(23 apr) Il 4 giugno del 2004, con la morte di Nino Manfredi, se ne andava un pezzo di storia del cinema italiano. Ma a dieci anni dalla scomparsa, l’attore nato a Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone, continua a vivere nella memoria collettiva grazie ai suoi film, come “Per grazia ricevuta” (1971) “Pane e cioccolata” (1974), “C’eravamo tanto amati” (1974), “Colpo di Luna (1995) e “Un difetto di famiglia” (2002). Pellicole che saranno proiettate all’Istituto italiano di cultura di Los Angeles, che dedica a Manfredi la manifestazione “Nino!”: una settimana (dal 9 al 16 maggio) per far rivivere l’eccezionalità di Manfredi attraverso scatti inediti, colonne sonore, proiezioni dei suoi film più significativi, documentari e testimonianze di chi lo ha conosciuto, i momenti della vita privata ed artistica di uno degli attori più popolari ed emblematici del cinema italiano. Attore che aveva – oltre l’indiscutibile talento – un segreto su tutti, la ricerca della perfezione: “Lo chiamavo l’orologiaio –raccontava Dino Risi -: era pignolissimo nel suo lavoro, un cesellatore, per questo riusciva a dare risultati straordinari”. Un lavoro che non sarà mai dimenticato. (Red)