– Roma, 9 lug – “Abbiamo fatto tutto lo sforzo – prosegue Epifani – per non concentrare l’attenzione sul tema del superamento dello scalone, che nella nostra piattaforma è al decimo posto. Prima vengono tante altre cose. L’aumento delle pensioni basse. La questione dei giovani, dal recupero dei contributi al riscatto della laurea. Per noi è sempre stato più importante, per esempio, difendere i 60 anni dell’età di vecchiaia delle donne”. Sottolinea che “con il contributivo a regime tutto questo finirà. Non ci sarà più distinzione tra uomo e donna. Come vede, il nostro sforzo era di fare un’operazione tutt’altro che corporativa. Poi è successo che da mesi si dibatte solo sullo scalone”. Alle accuse secondo le quali il governo Prodi prenderebbe ordini dal sindacato replica: “Il governo di centrodestra provò a fare un accordo per dividere il sindacato isolando la Cgil. Prova che comunque aveva il sindacato al centro della sua strategia. Con questo governo, invece c’è stata difficoltà di costruire anche la stessa Finanziaria”. Conclude sottolineando che “l’iniziativa deve partire per forza dal governo che in alcuni passaggi non ha tenuto fede agli impegni presi. Si è fatta diventare una cosa importante, lo scalone, l’unica cosa centrale. In un paese che ha un allungamento così importante della vita media non dovrebbe porsi soltanto un problema di costi, ma di come organizzare la società. L’invecchiamento attivo degli anziani è un grande tema sociale e riformatore. Nei loro confronti non si fa nulla”. “se si vuole affrontare la permanenza al lavoro non ci può essere solo la strada dell’obbligo. Ci dev’essere quella di creare le condizioni per questa permanenza”.