– Roma, 9 lug – Il coordinatore nazionale Sandro Bondi, ritiene il referendum una “soluzione illusoria, auto-assolutoria e vana” e dice di temere si tratti solo del risultato “dell’assenza di una classe dirigente capace nei momenti di crisi più gravi di sapersi assumere delle responsabilità nei confronti del futuro dell’Italia”. Di opinione diversa si dichiara l’ex presidente del Senato Marcello Pera: “Forza Italia è nata come il partito del maggioritario, del bipolarismo, del presidenzialismo. Siccome il tempo passa e la possibilità di rifare una legge elettorale in Parlamento diventa sempre più remota, soprattutto se si tratta di una legge che assicuri la governabilità e non titilli solo la voglia di rappresentanza dei piccoli partiti, ho concluso: dobbiamo firmare per il referendum”. Dal Parlamento continuano ad arrivare segnali di difficoltà riguardo a una legge condivisa. Vannino Chiti ha fatto sapere che si sta lavorando “sul modello francese”, maggioritario a doppio turno, il più gradito a Ds e Margherita, “e sul modello tedesco”, proporzionale puro, che trova il favore di Udc e Prc, e l’avallo dello stesso Partito democratico, o almeno di parte di esso. Contrarissimi a entrambe le soluzioni i piccoli partiti che rischierebbero in questi casi di perdere la loro rappresentatività parlamentare. Non è un caso infatti che Verdi e Pdci si siano detti “nettamente contrari” alla bozza presentata in Senato da Enzo Bianco la settimana scorsa, che fissa al 4% la soglia di sbarramento per avere rappresentanza e punta su un sistema elettorale simile a quello della Germania.