– Roma, 12 lug – “Quale polemica scusi? Ah, questa del voto dei senatori a vita… Ma non c’è nessuna novità, questo dello scandalo per il voto di noi senatori a vita è un argomento che ogni tanto torna, da una parte o dall’altra a seconda che quel voto faccia comodo agli uni o agli altri”. E’ quanto afferma Giulio Andreotti al Corriere della Sera commentando il suo voto a favore del primo articolo del ddl Mastella sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, articolo che regola l’accesso alla professione. In merito al suo voto, decisivo per il governo, nota che “mica è compito dei senatori a vita fare crisi di governo. E anche il centrodestra, poi, chissà se la vuole davvero questa crisi… “. E aggiunge: “Io sono in Parlamento dal ’46, ne ho viste tante… E quando sono arrivato in Senato con questo nuovo ruolo, non è che ci sono stato tanto a pensare: prima come adesso, io voto quello che mi convince, volta per volta, non mi pongo troppi problemi”. Sui motivi che lo hanno spinto a votare stavolta a favore del governo, “nonostante la delicatezza di una situazione ad alto rischio e su un tema che in qualche modo lo ha riguardato da vicino come quello della giustizia”, si limita a dire: “In questo caso specifico, si tratta della simpatia politica e umana che ho per Mastella… Anche questo conta, non è che viviamo asettici, lontano da tutto e tutti!”. E quindi ammette: “Per la verità, questa storia dello sciopero dei magistrati mi ha scandalizzato. Ma ci rendiamo conto, i magistrati che si mettono a scioperare! In questo Paese c’è una sciopero-mania totale, non ci si capisce più niente, mancano solo i preti e poi hanno scioperato veramente tutti…”