(14 apr) Il vino è conosciuto in Cina fin dal tempo della dinastia Han (al potere dal 206 a.C. al 220 d.C.), ma negli ultimi decenni il rapporto che lega i cinesi al vino è entrato in una fase tutta nuova. La bevanda, infatti, è diventata un esempio del cambiamento della tradizione alimentare, ma soprattutto uno dei segni della modernità oggi emergente nel paese del Dragone. “Il vino e la Cina: cultura, tendenze dei consumi e prospettive di mercato” è il titolo del convegno internazionale che si svolgerà domani a Montepulciano, nel Senese, organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (con la diretta partecipazione all’ideazione dell’evento di Pietro Tonutti, prorettore per l’Internazionalizzazione e docente di arboricoltura generale e coltivazioni arboree) e dal suo Istituto Confucio, promotore e main organizer. Al centro delle riflessioni la nuova modernità emergente in Cina, che “se per un verso accoglie il nuovo e lo straniero, per altro verso supera il contrasto fra Cina e Occidente – si legge in una nota della Scuola superiore Sant’Anna -. In effetti, l’aumento del 290% del consumo di vino nel decennio 2000-2010 e lo spettacolare aumento delle importazioni di vino – che riguardano vino imbottigliato, vino sfuso e vino frizzante – confermano i forti cambiamenti e l’evoluzione di alcune abitudini che si stanno producendo tra la popolazione cinese. Rispetto ad altri paesi, il consumo pro capite di vino in Cina è ancora basso (i cinesi adulti bevono in media 1,4 litri di vino all’anno), ma si prevede che registrerà il più rapido aumento mondiale, essendo la Cina già diventato il paese con il più alto consumo di vino rosso al mondo. In particolare le nuove generazioni svilupperanno un nuovo atteggiamento nei confronti del vino, che comincerà ad essere considerato e valutato non soltanto per la sua qualità e le sue proprietà organolettiche, ma anche sotto altri aspetti legati al quadro sociale”. La Cina sta conoscendo anche un netto aumento della produzione di vino. Nel 2011, con 135 milioni di confezioni da 9 litri, è diventata il sesto maggior produttore mondiale, dietro Francia, Italia, Spagna, Usa e Argentina. Si può prevedere che nei prossimi anni la Cina rafforzerà ulteriormente la sua posizione. Attualmente il mercato cinese è monopolizzato dai vini fermi e leggeri, ma si prevede che il consumo di vino frizzante sia destinato ad aumentare rapidamente, analogamente a quanto accaduto in altri paesi non tradizionalmente produttori (a esempio negli Usa). (Roc)