– Roma, 8 lug – “Alla luce di tutto quanto sta accadendo: Csm, Pollari, archivi segreti e quant’altro, chiediamo al presidente del Consiglio di ripensare e rivedere il segreto di Stato, anche quello opposto nei confronti della magistratura di Milano per la vicenda Abu Omar”. E’ quanto dichiara il ministro Antonio Di Pietro a commento di quanto sostenuto da Pollari sulla necessità di una commissione d’inchiesta che lo liberi dal segreto di stato e poter così svelare i fatti di cui è ritenuto responsabile. “Pollari – continua Di Pietro – anche nel caso Abu Omar, ha sempre dichiarato di aver agito per conto del governo e nei limiti del mandato ricevuto. C’è necessità quindi di sapere – secondo Di Pietro – quale sia questo mandato e cosa è successo all’interno di quella vicenda, come di sapere cosa c’è dietro la vicenda archivi segreti di Pio Pompa. Chiediamo pertanto, riguardo alla vicenda Abu Omar, che sia revocato qualsiasi segreto di Stato e ritirato il ricorso alla Corte costituzionale. Questo – prosegue il leader dell’Idv – ci sembra un atto dovuto. Così anche Pollari, come dice oggi, può dire la sua e cioè se lui e i suoi collaboratori hanno agito negli interessi dello Stato o fuori dai limiti istituzionali. C’è bisogno di sapere chi e perché operò in quell’occasione e nella vicenda ultima degli archivi segreti relativi a magistrati e giornalisti redatti da Pio Pompa. Ora Pollari – continua l’ex pm – si propone di collaborare auspicando una commissione; ma collaborare è sempre un dovere, a meno che non sia l’occasione per buttare altro fango nei confronti dei servizi italiani. Per questo sono certo della necessità di una commissione d’inchiesta che valuti tutte le versioni dei fatti. Soprattutto sono convinto – è la conclusione di Di Pietro – che un funzionario dello Stato non può aver agito da solo ma, necessariamente, deve aver ricevuto indicazioni da qualcuno”.