– Roma, 10 lug – Il governo è a rischio senza una vera ragione di merito. Sulle 35 ore c´era una motivazione sociale, ma oggi lo scalone non riguarda più di 130 mila persone. E’ quanto denuncia Tiziano Treu in un colloquio con Repubblica. L´ex ministro del Lavoro del primo governo Prodi considera “inadatti” a governare gli uomini di Rifondazione comunista, perché troppo ideologici, troppo legati ad una lettura della società che poteva andare bene diversi decenni fa. “Il pericolo di una crisi c´è eccome” sostiene il senatore della Margherita. L´ipotesi più gettonata di un gradino da 57 a 58 anni nel 2008 per l´accesso alla pensione di anzianità, seguito da un altro gradino dopo due anni per poi far scattare le quote (mix tra età e contributi) viene considerata da Treu “il minimo potabile”. E replica così agli appunti di Rifondazione secondo il quale nel programma elettorale c’è scritto che lo scalone va eliminato: “Conosco bene il programma anche perché ho contribuito a scrivere quella parte. Bene: c´è scritto l´uno e l´altro. Si dice che lo scalone va superato ma anche che l´età si deve alzare”. Si tratta quindi della logica degli scalini che non esclude che possa essere fatto un passo verso la richiesta di Prc di escludere dall´aumento dell´età pensionabile coloro che sono addetti a lavori usuranti: “Siamo d´accordo, purché non si estenda a tutti gli operai, indistintamente. Va definita una griglia, aggiornando l´elenco definito nel ´99”. “E in ogni caso – sostiene l´esponente della Margherita – una parte del bonus ai lavori usuranti va pagato dalle imprese”, “un principio previsto anche dalla legge Dini”.
