GLI ANNI ’70 NEI LIBRI PER RAGAZZI
Il Palazzo delle Esposizioni di Roma presenta, fino al 20 luglio, la mostra “I nostri Anni ‘70. Libri per ragazzi in Italia” che richiama nell’allestimento la grafica e il design di quegli anni, nato da un progetto di Paola Vassalli per il Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni e realizzata con la partecipazione delle Biblioteche di Roma. Gli anni ’70 hanno visto una rivoluzione che ha cambiato radicalmente e innovato il panorama dell’editoria per ragazzi in Italia, anni in cui una nuova generazione di editori, autori e illustratori si è liberata dai vecchi canoni espressivi del libro illustrato per l’infanzia, progettando e creando libri per un bambino nuovo. La mostra, raccogliendo le suggestioni della recente mostra “Anni ’70. Arte a Roma”, è un’occasione preziosa per approfondire i favolosi Settanta dell’editoria per ragazzi in Italia. Un percorso lungo un decennio che mette al centro l’opera originale dei grandi artisti italiani nei “sentieri della creatività”: per conoscere le regole del gioco messe in campo da Bruno Munari nel creare i suoi preziosi “libri progetto”, per entrare nel mondo delle fiabe e salire sulla scena teatrale guidati dalle figure di Emanuele Luzzati, per sperimentare la portata liberatrice del segno e della parola nelle poesie di Toti Scialoja, con sempreverdi compagni di strada quali Valentina Mela Verde creata da Grazia Nidasio e la simpatica Pimpa uscita dalla penna di un grande Altan. In mostra cento disegni e cento titoli, molti presenti nello Scaffale d’arte del Palazzo delle Esposizioni, testimoniano la ricerca editoriale nazionale e internazionale di un passato ancora attuale. (red)
“ASSAGGI” DALLA ACCADEMIA CARRARA
La mostra “Riscoprire La Carrara” – a Bergamo, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, fino al 27 luglio – segna una tappa fondamentale del percorso che porterà l’Accademia alla riapertura e offre al pubblico l’opportunità di entrare in contatto con capolavori restaurati e con l’emozione del nuovo allestimento. Un percorso tra Rinascimento e Ottocento: 33 opere tra capolavori della collezione dell’Accademia Carrara e dipinti provenienti da importati istituzioni museali d’Italia, posti in dialogo, raccontano e documentano cinque secoli di storia dell’arte. Il percorso si apre con la grande stagione del Rinascimento veneto e lombardo grazie ad Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Giovanni Antonio Boltraffio e Giovan Battista Moroni; si sofferma su capolavori riconosciuti come il San Sebastiano del giovane Raffaello Sanzio, tocca l’umana realtà di Giacomo Ceruti e si chiude sui ritratti di Giacomo Trécourt, allievo dell’Accademia nel corso dell’Ottocento. Per celebrare e valorizzare l’importanza del patrimonio della Carrara, anche grazie agli ultimi restauri, alcune opere in mostra sono state affiancate a “opere ospiti” provenienti dalle più importanti collezioni italiane: il posto d’onore è assegnato a Raffaello presentato grazie al confronto tra il San Sebastiano dell’Accademia Carrara e il Cristo benedicente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia; si prosegue con il commovente accostamento della Madonna col Bambino del Mantegna insieme a quella di Vincenzo Foppa dal Museo Poldi Pezzoli di Milano; la Madonna del latte del Boltraffio è proposta vicino al Ritratto di gentiluomo dagli Uffizi di Firenze; raffinato e istruttivo l’accostamento tra la Gentildonna con il libro di Giovan Battista Moroni e il Ritratto di Alessandro Farnese opera di Anthonis Mor dalla Galleria Nazionale di Parma; la “Pittura della realtà” è documentata dalla Scena di cortile di Giuseppe Maria Crespi dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna posta accanto alla Giovanetta con ventaglio del Pitocchetto; interessante il confronto tra il ritratto della Carrara di Giacomo Trécourt con i due ritratti dai Musei Civici di Pavia del medesimo artista; infine la Statua reliquiario di Santa Palazia di Francesco Arrighi, uno dei pezzi più preziosi della collezione Zeri donata all’Accademia Carrara è presentata accanto al Braccio reliquiario di San Paolino della Cattedrale di Senigallia. (red)
FOTO DAI DRONI PER RISCOPRIRE FORTE DEI MARMI
In occasione del centenario della fondazione del comune di Forte dei Marmi, l’artista e fotografa Veronica Gaido presenta, fino al 27 luglio, il nuovo progetto Through The View, una personale interpretazione in dieci immagini, realizzate con l’impiego di un drone, dei luoghi-simbolo che nel corso dei decenni hanno reso Forte dei Marmi una località apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo. Il pontile, il Fortino, Piazza Navari, Piazza Dante, Piazza Marconi si presentano nelle immagini in mostra come soggetti in movimento che si moltiplicano all’infinito e si susseguono come vibrazioni attraverso lo spazio che percorrono. Nel nuovo lavoro dell’artista è esplicito il rimando al movimento futurista e, in particolare, alla figura dell’artista viareggino Uberto Bonetti, noto per le sue vedute aeree acquerellate del pontile e del fortino di Forte dei Marmi. Gaido ha realizzato il progetto avvalendosi di un veicolo radiocomandato, un drone, dotato di appositi sensori e sistemi di navigazione assistita che consentono di effettuare riprese fotografiche da prospettive fino ad ora impossibili da ottenere se non tramite produzioni ad elevato budget. Individuata l’area da fotografare, si è proceduto con la pianificazione dettagliata del percorso di volo, dei soggetti da riprendere, delle scene e delle inquadrature. Per sfruttare al meglio la luce sono stati scelti anche l’orario e l’altezza/prospettiva dei voli. Il materiale fotografico così ottenuto, è stato poi selezionato e ottimizzato, e nella fase finale proposto in qualità HD. Per l’occasione lo stilista ha disegnato una maglietta che sarà messa in vendita con la scritta “ Massimo Rebecchi support Fondazione Andrea Bocelli” e il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione.
ARTE PER I 100 ANNI DEL CONI
In occasione delle celebrazioni per i 100 anni del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Foro Italico di Roma, un luogo simbolo riconosciuto in tutto il mondo per la sua straordinaria struttura architettonica, sarà al centro di tre progetti legati all’arte, volti a trasmettere i valori dello sport per mezzo della cultura, in un’occasione unica come il Centenario della fondazione del Coni. Sul Ponte della Musica di Ponte Milvio si sviluppa, fino al 21 settembre, Il progetto Iconica: un percorso urbano di 100 immagini di opere di artisti italiani ed internazionali legati al tema dello sport: da William Kentridge, Marina Abramović, Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, sino a giovani della nuova scena artistica contemporanea. Infine, fino al 27 luglio, alla Casa delle Armi del Parco del Foro Italico, viene presentata la mostra “Titina Maselli. Essere in movimento”: una grande retrospettiva dedicata ad una delle più importanti pittrici italiane del secolo scorso, che presenta una selezione di oltre 40 opere sui soggetti sportivi che ne hanno caratterizzato la sua ricerca sin dagli esordi. (PO / red)
LA GRANDE STAGIONE DELLA PITTURA INGLESE
Divenuta nel corso del Settecento una vera e propria potenza internazionale, protagonista della rivoluzione industriale e dell’egemonia sulle rotte marittime, l’Inghilterra si pose per la prima volta il problema della nascita di una propria scuola artistica. Lo sviluppo economico di cui è protagonista la Gran Bretagna, permetterà la nascita di un vero e proprio mondo nuovo di figure professionali, industriali e mercanti, scienziati e filosofi, che troveranno nelle arti visive un significativo supporto all’affermazione del loro nuovo status, divenendo i mecenati di quei maestri che nell’arco del secolo contribuiranno alla definizione di una scuola nazionale. Un corpus di oltre cento opere di pittori come Hogarth, Reynolds, Gainsborough, Wright of Derby, Stubbs, Fussli, Constable e Turner è presentato nella mostra “Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità”, al Museo Fondazione Roma, nella sede di Palazzo Sciarra, fino al 20 luglio. Era dal 1966 che mancava a Roma una mostra sulla peculiarità e originalità dell’arte inglese. Le opere sono provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali quali il British Museum, la Tate Britain, il Victoria & Albert Museum, la Royal Academy, la National Portrait Gallery, il Museum of London, la Galleria degli Uffizi alle quali si unisce il nucleo di opere provenienti dall’importante raccolta americana dello Yale Centre for British Art. Il percorso della mostra si articola in sette sezioni e propone una selezione dei più significativi pittori anglosassoni, con l’obiettivo di documentare in particolare i generi della ritrattistica e della pittura di paesaggio che maggiormente hanno trovato fortuna durante il secolo, dando luogo a un linguaggio figurativo capace di interpretare quella modernità che diventerà nell’Ottocento riferimento comune per tutta l’Europa. La mostra è anche presentata sul web all’indirizzo: www.pitturaingleseroma.it. (red)
