(23 giu) – Nel 1990 nei giornali italiani lavoravano 12.457 poligrafici. Ora sono 4.645. In diminuzione anche i giornalisti, passati da 6.644 a 5.757. E’ un aspetto della crisi dell’editoria. D’altra parte la spesa delle famiglie per giornali – ai quali non si capisce con quale ratio l’Istat continua a unire i prodotti di cancelleria – ha subito un’erosione a partire da inizio millennio: era l’1,09% nel 2000, è scesa allo 0,73% nel 2012. A valori costanti (anno di riferimento 2005), gli 8,9 miliardi di euro che le famiglie spendevano nel 2000, sono diventati meno di 5,9 miliardi a fine 2012. Circa 3 miliardi sono stati persi perché dirottati verso altri mezzi o, peggio, perché le persone hanno rinunciato a spendere a causa di bisogni di carattere esistenziale. Sulla crisi dell’editoria, ecco il rapporto Fieg, la Federazione degli editori. .
http://www.fieg.it/upload/studi_allegati/LA%20STAMPA%20IN%20ITALIA%202011-2013.pdf