso in Cdm è un inganno clamoroso. Chiudiamo le rappresentanze diplomatiche per acquistare gli F35, sembra infatti che il governo abbia accelerato lo shopping di parti e componenti per realizzare i famigerati cacciabombardieri americani”. Secondo i deputati grillini della commissioni Esteri e Difesa, infatti “in un documento diffuso nei giorni scorsi dal Dipartimento della Difesa statunitense si legge che l’Italia ha persino anticipato le spese previste per il lotto IX del 2015 e il contratto in questione fa riferimento a due velivoli: un F35A e un F35B”. (Sis – 4 apr)