Roma, 9 ott – “Noi abbiamo monitorato fin dal primo momento, cioè fin da quando la notizia non era così evidente nella comunicazione pubblica, le sedi diplomatiche e consolari ubicate nei Paesi maggiormente colpiti e soprattutto abbiamo monitorato singolarmente i connazionali presenti in Liberia, in Guinea, in Nigeria, nella Repubblica democratica del Congo (RDC), in Senegal e in Sierra Leone. Ripeto: in alcune circostanze parliamo di comunità numerose, penso agli oltre 1.000 connazionali che abbiamo in Congo o agli oltre 2.000 che abbiamo in Nigeria, mentre nel caso dei tre paesi più colpiti, appunto Liberia, Guinea e Sierra Leone, la somma non arriva a 150 e comunque sono quasi tutti o operatori militari o religiosi che stanno nelle missioni già da molto tempo e molti anni”. Lo ha detto in Senato il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, in una informativa sul caso Ebola.
(Sis)