– Roma, 8 lug – “Rifondazione scende dallo scalone” scrive Repubblica aprendo la sua intervista al segretario Franco Giordano: “Noi siamo difensori del ‘programma’ – afferma – perché è su quello che abbiamo ricevuto il mandato dagli elettori e lì si parla di abolizione. Però vogliamo anche trovare una soluzione, chiamerò Prodi e gli illustrerò la nostra proposta: alziamo l´età pensionabile a 58 anni e poi prevediamo un meccanismo d´incentivi per rimanere al lavoro. Con due eccezioni: i lavori usuranti e chi ha già versato 40 anni di contributi, per loro devono rimanere i 57 anni”. Il leader di Rifondazione esclude che questa proposta possa gravare sulle casse dello Stato: “Il tentativo è di far passare una scelta politica per una questione tecnica: non c´è nessuna emergenza economica. I lavoratori si sono pagati l´abolizione dello scalone con l´aumento dei contributi dello 0,3%. Il famoso “sbilancio” da 65 miliardi di euro nei prossimi 30 anni sarebbe recuperato negli anni successivi, solo che guarda caso si ferma l´analisi dalla parte catastrofica della curva”. E aggiunge: “Se dobbiamo ragionare in deroga al programma allora bisogna rivedersi tutti. Non è il governo che deve decidere visto che non siamo ‘ospiti’ nella maggioranza. Se non dovessimo trovare l´intesa, allora affidiamoci al grande popolo dell´Unione con una consultazione popolare, ma mi faccia dire che trovo alcuni cambi di posizione incredibili”. Giudica quindi “paradossale che si schierino contro personaggi come Tiziano Treu, che ha lavorato in prima persona al programma e Lamberto Dini che con l´abolizione della Maroni vedrebbe ripristinata la sua riforma”. (SEGUE)