– Roma, 10 lug – Secondo Mastella, inoltre, il disegno di legge di riforma
dell’ordinamento giudiziario “è l’unico provvedimento possibile rispetto a questa maggioranza parlamentare”. Per il Guardasigilli, “le recenti sollecitazioni del Capo
dello Stato erano dirette proprio, da un lato, a ricordare l’urgenza di giungere a una definizione della questione della riforma dell’ordinamento giudiziario ma anche, al tempo stesso, ad indicare l’esigenza di una soluzione il più possibile condivisa e stabile”. Su tali indicazioni, il leader dell’Udeur ha aggiunto: “Ho sempre ritenuto e continuo a ritenere tali indicazioni quali imprescindibili linee-guida del mio operato”. Mastella, per rispondere alle critiche di chi afferma che il testo da lui proposto è stato oggetto di pressioni esterne, spiega che è “un testo in cui sono presenti le ragioni di tutte le componenti della società” e che non è “una iniziativa volta a strutturare l’ordinamento a tutto vantaggio della magistratura, come dicono alcuni, o punitiva nei confronti delle toghe, come afferma la magistratura associata”. Per il guardasigilli l’equilibrio del ddl si può notare “nel fatto che i testi Castelli sono stati in parte conservati,laddove le relative scelte di fondo erano ritenute corrette, talvolta rafforzandone la portata, come per l’accesso in magistratura e per il controllo costante sulla professionalità
dei magistrati”. “Le modifiche più rilevanti sono state operate – ha sottolineato il ministro nel suo intervento in Aula – su aspetti della riforma che apparivano ai limiti della costituzionalità perché incidenti sull’autonomia e sulla indipendenza dell’ordine giudiziario. “Altre, le più numerose – ha spiegato ancora -, attengono a profili di impraticabilità delle norme e sono dirette ad evitare effetti di ricaduta assolutamente negativi per lo stesso governo del corpo giudiziario, suscettibili di mettere in crisi, la stessa attività del Consiglio superiore”. Per quanto riguarda la separazione delle carriere, Mastella afferma che: “Quella separazione delle carriere dei magistrati che ancora oggi molti propugnano, nel mondo politico e nell’avvocatura, oltre agli ostacoli di ordine costituzionale che ne impediscono la realizzazione per legge ordinaria, non è stata prefigurata nemmeno nella scorsa legislatura, quando c’era una maggioranza, almeno numericamente, consistente; riproporla oggi surrettiziamente mi sembra un fuor d’opera”.
