Dal 2015 niente più file ai Caf (o dal commercialista) per presentare la dichiarazione dei redditi per 30 milioni di italiani. E’ questa la promessa fatta dal ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi oggi al termine di un Consiglio dei ministri in cui sono stati discussi due provvedimenti di attuazione della Delega fiscale che ora dovranno passare il vaglio delle commissioni parlamentari competenti per essere poi definitivamente approvati dal governo. In realtà nei due testi sono contenute tante novità che dovrebbero far cambiare molto il rapporto degli italiani col fisco, dalle misure sui rimborsi Iva all’intervento sulle dichiarazioni di successione, dalla semplificazione per la certificazione energetica degli edifici alla detrazione del 50% per le sponsorizzazioni di società sportive dilettantistiche o pro-loco, fino all’avvio di una riforma del catasto che dovrebbe consentirne un costante aggiornamento nel tempo.
NUOVA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PER DIPENDENTI E PENSIONATI
Ma il protagonista di oggi a Palazzo Chigi è stato certamente il 730, o meglio una dichiarazione dei redditi precompilata che a partire dal prossimo anno 30 milioni di italiani riceveranno a casa, anche se in realtà le cose cambieranno per poco più della metà (18 milioni circa), visto che già oggi 12 milioni di italiani si avvalgono semplicemente del Cud che viene compilato dal datore di lavoro. A spiegare come funzionerà nel concreto il cosiddetto “730 precompilato” è stato proprio il ministro Boschi, che ha chiarito come il documento potrà naturalmente essere rinviato all’amministrazione pubblica se vi fossero eventuali correzioni o integrazioni da fare mentre se chi lo riceve lo considera corretto “finisce la possibilità di contestazione in un secondo momento, si pagheranno le tasse” e si potranno dormire “sonni tranquilli”.
TUTTI I DATI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Naturalmente rimane la possibilità per tutti i contribuenti di presentare la dichiarazione dei redditi come hanno fatto fino ad oggi ma in base alla bozza del provvedimento il tutto dovrebbe funzionare così: l’Agenzia delle Entrate dovrebbe rendere disponibile online entro il 15 aprile di ogni anno ai titolari di redditi da lavoro dipendente e assimilati la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente. La certificazione da parte dei sostituti di imposta andrà inviata all’Agenzia passata nei giorni scorsi sotto la direzione di Rossella Orlandi entro il 7 marzo (in caso non venga fatto, si presenti in ritardo o con qualche errore la sanzione sarebbe di 100 euro). Le assicurazioni, gli enti che erogano i mutui, quelli previdenziali e che gestiscono forme pensionistiche complementari, dovranno trasmettere le informazioni in loro possesso entro il 28 febbraio.
PER LE SPESE SANITARIE SI PARTE DAL 2016
Per le spese sanitarie, invece, si dovrebbe partire dal 2016 sfruttando il sistema previsto per la Tessera sanitaria e quindi solo tra due anni Asl, ospedali e strutture di cura, ma anche ambulatori, farmacie pubbliche e private dovranno inviare i dati relativi alle prestazioni erogate nell’anno precedente, ossia il 2015. “Una grande opera di semplificazione”, l’ha definita il ministro Boschi, che permetterà allo Stato di diventare “finalmente amico” dei cittadini in materia di fisco. “Questa opera di semplificazione – ha sottolineato – renderà la vita più facile ai pensionati e ai lavoratori dipendenti”.
(Pif – 20 giu)