Bologna, 26 giu – “Il dovere della memoria, l’attualissimo interesse economico, l’esistenza di una rete che puo’ servire per la promozione”. Sono queste, secondo la presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Silvia Bartolini le ragioni che devono portare il legislatore a far vivere la Consulta, “messa in discussione dalle proposte di legge avanzate da 5stelle, Idv e Udc”. La Bartolini ha ricordato che la legge istitutiva della Consulta “è stata presa ad esempio e anche copiata in moltissime regioni e che puo’ dare ancora ottimi risultati se accompagnata da piani triennali e annuali che sappiano cogliere gli aspetti storico sociali attuali”. La presidente ha poi sottolineato la rilevanza della rete di relazioni realizzata dalle comunità all’estero: “Più di 4 milioni di persone iscritte all’Aire di cui 147.345 emiliano romagnoli (di cui l’82,2% puo’ votare), più di 500 parlamentari di origine italiana che mantengono nel proprio lavoro la riconoscibilità delle radici italiane, oltre 3000 associazioni, un crescente numero di imprese italiane all’estero”. (red)