(24 apr) “Si cambia più facilmente religione che caffè”: è il paradosso con cui Georges Courteline, scrittore e drammaturgo francese, spiega l’importanza di questa bevanda, che specialmente in Italia è molto più che una bevanda. Quella dell’espresso, infatti, è una nostra tradizione riconosciuta in tutto il mondo. Non è un caso che ci sia lo zampino dell’Italia nel campionato baristi iraniano Fbc (Fidilio Barista Championship), organizzato da Fidilio in collaborazione con Caffè River, che si terrà dal 30 aprile al 1° maggio a Tehran. I partecipanti dovranno realizzare delle bevande a base di caffè ed una giuria di esperti deciderà il miglior barista iraniano 2014. Tra i giurati, Mara Bruni e Francesco Guadagni di Caffè River ed il vice campione italiano di Latte Art 2013 e 2014, Giuseppe Musiu, che partiranno alla volta di Tehran per tenere una due giorni di corsi di formazione su caffè espresso e cappuccini decorati, e poi parteciperanno come giurati a concorso per eleggere il miglior barista. Il primo classificato volerà in Italia per visitare Caffè River e frequentare i corsi del Caffè River Training Centre di Arezzo. “Negli ultimi anni – si legge in una nota – l’interesse in Iran verso i prodotti italiani ed il caffè espresso in particolare è cresciuto notevolmente, tanto da aver portato alla crescita del numero di bar e caffetterie soprattutto nella città di Tehran”. La tradizione italiana dell’espresso non è mai stata più internazionale. (Red)