– Roma, 9 lug – Il rush finale per raccogliere le 500mila firme valide per il referendum elettorale è cominciato. Ormai mancano solo quindici giorni prima del termine del 24 luglio. Nelle prossime due settimane il comitato organizzatore si produrrà in uno sforzo enorme per arrivare alla soglia del mezzo milione. Una grossa mano ai promotori del referendum, in questo senso, è stata data oggi dal sindaco di Roma e candidato alla guida del Partito democratico, Walter Veltroni: “Sostengo il referendum ma non posso firmarlo, essendo il candidato alla guida di un partito che è parte integrante di questa maggioranza e nel quale ci sono opinioni diverse delle quali non posso non tener conto”. Come ammesso dallo stesso Veltroni, non sarà certo la sua mancata firma a fare la differenza. Ben più importante, ed efficace, è infatti il suo esplicito sostegno. Le parole del sindaco della Capitale hanno dato vita a una serie di reazioni del mondo politico, che sono andate ad inserirsi in un dibattito già molto fitto e confuso, arricchendolo di nuova linfa. Riguardo al referendum e alla stessa riforma della legge elettorale, infatti, il tempo delle discussioni sembra non finire mai e più si avvicinano le scadenze più la soluzione parlamentare sembra allontanarsi. Lo scenario resta estremamente eterogeneo, anche all’interno delle diverse forze politiche. Marco Filippeschi, responsabile Istituzioni dei Ds accoglie le parole di Veltroni “come un pronunciamento chiaro e molto motivato, uno stimolo fortissimo al completamento della raccolta firme, in quanto serve come non mai una spinta dal basso sul Parlamento”. (SEGUE)