La “generazione Telemaco” dovrà cambiare l’Europa: usa una metafora legata all’Odissea e alla figura del figlio di Ulisse il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel chiudere il suo intervento di inaugurazione del semestre di Presidenza italiana dell’Ue, davanti al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria. “La nostra generazione, io non ero neanche diciottenne quando c’è stata Maastricht, ha il dovere di riscoprirsi Telemaco, di meritarsi l’eredità dei padri fondatori dell’Ue” per “assicurare un futuro a questa tradizione”. Renzi individua la necessità che nel semestre italiano non si parli solo di “questioni economiche, su cui comunque faremo sentire la nostra voce”, perché “il nostro destino non è nella moneta ma nel riscoprirci eredi” perché “l’Europa non è solo un’espressione geografica ma un’espressione dell’anima”.
“NON CHIEDIAMO SCORCIATOIE” – “L’Italia non chiede scorciatoie ma si offre di fare la propria parte”: afferma il premier, che aggiunge: “L’Italia non viene qui per chiedere all’Europa i cambiamenti che lei stessa non è in grado di fare, dobbiamo chiedere a noi la forza di cambiare se vogliamo essere credibili, l’Italia viene a dire in Europa che lei per prima vuole cambiare e che crede nelle istituzioni europee”. Ricordando il successo del Partito democratico alle ultime Europee, Renzi ha sottolineato che “abbiamo preso i voti dicendo che in Italia i problemi nascono dall’Italia e non dall’Europa” e ha ricordato come il nostro Paese stia procedendo sul percorso delle riforme: “In questo momento il Senato sta votando la riforma costituzionale che cambia le regole del gioco”.
“SELFIE EUROPA? VOLTO DELLA NOIA” – “Se oggi l’Europa facesse un selfie che immagine verrebbe fuori? Emergerebbe il volto della stanchezza e della rassegnazione: l’Europa mostrerebbe il volto della noia” aveva spiegato Renzi cominciando il suo discorso, in cui ha sottolineato che “la discussione economica non si riduce alla richiesta di cambiare le regole da parte di alcuni paesi ad altri, abbiamo firmato tutti insieme un patto di stabilità e di crescita, c’è la stabilità ma anche la crescita e senza la crescita l’Europa non ha futuro”.
“VECCHIO CONTINENTE TORNI AD ESSERE FRONTIERA” – “L’Europa deve essere e deve tornare a essere una frontiera”. ha detto il presidente del Consiglio. “Non soltanto nelle esigenze economiche e negli investimenti delle nostre aziende, è nella dimensione umana – ha detto il premier rivolgendosi agli europarlamentari – che voi rappresentate un faro di civiltà. Se di fronte a una donna che si chiama Asia Bibi, che è ferma da quattro anni in un carcere, non c’è l’Europa che si indigna vuol dire che non stiamo rispondendo alla nostra chiamata. Se di fronte a quelle ragazze che sono state rapite in Nigeria non c’è la nostra reazione non possiamo definirci degni della missione che abbiamo”. “Noi – prosegue il premier – continuiamo a usare frasi fatte, slogan vuoti”. Senza una reazione ai problemi internazionali “noi non andremo da nessuna parte e perderemo la dignità di essere politici europei. Diciamo con forza – dice ancora Renzi – che non si può non ascoltare la voce che arriva dall’Ucraina”. (Caf / Roc – 2 lug)