– Roma, 12 lug – “A questo punto, di fronte a tanta apparente insipienza, sorge un sospetto” nota il celebre avvocato penalista nell’editoriale dal titolo “Giudici, non esagerate”: “Che, forse, non tutto sia casuale; che nell’attuale maggioranza vi siano in realtà, accanto ai duri e puri di sempre, coloro che remano contro l’idea di una riorganizzazione del settore giustizia. In fondo una magistratura inceppata, una giurisdizione inefficiente, una prescrizione che falcidia, può fare comodo anche a sinistra. E allora a parole si enfatizza la discontinuità rispetto alle gestioni precedenti. Nei fatti, invece, qualcuno cerca di bloccare, di ritardare, perché una magistratura avvilita e una giustizia poco funzionante sono comunque in qualche modo funzionali”. Nota quindi che a fronte della protesta degli avvocati delle Camere penali e dell’annunciato sciopero dell’Anm contro il ddl Mastella che “non si era mai visto che le due principali categorie professionali del settore giustizia si agitassero contemporaneamente, sia pure per motivi opposti, contro l’approvazione della stessa legge. Ha colpito, soprattutto, l’agitazione dichiarata dai giudici”. Sottolinea che “per anni fra magistratura e sinistra politica è stata luna di miele. Oggi l’incantesimo si è rotto. I ritardi del centrosinistra nell’abrogazione delle leggi vergogna, l’inefficienza lasciata deflagrare, la perdurante mancanza delle risorse necessarie, la legge d’indulto votata nonostante gli ammonimenti, hanno spezzato il filo che legava le due sponde. Alla fiducia si sono sostituiti sospetto e diffidenza. Le conseguenze non si sono fatte attendere: una reazione dura a una legge che non piace del tutto. A questo punto sarebbe tuttavia improvvido che la politica, senza avvertire le ragioni profonde della crisi, si limitasse a liquidare l’iniziativa dei magistrati con l’accusa sbrigativa di corporativismo associativo”.