I pensionati italiani residenti all’estero, ma in possesso di una casa sfitta in Italia, non pagheranno l’Imu, e avranno Tasi e Tari abbattute dei due terzi. E’ la vittoria “a metà”, come la definisce Aldo Di Biagio, ottenuta dai senatori eletti all’estero, grazie all’emendamento al dl casa approvato con un riformulazione che, per ragioni di copertura, limita l’equiparazione alla prima soltanto ai pensionati. “L’emendamento ha subito un riadattamento per ragioni di copertura finanziaria – ammette Di Biagio – ma si colloca in un percorso pluriennale di confronto e di sollecitazione del governo”. Certo, “questa proposta nella sua attuale formulazione non rispecchia lo spirito originario del nostro emendamento, ma rappresenta comunque un primo significativo passo verso la rettifica di una normativa, a mio parere, illegittima. Quindi, comporta un primo intervento a tutela della categoria forse più delicata, fatta di persone di una certa età, che molto spesso vivono in condizioni di disagio economico”. In pratica, l’emendamento comporta un taglio alle entrate nelle casse dei Comuni di circa 6 milioni di euro a partire dal prossimo anno, che verranno compensati dal ministero dell’Economia. Di più, secondo il governo, non si poteva fare, e il Movimento 5 stelle non ha gradito (“non si è trovata copertura per l’esenzione Imu per i residenti all’estero” ha ricordato Paola Nugnes). Ben più ottimista Laura Garavini, deputata del Pd eletta all’estero, che ricorda come “dopo il mantenimento della circoscrizione estero, adesso il governo Renzi risolve l’annosa questione dell’Imu sulla prima casa per i connazionali nel mondo”. Secondo la deputata residente in Germania il provvedimento, pur limitandosi ai pensionati, “è un successo molto importante destinato a diventare legge nel giro di pochissimo tempo. Significa che dopo anni di ingiustizia perpetrati a danno dei connazionali all’estero, il governo Renzi dà risposte concrete alle istanze portate avanti da noi parlamentari e si rivela molto attento alle questioni degli italiani all’estero”. In una nota congiunta. i senatori eletti all’estero Aldo Di Biagio (Pi), Claudio Micheloni, Renato Turano, Francesco Giacobbe (Pd) e Fausto Longo (Psi) hanno espresso la loro soddisfazione: “Quanto approvato oggi – spiegano i senatori eletti all’estero – è un grande risultato che, seppur parziale, pone rimedio a una ingiusta applicazione dell’Imu per gli italiani all’estero e per i pensionati italiani all’estero in particolare e, cosa da tenere in considerazione, lascia aperto uno spiraglio per far sì che, entro la fine dell’anno, si possa intervenire sulla rimodulazione Imu anche per tutte le altre categorie di italiani residenti all’estero”. “Dispiace – aggiungono i senatori – che il Movimento 5 stelle non abbia colto l’importanza dell’emendamento in questione e abbia votato contro. Riteniamo doveroso, invece, ringraziare i relatori che si sono fatti carico delle nostre costanti e pressanti richieste e hanno sposato la nostra causa”. (Sis/Ram – 14 mag)