– Roma, 10 lug – “Il 7 marzo – prosegue l’articolo di Carlo Bonini -, nel depositare le motivazioni della sentenza, il gup Interlandi consegna infatti l´ex direttore del Servizio Nicolò Pollari e Pio Pompa a una incontrovertibile responsabilità per aver violato la legge istitutiva dei Servizi segreti (la 801 del 1977), lì dove fa espresso divieto di ‘reclutare giornalisti professionisti’. E la lettura del provvedimento riserva qualche significativa sorpresa. Annota il gup di Milano come a carico di Farina (e dunque di Pollari e Pompa) la prova è ‘piena’. La sorreggono ‘l´esito delle intercettazioni a carico delle utenze di Pio Pompa’; ‘il materiale sequestrato in via Nazionale’ (le ricevute di pagamento, l´appunto redatto dallo stesso Farina a beneficio del Sismi in cui si da conto del colloquio con i procuratori Spataro e Pomarici); le ‘dichiarazioni di Pio Pompa’; le ‘dichiarazioni dello stesso Farina’”. Si sostiene che Farina “ha ammesso di aver ricevuto complessivamente dal Sismi circa 30 mila euro”, oltre, dunque, gli 8 mila euro documentati dalle tre ricevute e di “aver ricevuto pressioni da parte di Pompa e di Pollari per ottenere notizie sull´indagine Abu Omar. “Ma non pettegolezzi da corridoio di Procura – aggiunge Bonini -. Roba più seria. Per dirne una, ‘la fotocopia di un´informativa del Ros dei carabinieri su Abu Omar’ (documento poi ritrovato in via Nazionale)” e nota che “tra le carte su cui la sentenza si fonda, è sufficiente rileggere il passaggio della conversazione telefonica intercettata alle 13.26 del 22 maggio 2006, proprio tra Pollari e Pompa. Pompa: ‘Direttore, Betulla si incontra alle 17 con il titolare di Milano. E´ una cosa importante’. Pollari: ‘Perché?’. Pompa: ‘Si incontra oggi perché gli ha accordato di vederlo sulla questione famosa. Dopo ci risentiamo, in modo che gli ponga pure qualche domanda che ci può essere utile’. Pollari: ‘Sì, ma lui sa cosa dire?’. Pompa: ‘Sa cosa dire, ma è il caso che ripassi la lezione insieme a noi’. La sera del 22 maggio 2006, Farina si mette al computer per redigere l´appunto destinato a Pompa e Pollari. Riferisce il dettaglio del suo colloquio con i magistrati. Conclude con una significativa annotazione personale: ‘Il dialogo è stato durissimo”. Si aggiunge inoltre che “i documenti su cui il gup Caterina Interlandi ha assunto e motivato la sua sentenza non sono più segreti da tempo. Sono a disposizione del Parlamento (che ne fece richiesta con il Copaco alla Procura di Milano) dall´ottobre dello scorso anno”.
