– Roma, 8 lug – A dieci anni dal nuovo scontro tra Romano Prodi e Rifondazione comunista – allora erano le 35 ore, oggi lo scalone -, il Corriere della Sera sottolinea che “la dinamica politica è identica”laddove “allora il premier riuscì a trovare un compromesso con Fausto Bertinotti, all’epoca segretario del Prc, ma un anno dopo capitolò con le dimissioni risolte con il rinvio alle Camere del governo, che ottenne una nuova fiducia il 16 ottobre 1997, grazie al ‘patto di un anno’ con il Prc basato sulla riduzione dell’orario di lavoro e la salvaguardia delle pensioni di anzianità. Per ricordare le posizioni di allora, così simili all’oggi, il quotidiano pubblica il verbale della riunione a Botteghe Oscure che si tenne il 7 ottobre del ’97, subito dopo il dibattito alla Camera sulla Finanziaria, in cui il presidente del Consiglio si appellò al Prc. Ecco tre degli interventi, quelli di Veltroni, Napolitano e D’Alema. Walter Veltroni, vicepresidente del Consiglio: “Con Rifondazione il governo ci ha provato, ma da quel che ci hanno chiesto è difficile pensare che vogliano un’intesa. La situazione è paradossale. La posizione del Prc nel merito è strumentale. Loro fanno un ragionamento che riguarda la collocazione politica del partito. La sostanza del ragionamento è questa: se in Italia vince la sinistra riformista, non c’è più spazio per la sinistra comunista. Di qui la necessità di ‘sfilarsi’…”. (SEGUE)