“E’ la partita più importante della mia carriera professionale”. Cesare Prandelli non getta acqua sul fuoco, anzi. Italia-Uruguay di domani è, e rimane, uno spareggio fondamentale per il cammino degli azzurri ai mondiali, ma è fondamentale anche per la storia personale del ct. E la vigilia, dopo il brusco ko contro il Costarica che ci ha riportati con i piedi per terra, è piena di tensioni. “E’ una vigilia particolarmente difficile perché è dentro o fuori, però nel momento in cui ci sono stati i sorteggi avremmo firmato tutti per giocarci la qualificazione all’ultima partita. Siamo ancora in gara, dobbiamo fare pensieri positivi”. Vigilia piena di tensioni, purtroppo, anche a Natal, sede della gara degli azzurri, che dopo tre giorni di violenti acquazzoni è stata pure sconvolta da una frana che ha inghiottito delle abitazioni, per fortuna senza fare vittime. Ma la partita si giocherà, ovviamente, i ritmi stringenti del Mondiale non ammettono cambi di programma. E allora Prandelli fa pretattica: “La formazione? Non la posso dare, del resto penso che neanche l’Uruguay lo farà. Fino all’ultimo voglio tenere tutti sulla corda, perché tutti devono essere pronti per giocare”.
BLOCCO JUVE IN DIFESA L’ipotesi più accreditata però è quella di passare alla difesa a tre Juve-style (Bonucci-Barzagli-Chiellini) per fermare la coppia Cavani-Suarez, definita a ragione “tra le più forti dei Mondiali perché hanno senso del gol e si muovono bene, noi dobbiamo essere bravi a dare poche opportunità a questi attaccanti”. Quindi centrocampo a cinque, con Darmian e De Sciglio pendolari delle fasce, Verratti, Pirlo e Marchisio in mediana (De Rossi è out, problemi a un polpaccio) e l’esordio dal primo minuto di Ciro Immobile al fianco di Balotelli. “Non ho mai detto – spiega Prandelli – che non possono giocare assieme”. Certo è che “se decidiamo di giocare con due attaccanti dobbiamo modificare qualcosa. Abbiamo dei pensieri, ma non sono ancora definitivi”. La partita che sta preparando il ct è comunque quella che prevede un Uruguay aggressivo, sia per caratteristiche proprie che per situazione di classifica: agli azzurri basta il pari per qualificarsi, saranno i sudamericani a dover attaccare per primi. “Siamo pronti e giocheremo per vincere. Abbiamo recuperato energie fisiche, sono convinto che siamo pronti anche a livello nervoso. Siamo convinti che serva la mentalità di cercare la vittoria, del resto non siamo capaci di giocare per pareggiare la partita. Se dobbiamo subire, dobbiamo anche essere bravi a contrattaccare immediatamente. Dobbiamo scendere in campo per far gol”. Esaurite le questioni tecniche, c’è poi il fattore ambientale che preoccupa Prandelli. “Domani sarà una partita dove caratterialmente, psicologicamente e agonisticamente devi essere al loro livello. Dobbiamo superare tutte le difficoltà ambientali e dare tutto quello che possiamo dare, senza alibi. L’Uruguay ha un senso patriottico che noi non abbiamo: ricordiamoci che siamo l’Italia, giochiamo anche per la Patria”.
PIRLO: “USCIRE SAREBBE UNA DELUSIONE” Anche secondo Andrea Pirlo “un’eliminazione sarebbe una grande delusione per me e tutta la squadra e la Nazione, ma non è un pensiero che abbiamo in testa, ci stiamo preparando perché non accada”. Per il regista juventino “è una partita dentro o fuori, c’è la tensione e l’entusiasmo di vivere una gara così importante. Preoccupato? No, siamo consapevoli che è una partita fondamentale. Ma sappiamo la nostra forza e che dipende tutto da noi, questo ci dà una grande convinzione di poter fare una grande partita”. (Sis – 23 giu)