– Roma, 8 lug – Vale invece 11,17 miliardi il Tfr lasciato in azienda. Una scelta — da parte del 59% dei dipendenti — dettata in alcuni casi dal timore di non tornare indietro. Tanto che uno su due non esclude di prendere una decisione diversa nei prossimi 1-2 anni. “Oggi ci sono circa 4 milioni di dipendenti che hanno paura a cambiare — ha spiegato al Sole 24 ore il direttore di IPR Marketing Antonio Noto — ma nel contempo non hanno la certezza che questo atteggiamento conservatore possa rendere loro beneficio”. Il 62% di chi rinvia la decisione al futuro ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni, è uomo (il 69%) e lavora in un’azienda con oltre 50 dipendenti (71%). Dati da non sottovalutare, secondo Noto, “perché qualsiasi cambiamento dei comportamenti sociali ed economici non avviene mai in tempi brevi” e “non è impensabile ritenere che nell’arco di uno-due anni la quota di Tfr alla previdenza integrativa possa raddoppiare”. Non intende invece tornare sui propri passi il 40 per cento, con punte del 92% tra chi ha 55 anni e più. Qui le donne (54%) superano gli uomini (30%).