Sulle difficoltà del buongoverno – o sulle frustrazioni del riformismo – testimonia il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, che – un anno dopo la nomina – ha scritto un interessante libretto in cui racconta quello che avrebbe voluto fare ma che non ha potuto, in certo casi, neppure avviare. Ecco alcuni esempi, che riguardano i beni culturali ma che sono replicabili in tutti gli altri ambiti delle attività di governo.
Solo in Italia succede che i musei non siano tenuti ad accettare pagamenti con bancomat o carte di credito. O che i concessionari incassino fino al 70% del costo del biglietto. La proposta di eliminare queste assurdità, formalizzata da Borletti nel settembre 2013, si è arenata per l’assenza di coordinamento tra il gabinetto del ministro e l’ufficio del sottosegretario.
In Italia ci sono 30 mila associazioni e 3 milioni di persone impegnate nella tutela dei beni culturali. La proposta era di creare una banca dati digitale e quindi una rete di pronto intervento volontario a cui attingere per manifestazioni, aperture straordinarie, emergenze varie. Si è arenata per l’ opposizione del sindacato dei dipendenti ministeriali.
In Italia pale eoliche e pannelli solari sono sparsi sul territorio senza un criterio, con effetti spesso devastanti. Se ne occupano a diverso titolo il ministero dello sviluppo economico, il ministro dell’ambiente, il ministero dei beni culturali, le Regioni, i Comuni, le sovrintendenze e ovviamente gli enti e le aziende del settore energetico. Il sottosegretario ha invitato tutti a un incontro per cominciare a darsi delle regole comuni. Alla lettera non ha risposto nessuno.
A Recanati una lottizzazione edilizia minaccia di cancellare per sempre il paesaggio del colle di Leopardi. Ministero e sovrintendenza ovviamente si sono opposti, ma il Tar ha dato ragione al proprietario dei terreni, perché la normativa urbanistica è considerata prevalente rispetto a quella paesaggistica. E dovendo scegliere tra l’Infinito e qualche nuova cubatura, il Tar non ha avuto dubbi. Morale: governare in Italia è molto più complicato che altrove. (30 mag)